martedì 6 ottobre 2015

Non ridurre gli orizzonti



L’invito del Papa nella terza congregazione generale del sinodo sulla famiglia. 

Si è concluso martedì mattina, 6 ottobre, con la terza congregazione generale, il dibattito dell’assemblea sinodale sulla prima parte dell’Instrumentum laboris, dedicata al tema «L’ascolto delle sfide sulla famiglia». Dal pomeriggio i padri sono riuniti nei circoli minori, prima di riprendere la discussione generale in aula nella mattina di venerdì 9.
All’inizio della congregazione, dopo un intervento del segretario generale, il cardinale Lorenzo Baldisseri, il Papa ha preso la parola per riaffermare che l’attuale sinodo è in continuità con quello celebrato lo scorso anno. Riguardo all’Instrumentum laboris, Francesco ha sottolineato che esso risulta dalla Relatio synodiintegrata con i contributi giunti successivamente, che è stato approvato dal Consiglio postsinodale — riunitosi alla presenza del Pontefice — e che è la base per continuare il dibattito e le discussioni dei prossimi giorni. In questo contesto, importanza essenziale assumono i contributi dei vari gruppi linguistici. Il Papa ha anche ricordato che i tre documenti ufficiali del sinodo dello scorso anno sono i suoi due discorsi, iniziale e finale, e la Relatio synodi. Il Pontefice ha poi sottolineato che la dottrina cattolica sul matrimonio non è stata toccata e ha poi messo in guardia dal dare l’impressione che l’unico problema del sinodo sia quello della comunione ai divorziati, invitando a non ridurre gli orizzonti del sinodo.
Durante la congregazione hanno preso la parola trenta padri sinodali. Tra i temi toccati, la necessità di accogliere le persone nella loro esistenza concreta e di trovare cammini di aiuto e di accompagnamento per chi ha sperimentato il fallimento. Si è posto l’accento anche sull’importanza della formazione al matrimonio, in modo da sostenere gli sposi nella consapevolezza della loro scelta e così prevenire le eventuali ferite, piuttosto che curarle. Non è mancato un riferimento alla valorizzazione del dialogo e del contatto tra le generazioni, per non far venir meno i valori fondamentali della famiglia, e si sono ipotizzate soluzioni specifiche per i singoli contesti locali e continentali.
Nel pomeriggio di lunedì 5 si era svolta la seconda congregazione generale, alla presenza del Pontefice. Nei 25 interventi programmati e nei successivi 17 interventi liberi i padri si sono interrogati sulle risposte da dare alle sfide e alle difficoltà che nella società contemporanea coinvolgono le famiglie, dalla perdita della fede ai drammi legati alle violenze, alle persecuzioni e alle migrazioni. La discussione sulle linee della pastorale da seguire è stata uno degli elementi caratterizzanti del pomeriggio: una pastorale familiare che si chiede sia estesa e continua per tutto l’arco della vita. Occorre accompagnare le persone, sostenerle nelle sfide della società, ma anche aiutarle a crescere in quello che garantisce la stabilità della coppia, cioè un amore saldo.


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Seconda e terza congregazione al sinodo dei vescovi. In ascolto

