#LaCroce del 09 Febbraio 2016
di Davide Vairani
Come mai nella fase presente si prolunga un estenuante tira e molla di opinioni, di concessioni e di ritrattazioni, di tattiche, cambiamenti di rotta, ripensamenti e tradimenti? Perché Verdini, Alfano, Fitto, Lupi, Tosi, Casini, Cesa e Buttiglione – per fare solo i nomi degli attori più in vista – non prendono una linea chiara e netta sul tema delle unioni civili?
Che abbia ragione Salvatore Merlo, quando giorni fa vaticinava di un “mucchio selvaggio” di professionisti della poltrona?
Tutti d’accordo per non rompere le uova nel paniere del padrone? E poi, alle brutte, fondare un “moderati per Renzi”
Che abbia ragione Salvatore Merlo, quando giorni fa vaticinava di un “mucchio selvaggio” di professionisti della poltrona?
Tutti d’accordo per non rompere le uova nel paniere del padrone? E poi, alle brutte, fondare un “moderati per Renzi”
"Diciamoci la verità: gli italiani ne hanno davvero le tasche piene del blaterale sulle unioni civili. Più passa il tempo e più aumenta il disgusto e l’allontanamento da una politica sempre più distante dai reali e concreti problemi del Paese. Atteggiamento giustificato: non esiste al mondo un Governo e un Parlamento di uno stato democratico e civile buttare via tempo, energie e denaro pubblico per una misera ostinazione a far approvare ad ogni costo un testo che fa acqua da tutte le parti.
Il ddl Cirinnà non è altro che un colabrodo (sia sul piano giuridico che sostanziale) al punto da provocare ogni giorno prese di distanza, dubbi e interrogativi proprio da parte di coloro che hanno il compito istituzionale di andare a votarlo.
Si sa che a pensare male si fa peccato, ma alle volte ci si azzecca. Ci stiamo ponendo da qualche giorno una domanda: perché sta accadendo proprio ora questo tira e molla di opinioni, tattiche, cambiamenti di rotta?
Una risposta ce l’abbiamo. Ma ve la diciamo alla fine. Intanto vediamo che sta accadendo.
L’ennesimo colpo di scena sulla vicenda l’ha giocata Beppe Grillo.
La partita al Senato infatti si è riaperta con un post pubblicato sul blog del leader dei Pentastellati, con cui si annuncia che ai parlamentari del Movimento 5 Stelle sarà lasciata libertà di coscienza durante il voto sul ddl. “Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico – spiega Grillo sul suo Blog-. In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti”.
Apriti cielo: si scatena sul web e sui social il trito e ritrito giochino delle tifoserie pro o contro. “Sul ddl Cirinnà Grillo non assicura più i voti del M5S. Si riapre la partita. Potrebbe saltare l’intera legge. Bene, scenario molto interessante”, scrive su Twitter cuor di leone Angelino Alfano, leader di Ncd: all’improvviso per la legge sulle unioni civili la strada torna ad essere tutta in salita.
Lasciamo stare Alfano per un attimo, visto e considerato che la sua strategia politica è talmente suicida e priva di senso (salvo miracoli improvvisi quanto improbabili) che non merita davvero di sprecare parole (se non una sola: #NoiCiRicorderemoAlfano quando sarà il momento delle elezioni, stai tranquillo che non andrai da nessuna parte, traditore del popolo del #CircoMassimo).
Renzi per canto suo sta in silenzio e non cambia la linea politica “ufficiale” del Pd: avanti tutta diritti alla meta allineati e compatti (mah, stiamo a vedere ..) e che nessuno osi invocare il voto palese. Niente libertà di coscienza ai senatori soldatini del Pd e nessun cambio delle regole di votazione: voto segreto e non se ne parli più. Tutto sommato, Grillo si mostra più intelligente del Premier: libertà di coscienza ai propri senatori. Chapeau (lasciamo stare i retroscena politici e i perché: resta il dato della libertà di coscienza).
Ma si sa che la politica in Italia è davvero strana. Non passa un quarto d’ora dal “liberi tutti£ di Grillo che per la seconda volta arriva la “black list” stilata dal solito “Gay.it”.
