martedì 3 marzo 2026

ANNUNCIO DI QUARESIMA 2026 - 3

 





Accogli Signore queste preghiere con il tuo amore e donaci il Tuo Spirito,

perché possiamo fare la Tua volontà. Te lo chiediamo con le parole che Lui ci ha

insegnato.

− Padre Nostro


(applausi)


P. Mario:

Ho ricevuto tanti doni nella mia vita, nel tempo ho capito perché: per poter

stare con Kiko e Carmen, che è una grande grazia da una parte della medaglia, ma

anche una croce dall’altra parte della medaglia.

Sono grato e riconoscente al Signore. Dato che l’amore è diffusivo, partecipa

dei doni che ha fatto, un grande dono che ha fatto alla mia vita è stato conoscere

questo ragazzo, Angiolino. Che vi presento come vi avevo promesso e che poi

regalerò ad una delle sante madri del Cammino.

Allora, il Signore mi ha fatto questa grazia attraverso un esaurimento che ho

avuto negli anni, nel ‘60. Per cui ho dovuto sospendere gli studi di liceo, dopo il primo

liceo e i miei superiori mi hanno ordinato un anno di riposo totale. Ho passato alcuni

mesi in una bella Villa dei Comboniani, a Pesaro, una famosa villa con un parco

meraviglioso per poter passeggiare e riposare, anche se ho fatto un mucchio di cose,

in un clima di riposo. Poi per 7-8 mesi sono stato a casa, suonavo l'organo a volte alla

messa dei defunti e poi riposavo. Il mio medico, siccome avevo sempre una

febbricola, mi ha fatto passare un mese all'ospedale Civile di Brescia, nel 1960/61 e

lì ho conosciuto questo ragazzo, come un dono di Dio.

Questo libro l'ha scritto un gesuita, Domenico Mondrone, perché come scrive

nelle prime pagine della presentazione alla settima edizione, in poco tempo già siamo

alla settima edizione. Padre Mondrone, autore del libro, un giorno ha incontrato

Monsignor Carinci che gli dice: “Ah, desideravo tanto vederla! ...Siedi, siedi, devo

parlarti” “Di che cosa, eccellenza?” “Di Angiolino” “Chi è?” Dire che egli restò

sbalordito è poco. “Come tu non conosci Angiolino?” “Mai visto eccellenza, mai

sentito parlare!” “Qui ne parlano anche le pietre”. E lui: “mi tolga queste pietre dai

piedi. Si accomodò sul suo seggiolino ed il vescovo cominciò a parlare ed in pochi

minuti mi ragguagliò su tutti...” “Eccellenza, va bene, ma quello che mi ha detto non

basta per scrivere una vita!” “Ma testimoni su Angiolino, tu ne avrai quanti ne vorrai”.

Allora fine gli dice: “Guarda quello lì in paradiso noi lo vedremo. E per vederlo

dovremmo guardare in sù, molto in alto, con il cannocchiale”.

Allora, tutto questo l’ho detto per stuzzicare il vostro appetito. Io lo regalo

soprattutto ai fratelli che hanno una croce pesante da portare. Perché è un sollievo

dello spirito ed anima a confidare nella croce in vista del Cielo.

È molto scherzoso, lui scherzava molto, giocava, ecc. L'ho conosciuto subito

dopo che gli hanno tagliato la gamba, all'ospedale. Mi hanno portato da lui e mi ha

detto: “Io ho sempre pregato per te”. “Perché nemmeno mi conosci?” “Io prego


sempre per i seminaristi e per i presbiteri, perché siano santi”. Da allora, ho

cominciato a frequentarlo a casa sua, abitava a 5 km dal mio paese e andavo a trovarlo

in bicicletta. E dal 1961 fino a quando è morto nel ’63, sono andato a visitarlo,

conosco i suoi genitori, ecc. – qui c’è qualche foto non mia. Poi Mondrone, il gesuita,

ha chiesto la mia testimonianza e io gliel'ho mandata subito nel ’63, gli ho mandato

la testimonianza e quando qui parla di un comboniano, missionario - ero appena al

liceo ma avevo già la veste, la tonaca - allora missionario ero comboniano.

Questo lo regalo ad una delle madri storiche del Cammino che è qui vicino a

me.

L’amore è diffusivo di per sé. Un amore che solo per sé stesso non viene da

Dio. ma quello che viene da Dio è diffusivo.

Il Libro:

Angiolino Bonetta - Un capolavoro della grazia divina

Prefazione e testi inediti di Padre Mario Pezzi (il missionario comboniano

citato)

Si può trovare a Roma presso la libreria delle Paoline nella via della

Conciliazione e, forse, in altre librerie religiose.

