domenica 7 agosto 2016

Richiesta speciale dell’amore di Dio

San_Pietro_d’Alcantara_Teresa_d’Avila_(1683)


dal Trattato dell’orazione di S. Pietro d’Alcantara, contemporaneo di Teresa di Gesù e suo consigliere spirituale.
RICHIESTA SPECIALE DELL’AMORE DI DIO[1]
 Sopra tutte queste virtù, concedimi, Signore, la grazia di amarti con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutte le mie forze, con tutto me stesso, così come tu lo comandi. O tutta la mia speranza, tutta la mia gloria, tutto il mio rifugio e gioia. O il più amato degli amati, o Sposo fiorente, Sposo soave, Sposo tenero. O dolcezza del mio cuore; o vita dell’anima mia e gioioso sollievo del mio spirito! O bello e luminoso giorno dell’eternità, luce serena del mio intimo e florido paradiso del mio cuore! O mia amabile origine e mia somma sufficienza[2].
Prepara, Dio mio, prepara, Signore, una gradevole dimora per te in me, perché, secondo la promessa della tua santa parola, tu venga in me e riposi in me. Mortifica in me tutto ciò che dispiace ai tuoi occhi e fammi uomo secondo il tuo cuore. Ferisci, Signore, il più intimo dell’anima mia  con le frecce del tuo amore ed inebriala con il vino della tua perfetta carità[3].
Oh, quando sarà questo? Quando ti piacerò in tutte le cose? Quando sarà morto tutto quello che in me è contrario a te? Quando sarò del tutto tuo? Quando smetterò di essere mio? Quando nulla all’infuori di te vivrà in me? Quando ti amerò ardentissimamente? Quando mi brucerà del tutto la fiamma del tuo amore? Quando sarò del tutto innamorato e trafitto dalla tua efficacissima soavità? Quando aprirai a questo povero mendico e gli scoprirai il tuo bellissimo regno, che sta dentro di me, che sei tu con tutte le tue ricchezze? Quando mi rapirai, sommergerai, trasporterai e nasconderai in te dove mai più io mi ritrovi? Quando, superati tutti gli impedimenti ed ostacoli, mi renderai un solo spirito con te, perché mai più mi possa allontanare da te?
O amato, amato, amato dell’anima mia. O dolcezza, dolcezza del mio cuore Ascoltami, Signore, non per i miei meriti, ma per la tua infinita bontà! Insegnami, illuminami, indirizzami ed aiutami in tutte le cose, affinché non si faccia nè dica alcuna cosa che non sia gradita ai tuoi occhi[4]. O Dio mio, amato mio, o cuore mio, bene dell’anima mia. O amore mio dolce! O godimento mio grande. O forza mia. O vita mia, aiutami; luce mia, guidami!
O Dio del mio cuore. Perché non ti dai al povero? Riempi i cieli e la terra e lasci vuoto il mio cuore? Se vesti i gigli del campo, curi con amore gli uccellini e nutri i vermi, perché ti dimentichi di me, che tutti dimentico per te? “Tardi ti conobbi, bontà infinita! Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova! Misero il tempo che non ti amai, misero me, perché non ti ho conosciuto! Cieco me, che non ti vedevo! Eri dentro di me ed io ti cercavo fuori! Benché ti abbia trovato tardi, non permettere, Signore, per la tua divina clemenza, che giammai ti lasci” [5].
Poiché una delle cose che ti piacciono di più e più toccano il tuo cuore è avere occhi per saperti guardare, dammi, Signore, questi occhi con cui guardarti: cioè, occhi semplici di colomba, occhi casti e timidi, occhi umili e amorosi, occhi devoti e lacrimosi, occhi attenti e discreti per capire la tua volontà e compierla, affinché, guardandoti con questi occhi, sia da te guardato con quegli occhi con cui guardasti San Pietro, quando gli facesti piangere il suo peccato[6]; con quegli occhi con cui guardasti il figlio prodigo, quando gli andasti incontro e gli desti il bacio della pace; con quegli occhi con cui guardasti il pubblicano, quando egli non osava alzare lo sguardo al cielo; con quegli occhi con cui hai guardato la Maddalena, mentre ella lavava i tuoi piedi con le lacrime dei suoi; finalmente, con quegli occhi con i quali guardasti la Sposa del Cantico dei Cantici, quando le hai detto[7]: “Sei bella, amica mia, sei bella; i tuoi occhi sono di colomba”, affinché, compiacendoti degli occhi e della bellezza dell’anima mia, le dia quegli ornamenti di virtù e di grazie con cui ti compare sempre bella.
O altissima, clementissima, benignissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, un solo vero Dio, insegnami, addrizzami, aiutami in tutto, Signore. O Padre onnipotente, per la grandezza del tuo infinito potere, stabilisci e conferma la mia memoria in te e riempila di santi e devoti pensieri. O Figlio santissimo, per la tua eterna sapienza illumina il mio intelletto e adornalo con la conoscenza della somma verità e della mia estrema nullità. O Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, per la tua incomprensibile bontà, trasferisci in me tutta la tua volontà ed incendiala con un così grande fuoco d’amore che nessuna acqua  possa spegnerla. O santissima Trinità, unico Dio mio e tutto il mio bene. Oh, se ti potessi  lodare ed amare come ti lodano ed amano tutti gli angeli! Oh, se avessi l’amore di tutte le creature, quanto volentieri te lo darei e trasferirei in te, sebbene neanche questo sarebbe sufficiente per amarti come tu meriti. Tu solo ti puoi degnamente amare e degnamente lodare, perché come tu solo comprendi la tua incomprensibile bontà  così tu solo la puoi amare quanto merita, in modo che solo in codesto divinissimo cuore si trova un amore adeguato a te[8].
O Maria, Maria, Maria, Vergine santissima, madre di Dio, regina del cielo, Signora del mondo, tabernacolo dello Spirito Santo, giglio di purezza, rosa di pazienza, paradiso di delizie, specchio di castitá, modello d’innocenza! Prega per questo povero esule e pellegrino e condividi con lui un poco della tua abbondantissima carità![9]
O voi beati santi e sante o voi spiriti beati, che così ardete nell’amore del vostro creatore e specialmente voi serafini, che infiammate il cielo e la terra con il vostro amore, non abbandonate questo povero e misero cuore, ma purificatelo come le labbra di Isaia[10] da tutti i suoi peccati ed accendetelo con la fiamma di codesto vostro ardentissimo amore, perché solo questo Signore ami, solo Lui cerchi, solo in Lui riposi e dimori nei secoli dei secoli[11]. Amen.


