martedì 7 giugno 2016

LITURGIA OGGETTIVA



Questa mattina proprio non avevo voglia di fare l'Ufficio, così son passato da un impegno all'altro (fare colazione, lavare i piatti della sera, aggiornare la mail...) fino a volermi "dimenticare" dell'essenziale. Dico ESSENZIALE, non semplicemente della cosa più importante, ma di quella UNICA cosa dalla quale tutte le altre prendono consistenza, oggettività, vita, spessore, significato. Quella unica cosa che rende sopportabile e anzi bello tutto il resto, sofferenze comprese. Pensate un pò: il Signore mi ha restituito la memoria quasi subito!
P.S.: A proposito, prima di leggere il pensiero che segue, mi corre l'obbligo di informare che il più bel libro sulla Liturgia che mai sia stato scritto può essere letto da quelli tra i lettori del mio blog che parlano spagnolo:

El espíritu de la liturgia, una introducción, Joseph Ratzinger. - Traditio

www.traditio-op.org/Liturgica%20Rito%20Latino/El_Espiritu_...

Traduci questa pagina
COLECCIÓN TEOLOGÍA SISTEMÁTICA. El espíritu de la liturgia. Una introducción. ]. Ratzinger. Uno de los elementos claves del. Concilio Vaticano II ha sido.

***

Quando hai l'occasione di ricordarti di Dio, moltiplica le suppliche, di modo che, quando ti dimentichi di Lui, il Signore ti restituisca la memoria.
Marco il Monaco*, La legge spirituale n.25

*: La figura di Marco il Monaco, noto come Marco l'Eremita in occidente e Marco l'Asceta nelle chiese d'Oriente, è avvolta dall'oscurità. Le ipotesi più recenti propongono di collocarlo in Asia Minore nella prima metà del V secolo. Dai suoi scritti si evince che non fu eremita, ma che probabilmente, dopo un tempo di ritiro nel deserto, visse in un monastero urbano. Di lui ci sono pervenuti nove opuscoli indirizzati ai monaci; essi divennero talmente popolari nei monasteri bizantini da far nascere il detto: "Vendete tutto e comprate Marco!". Furono tradotti nelle lingue della cristianità orientale e tre di essi furono inclusi da Macario di Corinto e Nicodemo l'Aghiorita nella Filocalia.

***
Per una introduzione:

La legge spirituale - Appunti di Viaggio

www.appuntidiviaggio.it/articoli_av/1301.pdf

introducono le parole di Marco,. MARCO L'EREMITA. La legge spirituale. [Studia con l'azione] .... viene confuso con un Marco monaco egiziano del IV secolo, di.

***

Per chi volesse leggere tutta l'opera:
http://bibbiasalmi.blogspot.it/

LEGGE SPIRITUALE (Marco eremita)


