lunedì 9 febbraio 2015

Testo dell'omelia di Papa Francesco, ieri domenica 8, nella parrocchia San Michel Arcangelo.



Testo dell'omelia di Papa Francesco, ieri domenica 8, nella parrocchia San Michel Arcangelo. "Lascia che Gesù predichi a te e lascia che ti guarisca. Così io posso anche predicare agli altri, insegnare le parole di Gesù"
Sito della Santa Sede
Così era la vita di Gesù: “Andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni” (Mc 1,39). Gesù che predica e Gesù che guarisce. Tutta la giornata era così: predica al popolo, insegna la Legge, insegna il Vangelo. E la gente lo cerca per ascoltarlo e anche perché guarisca gli ammalati. “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. … 
Guarì molti che erano affetti da varie malattie. Scacciò molti demoni (Mc 1,32.34). E noi siamo davanti a Gesù in questa celebrazione: Gesù è quello che presiede questa celebrazione. Noi sacerdoti siamo nel nome di Gesù, ma Lui è il Presidente, Lui è il vero Sacerdote, che offre il sacrificio al Padre. Possiamo domandarci se io lascio che Gesù predichi a me. Ognuno di noi: “Io lascio che Gesù predichi a me, o io so tutto? Io ascolto Gesù o preferisco ascoltare qualsiasi altra cosa, forse le chiacchiere della gente, o storie…”. Ascoltare Gesù. Ascoltare la predica di Gesù. “E come posso fare questo, padre? Su quale canale della tv parla Gesù?”. Ti parla nel Vangelo! E questa è un’abitudine che noi ancora non abbiamo: di andare a cercare la parola di Gesù nel Vangelo. Portare sempre un Vangelo con noi, piccolino, o averlo alla mano. Cinque minuti, dieci minuti. Quando sono in viaggio, o quando devo aspettare…, prendo il Vangelo dalla tasca o dalla borsa e leggo qualcosa; o a casa. E Gesù mi parla, Gesù predica a me lì. E’ la Parola di Gesù. E dobbiamo abituarci a questo: sentire la Parola di Gesù, ascoltare la Parola di Gesù nel Vangelo. Leggere un passo, pensare un po’ che cosa dice, che cosa dice a me. Se non sento che mi parla, passo ad un altro. Ma avere questo contatto quotidiano col Vangelo, pregare col Vangelo; perché così Gesù predica a me, dice col Vangelo quello che vuole dirmi. Io conosco gente che sempre lo porta e quando ha un po’ di tempo lo apre, e così trova sempre la parola giusta, per il momento che sta vivendo. Questa è la prima cosa che voglio dirvi: lasciate che il Signore predichi a voi. Ascoltare il Signore.
E Gesù guariva: lasciatevi guarire da Gesù. Tutti noi abbiamo ferite, tutti: ferite spirituali, peccati, inimicizie, gelosie; forse non salutiamo qualcuno: “Ah, mi ha fatto questo, non lo saluto più”. Ma questo dev’essere guarito! “E come faccio?”. Prega e chiedi a Gesù che lo guarisca. E’ triste quando in una famiglia i fratelli non si parlano per una stupidaggine; perché il diavolo prende una stupidaggine e ne fa un mondo. Poi le inimicizie vanno avanti, tante volte per anni, e si distrugge quella famiglia. I genitori soffrono perché i figli non si parlano, o la moglie di un figlio non parla all’altro, e così le gelosie, le invidie… Questo lo semina il diavolo. E l’unico che scaccia i demoni è Gesù. L’unico che guarisce queste cose è Gesù. Perciò ad ognuno di voi dico: lasciati guarire da Gesù. Ognuno sa dove ha la ferita. Ognuno di noi ne ha; ne ha non solo una: due, tre, quattro, venti. Ognuno sa! Che Gesù guarisca quelle ferite. Ma per questo devo aprire il cuore, perché Lui venga. E come apro il cuore? Pregando. “Ma, Signore, io non posso con quella gente di là, la odio, mi ha fatto questo, questo e questo…”. “Guarisci questa piaga, Signore”. Se noi chiediamo a Gesù questa grazia, Lui la farà. Lasciati guarire da Gesù. Lascia che Gesù ti guarisca.
Lascia che Gesù predichi a te e lascia che ti guarisca. Così io posso anche predicare agli altri, insegnare le parole di Gesù, perché lascio che Lui predichi a me; e posso anche aiutare a guarire tante ferite, tante ferite che ci sono. Ma prima devo farlo io: lasciare che Lui predichi a me e che Lui mi guarisca.
Quando viene il vescovo a fare una visita alle parrocchie, si fanno tante cose, si può fare anche un proposito bello, piccolino: il proposito di leggere ogni giorno un brano del Vangelo, un passo piccolo, per lasciare che Gesù predichi a me. E l’altro proposito: pregare perché io mi lasci guarire dalle piaghe che ho. D’accordo? Firmiamo? D’accordo? Ma facciamolo, perché farà bene a tutti. Grazie.

