sabato 4 ottobre 2014

Delrio: "L'Europa sarà forte e unita se sostiene la famiglia"

Graziano-Delrio

Il saluto del Sottosegretario di Stato ai Vescovi Europei incentrato sul rafforzamento della famiglia, sul sostegno alle famiglie numerose e sulla collaborazione tra istituzioni europee e Chiesa


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Eccellente e innovativo il saluto che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio *, ha rivolto ieri all’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa.


Delrio ha portato il saluto del Governo italiano, nel semestre di presidenza europea, all’Assemblea dei Vescovi riuniti per discutere il tema  la famiglia e il futuro dell’Europa”,
Nel corso del saluto, riportato anche sul sito del Governo, Delrio ha sottolineato che  “la vostra riflessione è coerente con la grande importanza che gli europei attribuiscono alla famiglia”.
Ed ha aggiunto: “Siamo convinti che per risolvere i gravissimi problemi del lavoro, che oggi affliggono il nostro Paese, vi sia bisogno in primo luogo che l’Europa sia unita. L’Europa oggi si unisce nella paura dei default finanziari. Noi vorremmo invece che l’Europa fosse spinta ad agire per le sue ambizioni: di rafforzare la sua cultura, la sua identità, la sua civiltà e anche per aprire strade nuove. Tra queste strade nuove, certamente, vi è il tema della famiglia”.


Delrio ha sottolineato che l’importanza del sostegno alla famiglia, “è incluso a pieno diritto nelle politiche di coesione e sviluppo dell’Unione Europea, di cui porto la responsabilità per il Governo italiano”
In questo contesto il Sottosegretario ha ricordato la promozione di servizi all’infanzia e alla non autosufficienza per gli anziani, fino alle politiche di armonizzazione dei tempi di vita e lavoro, per poi rilevare  “un sostegno alle politiche di promozione della scuola e dell’educazione, di cui nessuno può discutere la prerogativa prima e libera alla famiglia, fino alle necessarie e non più rinviabili politiche di giustizia fiscale per il sostentamento alle famiglie numerose”.
Secondo Delrio, “tutte queste politiche pubbliche non possono e non devono avere la pretesa di sostituire, ma piuttosto di accompagnare la famiglia riconoscendone l’altissimo valore sociale e comunitario e non solo a riguardo la generazione dei figli”.
“Crediamo - ha continuato - che queste politiche devono porre i giovani che intendono avere un progetto di vita e le famiglie già costituite nelle condizioni di esercitare pienamente la loro libertà e di raggiungere, o perlomeno di lavorare per conquistare, la felicità privata e la felicità pubblica”.
Il sottosegretario ha parlato di quella “felicità pubblica” molto radicata nelle Costituzioni europee e cioè “la convinzione che l’uomo realizzi se stesso solo nella relazione e nell’assunzione di responsabilità nei confronti dell’altro”.
Nelle intenzioni del Governo italiano bisogna lavorare “per superare la convinzione che la famiglia sia una voce di spesa del bilancio pubblico: deve invece essere considerata come una risorsa strategica nazionale”.
“Troppo spesso – ha spiegato Delrio - la famiglia viene considerata come soggetto a cui spetta l’attività di consumo, in contrapposizione alle imprese cui compete l’attività di produzione. Noi sappiamo invece che la famiglia produce cittadinanza, produce educazione, produce responsabilità, e che tutti questi valori, anche a giudizio degli economisti, producono a loro volta ricchezza”.
Il Sottosegretario ha concluso affermando che il Governo italiano “intende proporre entro l’anno una nuova Conferenza nazionale della famiglia” nella convinzione di “una collaborazione leale e un ascolto reciproco tra le istituzioni e la Chiesa”.
Zenit
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Nato nel 1960 a Reggio Emilia in una famiglia atea e comunista, Graziano “scopre” la fede a 17 anni. A 22 anni sposa Annamaria ed assieme approfondiscono la loro fede vivendo il loro percorso di fede (il Cammino Neocatecumenale) in parrocchia e accogliendo nove figli. Una scelta che il neo ministro ha definito “un atto d’amore”. Appassionato di calcio, ha allenato una squadra giovanile. Laureato in medicina e specializzato in endocrinologia, ha completato il suo percorso formativo in Inghilterra e in Israele, continuando poi come docente e ricercatore presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ autore di diverse pubblicazioni scientifiche e ha tenuto diversi seminari in America e in Europa.
E’ cresciuto politicamente nel Partito Popolare Italiano. Nel 1999 fu consigliere comunale a di Reggio Emilia. Nel 2000 venne eletto al Consiglio Comunale dell’Emilia-Romagna. Nel 2004 diventò sindaco della città di Reggio Emilia con La Margherita (il primo sindaco non comunista)  e riconfermato – dopo essere passato al Partito Democratico – nel 2009. E’ stato vicepresidente (dal 2005 al 2011) e poi presidente (eletto per acclamazione) della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).
Col governo di Enrico Letta è stato Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie Locali (dal 28 aprile 2013) ricevendo poi la delega per lo Sport dopo la rinuncia del ministro Josefa Idem (giugno 2013). Ha proposto un Disegno di Legge (1542/2013) sulla istituzione delle Città Metropolitane guidate dai sindaci che prevede una riforma di semplificazione e modernizzazione degli enti locali,  e un risparmio di centinaia di milioni di euro. Il DDL è stato approvato alla Camera il 21 dicembre 2013 e attualmente è in studio al Senato. In una intervista rilasciata nel maggio del 2013 si è dichiarato contrario al riconoscimento dei “matrimoni omosessuale”: “I diritti individuali vanno tutelati per tutte le coppie. Ma il matrimonio nel nostro ordinamento è un’unione tra sessi diversi”.