
Sito dei Focolarini
Nel 6° anniversario della sua morte, la fondatrice dei Focolari (1920-2008) è ricordata in molte città del mondo. Il 20 marzo a Roma, personalità di diverse religioni rifletteranno su“Chiara e le Religioni. Insieme verso l’unità della famiglia umana”.
Un’ampia riflessione sta attraversando l’attuale dibattito sul contributo che la donna può e deve dare alla vita della Chiesa. È a questo proposito che viene spesso chiamata in causa Chiara Lubich, per il suo patrimonio di spiritualità, di pensiero e di opere.
Oggi, nel 6° anniversario della sua scomparsa, in molte città del mondo la si ricorda in tanti modi, confrontandosi con la sua eredità.
E poi eventi di carattere culturale, presentazioni di libri, concerti… Saranno moltissime le comunità dei Focolari, in piccoli centri come nelle metropoli, che si raccoglieranno a ringraziare Dio per aver dato Chiara Lubich come dono all’umanità; spesso insieme ai vescovi, come a Sidney (Australia) con il cardinale George Pell, a Wellington (Nuova Zelanda) con l’Arcivescovo John Dew, a Olomuc (Cechia) con l’arcivescovo Jan Graubner. Del suo contributo al dialogo interreligioso si parla al Noor Center, Centro Islamico di Toronto (Canada), in città dell’Europa, Medio Oriente e Africa.
“Chiara e le Religioni. Insieme verso l’unità della famiglia umana”, sarà invece il tema delconvegno di giovedì 20 marzo a Roma, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana. Un ricordo di Chiara Lubich tracciato da personalità di varie religioni, che hanno avuto un contatto personale con lei. Si terrà a conclusione di un simposio interreligioso, a Castelgandolfo, con la partecipa
zione di cristiani e fedeli di altre tradizioni religiose, quali ebraismo, islam, induismo, buddhismo, shintoismo, sikhismo.
Questo 6° anniversario porta in filigrana lo svolgersi delle fasi preliminari alla causa di beatificazione per Chiara Lubich, dopo che il 7 dicembre 2013, Maria Voce, attuale Presidente dei Focolari, ha firmato la richiesta formale di avvio al vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli. Un atto – aveva detto allora Maria Voce rivolgendosi al Movimento – che «invita tutti noi a una santità ancora più grande, a costruirla giorno per giorno nella nostra vita, per contribuire a far emergere quella “santità di popolo” a cui Chiara tendeva».
*

Il 14 marzo 2008, 6 anni fa, moriva Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.
Con lei Chiara Luce ha intessuto un rapporto straordinario.
Scrive François-Marie Lethel: «Sul piano spirituale, Chiara Luce ha assimilato e vissuto fino in fondo gli insegnamenti essenziali di Chiara Lubich riguardo a Gesù Abbandonato e a Gesù in mezzo. Da bambina, sotto la guida della grande Chiara, la piccola Chiara si era innamorata di Gesù Crocifisso e Abbandonato, segliendolo come il suo "primo Sposo", pur sentendosi chiamata al matrimonio e mai alla vita religiosa».
Il 29 agosto 1981 Chiara Luce scrive la sua prima lettera alla fondatrice dei Focolari. Eccola per intero:
Sassello, 29-8-81
Carissima Chiara Lubich,
per prima cosa mi presento. Sono una bambina di circa dieci anni, mi chiamo Chiara come te, abito in un piccolo paese di nome Sassello in provincia di Savona. Io ti conosco, perché il 3 maggio sono andata coi miei genitori a Roma al congresso delle famiglie, e in mezzo a tutta quella gente con un binocolo sono riuscita a vederti. Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare alla mia prima Mariapoli. Io non sono andata coi miei genitori, ma ho scelto di andare con le gen tre in un bel Santuario chiamato la Madonna del Pozzo. Quando la mamma mi ha lasciata era un po’ preoccupata e mi ha detto «Chiara adesso sei sola cerca di comportarti bene» . Ma io le ho risposto «mamma non sono sola c’è Gesù». Le bambine che ho incontrato erano buone, gentili diverse da quelle di scuola, e insieme abbiamo cercato di vivere per Gesù. Ho fatto anche una piccola esperienza imprestando le mie scarpe ad una bambina che doveva andare sul palco a raccontare anche lei la sua esperienza alla Mariapoli degli adulti.
