martedì 17 aprile 2012

Tu che hai il potere uguale al volere.



Ieri, 16 aprile, si è spento padre Stefano De Fiores, mariologo di fama mondiale. A lui, al Papa Benedetto XVI e a tutti coloro che si sforzano (ci sforziamo!) di avere per guida Maria, dedico questa preghiera tratta dalle Omelie di Germano di Costantinopoli.




"O maria, sei tu sola il  mio conforto proveniente da Dio, la divina rugiada che rinfresca la mia arsura, la goccia divinamente scorrente per il mio cuore inaridito, la fiaccola splendida della mia anima tenebrosa, la guida della mia inesperienza, la forza della mia debolezza, il rivestimento della mia nudità, la ricchezza della povertà, la guarigione delle ferite inguaribili, la rimozione delle lacrime, la cessazione dei gemiti, la trasformazione delle sventure, il sollievo dei dolori, lo scioglimento delle mie catene, la speranza della salvezza: orsù, ascolta le mie preghiere, abbi compassione dei miei gemiti ed accogli il mio pianto. Piegata dalle mie lacrime, abbi pietà di me. Come madre del Dio tuo e nostro che ama gli uomini, muoviti a compassione per me. 
Tu che sei difesa di tutti e splendente letizia, rendimi degno di rallegrarmi nella gioia insieme a te. Io ti chiedo di dimorare con te in quel gaudio veramente indicibile del Dio e Re da te generato, nelle sue eterne nozze e nel godimento inesausto ed incessante, nel regno che non ha tramonto nè fine.
Sì, o mia Signore, mio rifugio, vita e soccorso, armatura e vanto, speranza e forza, concedimi di godere dei doni indescrivibili ed inconcepibili di tuo Figlio, Dio tuo e Dio nostro, nel regno celeste. Infatti - io lo so - tu hai il potere uguale al volere, poichè sei madre dell'Altissimo. Perciò, o purissima Signora, io ti prego, che io non sia deluso della mia attesa, ma invece la ottenga in sorte, o Sposa di Dio che hai generato l'Atteso delle genti, il nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e Sovrano di tutte le cose visibili e invisibili, al quale conviene ogni gloria, onore e venerazione, ora e sempre e per i secoli dei secoli. Amen".

(Germano di Costantinopoli, Omelia Mariologica III)