Aperta l’assemblea della Conferenza episcopale spagnola. Dopo l’Anno della fede
La crisi economica, l’unità della nazione, la preoccupazione per il presente e il futuro del matrimonio e della famiglia, le ferite lasciate dal terrorismo, la tragedia che ha colpito il popolo filippino, le sofferenze patite dai cristiani in varie parti del mondo: sono i temi di attualità affrontati ieri dal cardinale presidente della Conferenza episcopale spagnola, Antonio María Rouco Varela, nel discorso di apertura dell’assemblea plenaria in corso di svolgimento a Madrid.Un intervento che ha preso le mosse dall’Anno della fede che sta per concludersi, partendo dalla lettera apostolica in forma di motu proprio Porta fidei, con la quale Benedetto XVI lo ha indetto, fino ad arrivare alle riflessioni contenute nell’enciclica Lumen fidei di Francesco. L’Anno della fede raggiungerà i suoi obiettivi «solo se ci ha aiutato a risvegliare la nostra coscienza sull’entità della sfida posta dalla crisi di fede in tante persone». Una crisi che riguarda anche pastori, consacrati e laici, quando vivono «immersi nella “mondanità spirituale”», come denuncia con frequenza Papa Francesco, proponendo la necessità di una «conversione pastorale». Ma — ha detto il porporato — «in virtù delle esigenze del nostro ministero pastorale non possiamo fare il bilancio dell’Anno della fede senza considerare alcune circostanze del momento attuale della nostra società, anche internazionale, con evidenti implicazioni umane e morali di nota rilevanza per il bene comune».
La crisi che, analogamente ad altri Paesi, ha colpito la Spagna esige uno sforzo «continuato e generoso», soprattutto in materia di disoccupazione, venendo incontro alle aspettative di tanti giovani. Tale sforzo, ha affermato l’arcivescovo di Madrid, richiede una conversione morale di tutti gli agenti sociali che deve manifestarsi non solo con comportamenti rispettosi delle esigenze fondamentali della giustizia e della solidarietà ma con atteggiamenti di generosità disinteressata in favore del prossimo. Tale principio di gratuità è presente nell’aiuto generoso offerto dai fedeli attraverso la Caritas come in chiunque, personalmente o tramite organizzazioni caritative, presta soccorso alle persone bisognose.
Altro motivo di preoccupazione riguarda il matrimonio e la famiglia e, di conseguenza, tutta la società. Dall’arcivescovo di Madrid viene la richiesta di correggere e migliorare l’attuale legislazione, che non riconosce e protegge a sufficienza, all’interno di un’adeguata configurazione giuridica, queste due fondamentali istituzioni. «Ma — ha avvertito Rouco Varela — l’egoismo che trionfa nella vita matrimoniale e familiare in Spagna, talvolta come in nessun altro campo delle relazioni sociali, deve essere combattuto anche nell’ambito dell’educazione in generale e, certamente, della formazione cattolica e dell’attenzione pastorale matrimoniale e familiare». Il cardinale ricorda che Papa Francesco «ha messo in rilievo l’importanza del problema convocando, in modo quasi urgente, nientemeno che due sinodi dei vescovi consecutivi, in due anni, sulla famiglia e la sua evangelizzazione». Come Chiesa, «ci sforzeremo ancor più di accompagnare i giovani verso il matrimonio, e le famiglie (giovani e meno giovani)» in un cammino che dura tutta la vita.
Fra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola — che si concluderà venerdì 22 — c’è l’elezione, domani, del nuovo segretario generale che prenderà il posto di monsignor Juan Antonio Martínez Camino, il quale, dopo due quinquenni consecutivi, deve lasciare l’incarico. I vescovi esamineranno inoltre, per una sua possibile approvazione, il documento Normas básicas para la formación de los diáconos permanentes en las diócesis españolas, presentato dalla Commissione episcopale del clero; si tratta, riferisce un comunicato, di un’attualizzazione delle regole di base varate nel gennaio 2000 e che ora è necessario rinnovare tenendo conto dei suggerimenti dati dalla Congregazione per l’educazione cattolica. Verrà inoltre annunciata la pubblicazione, nei prossimi mesi, del nuovo catechismo, Testigos del Señor, destinato principalmente ai bambini e agli adolescenti, e la modifica dell’attuale regolamento delle fondazioni canoniche di insegnamento.
