L'Angelus di Papa Francesco. "L’amore vero è senza limiti, ma sa limitarsi, per andare incontro all’altro, per rispettare la libertà dell’altro. L’Eucaristia è come il “roveto ardente” in cui umilmente abita e si comunica la Trinità; per questo la Chiesa ha messo la festa del Corpus Domini dopo quella della Trinità"
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Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
oggi celebriamo la solennità della Santissima Trinità, che presenta alla nostra contemplazione e adorazione la vita divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: una vita di comunione e di amore perfetto, origine e meta di tutto l’universo e di ogni creatura: Dio. Nella Trinità riconosciamo anche il modello della Chiesa, nella quale siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato. È l’amore il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. È l’amore il distintivo del cristiano, come ci ha detto Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). (...)
oggi celebriamo la solennità della Santissima Trinità, che presenta alla nostra contemplazione e adorazione la vita divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: una vita di comunione e di amore perfetto, origine e meta di tutto l’universo e di ogni creatura: Dio. Nella Trinità riconosciamo anche il modello della Chiesa, nella quale siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato. È l’amore il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. È l’amore il distintivo del cristiano, come ci ha detto Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). (...)
Tutti siamo chiamati a testimoniare ed annunciare il messaggio che «Dio è amore», che Dio non è lontano o insensibile alle nostre vicende umane. Egli ci è vicino, è sempre al nostro fianco, cammina con noi per condividere le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre speranze e le nostre fatiche. Ci ama a tal punto che si è fatto uomo, è venuto nel mondo non per giudicarlo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Gesù (cfr Gv 3,16-17). (...)
Lo Spirito Santo, dono di Gesù Risorto, ci comunica la vita divina e così ci fa entrare nel dinamismo della Trinità, che è un dinamismo di amore, di comunione, di servizio reciproco, di condivisione. Una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare è riflesso della Trinità. Una famiglia in cui ci si ama e ci si aiuta gli uni gli altri è un riflesso della Trinità. Una parrocchia in cui ci si vuole bene e si condividono i beni spirituali e materiali è un riflesso della Trinità.
L’amore vero è senza limiti, ma sa limitarsi, per andare incontro all’altro, per rispettare la libertà dell’altro. (...) L’Eucaristia è come il “roveto ardente” in cui umilmente abita e si comunica la Trinità; per questo la Chiesa ha messo la festa del Corpus Domini dopo quella della Trinità.
Giovedì prossimo, secondo la tradizione romana, celebreremo la Santa Messa a San Giovanni in Laterano e poi faremo la processione con il Santissimo Sacramento. Invito i romani e i pellegrini a partecipare per esprimere il nostro desiderio di essere un popolo «adunato nell’unità del Padre e del figlio e dello Spirito Santo» (San Cipriano). (...)
La Vergine Maria, creatura perfetta della Trinità, ci aiuti a fare di tutta la nostra vita, nei piccoli gesti e nelle scelte più importanti, un inno di lode a Dio che è Amore.
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Il Papa invita a pregare per l'Iraq, in particolare per le vittime delle violenze e per i cristiani costretti a lasciare la propria casa
Parole del Papa nel saluto del dopo-Angelus:
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Papa Francesco annuncia: "Visiterò l'Albania domenica 21 settembre". Sarà il secondo Papa dopo la visita 21 anni fa di Giovanni Paolo II
Parole del Papa nel saluto del dopo-Angelus:
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Lo scorso 24 aprile Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Primo ministro della Repubblica di Albania, Edi Rama, che successivamente incontrò il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Secondo quanto comunicò allora la Sala Stampa Vaticana, «nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica d'Albania e sono stati affrontati temi di comune interesse attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, tra i quali il dialogo interreligioso ed il contributo della Chiesa per il bene comune della società albanese. Nel proseguo dei colloqui- informa la Sala Stampa - ci si è soffermati sulle principali questioni regionali e sul cammino dell'Albania verso la piena integrazione nell'Unione Europea». Parlando con la stampa il premier Rama assicurò di aver invitato il Santo Padre a far visita al suo Paese "che lui - ha detto - conosce molto bene e che ama molto".
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Il Papa invita a pregare per l'Iraq, in particolare per le vittime delle violenze e per i cristiani costretti a lasciare la propria casa
Parole del Papa nel saluto del dopo-Angelus:
"Sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq. Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell’accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa. Auspico per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza. Preghiamo la Madonna tutti insieme per il popolo iracheno. Ave Maria...".