O acquistare direttamente in Internet da:

Amazon.it, scrivendo il nome: Angiolino, un capolavoro della grazia divina,

di Domenico Mondrone, per me è il migliore.

Troverete anche un altro libro scritto da Mario Trebeschi

E un terzo scritto dall’ anno scorso, più breve soprattutto per ragazzi

diversamente abili, Angiolino Bonetta il piccolo clown di Dio. Ediz. illustrata, 17

ottobre 2025 di Gianluca Mangeri (Autore), scritto dall’Assistente spirituale della

Poliambulanza di Brescia, che ho incontrato (si dice per caso, ma tradotto in cristiano:

provvidenzialmente), in una visita di un controllo medico, l’anno scorso, agosto 2025.


Ascensión:

Alcuni avvisi.

Per i giovani, che sono tanti nel Cammino, ci sono tantissimi giovani. Ieri

leggevo in un giornale che diceva perché tanti si stupiscono dei giovani che stanno

nella Chiesa. Perché, diciamo nel mondo, le associazioni del mondo civile come i

sindacati, i partiti politici, non riescono ad attirare i giovani. E si stupiscono di questi

incontri, dove sono tantissimi i giovani, come quello che ha fatto il Papa, come quello

che facciamo noi o altri gruppi nella Chiesa.

Bene, sapete voi giovani, voi catechisti, che nel prossimo anno: 2027 ci sarà

la GMG in Corea. Allora, come questo già impaurisce, e qualcuno già dice “questo

è impossibile”, noi vogliamo dare uno slancio a tutti i catechisti, per poter passare

questo slancio ai nostri giovani. Perché sarà qualcosa di meraviglioso per loro, è un

mondo sconosciuto, la Corea, Asia, e sarà bellissimo, non solo il modo di vivere,


anche se siamo nell’era globale, però l'Asia è diversa, è abbastanza sconosciuta per

gli altri continenti è un mondo molto interessante, che attirerà tanti e l'interesse dei

giovani.

Il pericolo è dire che questo è impossibile, non tentare di andare. Per questo

vogliamo dire agli itineranti, che no... Giuliana, itinerante in Corea, ha parlato nella

convivenza Mondiale e ci ha incoraggiato, perché ha detto che lì il mangiare è molto

economico, si spende pochissimo nel mangiare: perché là ci sono posti per mangiare

nelle strade e anche stanno cercando di ottenere posti quasi gratis per poter dormire,

allora per le spese, per il tempo che staremo là, sarà poco. La spesa più forte sarà il

viaggio, però il viaggio non è andare alla fine del mondo, il viaggio se si prepara con

tempo, si può ottenere a prezzi non troppo cari. I fratelli della Corea che stanno

preparando ci chiedevano un numero approssimativo di quanti ragazzi possono

andare, perché i coreani sono molto organizzati, e hanno bisogno di un numero

approssimativo. Sappiamo che questo è impossibile adesso, è impossibile, però se

cominciamo a fare incontri con i giovani incoraggiandoli, possiamo dare qualche

numero approssimativo e questo servirà agli organizzatori, che vogliono aiutare i

giovani. Sarà meraviglioso per i ragazzi andare nell'estate del ‘27 in Corea!

Sì, non dubito che andremo a Corea, quello che vogliamo è che vadano molti!

perché quando ci sono pellegrinaggi così lontani il numero è minore, allora vogliamo

incoraggiarvi! No, andiamo, andiamo perché se si organizza con un po' di tempo si

può, non è impossibile, non è così caro come si può pensare.

Per poter andare in Corea l’anno prossimo, quest'estate si deve fare un

pellegrinaggio più semplice, dobbiamo essere con i giovani, dobbiamo portarli

qualche giorno a un pellegrinaggio per aiutarli nell'estate. Però i catechisti devono

lavorare, pensare in un modo che sia più economico per i ragazzi, in modo che

mettiamo tutta la forza nel prossimo anno. Però anche quest'estate non lo

dimentichiamo, in Italia c'è l'anno santo di San Francesco, ci sono tanti posti

francescani dove si può acquistare l’indulgenza; in Spagna c'è l'anno santo di San

Giovanni della Croce, lo dico per quelli che vanno a Fuentes, in una chiesa di Segovia

c'è la reliquia di San Giovanni della Croce.

Parlando dei giovani, diciamo anche che qualche catechista si è lamentato che

qualche responsabile, per rispetto, permette che nelle celebrazioni i giovani stiano

con il telefonino. Noi incoraggiamo questi responsabili, dicendo che questo non è

mancare di rispetto, non è andare contro la libertà, questo è aiutare i ragazzi. La

liturgia è un momento privilegiato per questo ragazzo che Dio ha eletto che si possa

incontrare con il Signore. Allora, se noi non lo aiutiamo, questo ragazzo non avrà

incontro, continuerà con il telefonino. E allora incoraggiamo i responsabili nelle

liturgie a non permettere il telefono.

