sabato 15 ottobre 2016

Kiko Arguello: Annotazioni nn. 41-50

ANNOTAZIONI 1988 - 2014

41. Signore, sei tanto stupendo che mi vergogno di pensare a Te, guardarti; io, che sono tanto peccatore. Mi ami tanto. Sii benedetto, Signore!

42. Come potrò amare al Signore con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima e con tutte le mie forze? (40)
Con tutto il tuo cuore: accettando, senza mormorare contro Dio, le sofferenze, le scomodità proprie della tua situazione (insonnia, stanchezza,malattia, conflitti con i quali cammini, incomprensioni...), e digiunando.
Con tutta la tua anima, o la tua mente: accettando la croce che crocifigge la parte più profonda del tuo io (umiliazioni, distruzione delle tue opere e dei tuoi progetti, fallimenti...) e pregando.
Con tutte le tue forze: mettendo tutto il tuo lavoro al servizio del Signore, e facendo elemosina, accettando la precarietà più totale per essere libero.

43. E come potrò amare il mio prossimo come me stesso? (41) Considerandolo superiore a te (42). Soprattutto i poveri, gli ammalati, le vittime di vizi terribili: la droga, la lussuria, l'alcoolismo... Rimanendo nella verità su di te: che sei un gran peccatore.

44. Ricorda, figlio, che la debolezza non si cura. A Dio è piaciuto depositare un tesoro immenso in un vaso di creta (43). Stiamo attenti a non farlo rompere con il peccato e perdere in tal modo la santità di Dio, il suo prezioso contenuto.

45. Conoscere la tua propria debolezza ti farà essere forte.

46. Chi sa di essere debole, è forte. Chi si crede forte, costui è debole.

47. Chi conosce davvero la sua debolezza possiede discernimento di sè. Se il vaso di creta si scontra con il ferro, si rompe.

48. Se non fossimo deboli, non potremmo evangelizzare: predicheremmo solo noi stessi (44).

49. Accetta la tua storia e comprenderai la bontà e l'amore di Dio.

50. Chi non accetta la sua debolezza è un superbo e un accidioso: non vuole tornare a combattere.

***

(40): Cfr. Dt. 6, 5; Mc. 12, 30
(41): Cfr. Lv. 19, 18; Mc. 12, 31
(42): Cfr. Fil. 2, 3
(43): Cfr. 2Cor. 4, 7
(44): Cfr. 2Cor. 4, 5; 10, 12

Traduzione dall'originale spagnolo di Vito Valente P.bro

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