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Visita alla parrocchia San Michele Arcangelo. Le parole di Papa Francesco negli Incontri con diversi gruppi
Sito della Santa Sede
Testo delle parole del Papa nel corso degli Incontri con i gruppi della parrocchia San Michele Arcangelo, Pietralata, domenica 8 febbraio 2015.
Incontro con i genitori di bambini neo-battezzati
A me piace sentire piangere i bambini, perché sono una promessa di vita! Quando piange un bambino… Quando siamo in chiesa, nella Messa, e incominciano a piangere i bambini, forse alcune segretarie parrocchiali incominciano a dire: “Shh! Portalo fuori!”. No, no, deve rimanere lì, perché è la predica di Dio, è la predica della vita. E’ una promessa! Grazie tante, grazie per essere venuti oggi. Sono stati battezzati e adesso incomincia il cammino di crescita nella fede. 
E voi dovete farlo. Vi dirò una cosa che mi ha fatto tanto soffrire: alcune volte, anche nelle città, ho trovato bambini cristiani che non sanno farsi il segno della croce. Per favore, educateli bene. La prima cosa che la mamma deve insegnare al bambino è fare il segno della croce. Avanti e grazie tante, per il dono della vita. Grazie!
Incontro con gli ammalati
Vi ringrazio tanto dell’accoglienza. Qui si sta bene. Sempre nella casa del Signore si sta bene, perché Lui vuole bene a tutti noi. Perché noi siamo figli e Lui è il nostro Padre, è il nostro Papà. E alle volte abbiamo difficoltà, tante difficoltà…, ma Lui è vicino a noi, sempre. E’ vicino. Mai un padre lascia i figli da soli. E per questo è necessario avere fiducia, essere coraggiosi nella fiducia. In certi giorni tutto è buio... Ci sono, ci sono i giorni bui, dove tutto… non si vede niente. Ma anche nel buio è il Papà, è il Padre, è Dio che ci ama tanto. Mai perdere la fiducia: Lui è Padre, Lui mai delude. Quando noi siamo un po’ tristi o tutto è buio, pensiamo che il nostro Padre è vicino a noi, e rivolgiamoci a Lui e diciamo: “Padre, Padre…”. Chiamiamolo, e Lui si avvicinerà al nostro cuore. Grazie tante un’altra volta della vostra accoglienza e per favore pregate per me. Pregate per me! Grazie!
Adesso vi do la benedizione:
Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.
Incontro con i senza tetto
Grazie dell’accoglienza! Grazie della vostra generosità nel ricevermi, grazie della vostra pazienza, e grazie per non avere spento la speranza, grazie per la testimonianza di portare avanti la solitudine, la croce. Tante volte, il fatto che la gente non sa il vostro nome e vi chiama i “senzatetto”, e voi sopportate questo, è la vostra croce e la vostra pazienza. Ma c’è qualcosa nel cuore di tutti voi, di questo vi prego di essere sicuri: c’è lo Spirito Santo. Quando noi guardiamo dove c’è stato il fuoco, vediamo cenere, e pensiamo che tutto è finito, che non c’è più niente; ma se viene un po’ di vento o noi facciamo un gesto per rimuovere quella cenere, troviamo che sotto c’è il fuoco. Sotto tanta cenere di sofferenza, di solitudine, sappiate che c’è il fuoco dello Spirito Santo, sotto, c’è l’abbraccio dell’amore di Dio. E perché il Signore permette questa croce? L’ha permesso al suo Figlio per primo. E Gesù vi capisce bene. Anch’io vi capisco bene e vi sono vicino con la mia povertà di persona, di non poter fare di più per voi, ma col mio cuore vi sono vicino.
E adesso in preghiera al Padre, al Padre di tutti noi, vi do la benedizione.
Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.
E vi chiedo per favore di pregare per me, perché anch’io ho bisogno di preghiere, perché sono peccatore. Grazie.