sabato 17 gennaio 2015

Il nostro "sì" deve cambiare la storia

Sacrofano, 16 – 18 gennaio 2015

Il nostro "sì" deve cambiare la storia 
Relazione conclusiva del Presidente Martinez
38a Conferenza Nazionale Animatori - Clicca per ingrandire...«Se Papa Francesco dice: "Io sono una missione", ognuno di noi deve dire: "Io sono una missione chiamata Rinnovamento nello Spirito!". Il tipografo divino, lo Spirito Santo, metta nel nostro cuore con l'inchiostro indelebile dell'amore l'espressione "Rinnovamento nello Spirito", come l'ha ispirata al nostro Pontefice». Nella sua relazione conclusiva - dal titolo "Andate e fate discepoli tutti i popoli... ed ecco io sono con voi tutti i giorni" (cf Mt 28, 19-20) - Salvatore Martinez declina le sei consegne che Papa Francesco ha dato al Rinnovamento all'Olimpico di Roma, in occasione della 37ª Convocazione nazionale. Sei parole nelle quali - dice il Presidente RnS - «è scritto il nostro operare»: conversione, Seminari di vita nuova, parola di Dio, unità, ecumenismo spirituale, poveri. «Noi partiamo da qui - afferma - per gridare gioiosamente la nostra piena adesione alla Chiesa, alla Chiesa di Papa Francesco, alla Chiesa sognata dal Concilio vaticano II, alla Chiesa che ci hanno consegnato i nostri padri e che anche io vi consegno. Siete un'orchestra, ci ha detto il Pontefice riferendosi alla pluralità dei carismi, e il tono lo decide lo Spirito Santo. Non ci stanchiamo di amarlo, lasciandoci dirigere da Lui!».
38a+Conferenza+Nazionale+AnimatoriContinua Martinez a proposito dell'evangelizzazione: «I padri della Chiesa ci dicono che il linguaggio è la vergogna di Dio, il quale, ineffabile, è costretto nelle parole umane. Chi libererà questa Parola? In quanti modi ci è chiesto di comunicare il Vangelo!». E a questo proposito pronuncia un'espressione facile da ricordare, che definisce delle "4 c": «La Parola èCristocomunicato in comunione, attraverso comunità. Poiché siamo responsabili gli uni degli altri, la vita e la salvezza del fratello ci appartengono. Giovani e vecchi insieme, siamo guardiani di una storia, guardiani del Rinnovamento... Il Rinnovamento è questo messaggio di umiltà - continua citando uno dei padri, don Dino Foglio. La gabbia dello Spirito Santo si apre da sola, non può essere forzata. Ci si accosta alle "cose di Dio" con umiltà e preghiera, che sono le fonti della conversione. Dice Papa Francesco che lo Spirito è inesauribile sorgente di vita, che si genera e si rigenera. Per questo siamo di fronte a un Rinnovamento sempre nuovo e dobbiamo tornare a casa - prosegue rivolgendosi all'assemblea degli animatori RnS - con un Gesù nuovo. Ho scritto 25 libri sul Rinnovamento eppure, anno dopo anno, so, come diceva Socrate, di non sapere; so che ciò che non ho visto è più di quanto ho già esperimentato».
