domenica 16 aprile 2017

Gli algoritmi di Pasqua



Guido Mocellin (Avvenire)

Non è uno studio, né un'inchiesta giornalistica: diciamo che è solo un gioco, il gioco della Pasqua su Google. Ultimata la consueta rassegna che precede la stesura di queste righe, mi sono chiesto infatti cosa avrei trovato se avessi provato a uscire dalla “cassa di risonanza” dell'informazione religiosa digitale, interrogando semplicemente Google con quella che in ogni caso è la parola del giorno: “Pasqua”.
Ed ecco i risultati. Dico subito che per incontrare tre fonti religiose tra le prime dieci ricorrenze pasquali ho dovuto trasferirmi nel mondo angolofono (al sesto posto, polemici, i Testimoni di Geova, al nono e al decimo un sito cattolico e uno protestante) e ispanofono (idem, ma con la cattolica Aciprensa ai primi posti e i Testimoni di Geova più indietro).
Niente fonti religiose invece tra le prime dieci del Google che parla italiano. Subito Wikipedia mi informa: Pasqua «è la principale solennità del cristianesimo». Poi tre notizie della “Prima pagina”: due riguardano le previsioni del tempo, una il tema dei negozi che resteranno aperti anche in questa domenica così speciale. Segue, su un sito meteo, «una selezione di immagini da condividere per fare gli auguri, dalle più semplici alle più divertenti»: tante uova, pulcini e conigli, ma nessun Risorto. Poi due siti di ricette e due di calendario (per sapere «quando cade quest'anno»); poi ancora previsioni del tempo, un'altra serie di immagini sostanzialmente areligiose e lo «speciale Pasqua» di un altro sito di ricette, quello di Misya ( tinyurl.com/l547343 ), del quale apprezzo lo stile: «Oltre alle tante pratiche liturgiche», scrive dopo avermi informato sulla Pasqua dei credenti, «ci sono anche tante tradizioni laiche molto amate e seguite da tutti, la maggior parte delle quali si svolgono a tavola».
Ho detto che era solo un gioco. Ma mi sarebbe piaciuto che anche in Italia dal più grande uovo di cioccolato algoritmico fosse venuto fuori il sorprendente annuncio pasquale: «Non è qui, è risorto».

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