martedì 5 novembre 2013

Shit happens!


shit-happens

di Costanza Miriano
È in corso una sottile guerra di nervi tra me e l’edicolante più vicino a casa. Lui non vende il Foglio, credo per motivi ideologici. Io per vedere di fargli cambiare idea – anche se a volte, ultimamente spesso, non concordo con la linea del giornale, lo trovo divertentissimo – ogni volta che posso passo di lì e glielo chiedo, d’altra parte la finta tonta mi viene benissimo. A volte prendo altri giornali, magari le figurine, e poi dico: “ah, va be’, allora vado da un’altra parte” e lascio tutto.
L’altro giorno però ho dovuto fraternizzare col nemico, perché volevo prendere tempo, e cercare di leggere quello che c’era scritto sulla sua maglietta.
Shit Happens, recitava. Ossia, le cose negative accadono. E poi le spiegazioni che le diverse religioni danno di questo dato di fatto.  Devo ammettere che alcune erano esilaranti. Siccome la maglietta ridicolizza tutti i credenti, spero di non offendere nessuno citando la spiegazione dei musulmani: se shit happens, prendi un ostaggio; quella degli ebrei: perché questa shit capita sempre a me?; quella dei testimoni di Geova: toc toc, shit happens; quella dei buddisti: quando la shit happens, è davvero shit?; quella dei protestanti: la shit non capiterà se lavorerò più duro.shirt happens
Ma il punto che mi preme è la spiegazione che secondo la maglietta danno i cattolici: se la shit happens, è perché me la sono meritata.
Quando l’ho letta sulla maglia dell’edicolante ho avuto voglia di arrabbiarmi, ma poi ho dovuto ammettere che la cosa ha un suo fondamento. Purtroppo è così, questo è il modo in cui la nostra fede viene superficialmente percepita da fuori, e, temo fortemente, anche da dentro. Una fede fondata sui sensi di colpa, sul negativo, sull’idea di un Dio un po’ sadico che sta lì pronto a punirci. E mi chiedo: come è potuto succedere?
Di sicuro dietro questa traslazione di senso c’è Satana che è geloso dell’amore di Dio per i suoi figli, del nostro per Lui, e di quello fra di noi. Non gli va proprio giù. Non per niente nella Genesi il serpente compare dopo che viene creata la donna: un uomo e una donna che si amano veramente tra di loro, che amano Dio e che sono disponibili a dare la vita ad altri figli, lui proprio non li sopporta. E così da subito, dall’Eden, ha cominciato a cercare di convincerci che era tutta una fregatura, che Dio ci vuole tenere sotto, all’oscuro di qualcosa, per guadagnarci chissà cosa, come se Dio avesse da perdere o da guadagnare qualcosa con noi.
Come agisca poi, il nemico, insieme alla nostra libertà, non so esattamente. Sta di fatto che per i più Dio è qualcuno sul quale proiettiamo le elementari idee sull’educazione, la colpa e la punizione che ci hanno, giustamente, trasmesso da piccoli. Perché quando si è piccoli bisogna che ci venga insegnata la legge, poi, crescendo, possiamo capire che la legge viene superata dalla misericordia di Dio. Solo che noi non riusciamo a crederci a questa misericordia, non riusciamo a credere che ci sia qualcuno che ci ama da Padre, davvero, teneramente, con sguardo benevolo verso i nostri difetti, che tifa per noi più di noi stessi, che rema dalla nostra parte più di noi stessi, e che per noi ha dato la vita.
La nostra è l’unica fede in cui Dio si fa uomo e muore per ognuno di noi, si fa mangiare ogni giorno, e sulla maglietta del mio edicolante c’è scritto che se ci capita qualcosa di brutto ce la siamo meritata? Come è successo? Dove l’hanno letta questa spiegazione del male? Il Vangelo, che non nega l’esistenza del male come un mistero – il mistero più grande della nostra esistenza – ci parla però di un Dio che si mette al nostro fianco nell’attraversarlo, questo mistero. Un Dio che dice “chi vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua”, non “prenda la sua croce, si vede che se la merita”. Un Signore che è con noi tutti i giorni fino alla fine del tempo, perché “chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?” E allora con Teresa d’Avila potremo dire che niente ci turba, perché solo Dio basta, niente ci spaventa, neanche se shit happens.
religions-of-the-world