Di seguito l'editoriale del numero di marzo di Popoli, in distribuzione in questi giorni agli abbonati e in libreria.
C’è un modo per annacquare o addirittura soffocare la rivoluzione avviata da papa Francesco il 13 marzo 2013. Questo modo lo abbiamo visto all’opera continuamente in questi mesi e va sotto il nome - brutto ma efficace - di «papolatria».
Spiegava Otto Kallscheuer, filosofo cattolico tedesco, all’indomani della rinuncia di Benedetto XVI, decisione che di tale fenomeno ha rappresentato la radicale negazione: «L’identificazione della Chiesa con il Papa ha subito, dopo il Concilio Vaticano I, una concentrazione, ancora più accentuata dalla società dei media, in forme mai prima registrate. Prima, semmai, il Papa era un monarca spirituale fra tanti altri, e neanche con un così grande potere sulla Chiesa. La “papolatria” è invece frutto della modernità» (Il Foglio, 18 febbraio 2013).
Spiegava Otto Kallscheuer, filosofo cattolico tedesco, all’indomani della rinuncia di Benedetto XVI, decisione che di tale fenomeno ha rappresentato la radicale negazione: «L’identificazione della Chiesa con il Papa ha subito, dopo il Concilio Vaticano I, una concentrazione, ancora più accentuata dalla società dei media, in forme mai prima registrate. Prima, semmai, il Papa era un monarca spirituale fra tanti altri, e neanche con un così grande potere sulla Chiesa. La “papolatria” è invece frutto della modernità» (Il Foglio, 18 febbraio 2013).
Proprio perché connessa alla modernità nel suo complesso, più che alla sola dimensione religiosa, questa dinamica è
all’opera anche in molti altri ambiti: sappiamo bene, ad esempio, quanto sia pervasiva la personalizzazione nel mondo della politica, la ricerca ossessiva e sempre irrimediabilmente deludente di un leader taumaturgico a cui affidare la propria e altrui salvezza.
all’opera anche in molti altri ambiti: sappiamo bene, ad esempio, quanto sia pervasiva la personalizzazione nel mondo della politica, la ricerca ossessiva e sempre irrimediabilmente deludente di un leader taumaturgico a cui affidare la propria e altrui salvezza.
Il Papa argentino - diciamolo a scanso di equivoci - con il suo stile sobrio e il suo esercizio del potere come servizio,
nulla fa per alimentare il culto della personalità. Ed è comprensibile che un pontefice venuto «dalla fine del mondo», perlopiù dai modi così insoliti, susciti curiosità. Infatti, di Jorge Mario Bergoglio ormai sappiamo tutto, grazie anche all’impressionante boom editoriale di questi mesi (fatto di alcune ottime pubblicazioni e di molte operazioni di marketing religioso).
nulla fa per alimentare il culto della personalità. Ed è comprensibile che un pontefice venuto «dalla fine del mondo», perlopiù dai modi così insoliti, susciti curiosità. Infatti, di Jorge Mario Bergoglio ormai sappiamo tutto, grazie anche all’impressionante boom editoriale di questi mesi (fatto di alcune ottime pubblicazioni e di molte operazioni di marketing religioso).
Ma - trascorso un anno da quel celebre «Buonasera» dal balcone di San Pietro- è forse giunto il momento di guardare non più solo verso il Vaticano e di mettere sotto i riflettori (non mediatici ma della coscienza) anche le nostre relazioni, il nostro stile di vita, le nostre scelte personali e collettive.
Le opportunità per questo esercizio non mancano. Abbiamo tutti seguito con emozione la storica visita del Papa a Lampedusa e il suo grido contro la globalizzazione dell’indifferenza: da allora è cambiato qualcosa nel nostro modo di combattere la marginalità e le ingiustizie strutturali, come singoli, come Chiesa, come comunità politica? Ancora, è stata impressionante, in settembre, la mobilitazione mondiale seguita alla proposta del Papa di un digiuno per la pace in Siria: e poi, quale eredità di impegno per la pace ha lasciato quell’iniziativa? Francesco sta anche lavorando per una gestione più trasparente ed etica delle finanze vaticane: è un imperativo che abbiamo fatto nostro, nelle nostre scelte di consumo e di investimento?
Sono solo domande esemplificative, ognuno può aggiungerne di proprie. L’importante è che arrivino le risposte e soprattutto si diffonda un modo nuovo - più credibile e concreto - di essere testimoni del Vangelo, se non vogliamo che la rivoluzione di papa Francesco conosca il destino di quel graffito comparso sui muri di Roma a fine gennaio, una caricatura del Papa vestito da Superman. È finito su prime pagine e siti web di tutto il pianeta, ha strappato molti sorrisi, per poi essere rapidamente rimosso.