Dopo la precedente rivolta ai catto-dem, voilà: “Gioca con noi! Trova il senatore malpancista nel M5S con #IoVotoSi”. “Gioco serissimo – ci tengono a dire i lobbysti Lgtb-: troviamo insieme chi tra i senatori del M5S è contrario alla stepchild. Di nomi per ora, quasi sicuro, ne abbiamo due: sono il senatore Sergio Puglia, campano, da molti indicato come la persona che, insieme all'on. Luigi Di Maio, avrebbe spinto il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo a lanciare la libertà di coscienza sulla stepchild adoption e, in genere sul ddl Cirinnà, facendo sobbalzare il mondo politico italiano in questo sabato invernale, arrabbiare tutta la rete tanto da portare primo nei TT l'hashtag #DietroFrontM5S, scatenare le ire del movimento LGBT italiano e attirare inaspettati complimenti ai grillini da parte di Angelino Alfano, ministro degli Interni nonché grande avversario della stepchild adoption”.
Solite foto segnaletiche in bella vista, i progressisti e libertari di “Gay.it” lanciano una vera e propria caccia al Senatore 5Stelle: “vi chiediamo di darci una mano per "stanare" i senatori malpancisti dei 5 Stelle, quelli cioè contrari alla stepchild adoption. Come? Scrivendo loro, contattandoli via mail, su facebook e su twitter, cercando di capire come intendono votare sull'articolo 5 del ddl Cirinnà”.
Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere: sembra di assistere al mercato delle vacche nei mercatini di paese, dove il prezzo delle mucche da acquistare è determinato non dalla qualità, ma da chi grida di più e cerca con ogni mezzo di delegittimare il concorrente con ogni sorta di trucco e di maldicenza.
Che un tema come le unioni civili venga fagocitato da mezzucci di infima categoria è davvero disarmante.
D’altronde, pur di guadagnarsi un voto in più si fa di tutto. I numeri al Senato lo dicono chiaramente: la partita si gioca sostanzialmente tra Area Popolare (NCD-UDC) che ha 32 senatori e il Movimento 5 Stelle che ne schiera 35, visto che i 19 senatori che fanno riferimento ad ALA di Verdini non vedono l’ora di portare acqua a Renzi.
Nessun rischio per il governo dal voto sulle unioni civili: così al Gr2 Rai il capogruppo del partito democratico al Senato Luigi Zanda dopo la svolta di Grillo. "Il Partito Democratico - afferma Zanda - ha un patto di legislatura con il Nuovo Centrodestra che dura fino al 2018. Votiamo insieme la fiducia al Governo e le leggi. Non mi sembra drammatico avere con Ncd un'opinione diversa su ogni singolo articolo".
Capito Alfano? Pare di no. Mentre cuori di leone Angelino Alfano finge di mostrare i muscoli, al contempo dichiara: “Io non ho mai minacciato il governo sul caso delle adozioni per le famiglie omosessuali, farò di tutto per arrivare a un accordo. Il Pd, però, si dimostri partito della nazione dato che la maggioranza degli italiani è contro le adozioni gay”. Stessa linea Scelta Civica. “Abbiamo più volte detto nelle ultime settimane che, dato il contesto politico, l’unica strada seria sulle unioni civili è procedere senza tentennamenti al pieno riconoscimento dei diritti civili di tutte le coppie e allo stralcio secco della stepchild adoption - dicono in coro il segretario Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia, e il leader dei Moderati Giacomo Portas - per affrontare il tema delle adozioni in modo organico in un altro provvedimento”.
L’unico ad alzare la testa è l’Udc, che per bocca del segretario nazionale Lorenzo Cesa minaccia l’uscita della delegazione dall’esecutivo “se si creerà l’asse Pd-M5S sulle unioni civili”. Vedremo. Peccato che al Senato l’UdC abbia solo due esponenti, Antonio De Poli e Pierferdinando Casini. Un Casini che se ne guarda bene di intervenire nel dibattito, visto che tutti sanno essersi già venduto a Renzi per una poltrona alle prossime elezioni.
