martedì 26 luglio 2016

Timore di Dio



Abba Pietro disse: “Lo interrogai dicendo:
‘Che cos’è il timore di Dio?’.
Ed egli mi rispose:
‘Un uomo che confida in qualcuno che non è Dio,
costui non ha in sé il timore di Dio’”.

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Alla domanda “Che cos’è il timore di Dio?”, l’anziano interrogato da abba Pietro risponde in negativo: indica, cioè, cosa succede quando non c’è il timore di Dio. Chi non teme Dio, ovvero chi non confida in lui, confida in qualcun altro o in qualcos’altro. Ogni giorno sono moltissime le occasioni in cui una persona si trova di fronte a questa alternativa: confidare in Dio, cioè far dipendere da lui la propria vita, la propria libertà, o confidare in un altro uomo, in un’altra donna, in un’idea? Temere Dio o avere paura di qualcun altro? Avere fiducia in se stessi e negli altri è molto importante, è la strada per una piena maturità umana, e il detto di abba Pietro non smentisce questa verità di cui ciascuno può fare esperienza. Al contrario, giunge diritto al cuore di questo vissuto e non lascia spazio a compromessi: il timore di Dio, la fiducia in lui costituisce il traino per ogni altro rapporto umano che sia vero.
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Cosa sono i detti dei padri del deserto?

I detti dei padri del deserto sono parole, trascritte dopo una lunga tradizione orale, pronunciate da uomini e donne che vivevano nel deserto egiziano tra il IV e il V secolo d.C., spesso in risposta a domande poste dai discepoli, giovani che desideravano abbracciare una vita di fede e di preghiera. Sono parole di persone sapienti, dotate di un acuto discernimento spirituale, acquisito attraverso l'esperienza del vivere concreto. Quello che caratterizza i detti dei padri del deserto è che essi sono pratici piuttosto che teorici: non cercano di sviluppare un argomento, di esaminare un concetto, ma parlano a partire da un'esperienza, e a un'esperienza si rivolgono. Come le parabole che raccontava Gesù, i detti dei padri non forniscono soluzioni ai problemi della vita quotidiana, ma interpellano il discepolo, l'ascoltatore, il lettore a fare verità in se stesso; muovono a una personale ricerca di autenticità.
Nei detti dei padri noi ritroviamo una testimonianza storica di come vivevano questi uomini e donne nell'Egitto del iv-v secolo d.C; una rielaborazione letteraria, perché sono stati fissati per iscritto successivamente, in un contesto storico, geografico, culturale e monastico diverso rispetto a quello in cui erano stati pronunciati; un’esperienza spirituale, perché i detti lasciano emergere un'assiduità con la parola di Dio che rende autorevole la parola dei padri.
http://www.monasterodibose.it/ospitalita/giovani/testi-per-meditare/detti-dei-padri

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