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Papa Francesco annuncia: "Visiterò l'Albania domenica 21 settembre". Sarà il secondo Papa dopo la visita 21 anni fa di Giovanni Paolo II
Parole del Papa nel saluto del dopo-Angelus:
"Sono lieto di annunciare che, accogliendo l’invito dei Vescovi e delle Autorità civili albanesi, intendo recarmi a Tirana nella giornata di domenica 21 settembre prossimo. Con questo breve viaggio desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento ad un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato".*
I saluti del Santo Padre dopo l'Angelus. Un pensiero speciale del Papa per "collaboratrici domestiche e badanti, che provengono da tante parti del mondo e svolgono un servizio prezioso nelle famiglie"
Cari fratelli e sorelle,
Sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq. Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell’accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa. Auspico per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza. (Preghiamo alla Madonna tutti insieme - Ave Maria)
Sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq. Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell’accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa. Auspico per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza. (Preghiamo alla Madonna tutti insieme - Ave Maria)
Voglio oggi annunciare che, accogliendo l’invito dei Vescovi e delle Autorità civili albanesi, intendo recarmi a Tirana nella giornata di domenica 21 settembre prossimo. Con questo breve viaggio desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento ad un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato.
Ed ora saluto tutti voi, cari pellegrini presenti oggi: gruppi parrocchiali, tanti, famiglie e associazioni. In particolare saluto i militari della Colombia, i fedeli venuti da Taiwan e Hong Kong, da Ávila e La Rioja (Spagna), da Venado Tuerto (Argentina), da Cagliari, Albino, Vignola, Lucca e Battipaglia.
Saluto il Movimento Pro Sanctitate, nel centenario della nascita del fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta: cari amici, vi incoraggio a portare avanti con gioia l’apostolato della santità. Saluto i ragazzi di Casaleone che hanno ricevuto la Cresima, e i dipendenti del Gruppo IDI Sanità di Roma.
Un pensiero speciale va oggi alle collaboratrici domestiche e badanti, che provengono da tante parti del mondo e svolgono un servizio prezioso nelle famiglie, specialmente a sostegno degli anziani e delle persone non autosufficienti. (...) Grazie tanto a voi.
A tutti auguro buona domenica e buon pranzo. Non dimenticatevi di pregare per me. Arrivederci!
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Lo scorso 24 aprile Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Primo ministro della Repubblica di Albania, Edi Rama, che successivamente incontrò il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Secondo quanto comunicò allora la Sala Stampa Vaticana, «nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica d'Albania e sono stati affrontati temi di comune interesse attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, tra i quali il dialogo interreligioso ed il contributo della Chiesa per il bene comune della società albanese. Nel proseguo dei colloqui- informa la Sala Stampa - ci si è soffermati sulle principali questioni regionali e sul cammino dell'Albania verso la piena integrazione nell'Unione Europea». Parlando con la stampa il premier Rama assicurò di aver invitato il Santo Padre a far visita al suo Paese "che lui - ha detto - conosce molto bene e che ama molto".
Visita di Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla visitò l'Albania 21 anni fa, il 25 aprile 1993. Dopo il Benvenuto all'Aeroporto internazionale di Tirana, il Papa presso la Cattedrale del Sacro Cuore di Scutari consacrò 4 quattro vescovi albanesi. Dopo la recita del Regina Coeli a Scutari, il Pontifice torno alla capitale per rivolgere un Messaggio alla nazione albanese in Piazza Scanderbeg.
Ecco un passaggio di questo Messaggio ancora vivo nella memoria degli albanesi:
La costruzione di una società democratica non è mai compiuta una volta per tutte: essa richiede una quotidiana vigilanza ed un’attenta collaborazione da parte di tutti. A nessuno è lecito starsene a guardare. A questa rinnovata giovinezza dell’Albania la Chiesa non farà mancare il suo contributo. Essa certo non dimentica che la sua missione è essenzialmente religiosa, e dunque si guarderà bene dall’interferire in questioni di ordine strettamente politico. Ma proprio in forza del Vangelo, di cui è stata costituita da Cristo messaggera nel mondo, cercherà di offrire il suo apporto sia con la presenza operosa delle sue istituzioni, sia soprattutto con la sua testimonianza a favore di un vero umanesimo, che ponga la persona umana, vista alla luce di Dio e colta in tutte la sue dimensioni, al centro di ogni progetto economico, sociale e politico. L’uomo e Dio non stanno in alternativa, non sono concorrenti. Al contrario, l’uomo ha una dignità altissima, proprio in quanto creatura fatta a immagine di Dio. Il riconoscere alla persona umana questo valore e questa centralità farà sì che nell’economia sia trovato il giusto equilibrio tra le ragioni dell’efficienza e quelle preminenti della solidarietà, e renderà l’impegno politico una ricerca responsabile del bene comune, da perseguire sempre nel rispetto di tutte le esigenze etiche e morali.
