Si può dire morte senza paura; il cielo è ovunque!
Non so perché ma in questi giorni ho iniziato ad avere paura della morte. Sono uno studente universitario, frequento un gruppo giovani in chiesa ho un’ottima famiglia e una brava fidanzata.
Come mai secondo te, ho questa paura? Può darsi che stia venendo meno la fede verso Dio e non credo più nell’aldilà?
Caro Emanuele, tutti abbiamo istintivamente paura di morire. Anche chi crede in Dio e nel Paradiso, non vorrebbe sperimentare la morte, per potervi arrivare. La paura nasce essenzialmente da quattro fattori.
1) E’ un momento che si vive da soli.
Gli altri possono tenerti la mano, starti vicino, parlarti dolcemente… ma alla fine l’incontro è tra te e lei: la morte. Nessun altro è invitato a questo incontro intimo e solitario.
Falcone appenderà anche un quadro con le immagini di questa stessa ossessiva sequenza (ovviamente le pedine della morte, sono quelle nere).
Si intuisce benissimo che Falcone sta già ascoltando i passi della fine che si sta avvicinando inesorabilmente e in questa partita si sente solo.
Anzi; in una battuta del film, lui fa capire che la sua morte è iniziata con la sua solitudine. Guarda la scena in cui il giudice congeda la giornalista che lo sta intervistando a Pavia: “..si muore quando si è lasciati soli…” e, un istante dopo, lo schermo in bianco e nero mostra per l’ultima volta la faccia della “morte” del film di Bergman, che dice:”Ho vinto io. Scacco matto”.
Invece Gesù ci ha detto che non sarà la morte a vincere la partita della nostra vita! La morte sarà la nostra rinascita!
Mia nonna, oramai sfinita da 10 interventi chirurgici, ridotta pelle ed ossa, oramai da tempo nutrita con flebo ed incapace di parlare, poco prima di morire ha spalancato gli occhi e, con lo sguardo che le brillava, guardando davanti a sé ha chiamato ripetutamente mio nonno, morto anni prima. A niente sono valsi i richiami di mia madre che, dolcemente, le diceva che lì non c’era nessuno.Niente da fare!
Dopo pochi attimi è spirata.
Steve Jobs, morente e circondato dalla famiglia, senza più forze e senza più parole, pochi istanti prima di morire, ha iniziato a fissare il muro della sua stanza e, con gli occhi che brillavano di entusiasmo, ha esclamato per tre volte “Oh Wow! Oh Wow! Oh Wow!”. Poi ha chiuso gli occhi su questa terra.
2)E’ un momento inevitabile.
Schopenhauer diceva: “Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”. E noi siamo specializzati nel goderci questo intervallo, per esorcizzare le nostre paure.
“Godersi l’intervallo” è la parola d’ordine.
“Si campa una volta sola” è lo slogan pubblicitario.
“Carpe diem” è la frase sapienziale.
All’inevitabilità della morte, noi rispondiamo con lafatalità del nostro stile di vita.
E così la morte, quando arriverà, ci troverà come guerrieri impreparati; assolutamente fuori esercizio per riuscire a vedervi un “inizio”.
Il Cielo ci circonda sempre! In ogni istante. Sempre!
“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla…Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino…Se anche dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me!”
C’è una valle più oscura della morte?
Ebbene, lì risplenderà ancora di più la luce di Dio!
Un po’ di anni fa, in un ospedale dell’Italia centrale, stava morendo una bambina di otto anni. La leucemia l’aveva distrutta in pochissime settimane. Il pediatra che l’aveva seguita, il giorno di Natale volle starle accanto. Sapeva che aveva oramai poche ore di vita ed effettivamente, quel giorno, la bimba morì.
I genitori, innamoratissimi di questa loro unica figlia, sconvolti dal dolore uscirono dalla camera. E quel dottore, ateo ed estremamente razionale (che io ho conosciuto personalmente) non poteva certo immaginare quel che avrebbe visto di lì a poco.
