mercoledì 6 aprile 2016

Dei 54 modi per essere misericordiosi, il numero 15, per esempio...

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Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.
Matteo 9, 11-13
Dio, che è misericordioso, desidera la nostra misericordia. Ecco 54 modi per essere misericordiosi durante l’Anno Giubilare. Cerca di selezionarne uno ogni settimana e di metterlo in pratica (te ne diamo due extra, mescolali!)
1) Resisti al sarcasmo; è l’antitesi della misericordia: Poni, Signore, una custodia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra 
(Salmo 141, 3).
2) Riduci le cose che possiedi: condividi ciò che hai con i bisognosi.
3) Chiama qualcuno che sai che è solo, anche se capisciperché è solo. Soprattutto se lo capisci.
4) Scrivi una lettera di perdono a qualcuno. Se non puoi spedirla, irrorala di acqua santa, chiedi a Gesù Cristo di avere misericordia di entrambi e poi bruciala o sotterrala.
5) Impara a recitare questa preghiera: “Caro Signore, benedici [aggiungi il nome della persona che ti irrita] e abbi misericordia di me!”
6) Progetta un minipellegrinaggio a un santuario locale; lungo il percorso, compi uno sforzo per vivere l’opera di misericordia corporale di accogliere lo straniero come Cristo.
7) Fai qualcosa di gentile e di utile per qualcuno con cui non ti trovi bene, o che ti ha fatto un torto.
8) Sii consapevole del tuo comportamento on-line. Quel post mira a migliorare la tua immagine… lasciando gli altri con un sentimento negativo? Stai criticando qualcuno per servire la tua rabbia e umiliare gli altri?
9) Fai dire delle Messe per le persone viventi: amici e familiari, anche estranei di cui leggi o senti, che vivono un momento difficile.
10) Sii abbastanza generoso da permettere a qualcuno di aiutarti; la gente ha bisogno di sentirsi utile.
11) Se non avevi intenzione di essere fonte di dispiacere per qualcuno, ammetti di esserlo stato e chiedi a quella persona di perdonarti.
12) Accogli un suggerimento del cardinale Timothy Dolan e compra i biglietti promozionali di Starbucks e McDonald’s per i senzatetto.
13) Prenditi del tempo nella preghiera per contemplare le buone qualità di qualcuno con cui hai dei rapporti complicati. Fai lo stesso con ciascun membro della tua famiglia.
14) Invia un biglietto, fiori o un regalo a qualcuno nell’anniversario dei sei mesi della morte della sua persona cara.
15) Offriti di fare il babysitter per una mamma indaffarata perché possa prendersi un paio d’ore per sé (v. infra...).
16) Prepara un pasto per una mamma che ha appena partorito o ha appena adottato un bambino, o per qualcuno che ha da poco subito una perdita.
17) Tieni a freno la lingua.
18) Offriti di fare una commissione (andare dal fornaio, lavare la macchina, portare a spasso il cane) per un parente impegnato o una persona costretta a stare a casa.
19) Se non riesci a sederti accanto a un senzatetto per parlarci un po’, invia almeno una donazione a un ministero che lo fa.
20) Se stai condividendo qualcosa da mangiare, prendi la porzione più piccola.
21) Memorizza le 14 opere di misericordia corporali e spirituali e mostra ai tuoi figli cosa significano.
22) Anziché perdere la pazienza con qualcuno on-line (o di persona), cerca di ascoltare i suoi timori. Chiedi a Dio quello che ha chiesto Salomone, un cuore comprensivo.
23) Offriti di portare una persona anziana a Messa in macchina.
24) Ricorda un periodo in cui ti è stato dato il beneficio del dubbio, e cerca di estenderlo a qualcun altro.
25) Metti giù il telefono e ascolta davvero qualcun altro, con un contatto visivo.
26) Bevi cose alternative che non siano acqua per le volte in cui ti vengono a trovare persone che hanno avuto problemi con l’alcool.
26) Approfitta dei saldi per comprare piccoli spazzolini da denti, dentifrici, shampoo, calzini e prodotti femminili o di igiene personale e donali alle parrocchie, o prepara dei pacchi dono e tienili pronti per offrirli quando è necessario.
27) Leggi l’enciclica Dives in Misericordia di Giovanni Paolo II nel corso dell’anno.
28) Crea un piccolo rituale alla fine della giornata per chiedere il perdono alle persone con cui vivi. Nell’ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira (Efesini 4, 26).
29) Compila una lista dei tuoi “nemici”. Poi, ogni giorno, dì una preghiera per loro.
30) Decidi di sorridere, salutare o conversare con qualcuno che non fa parte del tuo circolo di frequentazioni quotidiane.
31) Dai via qualcosa di tuo (che ti piace davvero) a qualcuno a cui sai che piacerebbe.
32) Recita una corona alla Divina Misericordia mentre vai o torni dal lavoro.
33) Quando la misericordia nei confronti degli altri è difficile, recita la Litania dell’Umiltà del cardinale Merry del Val.
34) Prepara un foglio della gratitudine per il tuo coniuge e annota le piccole cose che fa per le quali sei grato. Morditi la lingua e scrivi lì (o almeno leggi) la prossima volta che vuoi esprimere una critica in un momento di frustrazione.
35) Impara a compiere un esame di coscienza ignaziano ogni sera. Ricordare la misericordia di Dio ci aiuta ad essere misericordiosi.
36) Rispondi alla provocazione con il rispetto che vorresti ricevere.
37) Impara la preghiera “Signore Gesù Cristo Figlio di Dio,abbi pietà di me peccatore” e recitala.
38) Prenditi qualche minuto durante la settimana per fermarti in una chiesa e sedere davanti al Tabernacolo, per stare semplicemente con Cristo, il Misericordioso. Se non riesci a farlo, medita sul crocifisso.
39) Recita una novena per il bene di qualcuno per il quale non provi simpatia.
40) Scrivi una lettera a qualcuno come modo per dimostrargli quanto è importante per te.
41) Offriti di leggere per qualcuno che si sente male o è triste.
42) Chiedi allo Spirito Santo di aiutarti quando non riesci a pregare per qualcuno che ti ha fatto un torto.
43) Abbi commenti gentili nei confronti di amici ed estranei.
44) Quando la conversazione scivola nel pettegolezzo, aiuta a cambiare argomento.
45) Sai suonaro il piano o qualche altro strumento? Sai recitare poesie? Offri “concerti” gratuiti alle persone dimenticate nelle case di riposo.
46) Visita la tomba dei tuoi antenati o un cimitero locale, e mentre cammini recita un rosario per tutte le persone che vi sono sepolte.
47) Fai un ritiro. È un modo per essere misericordioso con te stesso e anche con le persone che ti circondano, che sanno che hai bisogno di andare in ritiro. Se non puoi farlo, cerca almeno di fare una giornata, o una sera, di raccoglimento.
48) Ammetti la tua gelosia, sia a te stesso che al tuo confessore.
49) Offriti di pregare con qualcuno, anche una persona che incontri per strada o sui trasporti pubblici e che sembra poterne avere bisogno.
50) Tieni i tuoi santini o le medaglie benedette a portata di mano e donali alle persone che incontri come benedizione.
51) Offri ospitalità a casa tua a qualcuno o a un gruppo di persone che in genere non inviteresti.
52) Con qualche altra persona nella tua parrocchia, organizza una festa e invita tutti quelli che sono “ai crocicchi delle strade” a partecipare.
51) Se qualcuno che conosci sembra non avere fede, condividi un po’ della tua – digli come Cristo ha cambiato la tua vita.
52) Paga il parcheggio o il pedaggio per la persona che sta dietro di te.
53) Leggi papa Benedetto XVI, ti sorprenderà.
54) Prega ogni giorno per le anime del Purgatorio. Prega per i tuoi defunti.
Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti

***


15) Offriti di fare il babysitter per una mamma indaffarata perché possa prendersi un paio d’ore per sé
Ho sempre voluto essere una mamma. Sempre. Sono certa di aver terrorizzato molti potenziali spasimanti ammettendo apertamente di desiderare lo schiamazzo di tanti ragazzini. O perlomeno il numero minimo per formare una squadra di baseball competitiva.
Il mio primo figlio è nato alla tarda età di 30 anni ed ero entusiasta. Finalmente mi sentivo con uno scop0 nella vita. Finalmente ho potuto prendere il mio posto con le altre mamme al cortile di gioco e unirmi al loro scherzare sul dentino perso di Johnny e sulle prime parole di Janey. Da babysitter provetta nella mia giovinezza, avevo fiducia nelle mie capacità di tranquillizzare anche il bambino più difficile ed ero certa che sarebbe stato naturale per me educare i figli.
Ma poi è finita la carta igienica.
Sapevo che avrei dovuto comprarne un po’, ma sapevo anche che avrebbe significato portare questo piccolo fagotto nel mondo, per la prima, da sola. Totalmente sola. Ho guardato al sedile della macchina e poi al bambino. Al bambino, e poi di nuovo al sedile. Mi sono seduta pensando intensamente a quali oggetti di uso domestico quotidiano avrebbero potuto sostituire la carta igienica. Mi sono venute in mente alcune opzioni creative, ma sapeva che l’inevitabile non poteva essere evitato. Era iniziato quindi il lungo viaggio versoTarget, a cinque isolati da lì.
Quasi subito mio figlio ha iniziato a piagnucolare. Il piagnucolio è poi diventato pianto. Che si è subito e inesorabilmente trasformato in un piagnisteo isterico. Sentivo un livello di ansia pazzesco. Ogni minuto mi sembrava un’eternità. Non riuscivo a sostenere le urla insistente. E quando il viaggio-tortura di sei minuti  è finito mi sono trovata a reggere tra le braccia un bambino che urlava, mentre io imprecavo nel parcheggio pienissimo. Ero sopraffatta dalla consapevolezza che la mia situazione era permanente: dovunque andassi, qualsiasi cosa facessi, avrei avuto questo bambino con me. Per sempre. Erano finiti i miei giorni spensierati in cui vagavo da un negozio all’altro a mio piacimento, i miei giorni in cui potevo cambiare i piani per un capriccio e senza preavviso. Non sarei più stata sola.
Mi ricordo bene la prima volta in cui una volta un’amica si è offerta di prendersi cura di mio figlio. C’è voluta un po’ di insistenza, ma alla fine ho ceduto, ho lasciato il mio prezioso fagotto e mi sono avventurata per il mondo. Sebbene fossi stata ancora un po’ insicura nel momento in cui ho preso la macchina, mi sono poi sentita subito rinvigorita; ho messo “Free Fallin’” alla radio, ho comprato un caffè e ho vagato senza meta. Sentirmi di nuovo me stessa è stata una doccia rinvigorente. E quando l’ora è passata, ero dolcemente sorpresa di quanto fossi entusiasta di poter riabbracciare il mio piccolo e di poter tornare ad essere tutto per lui.
Dieci anni sono volati ed eccoci qui ad altri tre figli. Sì, l’amore si è piacevolmente moltiplicato ma con esso anche le esigenze di tempo ed attenzione. E sebbene occasionalmente mi prenda delle ore libere dalla ciurma, assumo regolarmente delle babysitter per necessità, visti gli impegni di scuola o di lavoro. Ma quelle poche volte in cui sono stata benedetta da un’amica che si offerta di permettere a questa madre “in panne” di prendersi del tempo per se stessa, ci sono stati effetti duraturi nel mio comportamento e aspetto. E tutta la mia famiglia ha percepito il beneficio di questi momenti. Aiutare una madre a ricaricare le sue batteria emotive è un dono in qualche modo torna sempre indietro.
In questo Anno della Misericordia, dare a una madre impegnata del tempo fuori programma per se stessa è davvero un dono a tutta la sua famiglia. Non permetterle di rifiutare e non aspettare che sia lei a chiederlo.
[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]
aleteia

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