sabato 19 novembre 2016

Piccolo schermo, grandi famiglie

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di Emanuele Fant per Credere
Tra i frutti più desiderabili di ottobre ci sono le castagne e la ripresa della serie Un medico in famiglia. Quando mia moglie lo guarda, ha piacere che io non esibisca completa estraneità alle vicende di casa Martini.
All’ennesimo colpo di scena (Annuccia non è figlia del dottor Lele?), mi permetto di chiedere un ripasso. Sfrutta il tempo dei messaggi promozionali per ricostruire la struttura di un albero genealogico non privo di potature e di innesti: il signor Martini ha avuto fino ad ora tre mogli, due delle quali sorelle, con ognuna ha generato un paio di bambini; la signora che si accompagna al nonno, prima era la suocera.
Stando alle parole recenti del Papa (“Sono i figli a pagare con la sofferenza il costo peggiore dei divorzi”), la villetta ai Parioli di questo nucleo allargato, dovrebbe finire all’asta, per pagare gli psicologi ai bambini.
Sprofondo nella poltrona e ripenso alle famiglie che ho incontrato in televisione (quando c’è stata la frattura tra il modello proposto e l’idea cristiana?).
Sul finire degli anni Settanta frequentavo i Barbapapà, praticamente dei Neocatecumenali: pieni di figli, di valori e di cose interessanti da fare al pomeriggio. Quando ero alle elementari (e Bill Cosby non era noto ai tribunali), i Robinson erano l’ideale: padre medico ma mai di turno, madre avvocato in carriera, cinque figli, molti contrasti adolescenziali risolti col buonumore. Del 1994, ricordo l’Oscar a Mrs. Doubtfire. Ho ancora impresso il finale scarsamente hollywoodiano: invece di tornare insieme, i genitori separati spiegano alla prole che si può pure vivere lontani, rispettando la ripartizione delle visite. Da lì le cose sono iniziate a peggiorare.
Viene l’ora di dormire, e i miei bambini chiedono almeno un po’ di cartoni. C’è una maialina disegnata con tratto infantile, che ha soltanto un fratello, una mamma, un papà; li presenta nella sigla iniziale. Non so se è banalizzare, ma sorrido appagato; questa semplificazione, per stasera, mi farà da buonanotte.

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