venerdì 14 marzo 2014

Così lo Stato espropria la famiglia

Educazione sessuale a scuola

Giovanardi: "In Senato tentativo di equiparare le unioni civili al matrimonio"

Il senatore del Nuovo centrodestra afferma che la Cirinnà (Pd) ha svolto la relazione introduttiva del disegno di legge: "Rivoluzione antropologica che scardina i principi della Costituzione"


Un testo di legge sulle unioni civili avanza anche in Italia. Lo riferisce Carlo Giovanardi, senatore del Nuovo centrodestra. “Mentre tutti parlano di una delle tante leggi elettorali che si cambiano nel tempo - afferma Giovanardi - martedì 12 marzo in commissione Giustizia al Senato la senatrice del Pd Monica Cirinnà ha svolto la relazione introduttiva del disegno di legge del suo partito che parifica totalmente l’unione civile tra persone dello stesso sesso al matrimonio”.
Il senatore traccia poi gli aspetti principali del disegno di legge. Il testo - spiega Giovanardi - dispone “che la parola ‘matrimonio’ ovunque ricorra nelle leggi, decreti e regolamenti si intenda riferita anche alle ‘unioni civili fra persone dello stesso sesso’ e analogamente questo avvenga per le parole ‘coniuge’, ‘marito’ e ‘moglie’ (art. 3 terzo e quarto comma)”.
“Uniche due eccezioni - continua Giovanardi - sono la scelta di intesa del cognome di uno dei due che si conserva durante lo stato vedovile fino a nuove nozze o al perfezionamento di una nuova unione civile e l’equivoca affermazione che non si applica l’art. 6 della legge 184 che riguarda le adozioni, che però non vengono esplicitamente vietate”. Per l’esponente del Ncd “si tratta di una vera e propria rivoluzione antropologica tesa a scardinare i principi della Costituzione alla quale il Nuovo centrodestra si opporrà con forza e determinazione”.
Alle preoccupazioni di Giovanardi risponde Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico e membro della Commissione Giustizia del Senato. “La ‘rivoluzione antropologica’ dell’uguaglianza dei diritti delle coppie dello stesso sesso che tanto ossessiona Giovanardi è già avvenuta in gran parte d’Europa e si chiama estensione del matrimonio civile”.
F. Cenci

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"Vogliono rubarci anche la detrazione del coniuge a carico"

Il Forum delle Associazioni Familiari: "Una scelta più ideologica che economica"



