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giovedì 19 settembre 2019

Ci ha lasciato padre Giacomo Raineri

E' tornato alla Casa del Padre
Padre Giacomo Raineri

PADRE GIACOMO RAINERI
(PRESBITERO ITINERANTE)

Benediciamo il Signore per tutta l'opera di Evangelizzazione compiuta.
I fratelli della 1° Comunità Neocatecumenale di Roseto degli Abruzzi,
i Fratelli delle Comunità ex Jugoslavia, di Castellamonte (Iv.), della Calabria,
i confratelli ed i parenti tutti.
***

padre giacomo raineri

https://www.tgroseto.it/

Purtroppo ci tocca, per dovere di cronaca, pubblicare una triste notizia.
Il parroco, l’insegnante, l’amico padre Giacomo, oggi ci ha lasciato.
Malato da tempo di un male incurabile prima di lasciare la sua casa di Roseto degli Abruzzi, agli amici accorsi richiamati dalla sirena dell’ambulanza del 118 ha semplicemente detto a loro “pregate per me”, prima di essere trasportato in ospedale, dove poco dopo è deceduto.
Personalmente ho avuto la fortuna di percorrere con lui un tratto della mia vita.
Negli anni ’70, dopo averlo avuto come insegnante a scuola, ho condiviso insieme a un gruppo di amici una stanza del Centro Guerrieri, divenuta la prima sede rosetana di CL (Comunione e Liberazione).
Con noi c’era anche Giuseppe, chiamato da tutti Beppe o Peppe, oggi diventato don Giuseppe Bonomo.
Successivamente è stata costituita la sede di Giulianova e di Teramo di CL.
E i tanti raduni fuori regione in vari eremi e conventi a cui abbiamo partecipato.
Per noi giovani un punto di riferimento, leale, pulito e come ci raccontava padre Giacomo “una esperienza di vita”.
Aveva ragione.
Poi i nostri destini si sono divisi ma ci siamo rivisti e sempre rispettati, raccontandoci le nostre diverse esperienze e trascorsi di vita.
Padre Giacomo Raineri ultimamente era diventato un presbitero itinerante, nello stessi tempo, responsabile dell’evangelizzazione in aree del Piemonte e della Calabria e dell’ex-Jugoslavia.
Credo, sinceramente, che lascia un vuoto nel cuore dei suoi tanti amici rosetani, che oggi mi hanno telefonato e commossi mi hanno avvertito della triste notizia
Ciao Padre, riposa in pace.


La camera ardente è stata allestita nella Cripta della chiesa del Sacro Cuore a Roseto degli Abruzzi (Teramo).
La messa di saluto sarà celebrata venerdì 20 Settembre 2019 alle ore 11,00 nella chiesa del Sacro Cuore a Roseto degli Abruzzi, e sarà presieduta dal Vescovo, della Diocesi di Teramo.