L'Osservatore Romano
Aperta l’assemblea della Conferenza episcopale spagnola. Dopo l’Anno della fede
La crisi economica, l’unità della nazione, la preoccupazione per il presente e il futuro del matrimonio e della famiglia, le ferite lasciate dal terrorismo, la tragedia che ha colpito il popolo filippino, le sofferenze patite dai cristiani in varie parti del mondo: sono i temi di attualità affrontati ieri dal cardinale presidente della Conferenza episcopale spagnola, Antonio María Rouco Varela, nel discorso di apertura dell’assemblea plenaria in corso di svolgimento a Madrid.Un intervento che ha preso le mosse dall’Anno della fede che sta per concludersi, partendo dalla lettera apostolica in forma di motu proprio Porta fidei, con la quale Benedetto XVI lo ha indetto, fino ad arrivare alle riflessioni contenute nell’enciclica Lumen fidei di Francesco. L’Anno della fede raggiungerà i suoi obiettivi «solo se ci ha aiutato a risvegliare la nostra coscienza sull’entità della sfida posta dalla crisi di fede in tante persone». Una crisi che riguarda anche pastori, consacrati e laici, quando vivono «immersi nella “mondanità spirituale”», come denuncia con frequenza Papa Francesco, proponendo la necessità di una «conversione pastorale». Ma — ha detto il porporato — «in virtù delle esigenze del nostro ministero pastorale non possiamo fare il bilancio dell’Anno della fede senza considerare alcune circostanze del momento attuale della nostra società, anche internazionale, con evidenti implicazioni umane e morali di nota rilevanza per il bene comune».
La crisi che, analogamente ad altri Paesi, ha colpito la Spagna esige uno sforzo «continuato e generoso», soprattutto in materia di disoccupazione, venendo incontro alle aspettative di tanti giovani. Tale sforzo, ha affermato l’arcivescovo di Madrid, richiede una conversione morale di tutti gli agenti sociali che deve manifestarsi non solo con comportamenti rispettosi delle esigenze fondamentali della giustizia e della solidarietà ma con atteggiamenti di generosità disinteressata in favore del prossimo. Tale principio di gratuità è presente nell’aiuto generoso offerto dai fedeli attraverso la Caritas come in chiunque, personalmente o tramite organizzazioni caritative, presta soccorso alle persone bisognose.
Altro motivo di preoccupazione riguarda il matrimonio e la famiglia e, di conseguenza, tutta la società. Dall’arcivescovo di Madrid viene la richiesta di correggere e migliorare l’attuale legislazione, che non riconosce e protegge a sufficienza, all’interno di un’adeguata configurazione giuridica, queste due fondamentali istituzioni. «Ma — ha avvertito Rouco Varela — l’egoismo che trionfa nella vita matrimoniale e familiare in Spagna, talvolta come in nessun altro campo delle relazioni sociali, deve essere combattuto anche nell’ambito dell’educazione in generale e, certamente, della formazione cattolica e dell’attenzione pastorale matrimoniale e familiare». Il cardinale ricorda che Papa Francesco «ha messo in rilievo l’importanza del problema convocando, in modo quasi urgente, nientemeno che due sinodi dei vescovi consecutivi, in due anni, sulla famiglia e la sua evangelizzazione». Come Chiesa, «ci sforzeremo ancor più di accompagnare i giovani verso il matrimonio, e le famiglie (giovani e meno giovani)» in un cammino che dura tutta la vita.
Fra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola — che si concluderà venerdì 22 — c’è l’elezione, domani, del nuovo segretario generale che prenderà il posto di monsignor Juan Antonio Martínez Camino, il quale, dopo due quinquenni consecutivi, deve lasciare l’incarico. I vescovi esamineranno inoltre, per una sua possibile approvazione, il documento Normas básicas para la formación de los diáconos permanentes en las diócesis españolas, presentato dalla Commissione episcopale del clero; si tratta, riferisce un comunicato, di un’attualizzazione delle regole di base varate nel gennaio 2000 e che ora è necessario rinnovare tenendo conto dei suggerimenti dati dalla Congregazione per l’educazione cattolica. Verrà inoltre annunciata la pubblicazione, nei prossimi mesi, del nuovo catechismo, Testigos del Señor, destinato principalmente ai bambini e agli adolescenti, e la modifica dell’attuale regolamento delle fondazioni canoniche di insegnamento.
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Al via la conferenza inaugurale dell'assemblea plenaria della Conferenza episcopale. L’arcivescovo di Madrid preoccupato anche per le “ferite del terrorismo”
REDAZIONESpagna, i vescovi contro le “leggi ingiuste” sul matrimonio
I vescovi spagnoli sono preoccupati «che l'unità della nazione possa arrivare a rompersi» e reclamano ai politici il rispetto delle norme basilari, «come la Costituzione». Lo ha detto oggi il presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), Antonio Maria Rouco Varela, nella conferenza inaugurale dell'assemblea plenaria della Cee, che si svolgerà fino a mercoledì a Madrid.
Rouco Varela ha espresso anche preoccupazione che «le ferite provocate dal terrorismo a tante vittime e alla società non si curino in ragione della strada del perdono e della misericordia cercata, accettata e concessa di cuore». L'arcivescovo di Madrid ha inoltre assicurato che in Spagna i rapporti fra Chiesa e Stato sono «regolati sufficientemente bene» dagli accordi firmati nel 1979 fra la Santa Sede e lo Stato e che, a suo giudizio, «riflettono fedelmente» sia i principi del Concilio Vaticano II sia della Costituzione spagnola".