Ti abbraccio forte forte Chiara
Con lei Chiara Luce ha intessuto un rapporto straordinario.
Scrive François-Marie Lethel: «Sul piano spirituale, Chiara Luce ha assimilato e vissuto fino in fondo gli insegnamenti essenziali di Chiara Lubich riguardo a Gesù Abbandonato e a Gesù in mezzo. Da bambina, sotto la guida della grande Chiara, la piccola Chiara si era innamorata di Gesù Crocifisso e Abbandonato, segliendolo come il suo "primo Sposo", pur sentendosi chiamata al matrimonio e mai alla vita religiosa».
Il 29 agosto 1981 Chiara Luce scrive la sua prima lettera alla fondatrice dei Focolari. Eccola per intero:
Sassello, 29-8-81
Carissima Chiara Lubich,
per prima cosa mi presento. Sono una bambina di circa dieci anni, mi chiamo Chiara come te, abito in un piccolo paese di nome Sassello in provincia di Savona. Io ti conosco, perché il 3 maggio sono andata coi miei genitori a Roma al congresso delle famiglie, e in mezzo a tutta quella gente con un binocolo sono riuscita a vederti. Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare alla mia prima Mariapoli. Io non sono andata coi miei genitori, ma ho scelto di andare con le gen tre in un bel Santuario chiamato la Madonna del Pozzo. Quando la mamma mi ha lasciata era un po’ preoccupata e mi ha detto «Chiara adesso sei sola cerca di comportarti bene» . Ma io le ho risposto «mamma non sono sola c’è Gesù». Le bambine che ho incontrato erano buone, gentili diverse da quelle di scuola, e insieme abbiamo cercato di vivere per Gesù. Ho fatto anche una piccola esperienza imprestando le mie scarpe ad una bambina che doveva andare sul palco a raccontare anche lei la sua esperienza alla Mariapoli degli adulti.
Ti abbraccio forte forte Chiara
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Il valore della donna nel nostro tempo
«Per sapere come vivere bene il disegno di donna in quest'epoca bisogna sapere cos'è la donna, ecco. Io resto sempre ammirata da quello che ha detto in una lettera enciclica il santo Padre parlando della donna, la famosa lettera Mulieris dignitatem, una delle più belle lettere che lui ha scritto, sono sempre rimasta toccata da quello che lui dice parlando della donna. Dice che la donna ha qualche cosa di più dell'uomo in certi campi. Per esempio, la donna è più capace di amare, è più perseverante nell'amore. E la donna è più capace di patire, è più perseverante nel patire.
E se noi guardiamo la storia della Chiesa, anche soltanto tutti i santi cattolici, vediamo dei giganti della carità anche fra gli uomini e dei giganti della sofferenza come Paolo della Croce, come san Giovanni della Croce, ecco, dei giganti anche nella sofferenza.
Però il Papa ha detto così e si vede che nella nostra natura c'è dentro questa possibilità, nella nostra natura di donne, questa possibilità di amare un pochino di più e di soffrire un pochino di più.
Il soffrire è molto importante perché serve all'amare; se non si sa soffrire non si sa neanche amare, ecco.
E a me sembra tanto bella questa definizione della donna che ha questa particolare capacità di saper amare, e di saper soffrire, perché mi sembra un calice aperto per poter raccogliere dal cielo il più grande carisma che esiste: la carità, che supera tutti i carismi, perché la carità resterà anche nell'altra vita. Per esempio, i ministeri son per questa vita qua, non è che ci saranno nell'altra vita. Quindi è il più grande carisma.
Ora la donna è particolarmente adatta a ricevere la carità perché sa particolarmente amare e sa soffrire per poter amare bene. Ma è con la carità che si fa l'unità, non è con un esercizio di un ministero, quello aiuta: ti porta i sacramenti, ti porta tante cose, aiuta. Ma è la carità che bisogna svincolare nel mondo, che bisogna portare nel mondo.
Il Movimento (dei Focolari) è andato avanti con la carità, naturalmente aiutato dal sacramento dell'Eucaristia, dalla confessione, da tante cose; però è la carità.
Ecco, la donna è quella che deve, come Maria, avere in cuore il più grande dei carismi che è la carità».
Chiara Lubich