Prossimamente faremo un concerto a Toledo in Spagna il 22 febbraio: la

prima domenica di quaresima, nella cattedrale di Toledo, in occasione dell’anno

giubilare, per gli 800 anni della costruzione di questa cattedrale. È una delle cattedrali

gotiche più importanti. Vi daremo il link per poterlo vedere.

Un’altra cosa: vi chiediamo aiuto per la convivenza dei Vescovi, perché

dobbiamo aiutare a pagare la convivenza dei Vescovi. Per questo vi chiediamo di fare


una colletta nella quaresima. Le parrocchie che stanno costruendo un catecumenium

naturalmente devono sostenere questa opera della parrocchia.

− Benedizione

Kiko

− Canto: “Sola a solo”

Coraggio! Siamo contenti, ci vogliamo bene. La cosa più importante è volerci

bene! Volerci bene! Animo! Buona Quaresima!


ANNUNCIO DI QUARESIMA - 2

 



Ascensión:

Cominciamo la catechesi della quaresima. Voi siete tutti catecumeni di

Carmen e vi ricordate sicuramente che spesso parlava della geografia,

dell’importanza della geografia nella storia della salvezza. La quaresima ci mette nel

deserto e anche nelle montagne: la montagna delle tentazioni, ma anche la montagna

della trasfigurazione, che è quello che vuole fare Dio con noi in questa Quaresima:

convertirci, cioè trasfigurare la nostra vita, perché possa essere una luce di vita per

quelli che ci circondano.



Oggi abbiamo scelto una parola del Deuteronomio che ci mostra la vita d’

Israele nel deserto. Questo libro non è come l’Esodo che ci racconta i fatti mentre

succedono, qui si raccontano i fatti successi, ricorda la storia di Israele nel deserto. Il

deserto è il tempo delle prove ma anche il tempo in cui il popolo d’Israele vede

l’amore di Dio. Israele ricorda questo tempo come un tempo ideale, dell’amore, delle

nozze. Tanti di noi abbiamo finito il Cammino, o nelle tappe in cui siete, la quaresima

– come ricordava Mario – è un memoriale di tante tappe che abbiamo vissuto, di

momenti cruciali della nostra vita come il secondo scrutinio, la traditio, la preghiera.

Tante tappe che sono state un momento forte di conversione nella nostra vita. Non

solo il deserto è un tempo di prova, ma anche un tempo per rivedere la nostra storia,

di ricordare, di vedere l’amore di Dio per noi, come si è manifestato, come ci ha

educato alla fede attraverso il Cammino e essere grati a Dio per come si ha insegnato

a essere cristiani attraverso questa Iniziazione Cristiana che è il Neocatecumenato.

Sappiamo che le tentazioni sono molto importanti nella Quaresima e abbiamo

il pericolo di non ascoltare questa parola. Ma questa parola che ci parla delle prove

che ha vissuto Israele nel deserto è molto attuale - non solo per la quaresima - perché

è ciò che viviamo ogni giorno. Ogni giorno abbiamo questo problema. Il problema di

chi scegliere, tutti i giorni alla nostra vita si presentano le umiliazioni, la storia ci

presenta, tutti i giorni, qualche umiliazione grande o piccola, come reagire, come

seguire Cristo. Tutti i giorni riceviamo offese e tutti i giorni dobbiamo perdonare e

ricevere il perdono. Tutti i giorni di fronte a noi troviamo la croce. Per questo non

possiamo dire: già conosco le tentazioni della quaresima, non si tratta di sapere, ma

di vivere uniti a Cristo per poter vivere ogni giorno e poter entrate nell’umiliazione

uniti a Cristo. Per questo la Chiesa, sapendo quanto è importante vivere questo, ci da

questa parola del Deuteronomio.


− Lettura: Dt 8, 1 – 6. 11-16

− Catechesi

Kiko

Allora cominceremo la Quaresima ricordando i 40 giorni che Cristo ha passato

nel deserto, lottando contro il demonio: in questo modo ha insegnato ai cristiani, a

noi, come dobbiamo vincere, come dobbiamo prepararci al Triduo Pasquale e alla

Pasqua, che è il centro della vita cristiana.

Il mercoledì delle Ceneri è un giorno di penitenza. ci prepariamo con la

celebrazione delle ceneri per entrare in questo tempo. Il Signore viene a domandarci

cosa stiamo facendo con la nostra vita, per questo le ceneri sulla testa, perché polvere

siamo e polvere ritorneremo. Rientra in te stesso e pensa alla tua vita.