venerdì 24 maggio 2019

La potenza del Kerygma





José Luis del Palacio: il vescovo che ha messo al primo posto l’Evangelizzazione senza dimenticare l’impegno sociale. «Sono storie piene di vita: ho visto giovani lasciare la droga e imparare a leggere per avere accesso la Parola di Dio. E’ il potere di Gesù Cristo e il potere della Pasqua che fa possibile “rinascere” le persone grazie all’ascolto della Parola e all’Eucaristia»
Ha le idee chiare mons. José Luis del Palacio, arcivescovo di El Callao in Perù: non è l’elemosina a salvare i poveri ma l’annuncio di Gesù Cristo, morto e risorto per noi. Solamente l’annuncio dell’amore di Dio è capace di trasformare la vita delle persone e di ricostruire il tessuto sociale di una società distrutta dal peccato e dalla miseria umana. Ovviamente l’impegno sociale è importante e non c’è bisogno di farlo presente a questo vescovo che governa una diocesi estremamente povera, i cui abitanti fanno i conti ogni giorno con strettezze economiche, mancanza di lavoro, problemi seri come l’analfabetismo e vizi diffusi come corruzione, prostituzione, alcolismo, spaccio e consumo di droga. L’impegno sociale della diocesi è titanico: lavoro di formazione nel carcere, assistenza costante alle famiglie, costruzione di scuole, saloni, ambulatori, corsi di ogni tipo per la formazione dei giovani, in modo particolare sostegno economico e professionale a circa 300 giovani che oggi studiano per diventare maestri, una necessità impellente per far fronte all’emergenza educativa. Ma a muovere tutto questo è lo zelo per annunciare il Vangelo. Perché a nulla serve riempire la pancia dei poveri quando a questi hanno svuotato l’anima e tolto la speranza.
Ed ecco i frutti di un lavoro di sette anni: tante vite trasformate, tante famiglie ricostruite, un aumento vertiginoso delle vocazioni sacerdotali e monastiche… Una pastorale che ha qualcosa da insegnare in un contesto geografico dove la Chiesa soffre ancora le conseguenze di una pastorale fallimentare, quella della Teologia della Liberazione che – sostenuta da vescovi e teologi – ha proposto una interpretazione marxista del Vangelo e messo al primo posto l’assistenza sociale, il riscatto e la giustizia sociale. Un Vangelo “capovolto” che ha provocato numerosi danni nei fedeli e nelle chiese locali declinando la missione della Chiesa in un orizzonte politico, ma che non ha del tutto spento la fede di milioni di fedeli sudamericani che attendono assetati un “ritorno al Vangelo”, l’annuncio della “buona novella” (Lc 7,22). Su questo non si sofferma J. L. del Palacio che racconta invece la sua esperienza di missione al sito spagnolo Religión en Libertad. Qui la mia traduzione del suo intervento.
***
Mons José Luis del Palacio (69 anni) – ordinato sacerdote da Giovanni Paolo II e nominato vescovo da Benedetto XVI – ha compiuto sette anni come vescovo del Callao, una diocesi molto povera del Perù abitata da più di 1,3 milioni di persone, dove si trova il porto e l’aeroporto di Lima. Questo vescovo spagnolo, nato a Madrid, è impegnato in una pastorale di nuova evangelizzazione e a partire da essa affronta anche le grandi sfide sociali che sorgono in una zona piena di povertà, problemi di droga e violenza.
I frutti sono visibili e tangibili. Tanto più si evangelizza, più avvengono conversioni e più si riesce ad aiutare persone che avevano la vita completamente distrutta. Tutto è concatenato. Molti giovani trafficanti e molti carcerati, dopo la conversione, hanno imparato a leggere col solo scopo di leggere la Parola di Dio.
Più di 40 anni di missione in Perù

Mons. Del Palacio arrivò in Perù nel 1976 come missionario del Cammino Neocatecumenale, una realtà che in quegli anni iniziava a compiere i primi passi. L’evangelizzazione è sempre stata parte della sua vita visto che prima di arrivare in America Latina ha annunciato il Vangelo in diverse zone della Spagna aprendo questa realtà ecclesiale in diverse diocesi della penisola.
ui sa come predicare ai giovani del Callao che si sentono persi, perché così si sentì anche lui da giovane. Di formazione psicologo, per un periodo lavorò come responsabile di una discoteca, fu appassionato lettore di Sartre e Camus e partecipò alla contestazione del 68 a Parigi. Tutto questo gli costò la perdita della fede y lo traghettò verso una profonda infelicità, fino a quando venne a conoscenza di un ciclo di catechesi per adulti che Kiko Argüello e Carmen Hernández fecero nella parrocchia di La Paloma a Madrid. Quelle catechesi trasformarono la sua vita y lo portarono fino in Perù.
Il Kerigma trasforma la vita

