UNIONI GAY, IL QUIRINALE A DIFESA DELLA COSTITUZIONE
di Mario Adinolfi
di Mario Adinolfi
Il primo numero de La Croce, qualcuno se lo ricorderà quel 13 gennaio 2015, recitava in apertura: "Serve un presidente cristiano". Dio sa le critiche che subimmo per quel titolo e ancora di più, anche di cattolici, quando salutammo positivamente l'elezione al Quirinale di Sergio Mattarella. In queste ore il Quirinale sta diventando l'unico luogo del Paese dove la riflessione si compie sul piano su cui un politico dovrebbe compierla, in materia di diritto di famiglia e di incipienti unioni civili omosessuali parametrate al matrimonio: sul piano costituzionale.
Il resto della politica è alle prese con una sfida a colpi di sciabolate e di vergognose liste di proscrizione con tanto di foto segnaletiche da parte di testate che fanno riferimento al mondo Lgbt, liste di proscrizione vergognose i cui mandanti siedono in Parlamento e i cui nomi sono ben noti. Difendono i loro biechi interessi, le loro pratiche di utero in affitto già compiute in barba alla legge italiana, il loro imbroglio che hanno chiamato in inglese "stepchild adoption" per truffare il popolo italiano. Ma per fortuna c'è un custode delle regole costituzionali che, sì questo giornale lo rivendica, è anche un cattolico e dunque ha la sensibilità per comprendere la ferita enorme che verrebbe inferta al tessuto costituzionale e giuridico del paese se fosse approvato il ddl Cirinnà.
E dunque queste sono ore di profonda riflessione per Sergio Mattarella che, circondato dai suoi acuti consiglieri giuridici, nonostante le prerogative del presidente della Repubblica siano di fatto limitate, non manca di far arrivare i suoi consigli alle orecchie di chi può ricondurre a ragionevolezza chi voleva varare a spron battuto una legge irragionevole. Qualcuno si sarà accorto dello slittamento al 28 del dibattimento in aula (il che vuol dire che non accadrà nulla di definitivo neanche in Senato prima di metà febbraio), qualcun altro avrà notato che il campo degli oppositori alla stepchild adoption all'interno del gruppo parlamentare del Partito democratico cresce ora dopo ora. Le foto segnaletiche vergognose e violente di Gay.it, l'esposizione al pubblico ludibrio di parlamentari coraggiosi che stanno facendo parlare la loro coscienza quando il loro interesse sarebbe stato restare allineati e coperti alle direttive di partito, non hanno prodotto altro risultato che rendere più ampio il fronte dei dissenzienti, che si sono fatti parte attiva e hanno cominciato a presentare emendamenti precisi all'articolo 5. Secondo alcuni attenti osservatori, ispirati direttamente dal Quirinale.
Il nostro appello a Sergio Mattarella è esplicito: il ddl Cirinnà è platealmente anticostituzionale, arriverà in Senato saltando completamente la discussione in commissione secondo una procedura totalmente anticostituzionale, queste forzature così violente richiedono lo sguardo attento del custode della Costituzione stessa. Mattonella, oltre ad essere stato per decenni politico accorto e gran conoscitore del Palazzo, è fine giurista e proprio da giudice costituzionale ha servito il Paese come ultimo incarico prima di ricoprire la più alta carica dello Stato. Il popolo italiano lo ritiene persona di grande credibilità e io stesso, che ho avuto modo nella mia vita di essere suo amico prima che militante della sua area politica, posso testimoniare che la sua rettitudine morale è incontestabile. Il primo gesto che ha voluto compiere, una volta arrivato al Quirinale, è chiedere che gli fosse portato un inginocchiatoio per pregare. Barack Obama chiude tutti i suoi discorsi con un "Dio benedica l'America". Sergio Mattarella è troppo pudico per esporre così esplicitamente la sua fede, ma quando ha salutato gli italiani con il discorso di Capodanno in pochi hanno potuto non notare che l'elemento di arredo più evidente era un Presepe. Possa la Vergine illuminare la sua riflessione faticosa di queste ore e la trasformi in azione feconda. E, per quel poco tempo in cui ancora ci consentiranno di dirlo: Dio benedica l'Italia.