venerdì 10 giugno 2016

Da Madrid a San Diego

genderfluid-700x410
Madrid: meno soldi alla “Semana Santa” e più fondi al “Gay Pride”
(di Rodolfo de Mattei su Osservatorio gender) La città di Madridversa una valanga di soldi a favore della promozione dell’omosessualità. Lo ha deciso la giunta comunale della capitale spagnola, guidata dal sindaco Manuela Carmena, eletta conPodemos, la quale, come riporta l’ANSA, ha deciso di quadruplicare le sovvenzioni dedicate alla festa del ‘Orgoglio Gay’ che si celebra ogni estate per le vie di Madrid.
Il finanziamento passerà infatti dalla già ragguardevole cifra di 60mila a ben 250mila euro, arrivando addirittura a superare di parecchio il budget previsto per la tradizionale e storica ‘Semana Santa’ di Pasqua pari a 178mila euro.

UNA FESTA DI “INTERESSE GENERALE”

Carmena, nota per le sue posizioni a favore del movimento LGBT, ha giustificato tale inspiegabile aumento, affermando che la festa del ‘Orgoglio gay’, che a detta degli organizzatori l’anno scorso sarebbe stata seguita da 1,7 milioni di persone, è una manifestazione di “interesse generale”.
La prossima edizione del Gay Pride è prevista dal 29 giugno al 2 luglio, mentre nel 2017 la città di Madrid si trasformerà nella capitale mondiale dell’orgoglio omosessuale ospitando la ‘Festa mondiale del Pride Omosessuale’.

I RISULTATI DELLO “TSUNAMI ZAPATERO”

Madrid si conferma dunque capitale dell’omosessualismo e la scelta del suo sindaco di destinare al Gay Pride un finanziamento di lunga maggiore rispetto alla tradizionale festa della “Semana Santa” rispecchia emblematicamente il drammatico processo di dissoluzione della propria identità da parte della “Cattolicissima Spagna” travolta da un’aggressiva ed ideologica campagna laicista innescata dallo “tsunami Zapatero”. (diRodolfo de Mattei su Osservatorio gender)
*
Stati Uniti: la tendenza sessuale dei giovani è la bisessualità. Vero o falso ?
(di Rodolfo de Mattei su Osservatorio gender)  Dai primi anni ’90 ad oggi è raddoppiato il numero di americani che affermano di aver avuto almeno un’esperienza sessuale con persone dello stesso sesso ed èquadruplicato il numero degli americani cheritengono l’omosessualità un comportamento “normale” e moralmente accettabile. Ad affermarlo èun nuovo studio pubblicato dalla rivista “Archives of Sexual Behavior” dal titolo “Changes in American Adults’ Reported Same-Sex Sexual Experiences and Attitudes, 1973–2014”.
La ricerca è stata condotta da Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University e autore di “Generation Me”, insieme con i colleghi Ryne Sherman dellaFlorida Atlantic University e Brooke Wells della Widener University. Gli studiosi hanno analizzato i dati del “General Social Survey”, un sondaggio rappresentativo a livello nazionale di circa 34.000 adulti che ha interrogato la popolazione statunitense riguardo il loro atteggiamento nei confronti del comportamento sessuale con persone dello stesso sessonell’arco di tempo 1973 – 2014.

CRESCE L’OMOSESSUALITA’ COME “ESPERIENZA”

Nello spazio di poco più di venti anni, dal 1990 al 2014 la percentuale di uomini che hanno riferito di aver avuto rapporti sessuali con almeno un uomo è cresciuta dal 4,5% al 8,2%, mentre il numero di donne che hanno dichiarato di aver avuto rapporti sessuali con almeno una donna è più che raddoppiato, passando dal 3,6% al 8,7%.

STABILE L’OMOSESSUALITA’ “ESCLUSIVA”

Se cresce il rapporto omosessuale “occasionale” rimangono invece ancora bassi i numeri riguardanti le percentuali di chi si definisce esclusivamente gay o lesbica, con dati pari all’1,7% degli uomini e allo 0,9% delle donne. Numeri significativi che attestano la marginalità del fenomeno omosessuale “reale” rispetto al fenomeno “percepito”, amplificato a dismisura dalla martellante campagna omosessualista.