Oggi, come vescovo, mons. José Luis del Palacio assicura che «in questi sette anni di episcopato ho visto che Dio mi sta aiutando a rialzare una città che era morta attraverso l’annuncio di Gesù Cristo, del Kerigma. Il perdono dei peccati fa possibile la rigenerazione dei giovani. Nicodemo domanda a Gesù: “un uomo vecchio può forse tornare a nascere?” Io questo lo sto vedendo accadere, perché il primo ad essere rigenerato sono stato io stesso».
Se la missione e l’evangelizzazione sono le parole d’ordine per questo vescovo, è proprio su questi parametri che ha voluto trasformare la sua diocesi che è, al tempo stesso, evangelizzata ed evangelizzatrice. Più di 80 sacerdoti (su 150) di questa diocesi del Callao si trovano in missione in altre regioni del Perù e di tutto il mondo. «Quest’anno ha inviato in missione a cinque sacerdoti, uno di loro in Giappone, un paese de-cristianizzato in cui il suicidio rappresenta una delle più grandi preoccupazioni per la nazione».
«Vedo che stanno sorgendo nuove vocazioni y ho dovuto costruire un seminario più grande» spiega il vescovo madrileno. In questo momento la diocesi ha 150 seminaristi, tra il seminario diocesano e il seminario Redemptoris Mater del Cammino Neocatecumenale e una facoltà di teologia.
Dalla povertà alla misericordia
Riguardo alla situazione della sua diocesi, mons. Del Palacio spiega che «il 33% dei giovani non studia né lavora». Come può cambiare questa situazione? La ricetta è semplice: educazione ed evangelizzazione. Questo vescovo cerca e trova materiale riciclato (secondo una “economia circolare”) e sta così riuscendo a creare scuole, auditorium e saloni «affinché la gente ascolti, possa sperimentare un cambiamento e passare dalla povertà alla misericordia, che è ciò che testimonia il Vangelo». In questo modo la diocesi gestisce diciannove scuole parrocchiali e, negli ultimi anni, il vescovo ha costruito altre ventidue aule.
Ma, per il vescovo del Callao, dietro a tutto questo c’è un fine prioritario: recuperare la famiglia: «Stiamo progettando un centro di formazione integrale familiare e comunitario dove le famiglie distrutte possano ricostituirsi, ad esempio, ascoltando e celebrando la Parola di Dio». Questo centro sarà eretto nel deserto e sarà rivolto verso il mare, dove si trova anche un monastero di clausura di monache benedettine. Mons. Del Palacio assicura che quando eresse il monastero, pochi anni fa, c’erano sette monache di clausura, oggi sono più di quaranta e pregano per la diocesi.
Delinquenti pentiti imparano a leggere per ricevere il Vangelo
«Sono molto grato a Dio nel vedere che ci sta accompagnando con coloro che sono maltrattati, le vittime e i carcerati» afferma il prelato, che vede il carcere come uno dei principali centri di evangelizzazione. A questa pastorale si dedicano trentaquattro persone, tra coppie, sacerdoti e giovani, impegnati nella formazione umana e spirituale dei carcerati. «Ho visto molti giovani abbandonare la droga, la vendita di armi e tutto questo grazie al potere del Vangelo! Molti stanno imparando a leggere per poter avere accesso alla Parola di Dio, che offre loro la salvezza».
La richiesta del vescovo alla gente di buona volontà
Vale la pena aiutare questa gente? Si chiede il vescovo, che fa un appello a collaborare per poter continuare realizzando l’opera che unisce l’impegno sociale e quello di evangelizzazione. «Vediamo che Dio provvede, che ci precede cambiando e trasformando le persone. Dai nostri peccati, Egli tira fuori la salvezza. E’ il potere di Gesù Cristo e della Pasqua.
José Luis del Palacio, che è anche dottore in Teologia e Diritto Canonico e ha curato diverse pubblicazioni circa l’Iniziazione Cristiana, la Liturgia e la Nuova Evangelizzazione, insiste sul fatto che i primi beneficiari degli aiuti saranno gli stessi benefattori «perché Dio da il cento per uno» e ricorda come grazie a Dio il seminario e il monastero crescono mentre molte famiglie in missione annunciano il vangelo per le case e per le piazze della diocesi.
José Luis del Palacio spiega che le donazioni arrivano al vescovato (Obispado). «Con quei soldi – aggiunge – si aiutano gli agenti pastorali, le famiglie i bambini più poveri e anche i professori. Abbiamo bisogno di maestri ed è per questo che cerchiamo che i giovani abbiano accesso a studi superiori per poter diventare maestri. Ad oggi abbiamo 300 matricole per questo scopo. I soldi si impiegheranno anche nelle borse di studio per i più bisognosi e, certamente, per i carcerati».
(Tradotto dall’originale spagnolo su Religión en Libertad, in basso)