Si è concluso martedì mattina, 6 ottobre, con la terza congregazione generale, il dibattito dell’assemblea sinodale sulla prima parte dell’Instrumentum laboris, dedicata al tema «L’ascolto delle sfide sulla famiglia». Alla presenza di Papa Francesco — che in apertura dei lavori ha svolto un breve intervento di cui pubblichiamo in questa pagina una sintesi — sono intervenuti trenta padri sinodali.
La discussione in aula è stata preceduta dalla recita dell’Ora terza, durante la quale il cardinale indiano George Alencherry ha tenuto l’omelia: tra i temi toccati, la missione della Chiesa, che non deve avere paura di uscire per le strade, e la questione del celibato sacerdotale. 267 i padri sinodali presenti, sotto la presidenza dell’arcivescovo di Manila, cardinale Luis Antonio G. Tagle. Nel corso dei lavori — fra gli altri hanno preso la parola i cardinali Erdő, Scola, Versaldi, Souraphiel, il vescovo Van Looy, il gesuita Spadaro, l’abate benedettino Schröder, padre Aldegani, superiore generale dei giuseppini del Murialdo — è stata sottolineata, tra l’altro, l’importanza degli anziani come risorsa per la Chiesa e per la società. In particolare, è stato fatto notare che gli anziani sono la maggioranza dei volontari nelle parrocchie e nelle associazioni caritative e assistenziali. Tuttavia, emerge un fenomeno, cioè la svalutazione delle conoscenze delle generazioni precedenti. Per questo, gli anziani, sempre più spesso, provano un complesso di inferiorità e si sentono superati. Nel rapido cambiamento delle conoscenze tecnologiche e informatiche, si assiste al venir meno di valori che nelle precedenti generazioni erano più forti. Uno dei compiti più urgenti per la famiglia è, pertanto, quello della formazione di spazi di contatto tra le generazioni. 
È stata poi sottolineata la necessità per la Chiesa di accogliere le persone nella loro esistenza concreta per far riflettere sulla necessità per i pastori di trovare ogni mezzo per aiutare chi ha sperimentato il fallimento. Così si avrà la possibilità di riformulare in modo realistico la propria strada verso la piena comunione con la Chiesa. Infatti, il compito del pastore non è quello di escludere le pecore, ma di integrarle. È dunque necessario immaginare itinerari di integrazione e di riconciliazione per quanti vivono in situazioni familiari ferite o irregolari. Questi percorsi richiedono un discernimento spirituale sotto la guida del vescovo. 
Una riflessione sulla preparazione al sacramento del matrimonio è stata sollecitata da un padre sinodale. Ciò per non cadere in contraddizione, perché da un lato la Chiesa prende atto che molti matrimoni sono nulli per le mutate condizioni culturali che influiscono sulle intenzioni degli sposi, mentre continua ad ammettere al sacramento le stesse persone che poi dichiareranno di non aver voluto ciò che la Chiesa intende. Da qui, la necessità di un cammino personalizzato sotto la guida del sacerdote che conosce gli sposi con lo scopo di aiutare i giovani a crescere nella loro fede e a verificare la loro intenzione senza caricarli di pesi che non riusciranno a portare. Si tratta in pratica di prevenire le ferite piuttosto che curarle. 
Un altro padre sinodale ha poi fatto notare come sia necessario un pronunciamento sintetico del magistero sulla natura sacramentale del matrimonio come fondamento della famiglia cristiana, in modo da superare la visione del matrimonio come “elevazione a sacramento” di una realtà naturale in sé già compiuta. Un altro padre ancora ha fatto notare come, vista la diversità di tante situazioni familiari, il sinodo, invece di cercare soluzioni universali, dovrebbe aprire uno spazio che permetta soluzioni regionali, nazionali o continentali per sfide tanto differenti. 
Tre cammini per aiutare la famiglia nella sua missione sono stati infine al centro di uno degli interventi in aula. Il primo, è stato detto, richiede una relazione più equilibrata e più ricca tra l’uomo e la donna. Il secondo riguarda i rapporti tra le generazioni, in modo da accompagnare la famiglia a essere davvero all’altezza della sua missione generativa. Il terzo cammino interessa il rapporto tra la famiglia nuova e il suo contesto circostante, in modo da evitare il ripiegarsi su se stessa e sull’autosufficienza. 
Al termine della terza congregazione generale, è stata ascoltata la testimonianza degli uditori Meshack Jabulani Nkosi e Buysile Patronella Nkosi, membri dell’Advisory Committee for the National Family Desk of the Southern Africa Episcopal Catholic Bishops Conference. 