Rouco Varela ha insistito sulla preoccupazione dei vescovi «per il presente e il futuro del matrimonio e della famiglia», al cui peggioramento contribuiscono «leggi ingiuste». Ed ha annunciato che la Chiesa solleciterà «con inesauribile insistenza» i governanti per «una svolta positiva della legislazione e della politica sul matrimonio e sulla famiglia», che includerà «la problematica della bioetica e il diritto alla vita».
La Conferenza episcopale spagnola (Cee) dice la sua anche su alcuni argomenti della vita della nazione: dai rischi di dissoluzione dell'unità del Paese sull'onda delle pulsioni secessioniste in Catalogna, alla disoccupazione, fino alle scarcerazioni di tanti terroristi dell'Eta, oltre che alle contestate leggi sulla famiglia.
Il presidente della Cee e arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Ruoco Varela ha detto fra l'altro che «l'unità della Spagna è parte principale del bene comune della nostra società e deve essere trattata con responsabilità morale. Siamo preoccupati - ha aggiunto - che possa frantumarsi l'unione fraterna tra tutti i cittadini dei diversi territori e comunità con molti secoli di storia comune».
Vatican Insider
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Polonia, il Vescovo di Lodz contro l’ideologia “gender”
Mons. Jędraszewski ha espresso concetti forti nel corso di un incontro con i giovani, provocando reazioni, spesso scomposte, nel paese
MAREK LEHNERT
Posso facilmente figurarmi che nel 2050 che “i pochi che continueranno a pensare alle differenze tra uomo e donna saranno mostrati come oggi i pellerossa nelle riserve”, ha detto l'arcivescovo di Łódź in Polonia durante un recente incontro con i giovani di Pabianice, vicino alla sua sede vescovile.
Il prelato, docente di teologia, ha svolto una relazione sull'ideologia di gender, “che da qualche anno va di moda, anzi secondo il politically correct e l'unica ideologia vigente”.
Secondo lui questo fenomeno va contro “le identità”, e di conseguenza contro la famiglia e la generazione dei bambini. “E un'ideologia estremamente pericolosa, che porta dritto alla morte di una civiltà. Per cui posso facilmente immaginarmi, che fra qualche tempo, spero di non arrivarci personalmente, diciamo nel 2050, pochissimi bianchi rimasti saranno mostrati alle altre razze umane – qui, in Europa – cosi come si mostrano negli Stati Uniti i pellerossa, nelle riserve. Ecco, ci fu questa gente che abitava qui, ma ha cessato di esistere a propria richiesta, perche non sapeva accettarsi dal punto di vista biologico”.
Il vescovo ha messo in rilievo il fatto che dietro l'ideologia di gender si cela la negazione di Dio, che “creo l'uomo come maschio e femmina”.”Li ha creati alla vita comune, in matrimonio, che generassero i figli e dominassero la terra. Ora Dopo di noi: “potrebbe esserci il diluvio”.
Il discorso dell'arcivescovo di Łódź e stato attaccato dai siti anticlericali, che non hanno lesinato pesanti parole al suo indirizzo.
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Diario Vaticano / Negli Stati Uniti tutti con Francesco, a ragione o a torto
Chiesa - L'Espresso
Secondo lui questo fenomeno va contro “le identità”, e di conseguenza contro la famiglia e la generazione dei bambini. “E un'ideologia estremamente pericolosa, che porta dritto alla morte di una civiltà. Per cui posso facilmente immaginarmi, che fra qualche tempo, spero di non arrivarci personalmente, diciamo nel 2050, pochissimi bianchi rimasti saranno mostrati alle altre razze umane – qui, in Europa – cosi come si mostrano negli Stati Uniti i pellerossa, nelle riserve. Ecco, ci fu questa gente che abitava qui, ma ha cessato di esistere a propria richiesta, perche non sapeva accettarsi dal punto di vista biologico”.
Il vescovo ha messo in rilievo il fatto che dietro l'ideologia di gender si cela la negazione di Dio, che “creo l'uomo come maschio e femmina”.”Li ha creati alla vita comune, in matrimonio, che generassero i figli e dominassero la terra. Ora Dopo di noi: “potrebbe esserci il diluvio”.
Il discorso dell'arcivescovo di Łódź e stato attaccato dai siti anticlericali, che non hanno lesinato pesanti parole al suo indirizzo.
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Diario Vaticano / Negli Stati Uniti tutti con Francesco, a ragione o a torto
Chiesa - L'Espresso
(***) Al vertice della conferenza episcopale cambiamo gli uomini ma la linea resta la stessa, molto combattiva contro gli attacchi a vita e famiglia. Tra i politici cattolici c'è però chi schiera il papa addirittura a favore dei matrimoni "gay" (...)