L’annuncio di Grillo ha provocato un vero e proprio terremoto all’interno del Movimento, tra i militanti che protestano in rete con l’hashtag #dietrofrontM5S e i parlamentari che annunciano mobilitazioni.
Il senatore Alberto Airola, in prima linea tra i favorevoli al ddl, ha già lanciato il contro-hashtag #iovotosì, raccogliendo (pare) le adesioni 12 senatori pentastellati su 35, mentre la deputata M5S Chiara Di Benedetto, riferendosi alla retromarcia di Grillo, parla di “patetico tentativo di non spingersi oltre”.
Il Sen. Sergio Puglia, 5 Stelle, ancora ieri sul "Corsera" ribadisce la sua posizione sul ddl Cirinà: “Sì, sì: è tutto vero. Giovedì all’assemblea dei senatori Cinque Stelle ho fatto presente la mia posizione, il fatto che avrei votato no alla stepchild adoption, anche a costo di venire espulso”. "Stiamo rischiando di aprire una voragine nei fondamenti dell’umano. Stiamo correndo troppo, occorre una pausa di riflessione", così dichiarava il Puglia ad "Avvenire" nel Marzo 2015. Rilegge il testo base del ddl Cirinnà sulle unioni civili e non nasconde qualche perplessità. Non tanto sulla necessità di prevedere un nuovo negozio giuridico per le persone conviventi dello stesso sesso (“credo che alcuni diritti vadano equiparati”), quanto per l’apertura all’adozione. E il testo che è oggi in discussione al Senato è addirittura peggiore della prima stesura.
Azzurra Cancellieri è un altro Senatore che si sta ponendo dubbi.
Sul suo profilo Facebook dichiara: “Voterò a favore di tutti gli articoli del ddlCirinnà che riguardano le unioni civili e il suo testo se le comprenderà. Mentre mi riservo di leggere la versione dell'art.5 che arriverà alla Camera così come modificata (se modificata) al Senato perché pur condividendo la stepchild adoption "pura", cioè riferita a figli nati da rapporti naturali, temo l'apertura alla pratica dell'utero in affitto.
Ricordo che anche l'Unione europea si è espressa contro la pratica dell'utero in affitto e che i nostri portavoce al PE si sono espressi a favore della condanna sia per le coppie omosessuali che etero sessuali. Spiego meglio: il figlio nato con la pratica dell'utero in affitto è riconosciuto come figlio naturale, quindi anche i bambini nati dallo sfruttamento della donna rientrerebbero in questa fattispecie. Purtroppo in Italia, anche se illegale come pratica, esiste il modo per aggirare la legge e tornare in patria con il bimbo. Condividendo questa preoccupazione con alcuni colleghi e con numerosissimi attivisti, che lamentavano la poca chiarezza della votazione in cui non era esplicitata l'inclusione della stepchild (ai più sconosciuta), abbiamo chiesto di discutere in maniera approfondita il tema specifico. Abbiamo anche proposto di presentare degli emendamenti che inasprissero le pene per chi ricorresse all'utero in affitto così da ritornare alla stepchild "pura". Alla fine si è optato per lasciare la libertà di coscienza così da far rimanere immutata la posizione di chi è convinto in toto dal ddl Cirinnà ma permettere, a chi lo riterrà opportuno, di portare la voce di coloro ì quali, dentro e fuori il m5s, non accettano le possibili conseguenze dell'art.5. Spero sia chiaro quindi che non esiste alcun attacco verso gli omosessuali. Nessuna voglia di privare qualcuno/a di diritti civili per cui il nostro paese risulta essere indietro anni luce rispetto al resto dell'Europa. Al tempo stesso, però, non posso pensare che esista al mondo una pratica abominevole come lo sfruttamento del corpo delle donne nella loro esperienza più intima che è la maternità facendo finta di nulla. Spero anche che, nel rispetto di tutti, la discussione mantenga termini educati e civili”.