Come ci si può convertire? La conversione non è cosa di un istante, è un

cammino, è un combattimento. Come ti aiuta la Chiesa a convertirti? La Chiesa dà

risalto alle armi per lottare contro il nemico: il digiuno, la preghiera e la elemosina;

armi che un cristiano deve usare in ogni tempo. Nella liturgia la Chiesa mette davanti

a noi la storia della salvezza come il cammino della conversione. Che significa

convertirsi? Convertirsi è credere alla Buona Novella. La Buona Notizia è che Dio ti




ama, Dio ci ama con un amore totale. Dio è infinito, eterno, incommensurabile: così

ti ama.

Quando Dio chiama il suo popolo Israele e lo conduce dall’Egitto al deserto e

gli mostra il suo volto, e gli dice: “Shemà, Israel! Ascolta, Israele: amerai il tuo Dio

con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze e il prossimo tuo

come te stesso”. Non dà una legge, fa una Rivelazione. La Torah per Israele non è

una legge: sono i 10 Comandamenti, tre si riferiscono a Dio - amare Dio con tutto il

cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze - e gli altri al prossimo -: chi ama il

prossimo non lo froda, non adultera; non ruba, non mente, non desidera la sua moglie.

E questa rivelazione è vera anche se tu non credi, è vera per tutti!


Se qualcuno ha abbandonato Cristo ed è distrutto, noi gli annunciamo una

buona notizia: Cristo è il Signore, Lui ti salverà! Gesù Cristo è stato costituito da Dio

Kyrios, tuo salvatore e basta che tu torni a Lui: per il Signore tutto è possibile. Gesù

Cristo ha il potere di trasformare il male della tua storia in bene. Gli uomini sono

liberi e quello che Dio non può fare – perché non lo vuole fare – è togliere la libertà

alle persone: non c’è amore senza libertà. Ma anche il male che mi viene inflitto dagli

altri, nella loro libertà, Dio lo trasforma in bene perché tutto concorre al bene di quelli

che amano Dio, dice S. Paolo, tutto, in modo che il male più grande che si è fatto

sulla terra, uccidere Cristo, da quel male Dio ha tratto la nostra salvezza.

Voi credete fratelli che si possa essere cristiani senza che vediate che Dio vi

ama ogni giorno? No. Come fa Dio a dimostrare al suo popolo che lo ama ogni

giorno? Lo porta nel deserto dove non c’è da mangiare e ogni giorno gli dà un cibo

che viene dal cielo, e così insegna al suo popolo a camminare nella precarietà. Dio

dice: ti ho chiamato nel deserto e ti ho dato la manna perché tu imparassi che non di

solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Se il popolo

raccoglieva la manna anche per gli altri giorni, questa manna si corrompeva:

dovevano accettare di prendere ogni giorno la porzione che Dio gli mandava. E se

domani Dio non ci manda la manna? Beh, questo dubbio te lo devi portare con te tutti

i giorni. Non ti arrivano i soldi per la fine del mese? Il mese scorso ti è successo

uguale, ma non so come sei arrivato alla fine del mese; noi non sappiamo camminare

giorno per giorno. Bene, tu non puoi diventare cristiano se non impari a camminare

giorno per giorno perché dice Gesù Cristo: a ciascun giorno basta il suo affanno.

Ma non soltanto devi imparare a camminare giorno per giorno nella precarietà,

cioè aspettando che Dio ti aiuti materialmente, ma anche a livello spirituale, non

credere che una volta finito il cammino già sei cristiano per sempre. No, no. Il

cammino neocatecumenale ti insegna, come una madre, a camminare giorno per

giorno.

Allora Dio prende il suo popolo e lo porta nel deserto e gli insegna a vivere

unito a Dio giorno per giorno. Ed è chiaro che questa è una sofferenza, il popolo

vuole una sicurezza: mormora nel suo cuore contro Dio.

Dio ti porta nel deserto e in esso Dio prova il tuo cuore, ti ha messo alla prova

perché tu impari che cosa c’è dentro il tuo cuore. Infatti, uno non può diventare

cristiano se non conosce che cosa c’è dentro al suo cuore. Per questo il Signore ti



deve mettere alla prova, nella tentazione.

Questo è stato l’ammaestramento che Dio ha fatto con Israele nel deserto.