***


José Luis del Palacio ha cumplido ya siete años como obispo del Callao, una diócesis muy pobre en Perú con más de 1,3 millones de personas y en el que está el puerto y el aeropuerto de Lima. Este madrileño está volcado en una pastoral de nueva evangelización desde la que también afronta los grandes desafíos sociales de una zona de gran pobreza, droga y violencia.
Los frutos son visibles. Y cuanto más se evangeliza, más vidas cambian y más se ayuda a numerosas personas totalmente destrozadas. Va todo unido. Muchos jóvenes traficantes y presos aprenden a leer tras haberse convertido únicamente para poder recibir la Palabra de Dios.
Más de 40 años como misionero en Perú
Monseñor Del Palacio llegó al Perú en 1976 como misionero del Camino Neocatecumenal, una realidad que daba sus primeros pasos en esos momentos. Y es que la evangelización es una parte esencial de su vida, pues antes de llegar a América estuvo anunciando igualmente el Evangelio por distintos puntos de España abriendo esta realidad eclesial en varias diócesis españolas.


Él sabe cómo predicar a los jóvenes del Callao que andan perdidos porque él mismo lo estuvo de joven. Psicólogo de formación, fue durante un tiempo encargado de discoteca, lector de Sartre y de Camus y revolucionario de mayo del 68 en París. Todo esto le robó la fe y le llevó a una infelicidad profunda, hasta que conoció unas catequesis para adultos que Kiko Argüello y Carmen Hernández dieron en la parroquia de La Paloma de Madrid. Esto transformó su vida y le llevó hasta el Perú. (Puede leer aquí su testimonio completo).
El Kerigma transforma vidas
Ahora como obispo, monseñor José Luis del Palacio asegura que “en estos siete años de episcopado he visto como en una ciudad que estaba muerta Dios me está ayudando a levantarla predicando a Jesucristo, el Kerigma. El perdón de los pecados hace posible regenerar a los jóvenes. ¿Un hombre viejo puede volver a nacer?, pregunta Nicodemo a Jesús. Y yo esto lo estoy viendo, pues el primero que ha sido regenerado he sido yo”.
Si la misión y la evangelización son santo y seña de este obispo, así ha querido convertir a su diócesis. Es a su vez evangelizada y evangelizadora. Más de 80 sacerdotes de esta diócesis del Callao se encuentran en otras partes del Perú y de todo el mundo como misioneros. Este año ha enviado a cinco, uno de ellos a Japón, un país descristianizado y en el que el suicidio es una de las grandes preocupaciones nacionales.


"Veo que están apareciendo nuevas vocaciones y he tenido que hacer un seminario más grande”, explica este obispo madrileño. Y es que en estos momentos la diócesis tiene 150 seminaristas, entre el seminario diocesano y el Redemptoris Mater del Camino Neocatecumenal.
De la pobreza a la misericordia
Con respecto a la situación de su diócesis, monseñor del Palacio explica que “el 33% de los jóvenes ni estudia ni trabaja”. ¿Cómo cambiar esto? La receta es sencilla: educación y evangelización. Este obispo busca y encuentra materiales reciclados y así está consiguiendo crear colegios, auditorios y salones. ¿Para qué?, pregunta: “Para que la gente escuche, pueda experimentar un cambio y pasar de su pobreza a la misericordia, que es lo que testimonia el Evangelio”. Y así la diócesis dirige 19 colegios parroquiales y en los últimos años el obispo ha construido 22 aulas más.
Pero detrás de todo esto hay otro objetivo prioritario para el obispo del Callao: recuperar la familia. “Estamos haciendo -señala- un centro de formación integral familiar y comunitario donde las familias destruidas puedan recuperarse, por ejemplo, escuchando y celebrando la Palabra”.

Este centro está en el desierto y mirando al mar, donde se encuentra también un monasterio de clausura. Monseñor del Palacio asegura que cuando se abrió hace pocos años había siete monjas de clausura y ahora son más de 40 las que rezan por la diócesis.
Delincuentes arrepentidos aprenden a leer para recibir la Palabra
“Estoy contento de ver cómo Dios nos está acompañando con los maltratados, las víctimas de los desastres o los presos”, afirma el prelado, que tiene en la cárcel uno de los principales focos de evangelización. Dedicada a este pastoral hay una pastoral de 34 personas, entre matrimonios, sacerdotes y jóvenes.
“¡Cuántos jóvenes he visto que han abandonado la droga, la venta de armas y todo ello gracias al poder del Evangelio! Están aprendiendo a leer para poder leer la Palabra de Dios, que da salvación”, explica este obispo misionero.