IL TREND E’ LA BISESSUALITA’

La tendenza del momento, in linea con il nuovo dogma “gender fluid”, sembra essere invece la bisessualità, un trend confermato dalla percentuale di adulti che hanno risposto di aver avuto rapporti sessuali sia con uomini che con donne che è cresciuta dal 3,1% al 7,7%. Un dato che schizza vertiginosamente tra i cosiddetti “Millennials” – ossia gli adulti di età compresa tra i 18 e i 29 anni – dove il 7,5% degli uomini e ben il 12,2% delle donnehanno riferito di aver avuto un’esperienza sessuale con una persona dello stesso sesso.

SESSO GAY MORALMENTE ACCETTABILE

Un ultimo dato da sottolineare, messo in luce da tale ricerca, è quello relativo al drastico cambiamento dell’atteggiamento morale della popolazione americana nei confronti del sesso omosessuale. Secondo lo studio infatti, se dal 1973 al 1990, la percentuale di adulti che riteneva moralmente accettabili i rapporti tra persone dello stesso stesso era variata impercettibilmente dal 11% al 13%, nel 2014 tale percentuale si è impennata al 49% tra gli adulti e addirittura al 63% tra la generazione dei “Millennials”.

JEAN TWENGE: I GIOVANI DI OGGI RIFIUTANO REGOLE E SCHEMI

L’autrice dello studio Jean Twenge,  intervistata dalla rivista “Time”, ha ribadito come le ultime generazioni siano sempre più restie all’imposizione di schemi o regole sociali, in noma della libera autodeterminazione dell’individuo, sottolineando come i risultati della ricerca attestino l’esistenza di
“un movimento verso una più libera sessualità (…) C’è più libertà per le persone a fare quello che vogliono senza seguire gli schemi tradizionali, spesso oggi visti oramai come obsoleti, regole sociali che suppongono di stabilire come chi e quando avere rapporti sessuali”.
Un epocale cambiamento culturale che ha portato la fascia più giovane della popolazione non solo ad accettare i rapporti omosessuali ma a vederli come assolutamente legittimi e “normali”:
”Il cambiamento culturale degli ultimi decenni – continua sempre Twenge – si estende oltre la semplice tolleranza di gay, lesbiche e bisessuali e dei loro diritti civili per includere l’accettazione della sessualità dello stesso sesso e la libertà di impegnarsi nella sessualità dello stesso sesso” .

I RISULTATI DELLO STUDIO SONO VERI O FALSI ?

Di fronte a tali studi la prima domanda che sorge spontanea al lettore è: saranno veri o falsi questi risultati ? Stiamo veramente andando verso un’omosessualizzazione “precoce”delle giovani e giovanissime generazioni ?
E’ fuori di dubbio che queste statistiche vadano prese con le consuete prudenti “molle” in quanto limitate ad uno specifico campione statunitense e, come si è visto in passato con altri studi analoghi, sono sicuramente passibili di essere smentite da successive più approfondite ed attente ricerche.
Quello che però è certo è che, nell’arco di tempo preso in esame dagli autori della ricerca, ossia 1973-2014, la nostra società e in particolare modo gli Stati Uniti, paese da dove tutto ha avuto inizio con la Rivoluzione sessuale degli anni Cinquanta, sono stati investiti da un processo di “normalizzazione” dell’omosessualità impetuoso e senza precedenti.
La generazione dei “Millennials” ed in particolare la cosiddetta “Generazione Z”, ovvero gli adolescenti nati dopo il 1995, per non parlare dei cosiddetti “nativi digitali”, sono stati e continuano ad essere letteralmente bombardati da una martellante campagna LGBT che presenta ogni tendenza sessuale, dall’omosessualità alla “fluidità sessuale”, come un comportamento assolutamente normale e legittimo. Il devastante messaggio che oggi arriva ai giovani attraverso i programmi educativi scolastici ed istituzionali in primis e poi attraverso i principali mezzi di comunicazione, dalla radio alla tv, dai quotidiani ai magazine, dal cinema ad internet, è che l’omosessualità non solo è “normalissima”, e sullo stesso identico piano dell’eterosessualità, ma è anche “buona” e à la page, in nome del celebre slogan dei primi movimenti di liberazione omosessuale, “gay is good”. Alla luce di tutto questo non c’è da stupirsi se poi i risultati sono quello che sono. E’ necessario e improrogabile invertire la rotta, affermare senza giri di parole che “gay is bad”, ricordando che esiste un’indelebile legge naturale e mettendo in guardia le giovanissime generazioni riguardo i reali rischi e i pericoli ai quali vanno incontro scegliendo il “decantato” stile di vita “gender fluid”

Nessun commento:

Posta un commento