1. Più volte mi avete chiesto di illustravi la legge spirituale, seguendo i'insegnamento dell'apostolo e volete sapere che cosa devono conoscere e che cosa devono fare quelli che si propongono di attuarla. Ora la espongo secondo le mia possibilità. 
2. Prima di tutto, sappiamo che Dio è la sorgente di ogni bene; lo sostiene nel suo attuarsi e lo porta a compimento. Da parte nostra, ci è impossibile proporcelo ed attuarlo se non nella luce di Cristo e nella forza dello Spirito Santo. 
3. Ogni bene ci viene donato dal Signore per la sua provvidenza. Chi è convinto di questo fatto, non perderà il dono [che Dio vuole fargli]. 
4. La fede convinta è paragonabile ad una torre solida. Cristo diventa il tutto per chi crede. 
5. Dio, che sta all'origine di ogni bene, ispiri ogni tuo intento affinché la tua opera corrisponda al suo volere. 
6. La persona umile che ha intrapreso un autentico cammino spirituale, quando legge la Bibbia, riferisce a se stesso ciò che vi trova scritto e non lo riferisce agli altri. 
7. Supplica Dio affinché apra gli occhi del tuo cuore e tu possa scorgere l'utilità della preghiere e della lettura, compresa in vista della sua attuazione nella pratica. 
8. Chi possiede un dono spirituale e ha compassione di chi non l'ha ricevuto, conserverà il dono grazie alla sua solidarietà. Chi invece s'inorgoglisce per esso, lo perderà, distrutto dai suoi sentimenti di superiorità. 
9. La bocca dell'umile dice la verità. L'uomo che si oppone ad essa, agisce come quel servo che colpì Cristo con uno schiaffo (Gv 18, 22). 
10. Non imitare chi loda se stesso, perché altrimenti diventerai anche tu un presuntuoso e non sarai mai umile.
11. Non inorgoglirti perché sai ricavare dalla Bibbia pensieri elevati: finirai col produrre concetti blasfemi, andando contro il suo vero senso. 
12. Non cercare di uscire da un contrasto con iniziative che accentuano la contesa ma serviti dei suggerimenti che ti vengono proposti dalla legge dello spirito, quali la pazienza, la preghiera e la speranza tenace. 
13. Chi prega soltanto a parole senza accompagnarle da una maturazione della fede, assomiglia al cieco che grida: Figlio di Davide, abbi pietà di me (Lc 18, 38). 
14. Un uomo un tempo era cieco, ma in seguito recuperò la vista. Quando vide il Signore, non continuò a considerarlo soltanto figlio di Davide ma lo confessò come Figlio di Dio e lo adorò (Gv 9, 35-38). 
15. Se nella preghiera ricevi il dono delle lacrime, non insuperbirti. È stato Cristo a toccare i tuoi occhi perché tu possa vedere anche con il cuore. 
16. Il credente che, imitando il cieco, getta via il mantello e s'avvicina al Signore, diventa suo discepolo e annunciatore di cose sublimi. 
17. La malizia che si radica in noi a motivo di interessi egoistici, rende orgoglioso il cuore. Se la eliminiamo con l'opera di conversione e con la speranza di un cambiamento, sarà proprio essa a favorire lo sviluppo della contrizione. 
18. Il pentimento del cuore, quando si esprime in modo misurato ed opportuno, porta ad una vera contrizione ma se si vive in modo estremo e dannoso, suscita solo biasimo. 
19. La veglia, la preghiera e la sopportazione delle sventure agiscono in modo da rendere il cuore contrito senza provocargli alcun danno, anzi arricchendolo. Bisogna evitare pero' di compromettere questa loro collaborazione in seguito ad un miglioramento della situazione di vita. Chi invece persevera nel praticarle, riceverà l'aiuto del Signore anche in tutte le altre difficoltà. Chi le trascura e le separa tra loro, nell'approssimarsi alla morte, proverà un dolore insopportabile. 
20. Chi, nella vita, ha cercato soltanto il proprio piacere, nel momento della morte, si sentirà come un prigioniero incatenato. Chi, al contrario, si sarà impegnato nella conversione, vedrà aprisi una porta davanti a sé. 
21. I cuori induriti li possiamo paragonare ai portoni di ferro posti all'ingresso di una città. Si aprono però senza alcun sforzo davanti all'uomo pentito e realmente addolorato. É ciò che accadde anche a Pietro (At 12,10). 
22. Si prega in tanti modi diversi e l'uno differisce dall'altro. Nessuno ti provoca un danno almeno che non ti sia imbattuto in una trappola diabolica. 
23. Un uomo che si stava proponendo di fare qualche cosa di male, espresse una invocazione interiore come faceva d'abitudine. Dio gli impedì di fare quanto aveva deciso, per un atto pedagogico d'amore. Allora quell'uomo si mise a ringraziare con grande convinzione (1 Sm 25).
24. Davide, quando stava per uccidere Nabal di Carmine, si ricordò che la giustizia appartiene a Dio. Allora dapprima decise di non farlo e poi ringraziò il Signore per questa decisione. Ricordiamo invece quali colpe commise quando si dimenticò di Dio e non smise di fare il male finché il profeta Natan non lo ricondusse al ricordo di Dio. 
25. Nel tempo in cui ti viene spontaneo il ricordo di Dio, sforzati di pregare a lungo e così, nel tempo in cui lo trascurerai, sarà il Signore a ricordarsi di te.
26. Leggi le Sacre Scritture e cerca di comprendere il loro insegnamento profondo. Ogni passo della Bibbia è stato scritto a nostra istruzione (Rm 15,4). 