La petición del obispo a la gente de buena voluntad
¿Vale la pena ayudar a esta gente?, pregunta este obispo, que hace un llamamiento a colaborar para poder seguir realizando esta obra que une lo social y lo evangelizador. “Vemos que Dios provee, que va delante de nosotros cambiando y transformando personas. De nuestros pecados, Él saca salvación. Es el poder de Jesucristo y de la Pascua.
José Luis del Palacio, que además es doctor en Teología y en Derecho Canónico, insiste en que los primeros beneficiados de la ayuda serán los propios benefactores “porque Dios da el ciento por uno”. Y recuerda como gracias a Dios crecen el seminario y la vida religiosa en la diócesis mientras numerosas familias misioneras anuncian el Evangelio por las casas y las plazas.
El obispo explica que los donativos (los números de cuenta aparecen al final del reportaje) llegan al obispado. Con ese dinero –añade- “se ayudan a los agentes pastorales, a las familias, a los niños más pobres y también a los profesores. Ahora procuramos que hagan carreras superiores como la de maestro, y tengo matriculados unos 300 jóvenes. El dinero se emplea en becas, en los más necesitados y como no, en la cárcel”.
Cómo ayudar
Para ayudar a la obra de monseñor José Luis del Palacio en el Callao puede hacerlo a través de la Fundación Desarrollo Integral de los Pueblos, que preside el propio obispo.
También puede hacer una transferencia a estas cuentas:
Desde España
Fundación Desarrollo Integral de los Pueblos
ES93 0081 0119 7200 0165 1471
Desde Perú
Obispado del Callao
Receptora 2/192-10061698-1-30



venerdì 10 maggio 2019

INCONTRO CON KIKO ARGUELLO A KIEV, UCRAINA, 11 MAGGIO 2019




Un anno dopo l’incontro del Cammino Neocatecumenale con Papa Francesco, in occasione del 50° anniversario dell’inizio del Cammino a Roma, la capitale dell’Ucraina, Kiev, ospita oggi 11 maggio un nuovo incontro a cui parteciperanno i Paesi dell’ex Unione Sovietica e la Polonia.
Si tratta di un incontro vocazionale che si svolge nel “Palaz Ucraina” condotto dal team responsabile a livello internazionale del Cammino, Kiko Argüello, María Ascensión Romero e padre Mario Pezzi.
Nell’incontro, dopo la presentazione dell’assemblea, Argüello annuncerà il kerygma, la Buona Notizia della morte e risurrezione di Cristo. Successivamente chiederà vocazioni al sacerdozio e alla vita contemplativa e inviterà le famiglie, che sentono la chiamata di Dio ad andare in missione in qualsiasi parte del mondo, a mostrare la loro disponibilità.
Di fronte agli orrori del comunismo ai tempi dell’Unione Sovietica - si legge in una nota del Cammino Neocatecumenale - questo incontro sarà un motivo per rendere grazie a Dio in questa città “culla della cultura cristiana di tutto l’Oriente europeo”, come disse Giovanni Paolo II nel 2001, per il sangue che hanno versato tanti martiri offrendo la propria vita per gli uomini e il Vangelo.
L’appuntamento sarà presieduto da monsignor Vitaliy Kryvytskyi, vescovo di Kiev-Zhytomyr, accompagnato da altri sette vescovi ucraini. Di questi, due appartengono alle Chiese greco-cattoliche. Parteciperanno anche il primo segretario della Nunziatura apostolica del Paese, oltre a 130 sacerdoti, tra cui alcuni della Chiesa greco-cattolica. Saranno presenti anche rappresentanti di altre chiese ortodossi e protestanti.
Prevista anche la partecipazione di alcune autorità civili come ministri ucraini e l’ambasciatrice di Spagna. Saranno presenti anche i seminari Redemptoris Mater di Kiev, Vinnytsia, Uzhgorod, Varsavia, Talin e Riga, così come due seminari diocesani ucraini. In totale si attendono oltre 4.200 persone provenienti da Moldavia, Georgia, Kazakistan, Estonia, Russia, Lettonia, Bielorussia, Lituania, Polonia e, ovviamente, Ucraina.
Il Cammino Neocatecumenale in Ucraina è iniziato proprio per mano di padre Mario Pezzi che, nel 1984, fu il primo missionario a portare nel Paese questo itinerario di iniziazione cristiana insieme a padre Janez Bokavsek. Grazie a questo annuncio evangelico durante il comunismo, il Cammino è ora una realtà che conta circa 3mila fratelli riuniti in 80 comunità presenti in ciascuna delle diocesi cattoliche e in alcune greco-cattoliche dell'Ucraina.
Nel Paese ci sono otto missio ad gentes, oltre a diverse famiglie in missione, itineranti e tre seminari missionari internazionali Redemptoris Mater, dai quali sono già stati ordinati 12 sacerdoti.
La Stampa dell' 11 maggio 2019





