
Buon compleanno a Benedetto XVI in occasione dei suoi 86 anni. Un ricordo datato 7 anni prima della sua nascita
(Luis Badilla) Joseph Alois Ratzinger, Benedetto XVI, dal 28 febbraio scorso Papa emerito, è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile del 1927 (Sabato Santo) e fu battezzato lo stesso giorno. Terzo figlio del gendarme Joseph Ratzinger (1877-1959) e di Maria Paintner (1884-1963), dopo la primogenita Maria (1921-1991) e dopo Georg (nato nel 1924). Il padre proveniva da un’antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera, di condizioni economiche piuttosto modeste. La madre era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago Chiem, e prima di sposarsi aveva lavorato come cuoca.
Joseph Ratzinger trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Traunstein, piccola località vicina alla frontiera con l’Austria, a 30 km. da Salisburgo. In questo contesto, che egli stesso ha definito “mozartiano”, ricevette la sua formazione cristiana, umana e culturale. Benedetto XVI, sulla sua nascita, con estrema semplicità e modestia, quasi con pudore, scrive: "Sono nato il 16 aprile 1927, Sabato Santo, a Marktl sull’Inn. In famiglia veniva spesso ricordato che il giorno della mia nascita era l’ultimo della Settimana Santa e la vigilia di Pasqua, tanto più che io fui battezzato il mattino successivo alla mia nascita, con l’acqua appena benedetta della “notte pasquale”, che allora veniva celebrata al mattino: l’essere il primo battezzato della nuova acqua era un importante segno premonitore. Personalmente sono sempre stato grato per il fatto che, in questo modo, la mia vita sia stata fin dall’inizio immersa nel mistero pasquale, dal momento che non poteva che essere un segno di benedizione. Indubbiamente, non era la domenica di Pasqua ma, appunto, il Sabato Santo. Eppure, quanto più ci penso, tanto più mi pare una caratteristica della nostra esistenza umana, che ancora attende la Pasqua, non è ancora nella luce piena, ma fiduciosa si avvia verso di essa". (Joseph Ratzinger, La mia vita, San Paolo, 1997).
Papà Ratzinger cerca moglie con un annuncio sul giornale "Liebfrauenbote" di Altötting. Su Benedetto XVI, sulla sua opera teologica e pastorale e sul suo pontificato si è scritto molto e continuerà a essere così per molti anni. Sulla sua vita, e quella della sua famiglia, si è scritto molto poco anche se circolano alcuni testi pregevoli tra cui gli appunti autobiografici dello stesso Papa emerito; appunti però dove la modestia di Joseph Ratzinger si fa sentire al punto che lo scritto traccia solo le grandi linee della sua vita e si presenta molto scarno di particolari. Questo rende ancora più interessante la biografia che prepara Peter Seewald e per la quale lo scrittore tedesco ha intervistato a lungo il Papa emerito. Sarà la prima vera biografia non giornalistica di Benedetto XVI.
Proprio per questo, in occasione del 86.mo compleano di Joseph Ratzinger, vogliamo ricordare un piccolo episodio della vita del papà di Benedetto XVI che risale a 93 anni fa. Si tratta di un piccolo omaggio anche perché è una storia non molto conosciuta.
Il 7 marzo 1920 il quotidiano cattolico tedesco "Liebfrauenbote" di Altötting, pubblicò con il "riferimento 734" un annuncio che diceva: «Modesto funzionario, scapolo, cattolico, 43 anni, con diritto alla pensione desidera convogliare a nozze con una ragazza cattolica che sappia cucinare e anche un pò cucire, e che abbia qualche proprietà. Rif. 734». Questa firma - "Rif. 734" - era quella di Joseph Ratzinger senior, futuro papà di Benedetto XVI. L'annuncio per quattro lunghi mesi non ebbe nessuna risposta. Allora il gendarme Ratzinger, che allora aveva già 43 anni, pubblicò un secondo annuncio identico al primo, ma con una modifica: la questione della proprietà non è una condizione indispensabile.
Questa volta all'annuncio rispose Maria Peintner che papà Ratzinger sposò quasi subito: il 20 novembre 1920. La "Bild am Sonntag", quotidiano tedesco che rivelò per primo questa storia nel 2006, presentando la notizia scrisse: «Sarebbe stato possibile un Papa tedesco se il gendarme Ratzinger 86 anni fa non avesse messo alcun annuncio matrimoniale sul giornale?». L'articolo del quotidiano poi citava una frase famosa del teologo evangelico, medico e musicista Albert Schweitzer (Kaysersberg, 14 gennaio 1875 – Lambaréné, 4 settembre 1965): «Il caso è lo pseudonimo che il nostro Dio sceglie quando vuole restare in incognito».
L'ex direttore del "Liebfrauenbote", anni fa, nel corso di un'udienza donò all'allora Papa Benedetto XVI il taglio di stampa con i due annunci del padre che cercava moglie. Nella sua autobiografia Benedetto XVI scrive, e vale la pena ricordarlo: «Non saprei indicare una prova della verità della fede più convincente della sincera e schietta umanità che la fede ha fatto maturare nei miei genitori».