Israele ha resistito e non ha voluto vivere della manna e ha preteso da Dio la carne, e

hanno detto: O ci dai la carne o uccidiamo questo tuo profeta. E Dio ha dovuto

mandargli le quaglie. Poi hanno obbligato Dio a dar loro l’acqua a Massa e Meriba e

hanno conteso con Dio. Si sono ribellati contro Dio e hanno minacciato di lapidare

Mosè se non gli dava l’acqua subito, hanno tentato Dio a cambiare la storia, volevano

assolutamente la sicurezza. Vediamo se Dio è Dio o no! Hanno obbligato Dio a

manifestarsi con un miracolo.

E sapete che Mosè era scandalizzato dal fatto che Dio fosse capace di

abbassarsi a fare la volontà di quel popolo dal cuore duro. Una tradizione talmudica

dice che Mosè ha dubitato che Dio fosse capace, per amore all’uomo, di abbassarsi a

fare un miracolo così. E dice che al primo colpo dato sulla roccia, poiché dubitò, non

sgorgò l’acqua, ma al secondo colpo la roccia viene ferita, simbolo del cuore di Cristo

trafitto per la durezza dei nostri peccati, e da quella ferita della roccia viene l’acqua,

annunzio del Battesimo, annunzio della Chiesa. Sapete che per aver dubitato, Mosè

non entrerà nella Terra Promessa: la potrà vedere solo da lontano. Ha dubitato, come

tu puoi dubitare di quello che ha fatto Dio in Cristo: si è fatto peccato per te.

Ma il Signore deve mettere anche te davanti ad una terza prova, come fece con

Israele nel deserto perché vedrai che quando hai un problema confidi più nel denaro

che in Dio, e Dio è geloso e farà le cose per lasciarti un pochino da parte, si ritira a

vedere se tu veramente metti nel tuo cuore il denaro. Infatti, Mosè passa 40 giorni

fuori e il popolo si prostituisce con un idolo d’oro. Allora si son fatti un vitello d’oro

e a quella rappresentazione hanno detto: tu sei il nostro dio. Vedi, tu non servi come

cristiano se non hai fatto una opzione chiara tra Dio e il denaro. Scegliete oggi chi

volete servire: o Dio o il denaro, ma è impossibile servire a due padroni.

Quella storia Dio l’aveva fatta con il suo popolo perché l’aveva preparata per

Cristo. Cristo mostrerà che amerà Dio, il Padre, con tutto il cuore, perché dice la

rivelazione del monte Sinai: “Ascolta Israele, amerai Dio con tutto il tuo cuore”. La

prima tentazione, quella del cuore, del pane. Perché mormoravano nel cuore contro

Dio, non amavano Dio.

Mormoriamo nel cuore e questa è la tentazione costante che abbiamo tutti, di

mormorare quando stiamo scomodi; quando le cose non vanno come noi vogliamo.

C’è un progetto di Dio per te, che lo aiuti a salvare questa generazione. E hai bisogno

di imparare a camminare giorno per giorno nella precarietà, cioè abbandonato alla

volontà di Dio; se no non puoi diventare cristiano. La vita ti viene dalla parola di Dio,

dalla volontà di Dio nella tua storia, perché la volontà di Dio è salvarti dalla morte e

salvare tutti gli uomini.


Dio ti ama, abbandona la tua vita nelle sue mani. Non resistere all’azione di

Dio nella tua storia perché Dio ti ama. Guarda intorno a te quanta gente è distrutta

perché hanno abbandonato Dio e Dio non può fare niente perché ci ha dato la libertà,

e tu puoi soltanto andargli a parlare; perché Dio non può togliere la libertà che ha

dato all’uomo, che è il dono più grande e più prezioso. Dove mostra Dio l’amore?



Facendoti libero. Ringrazia il Signore perché sei qui per pura misericordia di Dio, che

ti ama enormemente e tu nella libertà che ti ha dato, non hai resistito alla sua azione

e sei qua.


Io ti invito nel nome del Signore: convertiti a Lui, donagli la tua vita perché ti

ama. Ha dato il suo unico Figlio per te, per salvare te; dona la tua vita per salvare

altri. Aiutiamo il Signore a salvare questa generazione. Per prima cosa convertendoci!

Vivendo in grazia di Dio, confessando i nostri peccati, rinnegando nel nostro interiore

quelle azioni che il demonio ci invita a fare.


E dopo una volta che siamo in grazia di Dio incomincia il combattimento: il

demonio quando ti trova un pochino debole, ti tenta. Però il demonio non è dentro di

te se tu ti sei confessato e sei in grazia di Dio. Sei in grazia di Dio e lo Spirito Santo

ti fortifica e il demonio è fuori. E come puoi vincerlo? Accettando di soffrire per

salvare questa generazione, accettando di soffrire le scomodità normali della vita.


