
Nuova lettura dell’estetica rituale in Romano Guardini.
La presentazione. Viene presentato venerdì 5 alle 16.30 presso la Sala Marconi della Radio Vaticana il libro L’image liturgique. Essai d’une esthétique rituelle chez Romano Guardini (Paris, L’Harmattan, 2013, pagine 413, euro 39,50) di don Relwendé Kisito Ouédraogo, della Segreteria di Stato. Pubblichiamo la prefazione del cardinale arcivescovo metropolita di Ouagadougou.
(Philippe Quédraogo) Che un figlio della savana – come l’autore stesso, Relwendé Kisito Ouédraogo, ama definirsi nei suoi scambi informali — scriva una tesi di dottorato in sacra liturgia sull’estetica rituale, interpretando scritti di un italo-tedesco, Romano Guardini, potrebbe sembrare una fuga dalle realtà delle giovani Chiese particolari per mettersi al servizio delle Chiese di vecchia evangelizzazione, e soprattutto della scienza liturgica speculativa. Che il lettore si ricreda!
Scoprirà che l’autore riabilita, senza affermarlo, il modo di pensare e la visione del mondo propri di certe culture africane e di altre ere culturali, presentando, per esempio, la triplice tipologia della cognizione sviluppata da Guardini, il quale ritiene che la conoscenza autentica non dipende esclusivamente dal razionale, ma anche dall’extra razionale e dal soprannaturale.
Con quale diritto si può allora affermare che ci sono culture che non possiedono una modalità cognitiva suscettibile di essere inserita nel patrimonio scientifico dell’umanità? Parlare della cognizione nell’ambito liturgico potrebbe sembrare strano, ma ciò conferma che l’estetica rituale è una scienza che offre più possibilità di quanto non crediamo.
In tal senso, l’indagine sfida ogni battezzato alla ricerca di espressioni liturgiche proprie in comunione con la Santa Madre Chiesa. La pertinenza e l’attualità delle idee sviluppate aprono nuovi orizzonti cognitivi e celebrativi nel nostro contesto ecclesiale attuale, segnato quasi ovunque da una fragilità o da un impoverimento della liturgia.
Con determinazione, l’autore affronta un argomento complesso facendo interagire diverse discipline — filosofia, antropologia, fenomenologia — che sono sorprendentemente al servizio della liturgia. In tal senso, mostra, forse sulla scia di tanti altri liturgisti, che la filosofia è al servizio della liturgia. Il modo di pensare non influisce sul modo di credere e di celebrare il mistero divino!
Con lucidità, l’autore mette in evidenza il significato profondo della liturgia attraverso l’estetica e la poetica che, nella loro necessaria relazione, fanno della liturgia un mondo immaginale, fenomenico, un evidente corpo simbolico.
Si noterà che l’autore inserisce la liturgia e il liturgista nel cuore della realtà profonda dell’azione liturgica, mediante un approccio esperienziale e fenomenico. Ci mostra come il gesto e l’atteggiamento corporeo, l’architettura (materiali, forme...) e la decorazione dell’edificio cultuale, lo spazio e il tempo, il silenzio e il suono, lo sguardo e il tatto, il gusto e l’odorato, l’icona e la statua, i lini e i vasi sacri, e così via, possono essere in contraddizione con la verità primordiale della celebrazione, di ciò che è celebrato e di Colui che è celebrato, quando non possiedono le qualità autentiche e non sono in osmosi con la natura e il significato profondo della liturgia.
Con onestà, l’autore ci consegna il frutto di una ricerca audace. Elabora una vera teologia della Rivelazione, fondamento dell’estetica rituale all’orizzonte dell’immagine liturgica e, infine, una teologia estetica liturgica. In questa ottica, si apprezzerà il fatto che l’autore ha veramente trovato un grande maestro di liturgia, Guardini, che ha saputo amare sposando ed esponendo l’originalità del suo pensiero sull’estetica rituale.
Lo studio di Relwendé Kisito Ouédraogo ha un carattere universale, poiché la liturgia implica l’essere umano nella sua integrità e nel suo rapporto con gli elementi del creato. Esso apre una nuova era nella ricerca liturgica in Africa e offre alle altre Chiese particolari del mondo intero nuovi elementi per consolidare quelli già acquisiti.
Ogni Chiesa particolare, secondo il carattere e il genio del suo popolo, troverà in questa indagine dati antropologici, filosofici, teologici e linguistici utili per la comprensione della liturgia attraverso la liturgia stessa e preziosi per l’elaborazione di liturgie vive e che facciano vivere da cima a fondo il mistero della nostra fede in Dio nostro Padre, reso visibile in suo Figlio incarnato Gesù Cristo, che è sempre all’opera attraverso l’azione dello Spirito Santo.
L'Osservatore Romano