[1] La “Richiesta speciale dell’amore di Dio” è la preghiera che supplica la grazia per “amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, con tutto il mio intimo”, come Mc 12,30 manifesta. È la prima richiesta, la perfetta carità per amare Dio come Lui vuole essere amato, senza cercare altro che non sia il compiere la sua volontà.

[2] Secondo Fidel de Ros ofmcap, “Los místicos del Norte y Fray Luis de Granada”, in

AIA 7(1947) 22-26 la preghiera riprende in queste prime frasi  parole di Luigi de Blois osb, Institutio spiritualis, cap. 4.

[3] La seconda richiesta chiede la disposizione interiore per ricevere l’amore di Dio e diventare “dimora” di Dio secondo Gv 14,23: “Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo presso di lui e dimoreremo presso di lui”. La trasformazione interiore della persona ha un obiettivo: diventare “uomo secondo il cuore di Dio”, fino a far morire in noi tutto ciò che possa essergli contrario. Spossessarsi de se stessi per appartenere totalmente a Lui, senza allontanarsi mai da Lui.

[4] Le parole sono ispirate a Luigi di Blois osb, Istitutio, appendice II, 5, secondo Fidel de Ros ofmcap, “Los místicos del Norte y Fray Luis de Granada”, in AIA 7(1947) 23.

[5] Le parole sono di sant’Agostino. Confessioni X, cap. 27,n.38. Si può trovare pure un riferimento letterale in Francisco di Osuna, Tercer Abecedario tr.10, cap. 2: “Per chè non ti dai al povero? Riempi i cieli e la terra e solo il mio cuore lasci vuoto? Infatti, tu vesti i gigli, e fai da mangiare agli uccellini, sostieni i vermi, perchè ti scordi di me che tutti dimentico per te?” Cf. ed. di Saturnino López Santidrián, Madrid, Bac 592, p. 301.

[6] Cf. le allusioni a Lc 7,44; 15,20; 18,13; 22,61 per gli occhi rivolti a Maddalena, al figlio prodigo che ritorna, al pubblicano, a Pietro.

[7] Cf. Cant 1,15; 4,1; 5,12. L’applicazione all’anima come sposa ripropone la richiesta di

grazia e delle virtù per essere sempre bella agli occhi del Signore.

[8] Essere dimora della Trinità Santissima, farsi uomo secondo il cuore di Dio, vuol dire essere insegnato, guidato e aiutato dalle tre divine persone. La memoria riempita da Dio Padre, dei suoi pensieri; l’intelletto illuminato e adornato dal Figlio, sapienza e verità somma; la volontà, infiammata dal fuoco ardente dello Spirito Santo. La preghiera nella sua profonda verità è fede vissuta, confessione della Trinità Santissima, “unico Dio e tutto il mio bene”, e sguardo sul nostro nulla. Cf. san Francesco, “Lodi di Dio Altissimo”, FF 261: “Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene, Signore Iddio vivo e vero”. Si trova pure l’ispirazione a Luigi di Blois osb,Institutio, cap. 11,7; cf. Fidel de Ros ofmcap, “Los Místicos del Norte y Fray Luis de Granada”, in AIA 7(1947) 24.

[9] La preghiera di invocazione a María Vergine santissima, riecchegia Luigi di Blois osb, Institutio appendice II,6, secondo Fidel de Ros ofmcap, citato, p. 24-25.

[10] Cf. Is 6,5-7.

[11] La chiusura della preghiera finisce con la richiesta dell’amore che purifica e rende dimora degna di Dio, per cercare solo Lui e amarlo come Lui vuole essere amato

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