Gesù Cristo digiuna per 40 giorni e 40 notti. Ha un corpo come il nostro, e nel

momento che lo vede più debole il demonio, gli si presenta, e gli dice: Ma se sei

Figlio di Dio perché devi soffrire così, Dio non è amore, non è buono? Dì a queste

pietre che diventino pani. Gesù gli dice: Non di solo pane vive l’uomo e continua a

digiunare. Accetta che la volontà del Padre lo ha messo in quella situazione.

Gesù deve rispondere al demonio che la vita non viene dalle comodità, dal

pane, dallo stare bene, che la vita viene dalla Parola di Dio che agisce nella storia. La

Chiesa, per aiutarci, di fronte alla scomodità, ci dice: accetta di soffrire digiunando.

Digiunando da ciò con cui ti può tentare il demonio e portare al peccato e uccidere

Cristo, e se uccidi Cristo, uccidi l’amore dentro di te. Quella persona che non ha

amore non sopporta nulla. Chi ama l’altro lo scusa, lo accetta, anche se qualcosa non

va. Digiuniamo, togliendo qualcosa che ti separa da Dio. Digiunare, non solo il

venerdì, digiunare soprattutto dal peccato.

Seconda tentazione che ti fa il demonio; ti dice: Perché devi avere questo

fallimento nella storia? Sali sul pinnacolo del tempio e buttati giù e gli angeli ti

prenderanno e tutti ti vedranno. Perché devi passare per la croce, per il fallimento,

obbliga Dio a cambiarti la storia! E che dice Gesù Cristo? Non tentare il Signore Dio

tuo. Quando la storia ti mette in una umiliazione, appare la croce e il demonio ti dice:

perché devi passare per la croce, tenta Dio, digli che si mostri.

Di fronte alla seconda tentazione, quella dell'umiliazione, quando la storia ti

va storta, come possiamo noi vincere questa tentazione del demonio? Mediante la

preghiera, la preghiera ci fa umili: chi non vuole pregare mette a rischio la sua fede.

Dice Cristo che noi dobbiamo pregare senza interruzione, tutti i giorni, come la

vedova importuna che prega quel giudice fino a che quello non ce la fa più e dice:

“Va bene, cosa vuole questa vedova”. Fate voi così: importunate Dio fino a che Dio

non possa fare altro che ascoltarvi, importunare il Signore, mediante la preghiera.



Con quelli che avete iniziato la tappa del Padre Nostro incominciamo a

radunarci per tutta la quaresima a pregare i salmi, a riprendere la preghiera silenziosa,

a riprendere un amore a Gesù Cristo, un dialogo con il Signore, un dialogo intimo. E

tutti voi siete invitati a pregare il Signore. La preghiera è una forma di umiliare il tuo

orgoglio, pregando anche per i nemici. In questa quaresima dobbiamo tutti pensare

come dobbiamo fare per pregare tutti i giorni. Entrate in una chiesa e pregate.


E la terza tentazione è quella del denaro. Sei attaccato al denaro? Prova te

stesso, fa una elemosina, aiuta, vinci sul denaro, causa di tantissimi problemi e

tantissime sofferenze nelle famiglie.


Ma la cosa importante in questa quaresima è la tua conversione. Per amare Dio

e al prossimo come te stesso hai bisogno di avere dentro Cristo. Se hai dentro Cristo

risorto, che ha vinto la morte, puoi amare l’altro anche quando l’altro ti è nemico.

Perché hai un amore che ha vinto la morte. A questa libertà siete chiamati in Gesù

Cristo. La quaresima è questo tempo verso la Pasqua dove la Chiesa ci mette in mano

queste tre armi: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. E devi usare i mezzi che ti

aiutano a prepararti, a vivere questa quaresima di modo che quando venga il Signore

ti introduca nella Pasqua.


Cantiamo, cantiamo!

− Canto: “Benedirò il Signore in ogni tempo”

Preghiamo

Kiko:

Signore, ti ringraziamo di questo incontro, per la tua presenza, del tuo amore,

ispiraci la preghiera che vuoi esaudire. Ascoltaci o Signore

Se qualcuno vuole fare una preghiera breve e con voce forte e tutti lo

accompagneremo.

− Preghiere spontanee

Ti ringrazio, Padre perché dopo quasi 60 anni siamo qui tutti, è sorprendente

che siete ancora qua. Penseranno che vi diamo soldi, da mangiare: Cristo vale più di

qualsiasi cosa.

È curioso: Cristo si dona attraverso dei catechisti, da uomo a uomo. Una cosa

molto importante e profonda. Non si impara ad essere cristiani in una scuola, no, di

bocca a bocca! Da uomo a uomo! Sempre con una testimonianza. Io sono qui come

testimone per voi ed anche voi sarete testimoni per altri.

