venerdì 3 marzo 2017

Sacramento di salvezza



Nella sua rubrica di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde questa settimana alla domanda da parte di un lettore dal Ghana.
Come mai la Chiesa Cattolica è considerata un sacramento? – A.A., Wiaga, Ghana
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Rispondere a questo quesito è una bella sfida, quasi richiederebbe un trattato. Tuttavia, cercherò di essere sintetico.
Quando si parla di questo tema, la maggior parte delle persone fa riferimento al Concilio Vaticano II. Il documento del concilio circa la liturgia, Sacrosanctum Concilium, stabilisce al punto n° 5:
“Quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore principalmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione, mistero col quale « morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha restaurato la vita». Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa.”
In Lumen Gentium, la costituzione dogmatica del concilio circa la Chiesa, questo concetto viene ribadito al punto n° 9:
“Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica. Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli […].”
Poco dopo, nel punto n° 48, si fa esplicito riferimento alla Chiesa come “sacramento di salvezza universale”.
Sarebbe tuttavia un errore pensare che il concetto della Chiesa come sacramento sia venuto fuori solo negli anni ’60. Le Sacre Scritture descrivono il mistero — un termine che a volte praticamente viene usato come sinonimo del latino sacramentum — della Chiesa dicendo che “…siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi” (Prima Lettera ai Corinzi 3,16); e che la presenza di Dio si manifesta nella sua Chiesa (Luca 12,32; Marco 4,26-29). Il mistero del Corpo di Cristo (Prima Lettera ai Corinzi 12,1 e seguenti) si rende manifesto attraverso immagini concrete come il gregge, la vite, l’edificio, il tempio, la sposa.
I Padri della Chiesa anche descrivono questa realtà con metafore significative. Il Didaché(scritto tra il 90 e il 120 a.C.) parla di “mistero cosmico della Chiesa”. San Cipriano (morto nel 258) definisce la Chiesa “immenso mistero di salvezza” e Sant’Agostino (354–430) vi si riferisce come al “meraviglioso sacramento nato dal costato di Cristo”, come viene sopra citato nel punto 5 del Sacramentum Concilium.
Nella liturgia ne troviamo anche svariati esempi. Una preghiera, da alcuni attribuita a San Leone Magno Papa (390-461) e rinvenuta nel manoscritto gelasiano del 750, definisce la Chiesa il meraviglioso sacramento attraverso cui viene continuata l’opera di redenzione e il mondo, rinnovato, ritorna al suo primario destino. In altra parole la Chiesa, in quanto novella creazione di Cristo, deve essere il sacramento che riconduce nuovamente il mondo al progetto originario di Dio.
Con l’avvento della teologia scolastica, il concetto della Chiesa come sacramento venne oscurato per un certo periodo, nonostante l’idea venisse poi gradualmente recuperata nel corso del XIX e XX secolo. Il tema venne approfonditamente trattato da parte di vari teologi nei decenni precedenti il Concilio Vaticano II.
Il Catechismo, che in un certo senso riassume le prime riflessioni, si confronta con il concetto in più parti, ma in particolare nei punti 774-776, riguardanti la Chiesa come sacramento di salvezza universale:
“774. La parola greca ‘mysterion’ è stata tradotta in latino con due termini: ‘mysterium’ e  ‘sacramentum’. Nell’interpretazione ulteriore, il termine ‘sacramentum’ esprime più precisamente il segno visibile della realtà nascosta della salvezza, indicata dal termine ‘mysterium’. In questo senso, Cristo stesso è il Mistero della salvezza: ‘Non est enim aliud Dei mysterium, nisi Christus – Non v’è altro Mistero di Dio, se non Cristo’ . L’opera salvifica della sua umanità santa e santificante è il sacramento della salvezza che si manifesta e agisce nei sacramenti della Chiesa (che le Chiese d’Oriente chiamano anche ‘i santi Misteri’). I sette sacramenti sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo, che è il Capo, nella Chiesa, che è il suo Corpo. La Chiesa, dunque, contiene e comunica la grazia invisibile che essa significa. È in questo senso analogico che viene chiamata ‘sacramento’.
“775. ‘La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano’. Essere il sacramento dell’ intima unione degli uomini con Dio: ecco il primo fine della Chiesa. Poiché la comunione tra gli uomini si radica nell’unione con Dio, la Chiesa è anche il sacramento dell’ unità del genere umano. In essa, tale unità è già iniziata poiché essa raduna uomini ‘di ogni nazione, razza, popolo e lingua’ ; nello stesso tempo, la Chiesa è ‘segno e strumento’ della piena realizzazione di questa unità che deve ancora compiersi.
“776. In quanto sacramento, la Chiesa è strumento di Cristo. Nelle sue mani essa è lo ‘strumento della Redenzione di tutti’, ‘Il sacramento universale della salvezza’, attraverso il quale Cristo ‘svela e insieme realizza il mistero dell’amore di Dio verso l’uomo’. Essa ‘è il progetto visibile dell’amore di Dio per l’umanità’, progetto che vuole ‘la costituzione di tutto il genere umano nell’unico Popolo di Dio, la sua riunione nell’unico Corpo di Cristo, la sua edificazione nell’unico tempio dello Spirito Santo’.”
Di conseguenza, come riporta il Catechismo, il concetto di Chiesa come sacramento è analogo, e questo non significa che costituisca un ottavo sacramento.
Vedere la Chiesa come un sacramento ci aiuta ad avere una visione più definita dei sette sacramenti nel contesto della Chiesa stessa. Possiamo renderci conto più chiaramente di come gli effetti della partecipazione sacramentale vadano oltre la relazione individuale con Dio ed accrescano la santità dell’intero corpo.
Questo concetto chiarisce inoltre alcuni classici detti come “La Chiesa fa l’Eucarestia e l’Eucarestia fa la Chiesa.” L’Eucarestia, e in un certo senso l’intera vita sacramentale e liturgica della Chiesa, sono legati da una continua interazione. La fondamentale azione salvifica di Cristo raggiunge l’individuo attraverso la Chiesa e i suoi sacramenti, e allo stesso tempo il positivo abbraccio, da parte del fedele, di questa azione salvifica santifica e costruisce la Chiesa.
La spiritualità che può derivare dall’assimilazione di questa fondamentale comunione in Cristo condivisa da tutti i membri della Chiesa e – dal momento che la Chiesa è anche un sacramento per il mondo – con ogni essere umano, ci può portare a comprendere che ogni buona azione che compiamo, e anche ogni azione meno positiva, ha conseguenza che vanno oltre le nostre cerchie immediate e non solo si estendono “dal sorgere del solo fino al suo tramonto” ma che possono giungere fino allo stesso Cielo attraverso la comunione con i santi.
[Traduzione dall’inglese a cura di Maria Irene De Maeyer]
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I lettori possono inviare domande all’indirizzo liturgia.zenit@zenit.org. Si chiede gentilmente di menzionare la parola “Liturgia” nel campo dell’oggetto. Il testo dovrebbe includere le iniziali, il nome della città e stato, provincia o nazione. Padre McNamara potrà rispondere solo ad una piccola selezione delle numerosissime domande che ci pervengono.

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