27. La Scrittura insegna che la fede è fondamento dei beni sperati (Eb 11,1) e considera riprovevoli gli uomini che non fanno esperienza dell'inabitazione del Cristo. 
28. Le parole e le opere rivelano il modo di pensare di una persona e osservando quali siano gli interessi che ci dominano possiamo intuire che cosa riceveremo nella vita futura. 
29. Un cuore misericordioso otterrà sicuramente misericordia; in caso contrario, sperimenterà le conseguenze dell’assenza di misericordia. 
30. La legge che conduce alla libertà comunica la piena verità. Molti la leggono con buona intenzione ma pochi la comprendono e la loro comprensione è proporzionata a quanto la mettono in pratica. 
31. Non pensare che siano le opere virtuose degli uomini a rivelare il contenuto profondo della legge divina. Il massimo della dedizione lo scopri soltanto nella croce di Cristo.
32. Quando cogliamo il significato di un testo biblico, ossia della legge della libertà, allora possiamo dire di averlo letto veramente. Quando lo mettiamo in pratica, allora possiamo pensare di averlo compreso. Diveniamo capaci di attuarlo perfettamente grazie al soccorso misericordioso del Signore nostro Gesù Cristo. 
33. Quando ci saremo sforzati con sincerità di coscienza di praticare tutti i comandamenti di Dio, allora conosceremo la legge irreprensibile del Signore . Pur attuata nelle nostre opere buone, non potremo praticarla senza essere aiutati da Dio.
34. I cristiani che non pensano di essere ancora molto lontani dall'adempiere tutti i comandamenti di Cristo, leggono la legge di Dio in modo molto superficiale. Non sanno quello che dicono e quello che affermano. Perciò sono convinti di essere dei praticanti.
35. Un’azione, che osservata dall'esterno può sembrare buona, non può esserlo affatto a motivo della cattiva intenzione di chi la compie. Un'altra invece può sembrare cattiva, mentre chi la compie si prefiggeva uno scopo positivo. Lo stessa osservazione vale anche per i discorsi. Alcuni infatti [nell’operare] si confondono per inesperienza e per ignoranza mentre altri sono mossi da una cattiva intenzione. Altri ancora poi agiscono animati da vera fede. 
36. Gli ingenui non s'accorgono che alcuni, proprio mentre sembrano elogiare altri, in realtà sono pronti a diffamarli e a calunniarli. [Queste persone doppie] hanno molto in comune a quelli che, mentre si vantano, mostrano di fatto di essere delle persone meschine. Allo stesso modo, ci sono uomini che riescono a coprire la verità a lungo, continuando a mentire ma, nel trascorrere del tempo, si lasciano sventare dal loro stesso comportamento. 
37. C'è chi compiendo un'opera sicuramente buona, soccorre il prossimo. Capita invece che un altro, non facendo nulla, diventa utile all’altro. 
38. Qualcuno rimprovera un'altro per malvagità e spirito di vendetta, ma qualche altro, invece, lo fa per onorare Dio e per affermare la verità. 
39. Non rivolgere più alcun rimprovero a chi, dopo aver smesso di peccare, manifesta uno spirito di pentimento. Se però affermi che vuoi continuare a correggerlo per amore di Dio, allora comincia prima tu a manifestare le tue colpe. 
40. Dio sta all'origine di ogni opera virtuosa, come il sole diffonde la luce di ogni giorno.
41. Quando compi una buona azione ricordati della parola del Signore: «Senza di me non potete fare nulla» (Gv 15,5) . 
42. Le sventure tengono in serbo dei beni per gli uomini, mentre vanagloria e intemperanza sono foriere di mali. 
43. Chi subisce ingiuste umiliazioni da parte degli uomini, si libera dal peccato e trova anche un sostegno nell'affrontare la sua afflizione. 
44. Chi crede in Cristo e conta sulla sua ricompensa, sopporta con facilità qualsiasi ingiustizia in proporzione della sua fede. 
45. Chi prega a favore degli uomini che lo maltrattano, sconfigge i demoni; chi, al contrario si mette a combattere, diventerà una loro vittima. 
46. È meglio soffrire a causa degli uomini piuttosto che a causa dei demoni ma chi e' amato da Cristo vincerà gli uni e gli altri. 
47. Ogni bene proviene dal Signore che dona secondo la sua benevole pedagogia. Egli trascurerà, però, in un modo conosciuto da lui solo, ingrati, stolti ed ignavi. 
48. Ogni malvagità finisce nella ricerca di un piacere proibito, mentre ogni opera buona infonde una grande energia interiore. La malizia, quando domina, produce i suoi frutti come del resto fa, a sua volta, anche il bene. 
49. Il disprezzo ricevuto dagli altri rattrista nel cuore ma diventa causa di santificazione per chi lo sopporta. 
50. L'ignorante è pronto ad opporsi a ciò che sarebbe utile fare e se lo fa con arroganza, diventa distruttivo. 
51. Se non hai alcuna sofferenza, attenditi tribolazione in futuro e rigetta la vita comoda come uno che sa di dover rendere conto della sua esistenza. 
52. Se hai commesso qualche colpa in segreto non cercare di tenerla nascosta poiché tutto è nudo e scoperto alla vista del Signore al quale dovremo rendere conto (Eb 4,13). 