Insomma, si aprono spiragli di libertà. Ma non basta. Senatori 5Stelle, vi incoraggiamo ad informarvi meglio, a leggere i tanti contributi che qui su La Croce ogni giorno ci ostiniamo a riportare: vi renderete conto che il problema non è solo l’art. 5 del ddl Cirinnà, ma tutto quando il testo. Non c’entrano nulla i diritti delle persone e delle coppie dello stesso sesso: in Italia non solo sono già tutelati. Basterebbe un leggero ritocco alle leggi e dispositivi che già ci sono. Andate a leggervi le proposte depositate in Parlamento sul “Testo Unico” e vi renderete conto davvero che il Cirinnà è solo una legge ad personam costruita su misura per il Senatore Sergio Lo Giudice del Pd: per chi ha comprato all’estero un bambino e vuole a tutti i costi rendere legale e legittima una pratica “abominevole” (aggettivo detto da Livia Turco, Pd).
Perché sta accadendo proprio ora questo tira e molla di opinioni, tattiche, cambiamenti di rotta? , ci siamo chiesti all’inizio di questo articolo.
Una risposta ce l’abbiamo. Verdini, Alfano, Fitto, Lupi, Tosi, Casini, Cesa, Buttiglione che stanno combinando? Perché non prendono una linea chiara e netta sul tema delle unioni civili?
Salvatore Merlo sul “Foglio” ha scritto nei giorni scorsi un interessante articolo dal titolo: “Mucchio selvaggio. Verdini, Tosi, Fitto, Cesa, Alfano. E se poi si vota presto? Nasce l’idea di un partito, “per Renzi”.
Il ddl Cirinnà non è altro che un colabrodo (sia sul piano giuridico che sostanziale) al punto da provocare ogni giorno prese di distanza, dubbi e interrogativi proprio da parte di coloro che hanno il compito istituzionale di andare a votarlo.
Si sa che a pensare male si fa peccato, ma alle volte ci si azzecca. Ci stiamo ponendo da qualche giorno una domanda: perché sta accadendo proprio ora questo tira e molla di opinioni, tattiche, cambiamenti di rotta?
Una risposta ce l’abbiamo. Ma ve la diciamo alla fine. Intanto vediamo che sta accadendo.
L’ennesimo colpo di scena sulla vicenda l’ha giocata Beppe Grillo.
La partita al Senato infatti si è riaperta con un post pubblicato sul blog del leader dei Pentastellati, con cui si annuncia che ai parlamentari del Movimento 5 Stelle sarà lasciata libertà di coscienza durante il voto sul ddl. “Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico – spiega Grillo sul suo Blog-. In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti”.
Apriti cielo: si scatena sul web e sui social il trito e ritrito giochino delle tifoserie pro o contro. “Sul ddl Cirinnà Grillo non assicura più i voti del M5S. Si riapre la partita. Potrebbe saltare l’intera legge. Bene, scenario molto interessante”, scrive su Twitter cuor di leone Angelino Alfano, leader di Ncd: all’improvviso per la legge sulle unioni civili la strada torna ad essere tutta in salita.
Lasciamo stare Alfano per un attimo, visto e considerato che la sua strategia politica è talmente suicida e priva di senso (salvo miracoli improvvisi quanto improbabili) che non merita davvero di sprecare parole (se non una sola: #NoiCiRicorderemoAlfano quando sarà il momento delle elezioni, stai tranquillo che non andrai da nessuna parte, traditore del popolo del #CircoMassimo).
Renzi per canto suo sta in silenzio e non cambia la linea politica “ufficiale” del Pd: avanti tutta diritti alla meta allineati e compatti (mah, stiamo a vedere ..) e che nessuno osi invocare il voto palese. Niente libertà di coscienza ai senatori soldatini del Pd e nessun cambio delle regole di votazione: voto segreto e non se ne parli più. Tutto sommato, Grillo si mostra più intelligente del Premier: libertà di coscienza ai propri senatori. Chapeau (lasciamo stare i retroscena politici e i perché: resta il dato della libertà di coscienza).
Ma si sa che la politica in Italia è davvero strana. Non passa un quarto d’ora dal “liberi tutti£ di Grillo che per la seconda volta arriva la “black list” stilata dal solito “Gay.it”.