Che cosa curiosa! Da uomo a uomo: una cosa molto profonda! Voi non lo

capite ma non importa.

lunedì 16 febbraio 2026

ANNUNCIO DI QUARESIMA 2026 - 1

 




ANNUNCIO DI QUARESIMA

Roma, Seminario Redemptoris Mater


9 febbraio 2026


Kiko:

Buona sera, buona sera a tutti! Alla battaglia! Sono contento di vedervi!

(Applausi)


Preghiamo

Signore ti ringraziamo per questo incontro, per la tua presenza, per il tuo

amore, per l’amore che hai per noi. Vieni in mezzo a noi, dacci forza e

coraggio per fare la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Amen

− Invocazione allo Spirito Santo

Come sapete siamo stati ricevuti dal Papa insieme agli itineranti

Siamo molto grati al Santo Padre per questa prima udienza agli itineranti.

Abbiamo avuto la convivenza mondiale con i catechisti itineranti delle 138 nazioni

dove sta presente il Cammino e i rettori dei SRM, per riflettere su quello che Dio sta

facendo nelle diverse nazioni e per scambiarci le esperienze e le meraviglie dove

stiamo portando avanti l’evangelizzazione.

Volevamo mettere ai piedi di Pietro tutte le equipe che stanno lavorando nelle

diverse nazioni poiché Il nostro carisma, lo sentiamo unito non soltanto ai nostri

rispettivi vescovi, ma anche con un vincolo particolare al vescovo di Roma. Perciò,

volevamo chiedere la benedizione di Papa Leone, per incoraggiare tutti gli itineranti

che sono a servizio dell’annuncio del vangelo.

La sua parola è stata di conferma e d’incoraggiamento, penso, non solo per gli

itineranti ma anche per tutti i fratelli del Cammino.

Alcune affermazioni del Papa ci hanno colpito, in modo particolare quando ha

detto:

“Avete acceso il fuoco del Vangelo laddove sembrava spegnersi e avete

accompagnato molte persone e comunità cristiane, risvegliandole alla gioia

della fede, aiutandole a riscoprire la bellezza di conoscere Gesù e favorendo

la loro crescita spirituale”.

Siamo usciti pieni di gioia, consolati della parola del Papa che ha affermato:

“La Chiesa vi accompagna, vi sostiene, vi è grata per ciò che fate”, e ci ha

incoraggiato a proseguire con entusiasmo.

Un applauso al Papa!


Ascensión:

Solo per completare quello che ha detto Kiko del Papa: ha già letto parole

bellissime, però anche volevamo dire qualche frase in più.

Perché il Papa, durante il discorso, ha parlato

“del prezioso contributo” del Cammino “per la vita della Chiesa”...

“specialmente per quelli che si sono allontanati”.

E ha detto, sono sue parole:

“voi offrite la possibilità di un itinerario spirituale, attraverso il quale

riscoprire il significato del Battesimo, perche possano riconoscere il dono di

grazia ricevuto”.

E anche ha parlato, parole fantastiche, dell’evangelizzazione, e anche delle

famiglie itineranti, delle famiglie in missione. Ha detto, in riferimento alle famiglie,

“vorrei esprimere la mia gratitudine alle famiglie, che, accogliendo

l'impulso interiore dello Spirito, lasciano le sicurezze della vita ordinaria e

partono in missione, anche in territori lontani e difficili, con l'unico

desiderio di annunciare il Vangelo e di essere testimoni dell'amore di Dio”.

E veramente ci sono stati tantissimi applausi, tanti “viva il Papa” e gli itineranti

erano contentissimi, erano felici di questa udienza, eravamo felici.

E anche il Papa si vedeva sorpreso di tanti applausi, di tanta gioia con i nostri

canti. Il Papa si vedeva contento nell'udienza. E alla fine del discorso, ha parlato dei

pericoli che ci sono oggi nella Chiesa. E che certamente noi vogliamo mantenere la

comunione con Pietro, questa comunione con la Chiesa è la cosa più importante che

ci hanno trasmesso Kiko e Carmen. Sempre, ci sono pericoli per tutti, noi vediamo

che dobbiamo essere attenti.

Però, in mezzo a tutto questo, quello che ci ha colpito veramente è vedere un

Papa missionario, che era contento in mezzo agli itineranti, e che ha detto proprio,

“il vostro anelito missionario, ...che deve sempre animare tutta la Chiesa:

annunziare il Vangelo al mondo intero, perché tutti possano conoscere Cristo”.