53. Manifestati con sincerità al Signore perché l'uomo si ferma all'apparenza ma Dio vede anche il cuore. 
54. Non pensare e non fare nulla che diverga dal tuo proponimento di servire Dio. Chi infatti viaggia girovagando senza una meta, s'affatica inutilmente. 
55. Chi pecca deliberatamente, senza esservi stato indotto, esita a convertirsi, ma la giustizia di Dio non rimarrà inerte.
56. Un evento doloroso spinge l'uomo saggio a ricordarsi di Dio mentre avvilisce colui che si è dimenticato del Signore. 
57. Una sventura improvvisa, ti insegna a ricordarti di Dio e guarda di non perdere l'occasione di convertirti a lui. 
58. La dimenticanza di Dio non si sviluppa se stessa ma viene alimentata dalla nostra trascuratezza. 
59. Non chiederti: che cosa devo fare? Non volevo ciò che mi  è capitato ma è arrivato ugualmente. Rafforzati, piuttosto, e cerca di cogliere l’opportunità anche da ciò che è un male. 
60. Quando cogli un'oppurtunità di bene, compila ed allora ti verrà fatta conoscere anche quella che ti potrebbe sfuggire. Non lasciarti dominare dalla negligenza in modo ingenuo. 
61. La Scrittura dichiara: «Il regno della morte e della perdizione sono manifesti al Signore» (Pr 15,1). Questi due luoghi rappresentano l'ignoranza e la dimenticanza [del bene da compiere]. 
62. Il regno della morte raffigura l'ignoranza del bene e la perdizione rappresenta la trascuratezza. Entrambi sono invisibili e la negligenza è una rovina. Essi dissipano dei valori esistenti. 
63. Prenditi cura dei tuoi malanni e non di quelli del prossimo affinché non venga meno il tuo esercizio spirituale. 
64. La svogliatezza è il peggiore ostacolo per il compimento del bene ma l'uomo inerte viene rianimato dall’agire solidale e dalla preghiera. 
65. Ogni afflizione vissuta nella fiducia in Dio rafforza l'opera della fede, poiché solo con un amore profondo possiamo attraversare le difficoltà più gravi. 
66. Non pensare di essere una persona matura se non hai mai affrontato difficoltà. Vivere troppo tranquilli ci rende persone non affidabili. 
67. Osserva bene l'esito di ogni sofferenza che hai accolto con disponibilità e ti accorgerai che ha fatto morire in te il peccato. 
68. I consigli degli altri ci sono molto utili ma il più opportuno e quello che ci diamo da soli seguendo la nostra convinzione di coscienza. 
69. Chi vuole guarire dal peccato, presti attenzione alla coscienza e faccia ciò che gli ordina ed allora troverà quanto gli occorre. 
70. Dio vede i segreti di ognuno e li scorge anche la coscienza; con il loro aiuto è possibile correggersi. 
71. L'uomo, assecondando il proprio volere, intraprende varie iniziative, ma Dio permette che esse ottengano un risultato a seconda della sua giustizia. 
72. Se vuoi essere onorato dagli uomini senza meritare disapprovazione, devi cominciare, quale amico del bene, a condannare i tuoi peccati. 
73. Se ti lascerai umiliare per amore della verità di Cristo, otterrai una glorificazione cento volte superiore. Nulla vale quanto fare il bene nella speranza della vita eterna. 
74. Se qualcuno riesce a beneficare un altro, con le parole o con le opere, entrambi devono pensare che questa opportunità è dipesa dalla grazia di Dio. Chi non si è convinto di questo, verrà superato da chi invece lo ha compreso. 
75. Chi elogia il prossimo mentendo, in un’altra circostanza parlerà male di lui e lui stesso si troverà coperto di biasimo. 
76. Il soldato che non sventa per tempo le manovre del nemico, è sopraffatto con facilità. Allo stesso modo, chi non presta attenzione all'insorgere delle passioni, cadrà con estrema facilità. 
77. Dalla ricerca dei propri comodi nasce la negligenza, e dalla negligenza la completa dimenticanza dei propri impegni. Dio, invece, dona a tutti la capacità di capire ciò che è più opportuno fare. 
78. Una persona sostiene un'altra in base a quello che essa può fare: Dio, invece, comunica la sua forza a chi lo accoglie, in proporzione della sua fede. 
79. Ho visto persone rozze che, vivendo con umiltà, sono diventate molto piuùsagge dei sapienti. 
80. Un uomo rozzo avendo sentito che quegli uomini venivano esaltati, non imitò la loro umiltà ma si compiacque della sua gretezza ed allora crebbe nell’arroganza.
81. Chi disprezza la sapienza e si vanta della sua pochezza, apparirà misero nel suo parlare e nel suo modo di pensare.
82. Abilità del parlare e vera saggezza sono due cose molto diverse tra di loro; la difficoltà nell’esprimersi è una cosa molto diversa dall’insipienza. 
83. L’incapacità nell’esprimersi non costituirà un grave danno per chi è ricco nella vita di fede, come l’abilità del parlare non danneggerà chi e umile. 
84. Non dire: non so che cosa debbo fare e non commetterò  alcun male se non agirò. Se eseguirai  tutto ciò che ora pensi sia bene fare, Dio ti farà sapere anche ciò che dovrai compiere in futuro. Così di volta in volta, in questo modo, saprai sempre che cosa dovrai fare. 
85. Prima di aver portato a termine il compito che ora stai attuando, non ti è affatto utile sapere ciò che dovrai fare in seguito. La scienza gonfia senza produrre nulla mentre la carità edifica poiché rende disponibili ad affrontare con pazienza gli avvenimenti. 