38a+Conferenza+Nazionale+AnimatoriMartinez si sofferma sui Seminari di vita nuova che il Papa ha chiesto al Rinnovamento di diffondere capillarmente nella Chiesa: «Prima, l'esperienza del Seminario, poi verranno tutte le decisioni - dichiara -, perché solo quando l'esperienza ti tocca il cuore, solo quando "hai visto e gustato" Gesù, non hai più tempo per ragionare o calcolare. Siamo nati dalla volontà dello Spirito e nessuno deve mettersi contro questa volontà. La volontà di Dio richiede ascolto, discernimento, studio, storia, deposito. Siamo giunti ormai a 50 anni di fiumi che scorrono, una corrente di grazia che è corrente di carismi», continua il Presidente parlando delle nuove sfide che il Rinnovamento ha davanti a sé. Tra queste, primaria, far fronte alla povertà diffusa, innanzitutto spirituale: «A che serve - dice - che vengano a me, se io non torno da loro, dagli immigrati, dai carcerati, dai poveri con soluzioni? Dobbiamo andare - esorta con forza ricordando l'urgenza della consegna di Papa Francesco di rispondere alle esigenze dei poveri. Dobbiamo andare tutti, non solo gli specialisti! Ognuno di noi deve avere un povero da incontrare; ogni gruppo deve scegliere una povertà materiale, spirituale, da incontrare e vincere. E quanti poveri in mezzo a noi - denuncia! Segno di una politica, di un'economia cieche perché atee. E atee significa che non amano». Perché l'amore ha un costo: «Per amare bisogna soffrire».
38a+Conferenza+Nazionale+AnimatoriAffrontando il tema delle elezioni per il quadriennio che sta per aprirsi, Martinez ha spiegato: «Chi dirà "sì", i nuovi pastori, i nuovi responsabili, lo deve dire in una pienezza di fede, di gioia, di amore, che devono cambiare la storia. Diceva il vescovo Helder Camara nei Documenti di Malines: "Nessuno di noi è senza amore. Nessuno è così ricco da non poter ricevere amore e nessuno è così povero da non poter fare un regalo al ricco". E noi siamo ricchi di Dio. La vera questione morale nella Chiesa è un Vangelo senza amore, un gruppo senza amore, una famiglia senza amore. Un Vangelo scaduto nella profezia, scaduto nell'incarnazione, che non si può gustare». Martinez invita a fare attenzione, «perché la fede senza l'amore ci rende egoisti, soli». E sulla dimensione fraterna è chiaro: «L'unità deve prevalere sul conflitto. Tutte le forme di aggregazione e di esplicitazione dei carismi sono legittime e tutte devono imparare a coesistere. Certo, questo richiede molto lavoro, ma la soluzione è una: la carità. Vale il mio amore, non il mio ruolo. Nessun membro del Rinnovamento - dice citando p. Natale Merelli, della prima generazione dei carismatici - può sottrarsi a questa dimensione comunitaria». Al termine ricorda che l'effusione dello Spirito, per essere autentica, deve cambiare radicalmente la vita e, lasciando alcune consegne all'assemblea, conclude: «Lo Spirito dia vista ai nostri occhi, libertà al nostro cuore, forza alla nostra volontà».
Lucia Romiti

