venerdì 5 maggio 2017

Tu ora certo vivi.

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La divinità si nascose sotto l’umanità e si avvicinò alla morte,
la quale uccise e a sua volta fu uccisa.
La morte uccise la vita naturale, ma venne uccisa dalla vita soprannaturale.
Siccome la morte non poteva inghiottire il Verbo senza il corpo, né gli inferi accoglierlo senza la carne,
egli nacque dalla Vergine, per poter scendere mediante il corpo al regno dei morti.
Ma una volta giunto colà col corpo che aveva assunto,
distrusse e disperse tutte le ricchezze e tutti i tesori infernali.
Gloria a te che ti sei rivestito del corpo dell’uomo mortale
e lo hai trasformato in sorgente di vita per tutti i mortali.
Tu ora certo vivi.
Coloro che ti hanno ucciso hanno agito verso la tua vita come gli agricoltori. La seminarono come frumento nel solco profondo. Ma di là rifiorì e fece risorgere con sé tutti.
S. Efrem, Discorso sul Signore, 3-4. 9
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Dai «Discorsi» di sant’Efrem, diacono.
Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta. Si sottomise spontaneamente alla morte, accettò volontariamente la morte, per distruggere quella morte che non voleva morire.
Nostro Signore infatti uscì reggendo la croce perché così volle la morte. Ma sulla croce col suo grido trasse i morti fuori dagli inferi, nonostante che la morte cercasse di opporsi.
La morte lo ha ucciso nel corpo che egli aveva assunto. Ma con le stesse armi egli trionfò sulla morte. La divinità si nascose sotto l’umanità e si avvicinò alla morte, la quale uccise e a sua volta fu uccisa.
La morte uccise la vita naturale, ma venne uccisa dalla vita soprannaturale. Siccome la morte non poteva inghiottire il Verbo senza il corpo, né l’inferno accoglierlo senza la carne, egli nacque dalla Vergine, per poter scendere mediante il corpo agli inferi. Ma una volta giunto colà col corpo che aveva assunto, distrusse e disperse tutte le ricchezze e tutti i tesori infernali.
Cristo provenne da Eva, genitrice di tutti i viventi. Ella è la vigna, la cui siepe fu aperta alla morte proprio dalle stesse mani di lei, che doveva perciò gustarne i frutti.
Eva, madre di tutti i viventi, divenne causa di morte per tutti i viventi.
Fiorì poi Maria, nuova vite rispetto all’antica Eva, e in lei prese dimora la nuova vita, Cristo. Avvenne allora che la morte si avvicinasse a lui per divorarlo con la sua abituale sicurezza e ineluttabilità.
Non si accorse, però, che nel frutto mortale che mangiava, era nascosta la Vita. Fu questa che causò la fine della inconsapevole e incauta divoratrice. La morte lo inghiottì senza alcun timore ed egli liberò la vita e con essa la moltitudine degli uomini.
Fu ben potente il figlio del falegname, che portò la sua croce sopra gli inferi che ingoiavano tutto e trasferì il genere umano nella casa della vita. Come poi a causa del legno il genere umano era sprofondato in quei luoghi sotterranei, sopra un legno Cristo entrò nell’abitazione della vita. Perciò in quel legno in cui era stato innestato il ramoscello amaro, venne innestato un ramoscello dolce, perché riconosciamo colui al quale nessuna creatura è in grado di resistere.
Gloria a te che della tua croce hai fatto un ponte sulla morte. Attraverso questo ponte le anime si possono trasferire dalla regione della morte a quella della vita. Gloria a te che ti sei rivestito del corpo dell’uomo mortale e lo hai trasformato in sorgente di vita per tutti i mortali.
Tu ora certo vivi. Coloro che ti hanno ucciso hanno agito verso la tua vita come gli agricoltori: la seminarono come frumento nel solco profondo. Ma di là rifiorì e fece risorgere con sé tutti.
Venite, offriamo il nostro amore come sacrificio grande e universale, eleviamo cantici solenni e rivolgiamo preghiere a colui che offrì la sua croce in sacrificio a Dio, per rendere ricchi tutti noi del suo inestimabile tesoro.

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