lunedì 18 aprile 2016

Referendum di ottobre: 11 buoni motivi per dire NO





Archiviato un referendum, difficile, occorre prepararsi al referendum per eccellenza, quello costituzionale di ottobre. Nel quale, siamo convinti, occorra dire un no forte e chiaro. In primo luogo ricordando le parole di Massimo Gandolfini lo scorso 30 gennaio (il cui intervento invito a riascoltare).  E poi (....) anche per questi motivi elencati di seguito.

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di Ettore Bonalberti
Riassumendo, il decalogo degli amici del comitato per il NO evidenzia questi 10 buoni motivi per dire NO allo scempio della Costituzione perpetrato dal parlamento e dalla maggioranza drogata degli illegittimi:
  1. La riforma supera il bicameralismo? No, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato.
  2. Diminuisce i costi della politica? NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto
    e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?
  3. E’ frutto della volontà autonoma del Parlamento? NO, perché è stata scritta sotto dettatura del governo.
  4. E’ una riforma legittima? NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale( Porcellum) dichiarato incostituzionale.
  5. Garantisce la sovranità popolare? NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.
  6. Produce semplificazione? NO moltiplica sino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione.
  7. E’ una riforma innovativa? NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.
  8. Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini? NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa parlamentare.
  9. Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali? NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio.
  10. E’ una riforma chiara e comprensibile? NO, è scritta in modo da non essere compresa.

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