domenica 19 febbraio 2017

Visita pastorale alla Parrocchia romana di Ponte di Nona



Visita pastorale alla Parrocchia romana di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù (Ponte di Nona) 
Sala stampa della Santa Sede 
Nel pomeriggio di oggi, VII Domenica del Tempo Ordinario, il Santo Padre Francesco si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù, a Ponte di Nona (Roma).
Al suo arrivo, intorno alle ore 15.30, il Papa ha incontrato, nel Salone del Teatro parrocchiale, i bambini ed i ragazzi del catechismo, con il Gruppo giovani. Quindi, il Santo Padre ha salutato i malati e gli anziani, gli sposi che hanno battezzato i propri figli nei mesi scorsi e le famiglie assistite dalla Caritas parrocchiale, insieme agli operatori. Infine, ha confessato quattro penitenti.
Alle ore 17.15, il Papa ha presieduto nella chiesa parrocchiale la Celebrazione della Santa Messa. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Santo Padre ha pronunciato la sua omelia a braccio. Alle ore 19.00 circa, il Papa ha fatto rientro in Vaticano.Riportiamo di seguito la trascrizione dell’omelia pronunciata dal Santo Padre
:
Omelia del Santo Padre
Oggi c’è un messaggio che direi unico nelle Letture. Nella prima Lettura c’è la Parola del Signore che ci dice: «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo» (Lv 19,2). Dio Padre ci dice questo. E il Vangelo finisce con quella Parola di Gesù: «Voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). La stessa cosa. Questo è il programma di vita. Siate santi, perché Lui è santo; siate perfetti, perché Lui è perfetto. E voi potete domandarmi: “Ma, Padre, come è la strada per la santità, qual è il cammino per diventare santi?”. Gesù lo spiega bene nel Vangelo: lo spiega con cose concrete.

Prima di tutto: «Fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio» (Mt 5,38-39), cioè niente vendetta. Se io ho nel cuore il rancore per qualcosa che qualcuno mi ha fatto e voglio vendicarmi, questo mi allontana dal cammino verso la santità. Niente vendetta. “Me l’hai fatta: me la pagherai!”. Questo è cristiano? No. “Me la pagherai” non entra nel linguaggio di un cristiano. Niente vendetta. Niente rancore. “Ma quello mi rende la vita impossibile!...”. “Quella vicina di là sparla di me tutti i giorni! Anch’io sparlerò di lei…”. No. Cosa dice il Signore? “Prega per lei” – “Ma per quella devo pregare io?” – “Sì, prega per lei”. È il cammino del perdono, del dimenticare le offese. Ti danno uno schiaffo sulla guancia destra? Porgigli anche l’altra. Il male lo si vince con il bene, il peccato lo si vince con questa generosità, con questa forza. È brutto il rancore. Tutti sappiamo che non è una cosa piccola. Le grandi guerre – noi vediamo nei telegiornali, sui giornali, questo massacro di gente, di bambini… quanto odio!, ma è lo stesso odio – è lo stesso! – che tu hai nel tuo cuore per quello, per quella o per quel parente tuo o per tua suocera o per quell’altro, lo stesso. Quello è ingrandito, ma è lo stesso. Il rancore, la voglia di vendicarmi: “Me la pagherai!”, questo non è cristiano.
“Siate santi come Dio è santo”; “siate perfetti come perfetto è il Padre vostro”, «il quale fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,45). È buono. Dio dà i suoi beni a tutti. “Ma se quello sparla di me, se quello me l’ha fatta grossa, se quello mi ha…”. Perdonare. Nel mio cuore. Questa è la strada della santità; e questo allontana dalle guerre. Se tutti gli uomini e le donne del mondo imparassero questo, non ci sarebbero le guerre, non ci sarebbero. La guerra incomincia qui, nell’amarezza, nel rancore, nella voglia di vendetta, di farla pagare. Ma questo distrugge famiglie, distrugge amicizie, distrugge quartieri, distrugge tanto, tanto… “E cosa devo fare, Padre, quando sento questo?”. Lo dice Gesù, non lo dico io: «Amate i vostri nemici» (Mt 5,44). “Io devo amare quello?” - Sì - “Non posso” - Prega perché tu possa -. «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (ibid.). “Pregare per quello che mi fa del male?” – Sì, perché cambi vita, perché il Signore lo perdoni. Questa è la magnanimità di Dio, il Dio magnanimo, il Dio dal cuore grande, che tutto perdona, che è misericordioso. “È vero, Padre, Dio è misericordioso”. E tu? Sei misericordioso, sei misericordiosa, con le persone che ti hanno fatto del male? O che non ti vogliono bene? Se Lui è misericordioso, se Lui è santo, se Lui è perfetto, noi dobbiamo essere misericordiosi, santi e perfetti come Lui.
Questa è la santità. Un uomo e una donna che fanno questo, meritano di essere canonizzati: diventano santi. Così semplice è la vita cristiana. Io vi suggerisco di incominciare dal poco. Tutti abbiamo dei nemici; tutti sappiamo che quello o quella sparla di me, tutti lo sappiamo. E tutti sappiamo che quello o quella mi odia. Tutti sappiamo. E incominciamo dal poco. “Ma io so che costui mi ha calunniato, ha detto di me cose brutte”. Vi suggerisco: prenditi un minuto, rivolgiti a Dio Padre: “Quello o quella è Tuo figlio, è Tua figlia: cambia il suo cuore. Benedicilo, benedicila”. Questo si chiama pregare per quelli che non ci vogliono bene, per i nemici. Si può fare con semplicità. Forse il rancore rimane; forse il rancore rimane in noi, ma noi stiamo facendo lo sforzo per andare sulla strada di questo Dio che è così buono, misericordioso, santo e perfetto che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni: è per tutti, è buono per tutti. Dobbiamo essere buoni per tutti. E pregare per quelli che non sono buoni, per tutti.
Noi preghiamo per quelli che ammazzano i bambini nella guerra? È difficile, è molto lontano, ma dobbiamo imparare a farlo. Perché si convertano. Noi preghiamo per quelle persone che sono più vicine a noi e ci odiano o ci fanno del male? “Eh, Padre, è difficile! Io avrei voglia di stringergli il collo!” – Prega. Prega perché il Signore cambi loro la vita. La preghiera è un antidoto contro l’odio, contro le guerre, queste guerre che incominciano a casa, che incominciano nel quartiere, che incominciano nelle famiglie… Pensate soltanto alle guerre nelle famiglie per l’eredità: quante famiglie si distruggono, si odiano per l’eredità. Pregare perché ci sia la pace. E se io so che qualcuno mi vuole male, non mi vuole bene, devo pregare specialmente per lui. La preghiera è potente, la preghiera vince il male, la preghiera porta la pace.
Il Vangelo, la Parola di Dio oggi è semplice. Questo consiglio: «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo”. E poi: «Voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». E per questo, chiedere la grazia di non rimanere nel rancore, la grazia di pregare per i nemici, di pregare per la gente che non ci vuole bene, la grazia della pace.
Vi chiedo, per favore, di fare questa esperienza: tutti i giorni una preghiera. “Ah, questo non mi vuole bene, ma, Signore, ti prego…”. Uno al giorno. Così si vince, così andremo su questa strada della santità e della perfezione. Così sia.

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