venerdì 3 maggio 2019

Ancora nelle piazze del mondo

La missione del Cammino neocatecumenale in una piazza di Roma

Circa 10.000 piazze di 135 Paesi del mondo saranno di nuovo teatro della "Grande Missione" che il Cammino Neocatecumenale realizzerà per il settimo anno consecutivo a partire da domenica 5 maggio. E’ una risposta all'invito di Papa Francesco per una "Chiesa in uscita" che vada "alle periferie", chiave di tutto il suo pontificato

www.vaticannews.va

Qualche giorno fa, dopo la Domenica di Pasqua, Papa Francesco ha ricordato che come cristiani siamo chiamati ad incontrarci con Gesù Cristo risorto "e a convertirci in suoi annunciatori e testimoni". Per questo, accogliendo ancora una volta le parole del Santo Padre, le comunità neocatecumenali offriranno alcune catechesi per aiutare le persone ad avere un incontro con Gesù Cristo attraverso l'ascolto della Buona Notizia: il Kerigma. La "Grande Missione" consiste in 5 incontri in cui si darà la risposta a domande come "Chi è Dio per te?", "Hai sperimentato nella tua vita che Dio esiste?", "Perchè vivi?", " Che cos'è la Chiesa? ", " Vuoi essere aiutato e vivere in una comunità cristiana? ".

Un ciclo di 5 domeniche per riscoprire la fede

Oltre alla catechesi, come sempre, verranno cantati i salmi della liturgia del giorno e si farà la tipica danza che caratterizza le comunità del Cammino. Il primo giorno, attraverso la testimonianza di qualcuno, si risponderà a "Chi è Dio?", "Perché credi in Dio?", o “In che modo hai sperimentato nella tua vita che Dio esiste? ". La seconda domenica, l'incontro ruoterà intorno alla domanda "Chi sei tu e per che cosa vivi?". Durante il terzo incontro sarà annunciato il Kerigma, la risposta di Dio alla situazione esistenziale del peccato e della morte, e centro dell'evangelizzazione e di questa "Grande Missione" nelle piazze. Nella penultima domenica sarà protagonista la chiamata alla conversione con la possibilità del Sacramento della Riconciliazione, con le confessioni individuali. Il quinto incontro riguarderà più concretamente la Chiesa e la comunità cristiana.


La risposta di una “Chiesa in uscita” che va alle periferie

La "Grande Missione" nelle piazze è nata in risposta all'invito di Papa Francesco per una
"Chiesa in uscita" che vada "alle periferie", chiave di tutto il suo pontificato. Frutto di questa evangelizzazione nelle strade sono state le molte conversioni e cambiamenti di vita che si sono visti nelle persone. Nella sua recente Esortazione Apostolica post-sinodale sui giovani "Cristo vive", il Pontefice confessa che "Non c’è nulla di più solido, di più profondo, di più sicuro, di più consistente e di più saggio di tale annuncio. Tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma che va facendosi carne sempre più e sempre meglio ". D'altra parte, il Papa scrive che il Signore "ci invita ad andare senza paura con l’annuncio missionario, dovunque ci troviamo e con chiunque siamo, nel quartiere, nello studio, nello sport, quando usciamo con gli amici, facendo volontariato o al lavoro, è sempre bene e opportuno condividere la gioia del Vangelo".

lunedì 4 marzo 2019

Graziella e Misael in missione con 9 figli


Silvia Lucchetti (Aleteia) 

In occasione della festa organizzata a Roma il 5 maggio per celebrare insieme al Santo Padre i 50 anni di vita del Cammino Neocatecumenale, ho avuto l’occasione di conoscere una famiglia in missione a Riga: mamma Graziella, papà Misael e i loro 9 figli.
Lo scorso anno sono stati inviati in Lettonia ad evangelizzare, hanno lasciato tutto: casa, lavoro, parenti, amici, sicurezze, per amore di Cristo, per gratitudine nei confronti della Chiesa.