86. Non limitarti a leggere la Sacra Scrittura senza poi praticarla. Ti gonfierai di belle parole, vantandoti soltanto del tuo sapere. 
87. Chi [nel leggere la Bibbia] trascura di praticarla, dandosi tutto soltanto al sapere teorico, non afferra la spada della parola ma stringe in pugno una canna. Questa, nel tempo della lotta, come dice la Scrittura, gli forerà la mano, penetrerà in essa depositando del veleno, proprio mentre si troverà in faccia al nemico. 
88. Ogni pensiero viene misurato e soppesato da Dio, perché si può pensare la stessa cosa con un animo dominato da una passione oppure con un animo libero da esse. 
89. Chi mette in pratica un comandamento, si disponga a subire una tentazione a suo riguardo. L'amore per Cristo si prova quando si supera la tentazione corrispondente. 
90. Non essere troppo sicuro di te stesso trascurando di fare attenzioni agli stimoli delle passioni, perché Dio conosce bene ciò che si agita nel tuo mondo interiore. 
91. Quando ti accorgi che uno stimolo passionale ti induce a cercare la gloria terrena, renditi conto saggiamente che stai andando incontro piuttosto all'ignominia. 
92. Il nemico conosce bene quale sia il progetto spirituale e cerca di rendersi padrone del tuo proponimento. Cercherà di sottomettere a se stesso chi si sta impegnando nella conversione e, se non gli riesce di sviarlo, lo colpirà con grandi sofferenze. Gli suggerirà, anzi, di ribellarsi agli avvenimenti dolorosi e in questo li renderà ancora più insopportabili. Al momento della morte gli mostrerà che egli non è stato per nulla fedele al Signore a causa della sua incapacità a sopportare. 
93. Molti hanno cercato di opporsi alle sventure sopraggiunte ma non è possibile sfuggire alla disgrazia se non con la preghiera e con lo spirito di conversione.
94. Ogni male rafforza la potenza di un altro male ma anche il bene cresce mediante un altro bene. Quanti partecipano ad esso si slanciano con forza verso il meglio che sta davanti a loro.
95. Il diavolo insegna a svalutare fortemente la negatività dei peccati leggeri poiché è l'unico mezzo che ha per  spingere a compiere colpe più gravi. 
96. Chi viene elogiato da altri coltiva in sé la radice di una brama vergognosa. Al contrario, il rimprovero per il male compiuto diventa un germoglio di sapienza. Non basta però ricevere il rimprovero ma bisogna anche accoglierlo. 
97. Non serve nulla che un uomo abbia lasciato tutto, se poi si abbandona al piacere. Il male che faceva un tempo, quando possedeva ricchezze, continua a compierlo anche ora che non possiede nulla. 
98. In modo simile l'asceta, se possiede delle ricchezze, è fratello dell'altro del quale ho appena parlato.  Proviene dalla stessa madre perché è schiavo del piacere e proviene dallo stesso padre perché scambia una passione con un'altra [invece di liberarsi da tutte].
99. Qualcuno elimina una passione soltanto per cercare un piacere maggiore. Chi non ha capito la vera motivazione del suo agire, lo elogia. Forse lui stesso non s’accorge l’inutilità del suo darsi da fare. 
100. Vanagloria e piacere sono la causa di ogni male. Se un uomo non li detesta, non diverrà mai superiore alle passioni. 
101. L’avarizia è la radice di tutti i mali. Tuttavia anche questa passione chiaramente è alimentata dalle altre. Il cuore dunque è reso cieco da queste tre passioni: attaccamento al denaro, vanagloria e schiavitù del piacere. 
102. Queste passioni sono le tre  figlie della sanguisuga, come è testimoniato anche dalla Bibbia, amate con ardore dalla madre della stoltezza. 
103. La conoscenza e la fede, che crescono in noi in modo spontaneo, sono paralizzate proprio da quelle tre passioni. 
104. Furore, ira, guerra, stragi e ogni altro male si rafforzano potentemente sulla terra a causa di quelle tre [forze dominanti] . 
105. Allora è necessario detestare l’avarizia, la vanagloria e il piacere, origini di ogni male e matrigne delle virtù.
106. È, a causa di esse, che non bisogna amare il mondo né le cose passeggere del mondo; non nel senso che dobbiamo odiare stoltamente le creature di Dio, ma nel senso che dobbiamo eliminare ogni traccia di quelle tre passioni. 
107. Nessun soldato può darsi agli affari di questa vita. Chi vuole vincere le passioni stando attaccato ad esse, è come se volesse spegnere un focolaio d'incendio con della paglia. 
108.  L'uomo che detesta il prossimo perché contende con lui per le ricchezze, per la carriera o per il piacere, non ha ancora capito che Dio esaminerà tutte le questioni con giustizia. 
109. Quando senti il Signore dire nel vangelo: «Chi non lascia tutti i suoi averi non può essere mio discepolo», non pensare che si riferisca soltanto alle ricchezze ma anche a tutte le azioni che hanno relazione con il peccato.
110. Chi non conosce la verità, non può neppure credere in verità. La conoscenza viene prima della fede. 
111. Dio dona il cibo ad ogni essere vivente e allo stesso modo ripaga ogni nostra intenzione secondo il dovuto, ci piaccia o non ci piaccia.  
