venerdì 24 marzo 2017

«La famiglia al centro della società».



Avvenire
(Gianni Cardinale) Sul fattore famiglia «non molleremo mai». Il segretario generale della Cei, il vescovo Nunzio Galantino, è stato netto e chiaro nel declinare l' impegno della comunità ecclesiale italiana affinché si «riscopra la centralità della famiglia per la società e per la società contemporanea». Perché «la famiglia - quella formata da madre, padre e figli - non è un fatto di Chiesa, ma di società». E quando essa «si disgrega, si comincia ad adottare un tipo di soluzione che va in una direzione che tante volte con chiarezza abbiamo stigmatizzato e che non ci trova assolutamente d' accordo ». 
Monsignor Galantino, che per suggerimenti concreti sulla questione ha rinviato al lavoro del Forum delle associazioni familiari, ha affrontato il tema presentando ieri il Comunicato del Consiglio permanente della Cei che si è chiuso mercoledì. Il 'parlamentino' della Conferenza episcopale ha approfondito temi come appunto la famiglia, il fine vita, i migranti, e l' Unione europea partendo dalla prolusione del cardinale presidente Angelo Bagnasco di lunedì. Galantino ha iniziato al conferenza stampa rivolgendo il pensiero all' attentato di Londra. Al riguardo ha detto di sperare che «ci vengano risparmiati i soliti mantra intrisi di invettive insignificanti e di insopportabile sciacallaggio». E ha invitato ad «un no deciso a soluzioni populistiche che continuano a lucrare sulla comprensibile paura che ci prende in occasioni del genere», ribadendo che «la Chiesa italiana crede con forza nella casa comune europea». Sul tema del populismo, il segretario generale della Cei, ha osservato come «l' acqua che fa crescere» questa «pianta» è «l'inefficienza di coloro che dovrebbero dare risposte ai problemi della gente». 
«C' è da allarmarsi - ha spiegato - perché i motivi che fanno sorgere il populismo sono sempre lì: i giovani, i poveri sono sempre lì». Mentre riguardo all' Unione Europea - che si accinge a celebrare il 60° dei Trattati di Roma - ha sottolineato come la Cei intende «rilanciare il cammino intrapreso». Avendo un occhio privilegiato sul Mediterraneo. «Su questo la Chiesa - ha aggiunto - non fa nessun passo indietro, anzi rilancia a più livelli»: progetti di formazione e sviluppo sociale, corridoi umanitari realizzati grazie all' otto per mille - l' ultimo dei quali per l' Etiopia, ma che coinvolge anche il Sud Sudan, l' Eritrea e la Somalia -, nonché il progetto 'Liberi di restare, liberi di partire', per il quale la Cei ha già stanziato 30 milioni di euro sempre dai fondi dell' otto per mille. Sulla questione del fine vita il segretario generale della Cei ha osservato che è «un tema che i vescovi seguono con molta attenzione non da oggi». E ha invitato a evitare l'«appiattimento al pensiero dominante ». Nel comunicato finale del Consiglio permanente si sottolinea che «una società che accettasse di essere coinvolta nella volontà eutanasica di alcuno, condannerebbe essa stessa al suicidio ». Riguardo al ddl in discussione Galantino ha specificato per la Chiesa italiana «bisogna evitare e superare l' assolutizzazione del principio di autodeterminazione e rispettare l' autonomia in scienza e coscienza del medico», come chiede «per fortuna» anche l' Ordine dei medici. Altri temi affrontati dal segretario generale della Cei nel corso della conferenza stampa sono stati quelli del lavoro, che costituirà il tema della 48ma settimana sociale che si celebrerà il prossimo ottobre a Cagliari. Nonché quello della presenza della Chiesa nei mass media, con uno sguardo particolare ai settimanali diocesani. 
«Di fronte a sfide ideologiche e culturali veramente invasive, - ha detto - la Chiesa italiana non pensa assolutamente di alzare bandiera bianca sul tema della comunicazione e dei media». Monsignor Galantino ha inoltre spiegato il meccanismo elettorale con cui verrà scelta la terna di nomi di vescovi che verrà proposta al Papa per la nomina del nuovo presidente della Cei, ricordando la propria incandidabilità statutaria (ex art. 26) in quanto vescovo non diocesano. Le votazioni sono previste per martedì 23 maggio, secondo giorno della prossima assemblea generale.«Dipenderà dal Santo Padre - ha poi spiegato - decidere se comunicare il nuovo presidente già durante l' assemblea o alcuni giorni dopo»

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