Dopo la precedente rivolta ai catto-dem, voilà: “Gioca con noi! Trova il senatore malpancista nel M5S con #IoVotoSi”. “Gioco serissimo – ci tengono a dire i lobbysti Lgtb-: troviamo insieme chi tra i senatori del M5S è contrario alla stepchild. Di nomi per ora, quasi sicuro, ne abbiamo due: sono il senatore Sergio Puglia, campano, da molti indicato come la persona che, insieme all'on. Luigi Di Maio, avrebbe spinto il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo a lanciare la libertà di coscienza sulla stepchild adoption e, in genere sul ddl Cirinnà, facendo sobbalzare il mondo politico italiano in questo sabato invernale, arrabbiare tutta la rete tanto da portare primo nei TT l'hashtag #DietroFrontM5S, scatenare le ire del movimento LGBT italiano e attirare inaspettati complimenti ai grillini da parte di Angelino Alfano, ministro degli Interni nonché grande avversario della stepchild adoption”.
Solite foto segnaletiche in bella vista, i progressisti e libertari di “Gay.it” lanciano una vera e propria caccia al Senatore 5Stelle: “vi chiediamo di darci una mano per "stanare" i senatori malpancisti dei 5 Stelle, quelli cioè contrari alla stepchild adoption. Come? Scrivendo loro, contattandoli via mail, su facebook e su twitter, cercando di capire come intendono votare sull'articolo 5 del ddl Cirinnà”.
Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere: sembra di assistere al mercato delle vacche nei mercatini di paese, dove il prezzo delle mucche da acquistare è determinato non dalla qualità, ma da chi grida di più e cerca con ogni mezzo di delegittimare il concorrente con ogni sorta di trucco e di maldicenza.
Che un tema come le unioni civili venga fagocitato da mezzucci di infima categoria è davvero disarmante.
D’altronde, pur di guadagnarsi un voto in più si fa di tutto. I numeri al Senato lo dicono chiaramente: la partita si gioca sostanzialmente tra Area Popolare (NCD-UDC) che ha 32 senatori e il Movimento 5 Stelle che ne schiera 35, visto che i 19 senatori che fanno riferimento ad ALA di Verdini non vedono l’ora di portare acqua a Renzi.
Nessun rischio per il governo dal voto sulle unioni civili: così al Gr2 Rai il capogruppo del partito democratico al Senato Luigi Zanda dopo la svolta di Grillo. "Il Partito Democratico - afferma Zanda - ha un patto di legislatura con il Nuovo Centrodestra che dura fino al 2018. Votiamo insieme la fiducia al Governo e le leggi. Non mi sembra drammatico avere con Ncd un'opinione diversa su ogni singolo articolo".
Capito Alfano? Pare di no. Mentre cuori di leone Angelino Alfano finge di mostrare i muscoli, al contempo dichiara: “Io non ho mai minacciato il governo sul caso delle adozioni per le famiglie omosessuali, farò di tutto per arrivare a un accordo. Il Pd, però, si dimostri partito della nazione dato che la maggioranza degli italiani è contro le adozioni gay”. Stessa linea Scelta Civica. “Abbiamo più volte detto nelle ultime settimane che, dato il contesto politico, l’unica strada seria sulle unioni civili è procedere senza tentennamenti al pieno riconoscimento dei diritti civili di tutte le coppie e allo stralcio secco della stepchild adoption - dicono in coro il segretario Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia, e il leader dei Moderati Giacomo Portas - per affrontare il tema delle adozioni in modo organico in un altro provvedimento”.
L’unico ad alzare la testa è l’Udc, che per bocca del segretario nazionale Lorenzo Cesa minaccia l’uscita della delegazione dall’esecutivo “se si creerà l’asse Pd-M5S sulle unioni civili”. Vedremo. Peccato che al Senato l’UdC abbia solo due esponenti, Antonio De Poli e Pierferdinando Casini. Un Casini che se ne guarda bene di intervenire nel dibattito, visto che tutti sanno essersi già venduto a Renzi per una poltrona alle prossime elezioni.
L’annuncio di Grillo ha provocato un vero e proprio terremoto all’interno del Movimento, tra i militanti che protestano in rete con l’hashtag #dietrofrontM5S e i parlamentari che annunciano mobilitazioni.
