martedì 19 novembre 2013

Al servizio dell’unità nella terra delle comuni radici

Focolarini a piazza San Pietro in occasione dell'incontro di Benedetto XVI con i movimenti ecclesiali nel 2006.

Incontro ecumenico promosso dal movimento dei focolari a Gerusalemme.


(Riccardo Burigana) «La reciprocità dell’amore tra i discepoli di Cristo»: questo è il tema scelto dai Focolari per un convegno ecumenico pensato per i vescovi che condividono la spiritualità del movimento. Oltre trenta presuli di dodici Chiese e comunità ecclesiali, in maggioranza cattolici, che appartengono a cinque riti diversi, hanno raccolto l’invito che monsignor Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok — a nome del Movimento — ha rivolto loro per vivere l’esperienza di un convegno nel quale pregare e riflettere su come rendere sempre più vivo il cammino dei cristiani verso la piena comunione. Con questa iniziativa, che si svolge dal 18 al 22 novembre a Gerusalemme, il movimento vuole proseguire la tradizione di un pellegrinaggio ecumenico che negli anni scorsi ha fatto tappa a Istanbul, Ginevra, Il Cairo, Wittenberg, Londra e Roma. 
Con questo pellegrinaggio, è spiegato, si vuole offrire una volta l’anno, a un gruppo di vescovi, l’opportunità di riflettere insieme sul mistero dell’unità della Chiesa alla luce della spiritualità di Chiara Lubich e dei passi compiuti dai cristiani per rimuovere le divisioni. 
La scelta di Gerusalemme, come sede del convegno di questo anno, nasce da una molteplicità di ragioni. Essa risponde, innanzitutto, al desiderio di riaffermare la centralità dell’impegno del movimento per la costruzione della pace in Medio oriente. La presenza di vescovi da tutto il mondo e di tradizioni cristiane diverse vuole essere, inoltre, un richiamo per tutti i cristiani alla preghiera e alla testimonianza per superare le tensioni che impediscono di vivere la pace tra i popoli della regione e nel mondo. Il ritrovarsi a Gerusalemme assume poi un significato particolare anche per il valore che la città ha per cristiani, ebrei e musulmani: riflettere sulle divisioni, pregare per l’unità, vivere il dialogo, offre una straordinaria opportunità «per esplorare nuovi spazi di comunione e per manifestare, con la loro presenza congiunta, solidarietà e sostegno per i fratelli e le sorelle di fede in Medio oriente proprio nella Città Santa, terra emblematica delle radici comuni di tutti i cristiani e delle religioni monoteistiche», come hanno scritto gli organizzatori del convegno. 
Inoltre, la visita dei luoghi sacri richiama l’importanza di scoprire giorno dopo giorno il patrimonio comune a tutti i cristiani, rappresentato dall’esperienza delle prime comunità che vissero la tensione dell’unità nella tentazione della divisione; questo richiamo alle comuni radici cristiane riveste un valore particolare anche per l’approssimarsi del cinquantesimo anniversario dell’incontro di Paolo VI con il patriarca Atenagora, a Gerusalemme, nel gennaio 1964, che è ben vivo nella memoria del movimento. 
Il programma del convegno prevede ampio spazio per momenti di preghiera, celebrati nei diversi luoghi che ricordano la vita di Gesù, e per gli incontri con le tante realtà cristiane che vivono in Terra Santa. I vescovi avranno anche modo di incontrarsi con esponenti del mondo ebraico e delle comunità musulmane. Tra questi incontri, si sottolinea, spicca quello con la comunità locale del movimento dei Focolari, «composta di ebrei, musulmani e cristiani di varie Chiese e diversi riti, dimostrazione eloquente che è possibile vivere la fraternità anche in un ambiente carico di tensioni che da lungo tempo attendono d’essere sanate». Per quanto riguarda gli interventi di approfondimento teologico, è prevista una videoconferenza del presidente dei Focolari, Maria Voce, sul tema della necessità di trovare nuove forme per sviluppare una sempre più forte fraternità tra uomini e donne per testimoniare l’amore di Cristo. Saranno poi discussi due documenti: il primo è La Chiesa: verso una visione comune della Commissione Fede e Costituzione, presentato in occasione della recente assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese a Busan (Corea del Sud), con l’intenzione di indicare il punto di partenza per un’ulteriore riflessione, soprattutto in campo ecclesiologico. Il secondo documento su cui i vescovi si confronteranno, è Dal conflitto alla comunione, pubblicato pochi mesi fa dalla Commissione cattolico-luterana in vista del cinquecentesimo anniversario della redazione delle Novantacinque tesi di Lutero. Si tratta di un documento, che è stato pensato per preparare cattolici e luterani a vivere l’anniversario come momento nel quale favorire una comune visione della storia e dei valori delle tante riforme religiose del XVI secolo.
L'Osservatore Romano