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Evangelizzatori entusiasti di Dio 
Preghiera comunitaria e Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro
IX Assemblea Nazionale RnS_001 - Clicca per ingrandire..."Sceglietevi nelle vostre tribù uomini saggi, intelligenti e stimati, e io li costituirò vostri capi" (Dt 1, 13) è la Parola che guida le giornate della IX Assemblea nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, convocata a Sacrofano (RM) dal 16 al 18 gennaio. Riuniti per il rinnovo degli Organismi pastorali di Servizio del livello nazionale, i membri del Consiglio nazionale si sono ritrovati alla fine del quadriennio di responsabilità 2011-2014 per celebrare il Signore, rendere grazie per quanto operato e affidare a Dio il tempo e la storia compiuti e quelli a venire, perché ancora si compia la sua volontà attraverso il Rinnovamento nello Spirito Santo.
"La mia parola è irrevocabile" è il monito del Signore durante la Preghiera comunitaria carismatica, che parla al cuore, alla vita dei responsabili: "Chi si umilia sarà esaltato". Ogni ginocchio si piega, l'intera assemblea riconosce l'unico Dio: "Tu sei il Signore, non ve ne sono altri". Un canto si innalza: è la voce del popolo di Dio che chiede la forza, il potere che viene dall'Alto, lo Spirito che è benedizione, che dona nuovi carismi, grazia, che riconosce in mezzo al suo popolo i nuovi pastori. «Lo Spirito Santo verrà su di voi e mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra»(At 1, 8). Una Parola che si fa profezia, che parla di futuro, ma che si fonda sull'eterna promessa del Signore: "Possa tu fare memoria di come il Signore ha provveduto sempre a ogni necessità nella nostra vita. Il Signore provvede e ci preserva da ogni male". E ancora: "Solo partendo da queste ginocchia abbassate possiamo rialzarci e camminare" e preparare la via al Signore. Egli chiama a un'opera di conversione, di equilibrio, a vita nuova, perché ogni uomo veda la salvezza di Dio. L'amen dell'assemblea si innalza elevando un canto di lode e di ringraziamento, una confessione di fede che è gratitudine di appartenenza al Dio amore.
IX+Assemblea+Nazionale+RnS_002«La Parola è come "ruminata" dentro di noi, è fatta scendere piano piano, assimilata lentamente, per poi arrivare in tutte le parti del nostro corpo perché operi nella nostra vita. E l'operosità ci farà testimoni del Signore»: mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali di Papa Francesco, spezza la Parola nella Santa Messa della prima giornata, celebrata secondo il formulario peculiare della Missa pro nova evangelizatione. Partendo dalla Prima lettura, tratta dal Siracide (cf 34, 9-20), mons. Semeraro parla dell'evangelizzazione e lo fa ponendo in evidenza il termine "esperienza". «"Chi ha viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza parla con intelligenza" (ibid.). L'esperienza viene dalla ripetizione di gesti, comportamenti; una ripetizione che non ci dà soltanto abilità ma anche intelligenza... che ci aiuta ad arrivare dentro la realtà, a leggerla in profondità». Il significato etimologico della parola esperienza ("passare attraverso") rimanda a un "passaggio", all'attraversamento di una condizione, a una trasformazione, che può essere data anchedall'esperienza della sofferenza. «Gesù nel Getsemani ha fatto esperienza di dolore, sofferenza. Ha passato la soglia del dolore e ha sperimentato l'amore del Padre, ritrovandosi conforme alla sua volontà». Il termine "esperienza" è rivisitato anche attraverso l'esegesi di un passo di Evangelii gaudium (n.266). «"L'evangelizzatore si sostiene con l'esperienza personale costantemente rinnovata".
IX+Assemblea+Nazionale+RnS_009Ciò che permette l'evangelizzazione è un'esperienza personale - ha commentato il Vescovo di Albano, che ha fatto un richiamo alle tre accezioni di significato indicate da Papa Francesco: personale, progressiva, di compagnia. «"Non si può perseverare in un'evangelizzazione piena di fervore se non si resta convinti in virtù della propria esperienza" (ibid.): si trattadi un'esperienza propria, personale, che il Papa descrive attraverso il verbo "gustare". Anche "gustando" la sua Parola si faesperienza di Cristo, quella che Papa Benedetto chiama "incontro con Gesù". Non un'etica, né una morale ma un incontro con una persona viva». Un'esperienza è progressiva in quanto costantemente rinnovata, «mai data per scontata. I bambini quando concludono il gioco lo iniziano daccapo o alzano il livello, vanno avanti. È un'esperienza che non smette mai». L'esperienza di compagnia permette di comprendere che «non è la stessa cosa camminare con o senza Dio, andando a tentoni; poterlo ascoltare o ignorare la sua Parola».
"Una persona che non è entusiasta, sicura, innamorata, non convince nessuno", si legge in Evangelii Gaudium. «Una bella provocazione» secondo Semeraro, che prosegue: «Non siamo convincenti se siamo sapienti, dotti, abili ma se siamo prima di tutto convinti. Come diceva il beato Paolo VI, una Chiesa comincia a evangelizzare facendosi evangelizzare, una Chiesa convince essendo convinta, entusiasta, sicura, innamorata. È entusiasta chi si lascia coinvolgere dalla vita di Dio: l'esperienza di Dio ci rende sicuri perché lui è la nostra roccia, la pietra su cui siamo fondati. L'amen della fede ci fa "rocciosi", la fede ci rende stabili e innamorati di Gesù: quando uno è innamorato ce ne accorgiamo subito, chi è innamorato è trasparente. Così devono essere gli evangelizzatori: convinti, entusiasti, sicuri, innamorati».
«Il RnS è stato suscitato dallo Spirito per amare la Chiesa e farla amare - ha commentato il presidente Martinez a fine Messa ringraziando il vescovo Semeraro-. Questo è un impegno distintivo del Rinnovamento».

Elsa De Simone