mercoledì 12 aprile 2017

Il Triduo pasquale con la Vergine Maria



Alla scoperta dell’opuscolo mariano di genere lirico “Le ore di nostra Signora”, composto da Raimondo Lullo

di Pietro Messa

Raimondo Lullo, nel suo programma di evangelizzazione, si preoccupò di fornire ai fedeli testi onde meditare il Vangelo. Per questo tra molte opere compose Le ore di nostra Signora, ossia un opuscolo mariano di genere lirico da cantare con tonalità liturgica. Trattando della «natura umana con la quale Dio ha redento il mondo» vi è anche il Triduo pasquale le cui meditazione sono riprodotte di seguito. 
La passione
Nessun corpo o anima soffrì mai un dolore a causa di una passione o di qualche azione, come quello che sopportò umilmente la Vergine, quando vide suo Figlio così oltraggiato, morto e appeso ad una croce. E in quel momento desiderò morire, perché non riusciva a sopportarlo; ma, poiché provava un grande piacere nel vedere il suo amoroso Figlio, la morte non poteva ghermirla, e provava insieme gioia e sconforto.
Scese all’inferno
Quando Gesù Cristo fu deposto nel sepolcro, si disse la Regina: «Che cosa farai tu? Andrai a casa per morire? Rimarrai qui per vivere, guardando questo sepolcro?». Mentre stava pensando queste cose, l’anima di suo figlio discese all’inferno, dal quale fece uscire Adamo e tutti i suoi compagni grazie alla sua vittoria e ai suoi doni.
La risurrezione
Quando ebbe visto risuscitato Gesù Cristo, lo spirito della Vergine recuperò la forza con piacere, e si rassegnò senza dolore. E ridendo chiese a suo Figlio: «Che cose ne è stato, così repentinamente, del grave dolore che io vi vidi provare? E voi Figlio, potrete dunque mai morire?».
E quando ritornò in sé e comprese chiaramente che suo Figlio era risuscitato, nessuna gioia si sarebbe potuta comparare alla sua.
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Qui un approfondimento.

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