La “missio ad gentes”, strumento prezioso che il Cammino mette a disposizione dei vescovi, consiste nell’invio di famiglie disposte a partire per andare ad annunciare il Vangelo nelle zone più scristianizzated’Europa e del mondo. Attualmente 1668 famiglie, con circa 6.000 figli, operano in 108 paesi; di esse 216 “missio ad gentes” (in Europa, 134, in Asia 46, in America 18, Africa 9, in Oceania 8 e 1 in Medio Oriente) (Vatican News).

Incontrarli nel parcheggio della chiesa con il loro pulmino, gli sportelloni aperti e i bambini più piccoli aggrappati a giocare, mi ha spinto a chiedere alla coppia di sposi di raccontarci la loro storia.


Graziella, come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti in California, studiavamo inglese insieme all’università. Io ho cominciato lì a frequentare il Cammino e più tardi ho invitato Misael ad ascoltare le catechesi. Allora eravamo soltanto amici, sei mesi dopo ci siamo messi insieme. La prima grande vittoria di Gesù Cristo è stata che abbiamo avuto una relazione casta. Prima di entrare in Cammino ero atea, odiavo la Chiesa Cattolica, ero cresciuta a Città del Messico con l’ideologia comunista perché la maggior parte dei miei professori lo era. Non volevo sposarmi, reputavo il matrimonio una cosa ridicola e mai avrei pensato di avere dei figli. Tutto cambiò quando ho incontrato il Cammino. Ricordo che all’inizio della nostra storia ho detto a Misael: “Voglio un ragazzo che segua Gesù Cristo, altrimenti non funzionerà”. Dopo due anni ci siamo sposati: la seconda vittoria di Gesù Cristo.

Misael tu invece eri già credente quando vi siete incontrati?

Prima di entrare nel Cammino ero omosessuale, quando ho cominciato ad ascoltare le catechesi vivevo ancora con un uomo, ma grazie all’annuncio della Parola ho cambiato vita, ho chiuso questa relazione. Ho ascoltato queste parole che mi hanno toccato dentro: Qualsiasi cosa tu fai Dio ti ama”. Dio mi ha dato la vita perché io prima ero morto. Dio mi ha dato dignità. Non avevo mai aperto la Bibbia, non avevo mai capito niente e invece inspiegabilmente ho cominciato a leggerla, leggerla e capire, e tutto è cambiato. Ho assaggiato la Bibbia e ho capito quanto era buona. Io sono di El Salvador, avevo ricevuto i sacramenti ma ero fuori della Chiesa. Ho vissuto la guerra civile nella mia nazione, tutta la mia infanzia l’ho perduta perché c’era la guerra, non ho vissuto una vita bella. Sono stato cresimato da mons. Romero che mi ha avvicinato alla fede e che adesso diventerà santo.

Graziella, avete scelto subito di aprirvi alla vita?

Quando sono entrata in cammino ho capito che sarebbe stato bello essere aperti alla vita: noi donne siamo state create per questo. Per me è difficile occuparmi dei miei figli perché soffro di fibromialgia, ed il fatto che nonostante tutto ci riesca è un miracolo. Nel 2014 sono stata un anno a letto. Il miracolo è che Dio mi ha curato e adesso sto un po’ meglio. Ho cominciato a stare male nel 2009, e all’epoca il dottore mi disse che il mio problema era che facevo troppi figli. Soffrivo perché mi ero quindi convinta che la malattia dipendesse dai miei figli e mi sentivo molto in colpa per questo. Nel 2011 ci siamo offerti come famiglia per partire in missione, e lo scorso anno siamo stati mandati a Riga in Lettonia. Lì ho trovato un dottore che mi ha spiegato che la mia malattia non dipendeva dalle gravidanze, perché la donna è progettata per avere figli: ho trovato così la pace nel mio cuore. Il mio ultimo figlio è nato a Riga e questa è un’altra vittoria di Gesù Cristo: tutti mi pensavano folle perché stavo male e continuavamo con mio marito ad essere aperti alla vita. Nelle difficoltà e nella sofferenza pregavo il rosario e offrivo la mia malattia per la fede: Dio mi ha scelta per condividere la sua passione nel mio dolore. Penso valga la pena soffrire per amore della Chiesa, per i sacerdoti. Da quando siamo in missione mio marito mi aiuta di più perché ha finalmente capito la natura e le problematiche della mia malattia che inizialmente può sembrare a chi ti sta vicino solo un problema psicologico. Io adesso sono in pace, so che il dolore va e viene, ma il tempo della mia sofferenza non è sprecato: lo offro a Gesù.

