Tweet del Papa, maltempo in Sardegna: "Profondamente commosso dall'immane tragedia che ha colpito la Sardegna, chiedo a tutti di pregare per le vittime specialmente per i bambini." (19 novembre 2013)
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Il 2 dicembre Papa Francesco riceve il Premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sullo sfondo si stagliano le questioni della pace e un possibile viaggio del Pontefice
(Luis Badilla) A quasi sette mesi di distanza dal suo primo incontro con un leader israeliano, il Presidente Shimon Peres, lo scorso 30 aprile, ora, lunedì 2 dicembre prossimo il Santo Padre riceverà in Udienza il Premier, Benjamin Netanyahu. Così lo conferma il webmagazine “Moked”. Il 17 ottobre tra l'altro il Papa ha ricevuto il Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Un insieme di incontri sui quali s'intrecciano e si stagliano due questioni centrali: da un lato, l'auspicata ripresa dei colloqui di pace tra israeliani e palestinesi e le prospettive di pace nell'intera regione mediorientale e, dall'altro, il quasi certo pellegrinaggio del Pontefice in Terra Santa entro marzo 2014.
Pellegrinaggio. Shimon Peres, invitando il Santo Padre a far visita al suo Paese, ha detto: "Non l'aspetto solo io, ma tutto il popolo di Israele". Papa Francesco è stato già invitato in Terra Santa dal Patriarca latino Fouad Twal e qualche settimana prima il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo aveva parlato a Francesco sul suo desiderio di commemorare insieme il 50.mo dell'abbraccio storico tra Paolo VI e Atenagora a Gerusalemme il 5 gennaio 1964. In questo contesto da alcuni giorni, soprattutto sulla stampa israeliana, si moltiplicano i segnali che prefigurano un annuncio ufficiale su quest'importante pellegrinaggio che, come disse p. Federico Lombardi, tutti i Papi desiderano intensamente. Se Papa Francesco visiterà Terra Santa, sarà il quarto Pontefice dopo le visite di Paolo VI (gennaio 1964), Giovanni Paolo II (marzo 2000) e Benedetto XVI (maggio 2009). Tali segnali arrivano sempre più spesso da diversi rabbini amici del Papa tra cui alcuni a lui molto vicini come quello argentino, Abraham Skorka.
Pace. Il 30 aprile scorso, nel Comunicato della Sala stampa vaticana dopo l'Udienza del Papa al Presidente Shimon Peres si legge: "Si è auspicata una pronta ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi affinché, con decisioni coraggiose e disponibilità da ambedue le Parti, nonché con il sostegno della comunità internazionale, si possa raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e così contribuire risolutamente alla pace e alla stabilità della Regione".
Il Comunicato vaticano del 17 ottobre dopo l'Udienza al Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) sottolinea: "Nel corso dei cordiali colloqui si è parlato sulla situazione in Medio Oriente, e in particolare sulla ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi, esprimendo l'auspicio che tale processo produca i frutti desiderati per trovare una soluzione giusta e duratura ad un conflitto la cui fine si rivela sempre più necessaria e urgente. A tale scopo ci si è augurato che le Parti prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace con il sostegno della Comunità internazionale".
Siria. Sulla situazione siriana nel primo Comunicato si dice: "Si è manifestata particolare preoccupazione per il conflitto che affligge la Siria per il quale si è auspicato una soluzione politica, che privilegi la logica della riconciliazione e del dialogo". Nel secondo Comunicato si scrive: "Grave preoccupazione, invece, desta ancora la situazione in Siria, per la quale si auspica che alla logica della violenza subentri quanto prima quella del dialogo e della riconciliazione".
Questioni specifiche nei rapporti con Israele. Nel Comunicato sulle questioni specifiche nei rapporti tra Santa Sede e Israele si evidenzia: "Non è mancato un riferimento all’importante questione della Città di Gerusalemme. Sono state affrontate anche alcune questioni riguardanti i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e tra le Autorità statali e le comunità cattoliche locali. Sono stati apprezzati infine i notevoli progressi fatti dalla Commissione bilaterale di lavoro, impegnata nell’elaborazione di un Accordo su questioni di comune interesse, per il quale si auspica una pronta conclusione".
Questioni specifiche nei rapporti con lo Stato di Palestina. In questo caso il Comunicato sottolinea: "Per quanto riguarda le relazioni bilaterali è stata manifestata soddisfazione per i progressi fatti nell' elaborazione di un Accordo Globale su alcuni aspetti essenziali della vita e dell' attività della Chiesa cattolica in Palestina. Si è parlato, infine, della situazione delle comunità cristiane nei Territori Palestinesi e, più in generale, in Medio Oriente, rilevando il contributo significativo che esse offrono al bene comune della società".
I cristiani in Medio Oriente. Sia nel caso dei rapporti con Israele sia nelle relazioni con lo Stato di Palestina resta, come questione centrale, la situazione dei cristiani in Medio Oriente che non solo lasciano progressivamente la propria terra ma che sono anche oggetto di violenze e discriminazioni, a volte palese e indecenti e spesso subdole perché mascherate da regole amministrative. Sul problema Papa Francesco si è espresso a più riprese richiamando al tempo stesso una maggiore attenzione da parte della Comunità internazionale. Il 20 giugno scorso, nel suo indirizzo ai membri della ROACO, Papa Francesco ha voluto ritornare sulla questione dicendo: "La presenza dei Patriarchi di Alessandria dei Copti e di Babilonia dei Caldei, come dei Rappresentanti Pontifici in Terra Santa e in Siria, del Vescovo Ausiliare del Patriarca di Gerusalemme e del Custode di Terra Santa, mi porta con il cuore nei Luoghi Santi della nostra Redenzione, ma ravviva in me la viva preoccupazione ecclesiale per la condizione di tanti fratelli e sorelle che vivono in una situazione di insicurezza e di violenza che sembra interminabile e non risparmia gli innocenti e i più deboli. A noi credenti è chiesta la preghiera costante e fiduciosa perché il Signore conceda la sospirata pace, unita alla condivisione e alla solidarietà concreta. Vorrei rivolgere ancora una volta dal più profondo del mio cuore un appello ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà perché si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale. Lo scontro che semina morte lasci spazio all’incontro e alla riconciliazione che porta vita. A tutti coloro che sono nella sofferenza dico con forza: non perdete mai la speranza! La Chiesa vi è accanto, vi accompagna e vi sostiene!"