venerdì 10 giugno 2016

Quien eres tu?



CATHOLIC LINK
Che cosa è l’uomo, questa strana creatura che supera infinitamente se stessa, come ha detto Pascal? Chi è questo essere, che si erge dal mondo animale, che si impone come il re della terra, e che – non ancora soddisfatto – sfida le stelle per lanciarsi alla conquista del cielo? Da dove prende la sua forza? Fragile nella sua conformazione, non brilla tanto per la sua potenza fisica quanto per la sua grandezza spirituale.
Tra tutti gli esseri terrestri – fanno notare poeti e scrittori – è il solo a meravigliarsi, l’unico che arrossisce, lui soltanto si mette in discussione. Solo lui può entrare in se stesso per nascondersi, ed abitare nei meandri incommensurabili del suo mondo interiore. Chi ha mai visto qualcosa di simile in un altro essere terreno? Continuiamo ad osservarlo con attenzione: solo lui prega, solo lui ama, solo lui ha un nostalgico desiderio di eternità.
Ma, tuttavia, per quale motivo si ostina a rinunciare a ciò che lo rende così grande, per assomigliare a una bestia? Chi è questo improbabile impostore, capace di negare liberamente i doni che contraddistinguono la sua nobiltà e dignità? Chi è costui, che arriva a comportarsi in modo talmente carnale da portare non poche persone a credere a delle vili menzogne? “Non è nient’altro che una bestia più evoluta”, dicono alcuni, “Oserei dire meno evoluta”, dicono altri, pensando a tutto l’odio e alle guerre di cui è intriso il nostro mondo.
Ma nonostante tutto, anche se si unisce a quanto di più infimo c’è sulla terra, arrivando a fungere da mero ingranaggio dell’universo, l’uomo sperimenta sempre di più la consapevolezza di non appartenere alla mera polvere. E così, più guarda in basso (sottoponendosi alle forze gravitazionali della terra), e più si risveglia in lui il desiderio di alzarsi e di recuperare quella leggerezza che gli permette di salire con grazia verso il cielo. Perciò, prima o poi, la sua impostura viene meno.
Non può resistere a lungo senza alzare lo sguardo, a volte quando pensa che nessuno lo stia guardando. E quindi, quando è nel silenzio della solitudine, contempla il cielo con il solo scopo di contemplarlo. Il suo corpo diventa tempio delle stelle e il suo desiderio si proietta di nuovo dove appartiene: verso l’infinito.
Che cosa è l’uomo? È l’unico a sospirare con nostalgia a una patria celeste; lui soltanto intuisce l’esistenza di un regno promesso e perduto, che non può essere conquistato né con la pura forza, né con la pura ragione. Chi è questo essere? Lui solo, con umiltà, crede, chiede e aspetta ciò che gli sembra impossibile: il dono di essere abbracciato, perdonato e amato da Dio.
[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Nessun commento:

Posta un commento