Il senatore Alberto Airola, in prima linea tra i favorevoli al ddl, ha già lanciato il contro-hashtag #iovotosì, raccogliendo (pare) le adesioni 12 senatori pentastellati su 35, mentre la deputata M5S Chiara Di Benedetto, riferendosi alla retromarcia di Grillo, parla di “patetico tentativo di non spingersi oltre”.
Il Sen. Sergio Puglia, 5 Stelle, ancora ieri sul "Corsera" ribadisce la sua posizione sul ddl Cirinà: “Sì, sì: è tutto vero. Giovedì all’assemblea dei senatori Cinque Stelle ho fatto presente la mia posizione, il fatto che avrei votato no alla stepchild adoption, anche a costo di venire espulso”. "Stiamo rischiando di aprire una voragine nei fondamenti dell’umano. Stiamo correndo troppo, occorre una pausa di riflessione", così dichiarava il Puglia ad "Avvenire" nel Marzo 2015. Rilegge il testo base del ddl Cirinnà sulle unioni civili e non nasconde qualche perplessità. Non tanto sulla necessità di prevedere un nuovo negozio giuridico per le persone conviventi dello stesso sesso (“credo che alcuni diritti vadano equiparati”), quanto per l’apertura all’adozione. E il testo che è oggi in discussione al Senato è addirittura peggiore della prima stesura.
Azzurra Cancellieri è un altro Senatore che si sta ponendo dubbi.
Sul suo profilo Facebook dichiara: “Voterò a favore di tutti gli articoli del ddlCirinnà che riguardano le unioni civili e il suo testo se le comprenderà. Mentre mi riservo di leggere la versione dell'art.5 che arriverà alla Camera così come modificata (se modificata) al Senato perché pur condividendo la stepchild adoption "pura", cioè riferita a figli nati da rapporti naturali, temo l'apertura alla pratica dell'utero in affitto.
Ricordo che anche l'Unione europea si è espressa contro la pratica dell'utero in affitto e che i nostri portavoce al PE si sono espressi a favore della condanna sia per le coppie omosessuali che etero sessuali. Spiego meglio: il figlio nato con la pratica dell'utero in affitto è riconosciuto come figlio naturale, quindi anche i bambini nati dallo sfruttamento della donna rientrerebbero in questa fattispecie. Purtroppo in Italia, anche se illegale come pratica, esiste il modo per aggirare la legge e tornare in patria con il bimbo. Condividendo questa preoccupazione con alcuni colleghi e con numerosissimi attivisti, che lamentavano la poca chiarezza della votazione in cui non era esplicitata l'inclusione della stepchild (ai più sconosciuta), abbiamo chiesto di discutere in maniera approfondita il tema specifico. Abbiamo anche proposto di presentare degli emendamenti che inasprissero le pene per chi ricorresse all'utero in affitto così da ritornare alla stepchild "pura". Alla fine si è optato per lasciare la libertà di coscienza così da far rimanere immutata la posizione di chi è convinto in toto dal ddl Cirinnà ma permettere, a chi lo riterrà opportuno, di portare la voce di coloro ì quali, dentro e fuori il m5s, non accettano le possibili conseguenze dell'art.5. Spero sia chiaro quindi che non esiste alcun attacco verso gli omosessuali. Nessuna voglia di privare qualcuno/a di diritti civili per cui il nostro paese risulta essere indietro anni luce rispetto al resto dell'Europa. Al tempo stesso, però, non posso pensare che esista al mondo una pratica abominevole come lo sfruttamento del corpo delle donne nella loro esperienza più intima che è la maternità facendo finta di nulla. Spero anche che, nel rispetto di tutti, la discussione mantenga termini educati e civili”.
Insomma, si aprono spiragli di libertà. Ma non basta. Senatori 5Stelle, vi incoraggiamo ad informarvi meglio, a leggere i tanti contributi che qui su La Croce ogni giorno ci ostiniamo a riportare: vi renderete conto che il problema non è solo l’art. 5 del ddl Cirinnà, ma tutto quando il testo. Non c’entrano nulla i diritti delle persone e delle coppie dello stesso sesso: in Italia non solo sono già tutelati. Basterebbe un leggero ritocco alle leggi e dispositivi che già ci sono. Andate a leggervi le proposte depositate in Parlamento sul “Testo Unico” e vi renderete conto davvero che il Cirinnà è solo una legge ad personam costruita su misura per il Senatore Sergio Lo Giudice del Pd: per chi ha comprato all’estero un bambino e vuole a tutti i costi rendere legale e legittima una pratica “abominevole” (aggettivo detto da Livia Turco, Pd).
Perché sta accadendo proprio ora questo tira e molla di opinioni, tattiche, cambiamenti di rotta? , ci siamo chiesti all’inizio di questo articolo.
Una risposta ce l’abbiamo. Verdini, Alfano, Fitto, Lupi, Tosi, Casini, Cesa, Buttiglione che stanno combinando? Perché non prendono una linea chiara e netta sul tema delle unioni civili?
Salvatore Merlo sul “Foglio” ha scritto nei giorni scorsi un interessante articolo dal titolo: “Mucchio selvaggio. Verdini, Tosi, Fitto, Cesa, Alfano. E se poi si vota presto? Nasce l’idea di un partito, “per Renzi”.
Matteo Renzi, intervistato da Claudio Tito a Repubblica Tv qualche settimana fa dichiarava: dopo il voto finale della Camera sulla Riforma costituzionale, ad aprile, "partiremo subito con la campagna referendaria". E aggiungeva: "Ho detto che se perdo il referendum smetto di far politica. Non è un plebiscito su di me ma finalmente c'è la responsabilità di chi fa politica dopo che per anni c'è stato il pantano".
Al referendum confermativo di ottobre 2016 gli elettori saranno chiamati ad approvare il disegno di legge “Boschi”. L’iter è previsto dalla Costituzione italiana. Secondo l’articolo 138 “le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500mila elettori o cinque Consigli regionali”. Si tratterà dunque di un referendum non abrogativo: non sarà necessario raggiungere il quorum per determinarne la validità. Bene. Nel pacchetto “Boschi” è contenuta anche la famigerata riforma elettorale che (se confermata) costringerà il popolo italiano a stare o da una parte o dall’altra. Tertium non datur. Tradotto: nel giro di dieci anni, l’Italia è passata da un sistema proporzionale ad un sistema bipolare e infine oggi ad un sistema bipartitico di stampo leaderistico. O voti Renzi o voti Salvini o voti Grillo. Punto.
Al referendum confermativo di ottobre 2016 gli elettori saranno chiamati ad approvare il disegno di legge “Boschi”. L’iter è previsto dalla Costituzione italiana. Secondo l’articolo 138 “le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500mila elettori o cinque Consigli regionali”. Si tratterà dunque di un referendum non abrogativo: non sarà necessario raggiungere il quorum per determinarne la validità. Bene. Nel pacchetto “Boschi” è contenuta anche la famigerata riforma elettorale che (se confermata) costringerà il popolo italiano a stare o da una parte o dall’altra. Tertium non datur. Tradotto: nel giro di dieci anni, l’Italia è passata da un sistema proporzionale ad un sistema bipolare e infine oggi ad un sistema bipartitico di stampo leaderistico. O voti Renzi o voti Salvini o voti Grillo. Punto.
Allora a questi “personaggi” della politica italiana, che invece di pensare alla politica come servizio al bene comune (ma alla propria poltrona), vogliamo dire una cosa chiara e netta. Che vale per tutti. Il popolo del #CircoMassimo ha consumato tutta la pazienza che aveva. Ci sono migliaia di famiglie che non hanno più voglia di “andare a votare” turandosi il naso per scegliere il “meno peggio” (che a questo punto occorrerebbe capire chi sia il “meno peggio”). E che non ha alcuna intenzione di andare ad infoltire il primo partito italiano: gli astensionisti, quelli che non vanno più a votare.
Se Renzi non tornerà in sintonia col Paese sul ddl Cirinnà ci adopereremo perché il referendum costituzionale di ottobre fallisca, perché aprirebbe a un sistema di potere sconnesso con la volontà del popolo.
Se Renzi non tornerà in sintonia col Paese sul ddl Cirinnà ci adopereremo perché il referendum costituzionale di ottobre fallisca, perché aprirebbe a un sistema di potere sconnesso con la volontà del popolo.