112. Se uno pecca in modo sfrontato e non si pente per nulla, nel caso che viva indenne fino alla morte, aspettati che subisca un giudizio molto duro. 
113. Chi prega in modo sapiente, sopporta le sventure ma chi conserva rancore, non ha neppure cominciato a pregare in modo degno. 
114. Se sei danneggiato, insultato o perseguitato da qualcuno, non limitare il tuo pensiero al tempo presente ma allargalo fino a comprendere il mondo futuro. Ti accorgerai che questa ingiustizia ti ha procurato molti beni, non soltanto per il tempo presente ma anche per quello futuro.
115. Si cura l'inappetente dandogli da bere l'assenzio amaro come si cura l'uomo dal carattere duro mandando a lui dei mali. Gli inappetenti cominceranno a guarire e gli uomini duri a convertirsi. 
116. Se non vuoi soffrire per qualche male, guardati dal compiere il male. Un male deriva in modo certo da un altro. Si raccoglie infatti ciò che si è seminato. 
117. Se abbiamo seminato il male volontariamente, e poi controvoglia mietiamo dolore, [invece di lamentarci] dobbiamo ammirare la giustizia di Dio. 
118. Tra la semina e la mietitura trascorre un certo lasso di tempo e proprio per questo indugio cominciamo a dubitare della retribuzione. 
119. Se hai peccato, non limitare la ricerca della sua causa alla sola azione ma estendila fino al pensiero. È sempre l'intenzione ad aprire la strada, mentre l'azione concreta la segue. 
120. Chi fa male di nascosto e peggiore di chi compie il male apertamente e, per questo, sarà punito più severamente. 
121. Chi trama inganni e li attua di nascosto, agisce come il serpente. Lo attesta la Bibbia. Egli se ne sta nascosto lungo il sentiero e morde il tallone del cavallo. 
122.  Chi, nello stesso tempo, loda il prossimo per le sue qualità ma anche lo rimprovera le sue mancanze, mostra di essere un uomo ancora dominato dalla vanagloria e dall'invidia. Con gli elogi, vuole nascondere sentimento di invidia e con i rimproveri cerca di attestarsi come una persona più rispettabile dell'alto.
123. Come è impossibile condurre insieme al pascolo pecore e lupi, altrettanto è impossibile ottenere misericordia, mentre si provoca dolore al fratello. 
124. Chi cerca di mescolare insieme tra loro l'obbedienza e il fare ciò che vuole, si comporta come un adultero, come viene testimoniato dalla Bibbia. Mostrandosi poco accorto, dovrà affrontare dispiaceri e disonori.
125. Come non è possibile unire insieme acqua e fuoco, allo stesso modo l'umiltà non può stare insieme con la volontà di giustificarsi.
126. Se vuoi ricevere il perdono, renditi umile. Chi invece condanna il fratello, impedisce che gli vengano perdonate le sue colpe.
127. Non tralasciare di ottenere il perdono da ogni peccato, anche di quello che consideri insignificante. In seguito questo peccato potrebbe trascinarti verso un male ancora più grave.
128. Se vuoi salvarti, accetta la critica veritiera che ti viene rivolta e non rifiutare un rimprovero senza averlo prima esaminato.
129. Un rimprovero veritiero ha trasformato perfino uomini che erano una razza di vipere e ha insegnato loro come evitare la punizione che stava per essere comminata.
130. Chi accoglie l'insegnamento della verità, accoglie il Dio Verbo. Egli dichiara infatti: «Chi accoglie voi, accoglie me» (Mt 10,40).
131. Il peccatore che viene rimproverato da uomini credenti secondo il volere di Dio, rivive la stessa esperienza del paralitico che venne calato attraverso il tetto; anch'egli infatti ottiene il perdono per mezzo della fede di altri (Mt 9, 2).
132. Pregare intensamente per il prossimo è meglio che rimproverarlo per ogni peccato che commette.
133. Il credente che si impegna nella conversione viene deriso dagli stolti. La conversione dimostra però egli è un uomo gradito a Dio.
134. Chi lotta nella conversione cerca il totale dominio di se stesso. Non sospende il suo impegno finché il Signore non avrà fatto morire in lui ogni germoglio di male.
135. Calcola che siano dodici le passioni che possono trascinare nel disonore. Se ti sottometterai volontariamente ad una sola di esse, questa da sola provocherà il danno che avrebbero potuto fare tutte le altre insieme.
136. Il peccato è come un fuoco acceso. Se vi getti sopra altro materiale combustibile, tanto più divamperà ma se invece ne togli, tanto prima si spegnerà.
137. Se ti sei inorgoglito per le lodi ricevute, aspetta ora di ricevere disonore perché il Signore ha detto: «Chi si esalta, sarà umiliato» (Lc 14, 11).
138. Quando avremo respinto volontariamente ogni pensiero malvagio, dovremo comunque lottare contro le passioni alle quali avevamo ceduto in precedenza.
139. Perché succede questo? A causa del condizionamento derivante dal ricordo involontario delle malvagità compiute. Colui che sta ancora lottando da principiante, cerca di evitare di sottomettersi alla passione, ma invece chi ormai sa vincere, domina la passione già da quando ne avverte i primi stimoli.
140. Lo stimolo consiste in una spinta interiore, senza che ci sia l'insorgere di rappresentazioni della fantasia. Esso viene conquistato con facilità da nemici esperti, come se fosse un fortilizio isolato.
