
(Luigi Accattoli) Sessanta persone su un prato e tra due alte siepi, a cantare salmi e sure nel verde: è questa – forse – l’immagine più viva della preghiera di ieri. Non è solo per godere del fresco della sera che è stato scelto quel luogo, ma per non incappare in simboli che potevano contristare gli ospiti. Sia gli ebrei sia i musulmani sono infatti refrattari alle immagini, e due volte suscettibili nei confronti della sterminata iconografia cattolica.
Il sogno di un incontro simile a quello di ieri l’aveva coltivato a lungo Giovanni Paolo II in vista dell’anno duemila e aveva immaginato di realizzarlo sul monte Sinai (Egitto): la «santa montagna» dove Mosé aveva ricevuto le Tavole della Legge poteva essere — con le sue rocce — un luogo appropriato perché in esso ebrei, cristiani e musulmani potessero stipulare un patto di pace in vista del nuovo millennio. Ma pregare in unità di luogo pare ancora un’impresa impossibile per i figli di Abramo in Medio Oriente. Il sogno wojtyliano fu cassato dai veti incrociati: risultò impossibile che gente proveniente da Israele potesse salire sul Sinai. Non abbiamo fatto molta strada da allora e neanche Francesco è riuscito a programmare un incontro delle tre fedi nei giorni della visita in Terra Santa del 24-26 maggio. Dopo mesi di trattative risultò che la regola delle regole nella terra che è detta «santa» è quella di sempre: io non prego a casa tua, tu non preghi a casa mia. Papa Bergoglio, ricco in fantasia, ha detto infine ai presidenti di Israele e della Palestina: «Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro». Ma anche la «casa» del Papa — sia il Palazzo Apostolico dove lavora, sia il convitto Santa Marta dove dorme, mangia e celebra la messa — è un luogo di straordinaria densità simbolica, donde l’idea di collocare l’incontro nei Giardini e in un angolo di essi appartato nel verde, dove fosse naturale — infine — piantare un ulivo.
fonte: Corriere della sera - Moked
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Quell’ispirazione nata in Terra Santa: riunire i “fratelli” delle tre religioni
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L'abbraccio nella casa di Francesco: "I nostri figli chiedono pace"
Corriere della Sera
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