Stefano Femminis
*Il primo anno di pontificato di Papa Francesco
Dalla fumata bianca del 13 marzo al suo primo concistoro
Ecco il suo primo anno di pontificato:
14 MARZO - Il mattino dopo la sua elezione Francesco si reca presto a Santa Maria Maggiore. ''Siate misericordiosi verso le anime. Pregate per me'', dice ai padri domenicani penitenziari.
16 MARZO - Bergoglio incontra i giornalisti in Sala Nervi. Seimila i cronisti accreditati: "Avete lavorato tanto, osserva.
17 MARZO - ''Buongiorno'', comincia così il primo Angelus di Francesco. E' anche il giorno dell'esordio su twitter.
19 MARZO - 132 delegazioni provenienti da tutto il mondo si riuniscono a piazza San Pietro per la messa di insediamento. ''Non abbiate paura della tenerezza'', esorta Bergoglio.
20 MARZO - Prima udienza generale in piazza San Pietro. Incontro con altre chiese fraterne
23 MARZO - L'abbraccio tra i due Papi fa il giro del mondo. Francesco è a Castel Gandolfo per incontrare Joseph Ratzinger.
28 MARZO - Giovedì Santo. Francesco lo celebra nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. Lava i piedi anche due ragazze, una è musulmana: ''Non fatevi rubare la speranza''.
29 MARZO- Via crucis al Colosseo: Rispondete al male con il bene
31 MARZO - Prima Pasqua a San Pietro, 250 mila i fedeli. Nel messaggio Urbi et Orbi Francesco chiede pace in Siria, Africa, Iraq e tra le due Coree. Basta tratta di esseri umani.
12 MAGGIO - Francesco proclama i suoi primi santi: la colombiana Laura Montoya y Upegui, la suora messicana Maria Guadalupe Garcia Zavala e gli 800 martiri di Otranto, la cui canonizzazione era stata annunciata da Ratzinger il giorno della rinuncia al ministero pettino.
26 MAGGIO - Papa Francesco visita la prima parrocchia romana, in periferia. "La realtà - dice - si vede meglio dalle periferie".
2 GIUGNO - Alle 17 e per un'ora i fedeli di tutto il mondo si fermano per l'adorazione eucaristica nelle proprie chiese. Papa Francesco presiede a San Pietro. E' la prima iniziativa di questo genere nella storia della Chiesa.
22 GIUGNO - Bergoglio non partecipa al concerto promosso dal Pontificio consiglio per l'evangelizzazione, per impegni di lavoro. La sedia destinata al Papa resta vuota, con polemiche.
5 LUGLIO - Pubblicata la prima enciclica "Lumen Fidei": "assume" il lavoro di Ratzinger e lo integra. Il credente, scrive Bergoglio, "non è arrogante. La fede non è una verità che si può imporre''. Lo stesso giorno firma decreto per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e ordina quella di Giovanni XXIII.
8 LUGLIO - Visita Lampedusa. Per ricordare i tanti migranti che hanno perso la vita in mare, lancia una corona di fiori in mare. "Oggi c'è una globalizzazione dell'indifferenza" e twitta "Dio ci giudica da come trattiamo gli immigrati".
22 LUGLIO - Francesco parte per Rio de Janeiro dove si svolge la Giornata mondiale della Goventù. Giunto a Rio, l'automobile su cui viene trasferito alla residenza presidenziale è presa d'assalto dalla folla dei fedeli che lo acclama. Visita il santuario dedicato alla Madonna nera ad Aparecida e una favela. La veglia con due milioni di giovani si tiene nella spiaggia di Cobacabana: "Conto su di voi, demolite la violenza e l'odio".
29 LUGLIO - Durante il viaggio di ritorno dal Brasile parla con i cronisti sull'aereo, dice: "Chi sono io per giudicare i gay?".
7 SETTEMBRE - Indice una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria e nel Medio Oriente. A piazza San Pietro una veglia: "La guerra è una sconfitta per l'umanità". Manda anche una lettera ai leader dei G20 perché evitino la guerra in Siria. 10 SETTEMBRE - In visita al centro Astalli di Roma: "I conventi chiusi ospitino i rifugiati", afferma. 12 SETTEMBRE - Bergoglio scrive a Repubblica a proposito di non credenti: "Dio perdona chi obbedisce alla propria coscienza".
