domenica 17 gennaio 2016

Giovanni Paolo II in occasione del Gay pride del 2000

Da Antonio Righi




Prosegue Repubblica: “Giovanni Paolo II è poi entrato nel merito del giudizio morale che la Chiesa cattolica dà della pratica omosessuale. “Vorrei – ha spiegato – a tale riguardo, limitarmi a leggere quanto dice il catechismo della Chiesa cattolica, il quale, dopo aver rilevato che gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale, così si esprime: ‘un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali, profondamente radicate. Questa inclinazione oggettivamente disordinata costituisce per la maggior parte di loro, una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone – ha concluso Wojtyla – sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione'”.