Popolo di Albania, avanza con coraggio sul sentiero della libertà e della solidarietà. È una strada, questa, irta di difficoltà, ma anche seminata di speranza. Ti accompagni la forza dei tuoi martiri, vigili testimoni della libertà nei lunghi anni dell’oppressivo regime totalitario. Illuminino i tuoi passi l’amore per la famiglia, lo spirito di fratellanza, l’accoglienza verso lo straniero e le virtù tipiche delle tue genti, che costituiscono il patrimonio prezioso della secolare tradizione albanese. Alimenti il tuo coraggio la fede dei credenti nell’unico Dio, i quali insieme ad ogni uomo di buona volontà si consacrano al servizio della giustizia e della pace. Come non ricordare, in proposito, questa eletta figlia del popolo albanese, Suor Teresa di Calcutta, madre di tanti poveri tra i più poveri del mondo? Col calore della fede, questa piccola grande donna reca dentro di sé lo slancio generoso e indomito del cuore albanese. Albania! Guarda al tuo futuro e non temere, giacché grandi sono le tue risorse di umanità! Sappile investire a piene mani per il bene di tutti. Non sarai lasciata sola nella difficile opera della tua ricostruzione materiale e spirituale. A nome tuo vorrei qui chiedere alla Comunità internazionale di rivolgere la sua attenzione fattiva alle esigenze del tuo sviluppo integrale. Solo così si potrà costruire la pace in questa regione dei Balcani, insanguinata da ignobili ed assurdi conflitti fratricidi".
NdR - Il sismografo.
Situazione della Chiesa Cattolica in Albania (P. Ernesto Santucci s.j.)
Ecco un passaggio di questo Messaggio ancora vivo nella memoria degli albanesi:
La costruzione di una società democratica non è mai compiuta una volta per tutte: essa richiede una quotidiana vigilanza ed un’attenta collaborazione da parte di tutti. A nessuno è lecito starsene a guardare. A questa rinnovata giovinezza dell’Albania la Chiesa non farà mancare il suo contributo. Essa certo non dimentica che la sua missione è essenzialmente religiosa, e dunque si guarderà bene dall’interferire in questioni di ordine strettamente politico. Ma proprio in forza del Vangelo, di cui è stata costituita da Cristo messaggera nel mondo, cercherà di offrire il suo apporto sia con la presenza operosa delle sue istituzioni, sia soprattutto con la sua testimonianza a favore di un vero umanesimo, che ponga la persona umana, vista alla luce di Dio e colta in tutte la sue dimensioni, al centro di ogni progetto economico, sociale e politico. L’uomo e Dio non stanno in alternativa, non sono concorrenti. Al contrario, l’uomo ha una dignità altissima, proprio in quanto creatura fatta a immagine di Dio. Il riconoscere alla persona umana questo valore e questa centralità farà sì che nell’economia sia trovato il giusto equilibrio tra le ragioni dell’efficienza e quelle preminenti della solidarietà, e renderà l’impegno politico una ricerca responsabile del bene comune, da perseguire sempre nel rispetto di tutte le esigenze etiche e morali.
Popolo di Albania, avanza con coraggio sul sentiero della libertà e della solidarietà. È una strada, questa, irta di difficoltà, ma anche seminata di speranza. Ti accompagni la forza dei tuoi martiri, vigili testimoni della libertà nei lunghi anni dell’oppressivo regime totalitario. Illuminino i tuoi passi l’amore per la famiglia, lo spirito di fratellanza, l’accoglienza verso lo straniero e le virtù tipiche delle tue genti, che costituiscono il patrimonio prezioso della secolare tradizione albanese. Alimenti il tuo coraggio la fede dei credenti nell’unico Dio, i quali insieme ad ogni uomo di buona volontà si consacrano al servizio della giustizia e della pace. Come non ricordare, in proposito, questa eletta figlia del popolo albanese, Suor Teresa di Calcutta, madre di tanti poveri tra i più poveri del mondo? Col calore della fede, questa piccola grande donna reca dentro di sé lo slancio generoso e indomito del cuore albanese. Albania! Guarda al tuo futuro e non temere, giacché grandi sono le tue risorse di umanità! Sappile investire a piene mani per il bene di tutti. Non sarai lasciata sola nella difficile opera della tua ricostruzione materiale e spirituale. A nome tuo vorrei qui chiedere alla Comunità internazionale di rivolgere la sua attenzione fattiva alle esigenze del tuo sviluppo integrale. Solo così si potrà costruire la pace in questa regione dei Balcani, insanguinata da ignobili ed assurdi conflitti fratricidi".
NdR - Il sismografo.
Situazione della Chiesa Cattolica in Albania (P. Ernesto Santucci s.j.)