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Andrea Riccardi


“Custodire l’umanità” andando “verso le periferie esistenziali”

Se ne parlerà in un convegno ad Assisi il 29 e 30 novembre. Tra i relatori Sorrentino, Bagnasco, Tarquinio, Riccardi, Forte, Scaraffia, Galli della Loggia, Vian

REDAZIONE


“Custodire l’umanità. Verso le periferie esistenziali” è il titolo del convegno che si terrà il 29 e 30 novembre ad Assisi (Teatro Lyrick - Santa Maria degli Angeli). Lo organizzano e promuovono la Conferenza episcopale umbra, Università degli Studi di Perugia e Progetto culturale promosso dalla Chiesa italiana.

«La vocazione del “custodire” non riguarda soltanto i cristiani ma ha una “dimensione che precede” ogni convincimento laico o religioso ed “è semplicemente umana”, riguarda ogni persona», affermano i promotori. «Tutti siamo chiamati a essere custodi  del creato e a chinarci con amore materno e spirito paterno verso i più poveri e i più deboli, perché in loro si trova sempre il volto di Cristo».

«La profonda crisi di senso dell’uomo moderno – proseguono – e la perdurante crisi economica della società occidentale non rappresentano, infatti, un evento passeggero ma stanno caratterizzando fortemente l’epoca storica in cui viviamo».

Ecco che l’aspirazione a «una umanità riscattata ci porta, oggi, verso le periferie esistenziali del mondo moderno, verso quei luoghi dell’anima dove ogni persona sperimenta la gioia e la sofferenza del vivere, nella speranza che l’umano, di fronte all’ascesa quasi inarrestabile della tecnica, ritorni al centro della riflessione e della convivenza sociale».

I relatori del Convegno sono i seguenti.

Venerdì 29. Dalle 9,30 saluti di: monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino; Vittorio Sozzi del servizio nazionale per il Progetto Culturale della Cei; monsignor Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello; cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei; Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Parleranno di “Quale modernità post-secolare?”: Andrea Riccardi, docente di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre; Salvatore Natoli, docente di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Milano Bicocca; monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e teologo; Antonio Pieretti, docente di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Perugia.

Su “Per un nuovo rapporto tra economia e società” interverranno: Mauro Magatti, docente di Sociologia generale all’Università Cattolica di Milano; Luigino Bruni, docente di Politica economica a Lumsa di Roma; Adriano Fabris, docente di Filosofia morale all’Università di Pisa; Roberto Fontolan del Centro internazionale Cl.

“Oltre i conflitti. Alla ricerca di nuove strategie di pace”: Philip Jenkins, docente di Storia a Baylor University; monsignor Giuseppe Nazzaro, vicario apostolico di Aleppo dei Latini; Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine-Cittadella della Pace; Riccardo Burigana, direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia di Venezia.

Sabato 30. “I destini delle utopie. Verso una nuova antropologia?”: Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma; Roberto Volpi, statistico e saggista; Adriano Pessina, docente di Filosofia morale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Ritanna Armeni, giornalista e scrittrice.

“L’uomo, l’arte e il sacro”: monsignor Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore; Sergio Givone, docente di Estetica all’Università di Firenze; Daniele Guastini, docente di Estetica all’Università La Sapienza di Roma.

“Per un bilancio del cattolicesimo politico in Italia”: Ernesto Galli della Loggia,
docente di Storia contemporanea all’Istituto italiano di Scienze umane; Agostino Giovagnoli,
docente di Storia contemporanea all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano; Roberto Righetto, caporedattore cultura di “Avvenire”.

“L'occidente e il mondo contemporaneo”: Fabrice Hadjadj, scrittore e filosofo; monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve; Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano.
Vatican Insider