Come rispondere alle sfide e alle difficoltà che nella società contemporanea coinvolgono le famiglie, dalla perdita della fede ai drammi legati alle violenze, alle persecuzioni e alle migrazioni? Le sofferenze del mondo interpellano la Chiesa e, nella seconda congregazione tenuta nel pomeriggio di lunedì 5, i padri sinodali hanno provato a confrontarsi con alcune di queste domande e a proporre risposte pastorali adeguate.
Dopo la preghiera dell’Adsumus guidata dal Papa, 25 dei 259 presenti in aula — presidente era il cardinale Vingt-Trois — hanno tenuto gli interventi programmati di tre minuti ciascuno. Fra loro, hanno preso la parola i cardinali Dolan, Sgreccia, Ezzati Andrello e Bertello, gli arcivescovi Fernández, Kurtz, Koch, Valles, Babjak e Thazhath, e i vescovi Djomo Lola, Bonny e Drennan.
La discussione sulle linee della pastorale da seguire è stata uno degli elementi caratterizzanti del pomeriggio: una pastorale familiare che si chiede sia estesa e continua per tutto l’arco della vita. Occorre accompagnare le persone, sostenerle nelle sfide della società, ma anche aiutarle a crescere in quello che garantisce la stabilità della coppia, cioè un amore saldo. Uno dei padri sinodali ha sottolineato che qualsiasi risposta pastorale deve sempre partire dalla parola di Dio e da quanto Dio ha rivelato su famiglia e matrimonio. Allo stesso modo c’è chi ha sottolineato l’importanza della difesa del matrimonio sacramentale. Ripetuti gli inviti all’uso della misericordia nei confronti delle famiglie ferite. L’accompagnamento delle famiglie, si è detto in alcuni interventi, deve avere un atteggiamento materno, che non badi solo all’affermazione di una legge: la Chiesa deve essere amica, avere tenerezza di madre e chiarezza di maestra. In questo modo, è emerso che le famiglie possono e devono essere riscoperte come soggetto essenziale del lavoro di evangelizzazione. Occorre formare famiglie missionarie, avere fiducia in loro e — al di là delle problematiche e delle situazioni difficili che maggiormente attirano l’attenzione dei media — riaffermare la bellezza della famiglia che vive pienamente il messaggio cristiano.
Riguardo al confronto con la società contemporanea, a più riprese è stato rivolto l’invito a cogliere i semina Verbi nelle varie situazioni, a non escludere, ed è stata sottolineata l’importanza di trovare linguaggi nuovi, adeguati a una realtà mutata. Alcune problematiche specifiche sono emerse più di altre, come la necessità di una maggiore solidarietà per le famiglie che vivono nella povertà e nella precarietà, di un aiuto per quanti sono vittime di violenze, specialmente bambini e adolescenti, di un sostegno per i migranti che rischiano di perdere la loro identità ecclesiale. È stato anche sollevato il problema dei matrimoni misti e interreligiosi, auspicando un dialogo più profondo tra le religioni. 
Anche nei successivi interventi liberi — 17, fra i quali ricordiamo quelli dei patriarchi Twal, Younan, Laham e Sako, dei cardinali Ryłko, Marx (che al termine della congregazione si è anche fermato a parlare con alcuni giornalisti) e Filoni, e dell’arcivescovo Kondrusiewicz — sono stati approfonditi alcuni dei temi presentati in precedenza. Le tragedie delle migrazioni sono, ad esempio, riemerse in riferimento al dramma dei cristiani perseguitati: c’è stata anche la proposta di creare degli esarcati che raggruppino le famiglie disperse. Sempre guardando ai drammi contemporanei, un padre sinodale ha fatto un appello affinché non vengano mai emarginate le ragazze stuprate, rapite e forzate a cambiare religione.
Dal punto di vista dello svolgimento del sinodo, c’è stato chi ha avanzato perplessità sul metodo di lavoro e anche chi ha sollecitato i padri a non sprecare quanto fatto fino ad ora — dunque, anche nel precedente sinodo straordinario — e ad andare avanti con coraggio nella discussione. In uno degli interventi è stato chiesto, senza discriminazioni o scomuniche, di limitare la discussione a ciò che è davvero famiglia e a non separare la pastorale dalla dottrina. D’altro canto, da molti è giunto l’invito a uno sguardo realistico sul mondo in cui viviamo, alla consapevolezza di non avere bacchette magiche che portino soluzioni a tutto e a capire che la gente non ha bisogno di leggi ma di incoraggiamento. Ancora una volta: attenzione e misericordia, per poter dare con il Vangelo della famiglia una vera e propria road map al mondo.
L'Osservatore Romano

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Sinodo famiglia: p. Lombardi, Papa intervenuto. “Continuità” con Sinodo straordinario 
 SIR 
Questa mattina il Papa “ha fatto un breve intervento” all’inizio della terza Congregazione generale, per “mettere in rilievo” alcune questioni. A renderlo noto ai giornalisti è stato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, nel secondo briefing del Sinodo sulla famiglia. (...)