sabato 11 giugno 2016

Apostola degli apostoli



(Arthur Roche, Arcivescovo segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti) Per espresso desiderio di Papa Francesco, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato un decreto datato 3 giugno 2016, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, con il quale la celebrazione di santa Maria Maddalena, oggi memoria obbligatoria, sarà elevata nel Calendario romano generale al grado di festa.
La decisione s’iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina. Fu Giovanni Paolo II a dedicare una grande attenzione non solo all’importanza delle donne nella missione stessa di Cristo e della Chiesa, ma anche, e con speciale risalto, alla peculiare funzione di Maria di Magdala quale prima testimone che vide il risorto e prima messaggera che annunciò agli apostoli la risurrezione del Signore (cfr. Mulieris dignitatem, n. 16). 
Questa importanza prosegue oggi nella Chiesa — lo manifesta l’attuale impegno di una nuova evangelizzazione — che vuole accogliere, senza alcuna distinzione, uomini e donne di qualsiasi razza, popolo, lingua e nazione (cfr. Apocalisse, 5, 9), per annunciare loro la buona notizia del Vangelo di Gesù Cristo, accompagnarli nel loro pellegrinaggio terreno e offrire loro le meraviglie della salvezza di Dio. Santa Maria Maddalena è un esempio di vera e autentica evangelizzatrice, ossia di una evangelista che annuncia il gioioso messaggio centrale della Pasqua (si vedano la colletta del 22 luglio e il nuovo prefazio). Papa Francesco ha preso questa decisione proprio nel contesto del giubileo della Misericordia per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata, come affermano Rabano Mauro (dilectrix Christi et a Christo plurimum dilecta, nel prologo del De vita beatae Mariae Magdalenae) e sant’Anselmo di Canterbury (electa dilectrix et dilecta electrix Dei, nell’Oratio LXXIII ad sanctam Mariam Magdalenam). 
È certo che la tradizione cristiana in occidente, soprattutto dopo san Gregorio Magno, identifica nella stessa persona Maria di Magdala, la donna che versò profumo nella casa di Simone, il fariseo, e la sorella di Lazzaro e Marta. Questa interpretazione continuò ed ebbe influsso negli autori ecclesiastici occidentali, nell’arte cristiana e nei testi liturgici relativi alla santa. I bollandisti hanno ampiamente esposto il problema della identificazione delle tre donne e preparato la strada per la riforma liturgica del Calendario Romano. Con l’attuazione della riforma, i testi del Missale Romanum, della Liturgia horarum e del Martyrologium Romanum si riferiscono a Maria di Magdala. Sicuramente Maria Maddalena formò parte del gruppo dei discepoli di Gesù, lo seguì fino ai piedi della croce e, nel giardino in cui si trovava il sepolcro, fu la prima testis divinae misericordiae (Gregorio Magno, Homiliae in evangelia, II, 25, 10). Il vangelo di Giovanni racconta che Maria Maddalena piangeva, poiché non aveva trovato il corpo del Signore (cfr. 20, 11); e Gesù ebbe misericordia di lei facendosi riconoscere come maestro e trasformando le sue lacrime in gioia pasquale. 
I testi biblici e liturgici della nuova festa possono aiutarci a cogliere meglio l’importanza odierna di questa donna santa, che ha l’onore di essere la prima testis della risurrezione del Signore (Hymnus, ad laudes matutinas), la prima a vedere il sepolcro vuoto e la prima ad ascoltare la verità della sua risurrezione. Cristo ha una speciale considerazione e misericordia per Maria Maddalena, che manifesta il suo amore verso di lui cercandolo nel giardino con angoscia e sofferenza, con «lacrime di umiltà», come dice sant’Anselmo nella citata preghiera. A tal proposito, desidero segnalare il contrasto tra le due donne presenti nel giardino del paradiso e nel giardino della risurrezione. 
La prima diffuse la morte dove c’era la vita; la seconda annunciò la vita da un sepolcro, luogo di morte, come osserva Gregorio Magno: Quia in paradiso mulier viro propinavit mortem, a sepulcro mulier viris annuntiat vitam. Inoltre, è proprio nel giardino della risurrezione dove il Signore dice a Maria Maddalena: Noli me tangere. È un invito rivolto non solo a Maria, ma a tutta la Chiesa a entrare in una esperienza di fede che supera ogni appropriazione materialista e comprensione umana del mistero divino. Ha una portata ecclesiale ed è una buona lezione per ogni discepolo di Gesù: non cercare sicurezze umane e titoli mondani, ma la fede in Cristo vivo e risorto. Proprio perché fu testimone oculare del Cristo risorto, Maria Maddalena fu anche la prima a darne testimonianza davanti agli apostoli. Adempie al mandato del risorto: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro (...) Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e ciò che le aveva detto» (Giovanni, 20, 17-18). 
In tal modo ella diventa evangelista, cioè messaggera che annuncia la buona notizia della risurrezione del Signore; o, come dicevano Rabano Mauro (De vita beatae Mariae Magdalenae, XXVII) e san Tommaso d’Aquino (In Ioannem evangelistam expositio, III, 6), apostolorum apostola, poiché annuncia agli apostoli quello che a loro volta essi annunceranno a tutto il mondo. A ragione il doctor angelicus usa questo termine applicandolo a Maria Maddalena: ella è testimone del Cristo risorto e annuncia il messaggio della risurrezione del Signore, come gli altri apostoli. Perciò è giusto che la celebrazione liturgica di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario romano generale e che risalti la speciale missione di lei, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa.
L'Osservatore Romano

Nessun commento:

Posta un commento