141. Se insieme allo stimolo sorgono delle rappresentazioni della fantasia, ciò significa che la persona lo ha già accolto. Lo stimolo di per sé è una spinta incolpevole che non comporta l'insorgere immagini. C'è chi fugge da esso come se togliesse un tizzone dal fuoco, mentre altri non prendono alcun provvedimento finché non vengano aggrediti dalla fiamma.
142. Non accampare scuse affermando che non volevi (che accadesse ciò che si è verificato). Se non te lo sei proposto, in precedenza non avevi neppure fatto niente per eliminare le cause che lo hanno provocato.
143. Se ti piace essere lodato, sei dominato dalla passione e se ti lamenti per una sofferenza sopraggiunta, vuol dire che sei ancora sottomesso al piacere.
144. Chi è sottomesso al piacere si mostra instabile nei suoi atteggiamenti e sentimenti, come se oscillasse sopra una bilancia. Infatti una volta piange e si pente per le colpe commesse, ma altre volte detesta il prossimo dal quale viene corretto perché vuole assicurarsi ancora il godimento dei piaceri.
145. Chi rimane intento a discernere i propri sentimenti e segue soltanto il bene, come conseguenza logica, fuggirà ogni male.
146. L'uomo paziente diventa saggio, come lo diventa chi assimila un insegnamento sapiente.
147. Senza il ricordo di Dio, non può esserci vera conoscenza. Svincolata da ogni riferimento a Dio, il sapere s'imbastardisce.
148. L'uomo dal cuore duro viene persuaso soltanto da un insegnamento appropriato a lui perché, se non gli si incute anche un po' di timore, difficilmente affronterà la fatica della conversione.
149. La persona mite viene educata meglio da riflessioni spirituali. Infatti non mette alla prova la pazienza di Dio né si danneggia con continue trasgressioni.
150. Non rimproverare all'uomo potente la sua vanagloria ma ricordagli che in futuro sarà immerso nel disonore. Con questo accorgimento, chi è dotato di saggezza si lascerà correggere senza indugiare a lungo.
151. Chi detesta ricevere un rimprovero, si trova ancora sottomesso alle passioni. Chi invece lo accetta volentieri, ma continua ad agire in modo negativo, significa che è ancora condizionato dal suo comportamento precedente.
152. Non darti da fare per venire a conoscere gli sbagli commessi da altri. Assecondando questa curiosità, finirai col rimarcare ciò che di negativo è stato scritto dal prossimo.
153. Se hai provato piacere nell'ascoltare parole di maldicenza, prenditela con stesso e non con chi ha parlato. Se tu fossi una persona integra, avresti eliminato subito ogni germoglio di male.
154. Se vieni trattenuto da chiacchieroni, considerati anche tu responsabile della conversazione a cui ha assistito. Forse per il comportamento che tieni al presente non sei colpevole, ma vieni coinvolto a motivo di un tuo modo di fare che hai avuto in precedenza.
155. Se ti accordi di essere elogiato in modo non sincero, aspettati in futuro di ricevere biasimo.
156. Se confronti le tribolazioni presenti con i premi futuri, non trascurerai mai di impegnarti, preso da trascuratezza.
157. Se consideri buona una persona soltanto perché è attraente, prescindendo dal giudizio di Dio, in seguito invece ti sembrerà cattiva.
158. Ogni bene proviene dal Signore, a motivo della sua bontà. Chi collabora con lui per attuarlo, è un buon servitore.
159. Accetta con animo sereno il susseguirsi di beni e di mali perché con questa alternanza Dio corregge l'ingiustizia presente nelle varie situazioni.
160. L'instabilità degli impulsi provoca continui cambiamenti nel nostro agire. Che fatti involontari derivino in modo conseguente da altre azioni compiute in modo deliberato, ciò è conforme al giudizio di Dio.
161. Certi beni sensibili derivano da cause spirituali e sono queste a procurare il necessario per volere di Dio.
162. Un uomo dominato dal piacere, pensa e parla in modo indecente. Anche in questo caso è il fumo a rivelare la presenza di un incendio.
163. Rimani fedele al tuo intento e non faticherai nella tentazione. Se invece ti distrarrai da esso, sofrirai per le conseguenze che ne verranno.
164. Prega perché non venga la tentazione. Se poi viene, considerala un problema che riguarda te e non altri.
165. Se ti sarai liberato da ogni attaccamento, allora diverrai capace di scorgere le insidie del diavolo.
166. Chi pretende di essere esperto nelle trame del diavolo, ne sarà vittima senza neppure accorgersi.
167. Se sarai libero dagli affanni materiali, potrai scorgere, a misura del tuo distacco, le astuzie dei nemici.
168. Chi si lascia dominare dalle passioni, verrà accecato da esse. Vedrà operare il peccato, senza comprenderne le cause.
169. C'è chi, stando ad un giudizio esteriore, agisce bene mentre in realtà opera mosso da qualche passione. Costui, però, distrugge il valore delle sue opere a motivo della doppiezza del suo intento.
170. Se ti senti attratto da qualche male, non pensare che non sarai vinto da esso. Già per il fatto stesso di esserne attratto, quello ha già cominciato a dominarti.
