lunedì 11 aprile 2016

Pretendiamo di essere ascoltati!



Una petizione europea in difesa della famiglia. La raccolta firme è al via in questi giorni e avrà la durata di un anno, fino al 3 aprile 2017. Obiettivo minimo, perché possa essere presa in considerazione dalle istituzioni europee: raccogliere un milione di firme in tutti i Paesi della Ue, per ottenere il varo di «un regolamento comunitario che definisca il significato del matrimonio e della famiglia come unione di un uomo e una donna fondata sul matrimonio o sul legame generazionale». In modo da «porre il matrimonio e la famiglia, così definiti, come criteri generali alla base di tutte le direttive della Commissione europea in materia».
 


L'iniziativa è stata presentata oggi al Senato dal comitato "Difendiamo i nostri figli", promotore delle manifestazioni di piazza San Giovanni e del Circo Massimo. Assente il portavoce Massimo Gandolfini per sopraggiunti motivi di lavoro, legati alla sua attività di chirurgo a Brescia, alla presentazione, tenutasi alla sala Nassirya di Palazzo Madama, è intervenuto a nome del comitato l’avvocato Simone Pillon. «Il target per l'Italia è di 54.750 firme - ha spiegato - ma il nostro obiettivo è raccoglierne un milione solo nel nostro Paese». 



Un modo anche per riprendere in tutta Italia la mobilitazione a favore della famiglia, «al centro di vari attacchi attraverso la legge che si annuncia sulle unioni civili e le nuove normative che vengono prospettate in materia di stepchild adoption e adozioni gay». In Italia, quindi, più che mai è importante «ricondurre a un minimo comune denominatore la definizione di famiglia», a fronte di una confusione anche terminologica che mette a rischio la tenuta dell’istituto familiare a livello sociale e di welfare. 

Pillon cita – come emblematica del clima di confusione – l’espressione «indirizzo della vita familiare» contenuta nel testo delle unioni civili passato al Senato, nell’ambito di una normativa volta a dar luogo a un nuovo istituto che pure si sostiene essere diverso e distinto dalla famiglia. La petizione "Mamma, papà e figli" può essere sottoscritta online sul sito www.mumdadandkids.eu. O al sito del comitato “Difendiamo i nostri figli”, come ricordaJacopo Coghe, presidente di Generazione famiglia. O, in alternativa, si può scaricare il modulo cartaceo, sempre dagli stessi siti, e inviarlo compilato e firmato al Comitato, attraverso i banchetti che verranno allestiti o una delle 80 sedi locali del Comitato stesso, che poi avrà cura di far giungere le sottoscrizioni all’Unione Europea. 

Certo, il precedente della petizione “Uno di noi” in difesa dell’embrione, che raggiunse numeri importanti prossimi ai due milioni di sottoscrittori, non induce a essere ottimisti, vista l’attenzione praticamente nulla che la Commissione Ue ha dedicato alla petizione. «Ma stavolta non accetteremo analogo trattamento – promette Pillon –. Pretenderemo di essere ascoltati». 

Angelo Picariello (Avvenire)

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