venerdì 13 gennaio 2017

Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario. Commento audio al Vangelo



LA PAROLA DEL VANGELO CI RISUSCITA PER FARCI CAMMINARE CROCIFISSI CON CRISTO PER IL MONDO


Anche oggi Gesù si trova già nel punto esatto dove il demonio ci ha fatto precipitare e ci tiene inchiodati all'impossibilità di camminare verso l'altro per amarlo. Per ogni paralitico è sceso dal Cielo scoperchiando il tetto che separava l’uomo da Dio. “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati!”: per guarirci davvero, Gesù non si rivolge a un male generico ma parla a una persona concreta, al paralitico e gli annuncia il perdono dei suoi peccati. Il mistero del male e della sofferenza dell'uomo, infatti, si svela solo nel perdono. Quella Parola era sì una bestemmia, ma per la carne asservita alla menzogna del demonio. Ardeva come fuoco per bruciare le nostre bestemmie, i pensieri malvagi su Dio insinuatici dal demonio, la fonte avvelenata di ogni peccato. Allora, accettiamo di essere peccatori, e lasciamoci accompagnare dalla Chiesa, perché chi è paralizzato non ha la vita divina dentro e ha bisogno di qualcuno che lo porti a Cristo. Abbiamo bisogno della fede della Chiesa a cui appoggiarci, davanti alla quale Gesù è mosso a compiere il miracolo del perdono. Abbiamo bisogno della predicazione dei “quattro” evangelisti che, come i “quattro" uomini che portano l’infermo, scoperchia i tetti dell'orgoglio per accompagnarci nell'umiliazione della Verità sino ai piedi di Cristo. Solo il Vangelo ci strappa dall'anonimato della folla che si accalca per risuscitarci. Il perdono di Dio che possiamo sperimentare nella Chiesa attraverso i sacramenti, non è solo la rimozione del peccato; ci rialza e rigenera con il dono dello Spirito Santo per poter camminare nella vita nuova dove portare ogni giorno la croce che prima ci opprimeva e ora brilla gloriosa nell'amore di Dio che in essa sperimentiamo. Crocifissi con Cristo possiamo tornare “a casa” - in famiglia, al lavoro, a scuola, nella storia di ogni giorno - “prendendo con noi il lettuccio”, che è la memoria dei nostri peccati, la consapevolezza della nostra debolezza, e il segno dell'amore infinito di Dio. Così, la nostra vita abbracciata e trasfigurata dalla Parola di Cristo, sarà "davanti a tutti" la profezia del perdono per il mondo che "non ha mai visto nulla di simile" perché non ha mai visto Dio.


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