Poi richiuse gli occhi ed il suo cuore smise, per la seconda volta, di battere. Quel medico, ateo e razionalista, fu scioccato dalla gioia e dalle parole di quella bambina. Ricordo che molti giornalisti tentarono di intervistarlo, ma lui si rifiutò sempre. Le parole entusiaste di quella sua piccola paziente, lo avevano costretto ad alzare gli occhi al Cielo.
3) Non si può prevedere.
Alda Merini diceva che la morte è come l’amore: colpisce in modo inaspettato. E questo è tragico veramente per noi che vogliamo sempre avere tutto sotto controllo. Dal meteo alla moda: noi dobbiamo sapere cosa ci aspetta, per poi prepararci di conseguenza!
Non sapete né il giorno né l’ora (Mt 25,13)
Dovremmo tenere sempre a mente l’imprevedibilità del grande trapasso ed eviteremmomolti guai. Dio ci lascia in questa imprevedibilità proprio per spronarci a scegliere la via dello Spirito e relativizzare la dimensione terrena che passa velocemente.
Il tempo è un continuo dono che ci offre sempre nuove opportunità.
Smettiamo di proiettare le nostre abitudini nel futuro, lasciandoci intrappolare dalla noia, dalle stupidaggini, dall’orgoglio, dall’invidia…
Se prendessimo seriamente coscienza del detto evangelico Non sapete né il giorno né l’oravivremmo con un altro spirito.
4) Si collega al dolore
Quando una persona sta per morire, noi diciamo che è entrato in agonia, un termine che deriva dal greco e che richiama la lotta.
Quella creatura sta lottando contro il dolore fisico (e negli anni, grazie all’intelligenza che Dio ci ha donato, abbiamo scoperto terapie del dolore sempre più efficaci) e contro il dolore spirituale.
Il film sulla sua vita, contiene una scena meravigliosa.
Mentre infermiere e medici lo accontentano, standogli il più alla larga possibile, Patch non desiste. E un giorno si presenta a lui vestito da angelo. Guardati la scena su youtube perché è fantastica!
Il suo obiettivo è farlo uscire dal suo isolamento, aiutandolo a tirar fuori la rabbia e la risata, insieme. Lo provoca con la sua mascherata angelica, facendo con lui una specie di gara improvvisata su ciò che è la morte. E in quel gioco ironico, il paziente ricomincia a ridere, a vivere, a relazionarsi.
Chi ha vinto la gara, tra i due? Non so…giudica te! Io ti racconto la scena.
Maria Cristina CorvoPatch Adams (aprendo con aria ironicamente solenne un libro) inizia a leggere: “Morte: morire, spirare, trapassare, spegnersi, consumarsi, ingrassare le margherite, ingrassare i cavoli, passare a miglior vita, deceduto, dileguato, dipartito, defunto. Morto freddato. Morto schiantato. Morto finito. Morto stecchito. L’ultimo respiro. Pagare un debito alla natura. Il grande sogno. Dio che ti dice: -Rallenta-”Paziente (nonostante le sue esili forze, con aria minacciosa gli agita contro il suo dito indice): “Io ti…ti…” (ma poi, con l’aria di rivalsa di chi vuol vincere la gara, lo fissa e con la mente concentrata dice) “Rendere l’anima”Patch Adams si avvicina al letto e risponde sorridendo: “Sdipanarsi dal groviglio mortale”Paziente: “Arrivare all’estremo traguardo”Patch Adams: “Fare l’occhiolino per un incredibile periodo di tempo”Paziente: “Ritrovarsi col fiato decisamente corto”Patch Adams: “Fare la fine del pistolero imbranato”Paziente: “Cibo per vermi”Patch Adams: “Stendere i piedi”Paziente: “Prendere l’ascensore”Patch Adams: “Passarealla cassa”Paziente: “Andarein licenza illimitata”Patch Adams: “Se ti sotterrano a culo all’aria, so dove parcheggiare la bici”Paziente: “Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!”Patch Adams: “Yyuuhhuuuu!!!”E felice, trascina fuori dalla stanza il paziente sul suo letto, gridando nel corridoio:“Scende in pista il numero 9 in sella a Morfina seconda! Yyhheeaaa!!!!”Paziente: “Ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!”