venerdì 15 gennaio 2016

ALLA MARCIA DI SAN GIOVANNI, CON ALLEGRIA



di Mario Adinolfi
Diciamo chiara una cosa. Da un anno le associazioni Lgbt si presentano per irridere, disturbare, boicottare le nostre iniziative in tutto il Paese. C'è un membro del governo che definì "illegittima" la nostra manifestazione, non si presenta a dibattiti in cui noi siamo presenti negando la legittimità del nostro diritto di parola e avendo legato il suo nome a una proposta di legge, il ddl Scalfarotto, che vorrebbe le persone con le mie idee, cioè contrarie alle unioni civili omosessuali e ai relativi diritti di filiazione, in galera (pena prevista: sei anni di carcere). In questo clima un esponente della lobby Lgbt (ah, per aver usato questa espressione l'europarlamentare del Pd Silvia Costa ha subito la fatwa - ne ha chiesto l'espulsione dal partito - di un'altra esponente della lobby Lgbt, gratificata dell'amicizia del premier e di un relativo posto in un cda di una grande azienda partecipata, una volta la tizia cianciava di "meritocrazia" e si diceva contraria alla logica degli "amici degli amici") che collabora con il premier ha voluto esporre al pubblico ludibrio sul suo portale decine di senatori Pd che non condividono le sue opinioni, indicandoli in una lista di proscrizione.
Io chiedo al governo che il nostro diritto di manifestare sia tutelato. Ovviamente noi non andremo a disturbare in alcun modo le frastagliate manifestazioni del fronte Lgbt del 23 gennaio o il minaccioso presidio che hanno annunciato sotto il Senato il 28 gennaio. Anche se da un anno loro scrivono persino alle parrocchie affinché non ospitino le nostre conferenze, avendo costruito liste di proscrizione di chi può parlare in pubblico e chi no, anche se la varie "Caramelle in piedi" o "Tagliatelle in piedi" hanno cercato di rendere impraticabile ogni iniziativa delle Sentinelle in Piedi (quando non sono state prese a sassate, bottigliate, insulti in decine di piazze italiane), noi riconosciamo il totale diritto del mondo arcobaleno di esprimere pubblicamente le proprie idee e di manifestarle come ritengono. Però ora basta.
Ora basta con la delegittimazione, gli insulti, i tentativi di infiltrazione: si rispetti il nostro libero diritto ad avere un'opinione ed è gravissimo che esponenti del governo scrivano, testualmente, che noi siamo equiparabile a "un’associazione che sostiene la supremazia di una razza sulle altre". Quest'affermazione è di una gravità talmente inaudita che rende necessario un richiamo a chi evidentemente non ha rispetto delle istituzioni e pensa che venga prima l'appartenenza alla lobby Lgbt e poi il dovere di un esponente dell'esecutivo a rendere praticabile il confronto democratico in questo paese.
Il 30 gennaio sarà in piazza l'Italia più bella, la marcia di San Giovanni vedrà sfilare una valanga di persone raggruppate dall'amore per la famiglia, mamme e papà e bambini e nonni e nonne e religiosi e religiose e fidanzati e fidanzate e persone sole che magari in piazza incontreranno l'amore della loro vita, è successo a tanti giovani il 20 giugno, già accadde al Family Day del 2007 o alla Giornata mondiale della gioventù a Tor Vergata nel 2000. In quindici anni quando Roma è stata attraversata dal popolo della famiglia, è stata attraversata da una scossa d'amore nel senso più alto del termine. Rispettate questa onda, come noi rispettiamo la vostra un po' più triste e arrabbiata mobilitazione. Chi è venuto a San Giovanni il 20 giugno non ha trovato mezza parola che potesse essere un insulto verso la "controparte", ha trovato solo persone sorridenti riunite in letizia. Ecco, anche se non la pensate come noi, sorrideteci. Non potrete che restare contagiati dalla nostra allegria.
Il 30 gennaio 2015 la marcia di San Giovanni sia il momento del disarmo delle facce ingrugnate, rinunciate cari amici della lobby Lgbt ai vostri toni autoritari e violenti che vogliono negarci pure il diritto di manifestare. Solo gioia e che vinca democraticamente il popolo italiano.