lunedì 6 ottobre 2014

Francesco: la presenza del Papa è custodia della fede

Nel breve intervento in apertura dei lavori sinodali Bergoglio ha ricordato che è il Papa la «garanzia per tutti» e il riferimento ultimo dell'ortodossia

ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO


Nel breve e significativo discorso che questa mattina ha fatto davanti ai membri del Sinodo straordinario per la famiglia, invitandoli ad esprimersi liberamente, senza condizionamenti, senza remore, senza pensare di far piacere o dispiacere al Papa, Francesco ha aggiunto alcune significative parole. Una  frase che attinge alla bimillenaria tradizione della Chiesa, ma che detta ora suona particolarmente significativa, anche a proposito del libero confronto tra i padri sinodali e del dibattito pubblico che lo ha preceduto.

«Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di fratelli nel Signore: parlare con parresia e ascoltare con umiltà. E fatelo con tanta tranquillità e pace, perché il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro (cioè con il Pontefice e sotto la sua guida, ndr), e la presenza del Papa è garanzia per tutti e custodia della fede». Così facendo Francesco, invitando tutti alla massima libertà di espressione, non ha fatto altro che richiamare il ruolo di garante dell'unità e di custode della fede che spetta al vescovo di Roma. Parole utili anche a superare la costruzione artificiale di conflitti fra coloro che vengono presentati come i «difensori della dottrina» e coloro che vengono presentati come coloro che la vorrebbero superare o cambiare.

Nel corso della conferenza stampa di questa mattina è stata fatta una domanda a questo proposito al cardinale André Vingt-Trois , arcivescovo di Parigi, il quale ha detto chiaramente di non essere d'accordo con le conclusioni del confratello Walter Kasper, possibilista sulla riammissione ai sacramenti - a certe condizioni - dei divorziati risposati. «Non siamo nelle posizioni di avversari, non siamo in conflitto», ha detto il porporato francese. «Non ho compreso dove sarebbe il conflitto», ha minimizzato Vingt-Trois: il cardinale Kasper «ha espresso una posizione intellettuale e pastorale chiara e netta», un «editore - ha continuato riferendosi al volume contrario alle posizioni di Kasper firmato dai cinque porporati (tra i quali Gerhard Ludwig Müller) -  ha raccolto alcuni articoli, ma questo non vuol dire che i cardinali abbiamo bruscamente preso posizione nel senso di un conflitto».

In ogni caso, la presenza del Papa «è garanzia per tutti e custodia della fede».

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Marx: la maggioranza dei vescovi tedeschi è d'accordo con Kasper

Il cardinale di Monaco di Baviera: «Al Sinodo c'è un'atmosfera molto aperta». Anche Schönborn apre al riconoscimento degli elementi positivi del matrimonio civile

ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO


«La maggioranza dei vescovi tedeschi sono d'accordo con la proposta di Kasper». Lo ha detto ieri sera il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale della Germania a proposito dell'ammissione, a determinate condizioni, dei divorziati risposati all'eucaristia. «Abbiamo discusso e approfondito questo tema - ha spiegato Marx, nominato da Benedetto XVI arcivescovo di Monaco e cardinale - e ho informato per iscritto la segreteria di Sinodo».

Il porporato è intervenuto questa mattina al Sinodo dopo l'introduzione del relatore generale Erdo. «In Germania abbiamo deciso che il dibattito sia pubblico, Pio XII ha parlato dell'opinione pubblica nella Chiesa - ha detto Marx nel corso di una conferenza stampa presso la Radio Vaticana - e noi dobbiamo prendere in considerazione la famiglia così com'è oggi, parlando di tutti i temi e di tutte le sfide con sensibilità pastorale. Per i cristiani la verità non è un sistema di idee ma è una Persona viva con la quale siamo in dialogo».

Marx ha detto che nell'aula non si respira affatto un'atmosfera di scontro e di conflitto, «ci si ascolta con rispetto anche se due cardinali intervenuti non erano d'accordo sull'interpretazione da dare a un passo del Vangelo di Matteo». Dopo aver insistito sul fatto che il Sinodo è pastorale più che dottrinale, il cardinale ha invitato a guardare alla complessità della realtà e anche delle storie delle persone, che non sono sempre tutte positive o tutte negative. Marx ha anche aggiunto che i vescovi tedeschi sono poco propensi a insistere sullo snellimento delle nullità matrimoniali, perché se la rottura del matrimonio avviene dopo molti anni è difficile pronunciarsi e soprattutto è difficile prendere in considerazione la fede dei due sposi come criterio e misurarla: «Non vogliamo che si pensi a una forma di "divorzio cattolico"».

Nel pomeriggio in aula, oltre allo stesso Kasper e allo statunitense curiale Leo Raymond Burke, Prefetto della Segnatura apostolica nonché uno dei firmatari del libro collettivo contrario all'ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti, ha preso la parola anche l'arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn, domenicano, allievo di Ratzinger. Il cardinale austriaco nel suo intervento ha condiviso le osservazioni di Kasper circa l'esistenza di alcuni elementi del matrimonio cristiano anche nel matrimonio civile: ad esempio l'impegno pubblico, i doveri assunti nei confronti del coniuge, la stabilità, etc. E così come il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che, pur se la vera Chiesa di Cristo «sussiste nella Chiesa cattolica», è possibile riconoscere elementi di questa nelle altre Chiese e comunità cristiane, allo stesso modo sarebbe possibile riconoscere questi elementi positivi del matrimonio cristiano nelle nozze civili. E dunque, questa almeno è la conseguenza presa in considerazione da Kasper, arrivare a concedere, dopo un percorso penitenziale e decidendo caso per caso, l'accesso ai sacramenti ai divorziati risposati.

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L'intervento di una coppia al Sinodo: un esempio sull'accoglienza dei figli gay
Vatican Insider
 
(Andrea Tornielli) Gli australiani Ron e Mavis Pirola raccontano come nelle famiglie si viva la tensione tra «l'affermazione della verità mentre si esprimono compassione e misericordia». Il racconto degli amici e del loro figlio omosessuale che vuole portare il compagno in famiglia (...)