171. Ciò che accade, comincia sempre dal poco, ma se viene alimentato gradualmente, acquisterà una dimensione considerevole.
172. Il male agisce gettando come una rete intrecciata di molteplici insidie. Se un uomo che è preso in essa soltanto in modo parziale, non si libera subito, si troverà intrappolato da ogni lato.
173. Non compiacerti nell'ascoltare le sventure dei nemici. Chi gode di queste notizie, gusterà i frutti della sua cattiva disposizione.
174. Non pensare che qualsiasi sofferenza sia provocata dal peccato. Alcuni uomini sono approvati da Dio eppure vengono colpiti e messi alla prova. La Bibbia afferma che gli empi e gli uomini cattivi verranno perseguiti ma dichiara anche che quanti vogliono vivere rettamente in Cristo, verranno perseguitati (cf. 2 Tm 3,12).
175. Quando sei profondamente rattristato, stai attento a non lasciarti andare ai suggerimenti del piacere. Nel dolore, siamo molto propensi ad abbandonarci al piacere, per addolcire la nostra sofferenza.
176. Gli uomini che mostrano competenza negli affari pratici, sono considerati dei saggi ma in realtà sono veri sapienti quanti sanno dominare le loro voglie.
177. Se non sei ancora del tutto libero dal male, non assecondare il tuo cuore. Cercherà soltanto di aggiungere altro materiale a quello che è già deposto in te.
178. Ci sono serpenti che vagano nelle foreste e altri che si appiattano nei muri di casa. In modo analogo, ci sono delle passioni che si limitano ad accendere i pensieri e altri invece che tendono a tradursi in azioni. Tuttavia tutte possono modificarsi e cambiare il loro ruolo. 
179. Quando scopri che il tuo interno è talmente agitato da muovere a passione la mente che sembra del tutto tranquilla, sappi che è stata la mente a risvegliare questi stimoli, a renderli attivi e a inciderli dentro di te.
180. La nube si forma sempre a motivo dello spirare del vento e la passione per l'attività della mente.
181. Se non siamo più schiavi degli stimoli della carne, come ci avverte la Scrittura, facilmente verranno meno in Cristo anche le cattive tendenze presenti in noi.
182. Le immagini della mente sono molto radicate e difficili da togliere. Derivano e provengono dall'esercizio del pensiero.
183. C'è una malizia che ci molesta a causa di una lunga consuetudine, ma ce n'è un'altra che viene ad assediarci interiormente in seguito alle attività quotidiane.
184. Dio valuta le opere e le intenzioni. «Ti conceda il Signore secondo il tuo cuore», ti augura la Bibbia (Sal 19,2).
185. Chi non persevera nell'esame della sua coscienza, non sarà in grado di affrontare le fatiche pratiche della sua vita religiosa.
186. La coscienza è un libro naturale. Chi la legge con fedeltà, sperimenta l'aiuto di Dio.
187. Chi non accoglie volentieri le fatiche necessarie per vivere secondo la verità, dovrà assoggettarsi all'educazione molto più dura di eventi che non avrebbe mai voluto accadessero.
188. Chi conosce la volontà di Dio e la compie con tutta la sua energia, si sottoporrà a fatiche lievi, sottraendosi ad altre ben più pesanti.
189. Chi pretende di superare le tentazioni senza la preghiera e la pazienza, invece di respingerle, ne resterà avviluppato.
190. Il Signore giace nascosto nei suoi comandamenti e i fedeli che lo cercano, lo troveranno nella misura della loro osservanza.
191. Non pensare: Ho osservato i comandamenti ma non ho trovato il Signore. In realtà, [praticandoli] spesso  hai acquisito sapienza e hai ottenuto una vita retta, come ti aveva assicurato la Sacra Scrittura. 
192. Conseguirai la pace, dominando le passioni. Per ottenere questo risultato devi, però, essere soccorso dallo Spirito Santo. 
193. Osservare i comandamenti e praticare la virtù non sono la stessa cosa; tuttavia queste due attività si consolidano a vicenda. 
194. Obbedire ai comandamenti significa mettere in pratica ciò che ci è stato comandato di fare mentre esercitare la virtù corrisponde all'attuare tutto ciò che appartiene alla verità. 
195. Ogni ricchezza, anche se è suddivisa in vari possessi, è un unico bene. La virtù, a sua volta, pur sviluppandosi in varie forme, rappresenta un unico valore. 
196. Chi fa il saggio e parla bene ma senza praticare ciò che insegna, incrementa la sua iniquità e, come insegna la Bibbia (Pr 5,10), le sue fatiche andranno a vantaggio di estranei. 
197. L'oro domina su tutto! Così si dece. I beni spirituali, invece, dipendono in tutto dalla grazia di Dio. 
198. La preghiera forma in noi una coscienza pura ma anche la retta coscienza alimenta la preghiera. Del resto la collaborazione è un fatto normale. 
199. Giacobbe donò a Giuseppe una veste variopinta. Il Signore dona all'uomo mite la capacità di cogliere la verità. Troviamo scritto, infatti, nella Bibbia: Il Signore insegna agli umili le sue vie (Sal 33,3). 
200. Scegli sempre il meglio, assecondando il tuo istinto. Quando ti senti attratto a seguire la scelta più generosa, non adagiarti a quella inferiore. Dichiara il Signore: Chi si volge indietro, non è adatto per il regno dei cieli (Lc 9,26). 

Nessun commento:

Posta un commento