Tra le tante cose dette e le tante non dette del piano anti crisi di Renzi c’è l’intenzione di cancellare la detrazioni per il coniuge a carico. "Una scelta che lascia interdetti non tanto e non solo per i suoi significati economici, quanto per le valenze sociali e culturali che porta con sé", commenta Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari.
"Ogni persona (donna o uomo, visto che la norma che si vuole abrogare è totalmente reversibile) deve poter essere libera di scegliere se dedicare il proprio impegno ai familiari (che siano figli, anziani o malati) o al lavoro esterno", prosegue il presidente. E aggiunge: "Riteniamo ideologica l’idea che le donne 'devono' lavorare, come unica risposta alla crisi. Per noi, prima di tutto, le donne devono poter scegliere, senza penalizzazioni se decidono di investire la propria attività e le proprie energie nelle relazioni e nella cura dei familiari".
In un tempo in cui si arriva ad ipotizzare addirittura un riconoscimento economico per il lavoro casalingo, l’iniziativa del governo è, dunque, secondo il Forum, "una doccia fredda che riporta indietro l’orologio della storia a quando la fatica esercitata nel segreto delle mura domestiche, veniva considerata come un 'non-lavoro' o una mansione di serie b".
Rendere di fatto obbligatoria la scelta “esterna” servirà soltanto ad aprire "un vulnus drammatico per molte famiglie". Quasi azzerato il welfare pubblico, l’assistenza ai bisognosi - non soltanto malati, ma anche semplicemente figli che non è detto debbano passare dieci ore al giorno a scuola - viene affidata alla famiglia. Ed ora la famiglia si troverà a dover delegare badanti o baby sitter alle quali girare il reddito che si guadagna con l’impiego esterno.
La speranza di Belletti è, quinid, che Renzi, "dopo aver quasi dedicato la sua manovra anti crisi alla famiglia, dai microfoni di innumerevoli trasmissioni televisive, voglia porre rimedio allo svarione che rischia di metterlo mettere in grave imbarazzo".
Zenit
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Di seguito la lettera inviata alcuni giorni fa al Coordinatore delle associazioni di genitori della scuola da una mamma di Roma preoccupata per delle lezioni di educazione sessuale (e al genere) in quinta elementare. E' una testimonianza di quanto sta avvenendo nelle scuole italiane, a riprova della gravità della situazione così come descritta ieri nella risposta che il nostro giornale ha dato all'on. Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all'Istruzione. C'è in atto un vero e proprio esproprio del diritto-dovere dei genitori di educare i propri figli a vantaggio di una educazione di stato che si risolve in un vero e proprio indottrinamento. E' su queste cose che chiediamo al Sottosegretario Toccafondi di portare la sua attenzione per porre fine a questo scempio educativo.
Gent.mo Coordinatore,
sono una mamma di un bambino di 10 anni che frequenta la quinta elementare in una scuola statale di Roma. Ho deciso di scriverle poiché vorrei comprendere cosa sta accadendo nella scuola e soprattutto capirne i motivi.
Non più di due settimane fa l'insegnante di Scienze di mio figlio, la quale ha poi precisato di aver affrontato certi temi perché obbligata dalla scuola e non per sua scelta, ha tenuto una lezione sulla riproduzione e sull'identità sessuale, affrontando temi come l'omosessualità e la transessualità. Miofiglio non appena uscito da scuola mi ha raccontato della lezione poiché quegli argomenti avevano suscitato curiosità e ilarità tra i suoi compagni per tutto il resto della giornata. Il racconto è stato seguito da numerose domande del bambino sull'argomento.
La curiosità prodotta dal tema non si è esaurita con la lezione ma ha fatto sentire i suoi effetti anche nei giorni successivi, quando uno dei suoi compagni si è vantato in classe di una bravata fatta, andando di nascosto su siti internet per adulti per vedere "come si fa  il sesso", commentando poi che da grande avrebbe fatto anche lui le stesse cose.
Mio figlio, invece, mi ha domandato se e come gli omosessuali possono avere bambini.
Dopo aver saputo, durante la lezione, che se una persona non si sente a suo agio con il proprio corpo lo può cambiare con la chirurgia e gli ormoni e quindi può diventare maschio o femmina a suo piacimento, ha voluto sapere se tali trattamenti potevano cambiare... magari con un lavaggio del sangue... anche i geni xx e xy che posseggono le femmine e i maschi alla nascita e farli diventare l'opposto di quello che sono.
Ammetto che quanto accaduto e le incalzanti domande di mio figlio mi hanno creato non poco disagio. In passato ho affrontato tali argomenti con l'altra mia figlia di 16 anni ma l'ho fatto gradualmente nel tempo e in relazione alla sua capacità di comprendere l'argomento alfine di non turbarla. Ora invece mi ritrovo, a mio parere troppo prematuramente, a dover scendere in dettagli che ritengo inutili per un bimbo di 10 anni. Sia io che mio marito siamo del!'idea che non sia necessario affrontare tali temi con bambini di quinta elementare. E soprattutto siamo indignati perché non ci è stata richiesta alcuna autorizzazione! Fino a prova contraria, siamo noi genitori i primi e principali titolari del diritto-dovere di educare i nostri figli, anche in uno Stato come il nostro che nega alla radice la libertà di scelta scolastica delle famiglie.
Siamo convinti che non sia affatto necessario anticipare o meglio bruciare le tappe dello sviluppo di un bambino, quindi ci chiediamo se può la scuola unilateralmente decidere ciò che è bene e ciò che è male per nostro figlio.
Nella speranza che lei possa aiutarmi a capire quali cambiamenti stanno avvenendo nella scuola all'insaputa delle famiglie, la saluto molto cordialmente.
Una mamma preoccupata