Ora che siete in missione come riuscite ad andare avanti con 9 figli?

Abbiamo nove figli, Misael, Anna Maria, Rachel, Sebastian, Felipe de Jesus, Michelangelo, Barbara, Bernadette, Josè Alberto (4 mesi), ma non ci manca niente, Dio ci da la forza. Quando sto male e sono costretta a letto i miei figli sanno cosa fare, sono indipendenti. Sono molto felice di vivere a Riga nonostante il freddo. Ogni giorno è un miracolo. La nostra comunità ci aiuta molto e anche la Caritas e la gente del posto: ci portano il cibo, ci danno i vestiti… Il regime socialista li ha fatti molto soffrire, hanno pochi figli, ma quando ci incontrano e vedono la truppa dei nostri bambini sorridono e sono felici.
Quando non abbiamo da mangiare apro il Vangelo e quello è il nostro vero pane della giornata, con la certezza che dopo arriverà sicuramente qualcosa da mangiare. Ed è ogni volta così, perché il Signore provvede sempre. Siamo felici di essere venuti tutti insieme a Roma, mio marito ha guidato per 3 giorni e abbiamo dormito in macchina, ma siamo molto grati e contenti.

C’è qualcosa che vuoi a dire a chi leggerà la vostra testimonianza?

Non abbiate paura di seguire Gesù Cristo, Lui provvederà per voi. Vi darà la forza, la fede, la dignità di essere umani.

sabato 26 gennaio 2019

PANAMA' 2019: INCONTRO DEI GIOVANI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE. LINK AL VIDEO.



COMUNICADO:
Hermanos:
Kiko se encontrará con los jóvenes que participan en la JMJ con el Papa Francisco en Panamá el próximo lunes 28 de enero a las 15:00 horas.

Será posible seguir este Encuentro directamente en el canal Oficial del Camino Neocatecumenal - Panamá 2019 en este enlace:


P.D. para los hermanos de otras naciones, verificar su huso horario.

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COMUNICATO
Kiko si troverà con i giovani che partecipano alla gmg con papa Francesco a Panama il prossimo lunedì 28 gennaio alle ore 15:00 locali (verificare il fuso orario con le altre nazioni)
Sarà possibile seguire questo incontro direttamente sul canale ufficiale del cammino neocatecumenale - Panama 2019 a questo link:
https://www.youtube.com/channel/UCSG4IWHCr3uqaPshiO14nwg

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RELEASE: Brothers: Kiko will meet the young people who participate in WYD with Pope Francis in Panama next Monday, January 28 at 3:00 p.m. It will be possible to follow this Meeting directly in the Official Channel of the Neocatechumenal Way - Panama 2019 in this link:

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COMMUNIQUÉ:
Frères:

Kiko rencontrera les jeunes qui participeront aux JMJ avec le pape François à Panama le lundi 28 janvier à 15 heures.


Il sera possible de suivre cette réunion directement dans le canal officiel du Chemin néocatéchuménal - Panama 2019 dans ce lien:


https://www.youtube.com/channel/UCSG4IWHCr3uqaPshiO14nwg
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COMUNICADO:
Irmãos:
Kiko se encontrará com os jovens que participam da JMJ com o Papa Francisco no Panamá na próxima segunda-feira, 28 de janeiro, às 15:00 

Será possível acompanhar esta Reunião diretamente no 
Canal Oficial do Caminho Neocatecumenal - Panamá 2019 neste link:
NEWS:
الإخوة:
ستلتقي كيكو بالشباب الذين يشاركون في WYD مع البابا فرانسيس في بنما الاثنين المقبل 28 يناير الساعة 3:00 بعد الظهر.

سيكون من الممكن متابعة هذا الاجتماع مباشرة في القناة الرسمية لطريق Neocatechumenal - بنما 2019 في هذا الرابط: