mercoledì 13 aprile 2016

Ma Gesù come faceva?

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Non so se qualcuno di voi ricorda un vecchio e simpaticissimo film di Pasquale Festa Campanile (v. infra alla fine dell'articolo...).

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“Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31 Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Giovanni 20:30-31).
“Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Giovanni 21:25).
Lo stesso San Giovanni e gli altri apostoli sono stati testimoni dei miracoli di Gesù. Giovanni dice che hanno annunciato quanto visto e sentito affinché, attraverso di loro, possiamo avere comunione con il Padre e con suo figlio Gesù Cristo (1 Giovanni 1:3-4).
Gesù Cristo, “col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli … completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina”(Costituzione Dei Verbum, 4).
Gesù fece molti segni, e i segni sono fatti verificabili: “Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo” (Matteo 4:23).
E le guarigioni sono reali e con uno scopo specifico. Non sono frutto della fantasia di un popolo intero, né sono guarigioni teoriche.
Gesù Cristo “ha sostenuto e confermato la sua predicazione con i miracoli per suscitare e confortare la fede negli uditori” (Dichiarazione Dignitatis Humanae, n. 11).
I miracoli di Gesù sono segni che i suoi contemporanei hanno verificato con i propri occhi; sono miracoli che né Erode né i suoi peggiori nemici, i farisei e i membri del sinedrio, hanno potuto mettere in discussione.
“Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione»” (Giovanni 11:47-48).
Se i miracoli di Gesù non fossero stati autentici, come si sarebbero potute giustificare la paura e la preoccupazione delle autorità ebraiche?
Nel Vangelo non incontriamo dei semplici indizi, ma prove autentiche dei miracoli. Che testimoniano il potere di Gesù e della sua divinità.

Tutti i miracoli realizzati da Gesù hanno provato che davvero Lui era chi diceva di essere: il Figlio di Dio.
Ne consegue che in Gesù hanno vissuto due nature distinte, quella umana e quella divina. E se per Dio non c’è niente di impossibile, è perfettamente logico che neanche per Gesù di Nazareth ci fosse stato niente di impossibile.
Essendo Gesù davvero Dio, ha realizzato autentici prodigi. I suoi miracoli, essendo reali, hanno suscitato meraviglia e sorpresa. Lo vediamo, ad esempio, quando Gesù ha calmato la tempesta (Matteo 8:23-27): “I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?»” (v. 27).
Se quindi i miracoli di Gesù non fossero stati reali, le persone avrebbero continuato ad essere affette da varie malattie, il che sarebbe in contraddizione – ad esempio – con la gratitudine della persona sanata dalla lebbra (Marco 1:45).
E se Gesù non avesse davvero sfamato un’intera folla con cinque pani e due pesci, queste persone avrebbero continuato ad avere fame, il contraddirebbe le parole di Gesù: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati” (Giovanni 6:26).
Se gli innumerevoli miracoli di Gesù fossero dei falsi, del tutto o solo in parte, non solo l’intera sua opera si sarebbe dimostrata un fallimento totale, anche prima della sua morte, ma addirittura non si sarebbe scritto niente su di Lui e con ogni probabilità il suo nome non sarebbe arrivato sino ai giorni nostri.
Se i miracoli di Gesù non fossero stati reali o se Gesù Cristo si fosse rivelato essere un impostore che ingannava le persone facendo loro credere di essere il figlio di Dio, i suoi discepoli (che non erano istruiti ma non erano sprovveduti e che hanno passato con lui più di tre anni) prima o poi se ne sarebbero accorti e lo avrebbero abbandonato e probabilmente consegnato alle autorità. Cosa che, come sappiamo, non è avvenuta.
Si può facilmente constatare che nessun discepolo ha abbandonato il gruppo per poi negare i miracoli e dare dell’impostore a Gesù.
Neanche Giuda Iscariota lo ha fatto per giustificare il suo tradimento, motivato in realtà da fini di lucro. Se i miracoli di Gesù fossero stati dei falsi Giuda avrebbe potuto screditare il Signore dando queste informazioni alle autorità ebraiche, non solo per poter abbandonare il gruppo ma anche per poterne uscire bene; ma, ovviamente, non lo ha fatto perché non aveva elementi per farlo.
Inoltre, col cuore a pezzi, ha restituito i 30 denari confessando: “Ho tradito sangue innocente” (Matteo 27:4). Non credo che il grande dolore e pentimento, al punto da suicidarsi, sia l’atteggiamento di chi è convinto che Gesù fosse un ciarlatano e imbroglione.
Come verificare l’autenticità dei miracoli?
1. I miracoli di Gesù non sono stati negati neanche dai suoi avversari. I farisei, seppur non abbiano creduto nel potere divino di Gesù, hanno dovuto riconoscere che Lui ha davvero cacciato i demoni; anche se poi, razionalizzando, hanno sostenuto che questi esorcismi sono stati effettuati per il potere del principe dei demoni (Matteo 12:24).
Indipendentemente dalla causa che i farisei e gli scettici hanno attribuito a questi segni inequivocabili, la loro ammissione di questa realtà è una confessione involontaria dell’esistenza in Lui di qualcosa che va oltre il naturale (soprannaturale); è questo ciò che ci interessa in questo momento.

2. Tutti i miracoli di Gesù sono caratterizzati dal fatto di essere atti di bontà e amore. I suoi miracoli non sono stati realizzati per soddisfare nessuna necessità del Signore né la curiosità della gente, bensì per venire incontro a ciò di cui gli esseri umani avevano bisogno: il disperato bisogno di salvezza. Questo è stato il modo di portare avanti la sua missione.
Ha realizzato molti miracoli pur sapendo di guadagnare il rifiuto dei suoi avversari. Anche questo dimostra la loro autenticità.
3. Non ci sono prove di miracoli “usciti male”, i suoi oppositori lo hanno accusato di tutto, ma non di aver fallito nel compiere i suoi miracoli.
4. Un’altra prova dell’autenticità dei miracoli di Gesù è che sono comuni a tutti i vangeli, specialmente tra quelli sinottici. Alcuni sono riportati soltanto da San Giovanni.
5. I miracoli di Cristo sono stati realizzati apertamente in presenza di molti testimoni, di ogni tipo di testimoni e in luoghi pubblici (strade o sinagoghe) o semi-pubblici (dimore familiari); non sono stati fatti privatamente, di nascosto o in solitudine.
6. I miracoli sono stati esclusivamente il frutto soprannaturale della potenza di Dio. Sono fatti che non hanno nessuna relazione con cause secondarie e non hanno spiegazioni naturali; i suoi miracoli non sono stati “macchiati”, ad esempio, da alcun tipo di suggestione mentale o trattamento medico. Non si può spiegare infatti come, ad esempio, un uomo cieco dalla nascita abbia potuto recuperare la vista (Giovanni 9) o come Lazzaro, morto da quattro giorni, sia potuto risorgere (Giovanni 11).
7. I miracoli sono stati fatti oggettivi, non speculazioni soggettive. Non sono stati illusioni, ma poterono essere invece verificati con i sensi umani. Ad esempio l’acqua utilizzata nel miracolo delle nozze di Cana potrebbe sicuramente essere stata vista da qualcuno prima del miracolo e poi assaporata come vino (Giovanni 2:9-10). L’orecchio del servo del sommo sacerdote reciso da Pietro sarà di certo stato visto da qualcuno essere tornato al suo posto (Luca 22, 51).
8. I segni miracolosi di Cristo hanno avuto risultati istantanei e completi. Quando la suocera di Pietro è stata guarita, “levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli” (Luca 4:39). E Lazzaro non è semplicemente resuscitato, ma la sua vita era normale e sana (Giovanni 11).
Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista
aleteia
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Il Ladrone - versione lunga originale RAI

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