venerdì 3 giugno 2016

Secret Life of the Human Pups




Gender: puoi essere come ti senti, anche un cane!

Dedichiamo questo articolo a quelli che dicono che non è vero che  l’ideologia gender avvia l’umanità su un piano inclinato pericolosissimo.
Hai diritto a essere come ti senti: LGBTQIA… e anche C.:cane.

Quando abbiamo parlato della ragazza norvegese che si sente gatto e che – secondo alcuni – ha diritto d’essere trattata come gatto, sinceramente pensavamo fosse davvero un caso limite, isolato, esagerato. Non credevamo che si stesse aprendo un’altra finestra di Overton, pure sul “trans-specismo”.
Probabilmente abbiamo peccato di ingenuità rispetto alle pratiche sessuali estreme, le parafilie e le perversioni che gli esseri umani pretendono di praticare sempre più spudoratamente, in nome della finta “libertà” di essere come ci si sente.
Infatti, dalla “comunità BDSM” [il giornale citato non lo spiega – guarda caso – ma l’acronimo sta per Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo. Andate a guardare su Wikipedia che vuol dire. E non vi scandalizzate, se no siete omofobi: love is love!] si va distinguendo un movimento di uomini che amano farsi trattare da cani (sic!), di cui parla con molta simpatia e serietà un lungo articolo del The Guardian.
Quanto potete vedere nel video “Secret Life of the Human Pups” (Vita segreta [ma non troppo] dei cuccioli umani) dimostra che questa finta “libertà” è in realtà solo annichilimento della dignità umana, decostruzione radicale della persona, cultura della morte, e relativismo che vanno ben oltre il gender, l’omosessualismo e il transgenderismo, ma – come sappiamo bene da tempo – sfociano nel nichilismo più disperato.
La cosa davvero preoccupante non è il fatto che ci siano uomini adulti che vestiti con costumi di lattice attillati si comportano da cani e si fanno trattare da cani (“cuccioli”, dicono… “trattato da cane” suona male. “Trattato da cucciolo” fa tenerezza, no?). Il problema grave è che se ne parla come una cosa che non deve far ridere, non deve essere respinta, denigrata ignorata, ma va “compresa”: lo dice chiaramente The Guardian. E ci fa rifletere: “Molti di noi hanno trovato conforto e gioia a fingere di essere animali, a un certo punto della nostra vita”.
Insomma, pensateci un attimo: è normale. Lo fanno tutti. Abbiamo dimenticato che a 5 anni giocavamo a fare i mimi degli animali, e magari a carnevale ci siamo mascherati da gatto?
Dice l’articolo: Il movimento è esploso negli ultimi 15 anni … i “cuccioli umani” tendono ad essere di sesso maschile, gay, amano vestirsi in pelle (o in lattice), indossare maschere da cane, godono di interazioni tattili come le carezze sulla pancia, il solletico all’orecchio, giocare con i giocattoli di gomma, mangiare nelle ciotole, avere un padrone umano.
Alcuni di loro partecipano a  Mr.Puppy EU  (cliccate e vi fate subito un’idea della simpatica kermesse).
E’ bello passeggiare per Londra fingendo di fare pipì sui pali della luce “per aumentare la consapevolezza della propria identità” e scodinzolare con un marchingegno di coda meccanica.
Il giornale inglese intervista un paio di questi uomini-cane che hanno vite normali da ingegneri o da scrittori, ma amano questo gioco.  Qualcuno sostiene che “non è solo una maschera divertente da provare – è il modo in cui mi identifico; è quello che sono“.
Poi, naturalmente, c’è il sesso. Il gioco del cucciolo è spesso parte di una pratica sessuale più ampia”. Chi pratica il BDSM – di cui vi abbiamo detto sopra – ama catene, legacci, costrizioni, guinzagli… Ma non sempre”, ci tengono a precisare. E’ un gioco comunitario in cui si vive una vita all’insegna della semplicità e del prendersi cura l’uno dell’altro (i padroni dei cani e viceversa). Un modo di essere “che non fa male a nessuno”, da accettare, come si accettano tutte e 71 le identità gender che ben conosciamo.
Redazione "Pro Vita"

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