19 SETTEMBRE - Intervista su Civiltà Cattolica: Bergoglio apre a donne che hanno abortito se pentite e invita ad accompagnare con misericordia divorziati e gay.
22 SETTEMBRE - E' a Cagliari e incontra lavoratori e disoccupati: "Con voi contro l'idolo denaro, per il lavoro".
4 OTTOBRE - E' San Francesco, Bergoglio visita Assisi: "La Chiesa si spogli della mondanità", un "cancro" che "uccide".
26 OTTOBRE - Pellegrinaggio delle famiglie a San Pietro: "Quando in famiglia volano i piatti", dice Bergoglio, le parole da usare sono "permesso, scusa, grazie". 17 NOVEMBRE - Durante l'Angelus distribuita la Misericordina: 50 grani per il cuore da assumere ogni giorno. Sono 20 mila rosari in una scatolina simile a quella dei farmaci. 24 NOVEMBRE - Bergoglio chiude l'anno della Fede. Per la prima volta esposte in pubblico le reliquie di San Pietro.
26 NOVEMBRE - Esce "Evangeli gaudium", esortazione apostolica a conclusione dell'anno della fede: è il manifesto programmatico del pontificato. Chiede a politici riforma finanziaria etica. 8 DICEMBRE - Bagno di folla a piazza di Spagna per l'Immacolata. "Il grido dei poveri non ci lasci indifferenti".
11 DICEMBRE - Per il Time Bergoglio è la persona dell'anno 2013.
17 DICEMBRE - Il pontefice compie 77 anni e festeggia con messa e colazione a cui partecipano anche 3 clochard.
21 DICEMBRE - A pochi giorni da Natale Bergoglio visita i bambini malati al Bambin Gesù, "Gesù vi sta sempre vicino".
25 DICEMBRE - Primo Urbi et Orbi di Natale: Francesco invoca pace per Siria, Iraq, Africa e una vita degna per i migranti.
6 GENNAIO - Visita presepe vivente in parrocchia periferia Roma 12 GENNAIO - Battezza 32 bambini nella Cappella Sistina. Tra loro anche Giulia, figlia di una coppia sposata solo civilmente.
14 FEBBRAIO - San Valentino, 25 mila coppie fidanzati in piazza San Pietro. "L'amore è per sempre, non fondarlo sulla sabbia".
22 FEBBRAIO - Concistoro ordinario pubblico per la creazione di 19 nuovi cardinali. Questa "non è una corte, evitate intrighi".
Ansa
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www.rossoporpora.org
(Giuseppe Rusconi) Il ‘Corriere della Sera’ del 5 marzo 2014 pubblica solennemente (apertura, pagina 2, pagina 3) l’intervista del direttore Ferruccio de Bortoli a papa Francesco. Già in titoli, sottotitoli, strilli vari il ‘CdS’ sottolinea il ritorno alla ‘vita attiva’ di Benedetto XVI e suggerisce con mirata astuzia (occhio all’Italia) tre temi in particolare al lettore: (...)
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(a cura Redazione "Il sismografo")
(NdR) Passaggio sui "principi non negoziabili": "Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l'interesse principale dei suoi interventi nell'arena pubblica è la tutela e la promozione della dignità della persona e quindi essa richiama consapevolmente una particolare attenzione su principi che non sono negoziabili. Fra questi ultimi, oggi emergono particolarmente i seguenti: (...)
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Grande teologia, giustizia e misericordia tenute insieme
Il Foglio - Rassegna "Fine settimana"
(Colloquio con Paolo Prodi a cura di Marco Burini) Lo storico Paolo Prodi giudica la relazione di Kasper sulla famiglia al recente concistoro “un’ottima piattaforma per aprire una discussione, come mai era successo finora”. Vanno però distinti i due piani del discorso (...)
L'abbandono della verità dogmatica e soprannaturale è un fatto, che viene giustificato con la necessità di adottare il linguaggio della crisi temporale (Alessandro Gnocchi e Mauro Palmaro in Il Foglio - Rassegna "Fine settimana")
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Anche il papa ha dei limiti
Il Foglio - Rassegna "Fine settimana"
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Anche il papa ha dei limiti
Il Foglio - Rassegna "Fine settimana"
(Matteo Matzuzzi) “Non si deve cambiare nulla nell’insegnamento cattolico” in fatto di morale sessuale, dal momento che si ha a che fare “con il verbo di Gesù e i precetti divini. E questo segna chiari limiti a ogni Papa, a ogni Sinodo e a ogni vescovo”. Il cardinale Rainer Maria Woelki, (...)