Veramente siamo grati per l'udienza, perché ci siamo sentiti amati dalla

Chiesa, e abbiamo chiesto questa prima udienza per gli itineranti, come ha detto Kiko,

e subito il Papa ce l'ha concessa. Adesso Mario dirà qualcosa in più.


Padre Mario:

Bene cari fratelli, siamo reduci da una lunga influenza invernale, da prima di

Natale ne stiamo uscendo adesso, allora capite la precarietà.

Noi vorremmo sottolineare l'importanza del Cammino Neocatecumenale come

un cammino di INIZIAZIONE ALLA FEDE.

Nel contesto della catechesi capirete che sto dicendo cose note, ma è sempre

importante ricordarle. Sapete che nell'anno Liturgico A la Quaresima ci aiuta a

rivivere il catecumenato, i vari Vangeli delle domeniche corrispondono alle diverse

tappe del Catecumenato: “Tentazioni”, “Trasfigurazione”, “Samaritana”, l'Acqua

viva, c'è la “Guarigione del cieco nato”, c'è la risurrezione di “Lazzaro”, perché una

volta si viveva il catecumenato durante la Quaresima come cammino di conversione

in preparazione alla Pasqua. E questo nella Chiesa lo celebriamo ogni tre anni.

Siamo grati a Papa Leone XIV, perché ha voluto accogliere le équipes

Itineranti e le famiglie in missione a casa Sua, nel Palazzo Apostolico, come, per

molti anni, ha fatto Giovanni Paolo II. Ci siamo sentiti di nuovo inviati dal Santo

Padre alla missione itinerante, come ha fatto Giovanni Paolo II nel 1984, quando ci

ha detto che: “la Chiesa deve essere itinerante e sempre camminare; non è solamente

una Chiesa già sistemata, organizzata, strutturata, ma una Chiesa in cammino verso

le persone, verso le comunità, verso i popoli, verso i credenti, verso i non credenti”.

Questo tempo di quaresima ci aiuta molto, in questo senso, perché la

quaresima è un’immagine del catecumenato, che è un cammino di salvezza e di

gestazione alla fede che Dio, per primo, attua per il Suo popolo. Come sappiamo,

nella Chiesa primitiva, dopo l’annuncio del Kerigma, seguiva un tempo di

catecumenato e il Vaticano II (in Sacrosanctum Concilium), a fronte della

secolarizzazione e della crisi di fede, lo ha ristabilito per tutta la Chiesa: ecco allora

che il Cammino è una delle modalità di annuncio del kerigma, che è seguita da un

catecumenato post-battesimale.

Noi tutti siamo in questo Cammino e la quaresima ci chiama a vivere un tempo

di conversione, in cammino con la nostra comunità verso la Pasqua. Cioè il Signore,

per sostenerci nel portare questa Parola di Salvezza agli uomini, ci ha fatto dono di

una comunità e di un Cammino di conversione, di modo che possiamo ricevere noi

stessi un alimento per la nostra fede.

In questo senso, è vero quanto ci ha detto Papa Leone , che per “portare avanti

la missione” che il Signore ci ha affidato, dobbiamo avere, noi per primi, una

“vigilanza interiore e una sapiente capacità critica”: è molto importante che facciamo

bene il Cammino e che vogliamo bene ai nostri catechisti; del resto, anche Giovanni

Paolo II, quando ha accolto gli itineranti che tornavano dalla missione 2 a 2 ci ha

detto che: “Voi siete itineranti, ma questo itinerare vuol dire che Gesù fa il suo

itinerario dentro di voi, soprattutto, e poi fa il suo itinerario insieme con voi verso gli

altri”.

È importante che i fratelli del Cammino sappiano che – attraverso

l’approvazione dello Statuto - il Cammino neocatecumenale è stato ufficialmente

riconosciuto dalla Chiesa non come una “associazione di fedeli” ma come “una

modalità di iniziazione cristiana” offerta al Vescovo, che ha le sue radici nel

battesimo.

Il giorno della Consegna dello Statuto del Cammino Neocatecumenale,

nell’Aula Magna del Pontificio Consiglio per i Laici, il 28 giugno 2002 l’allora

Prefetto Cardinal Stafford, ci ha ricordato: Certamente tutti voi ricorderete con gioia

l’indimenticabile udienza concessavi dal Santo Padre il 24 gennaio 1997, dopo il

raduno del monte Sinai dopo 30 anni di vita del Cammino. In quell’occasione, Papa

Giovanni Paolo II ebbe a dire che la stesura dello statuto del Cammino

“è un passo molto importante che apre la strada verso il suo formale

riconoscimento giuridico da parte della Chiesa, dando a voi un’ulteriore

garanzia dell’autenticità del vostro carisma”.

mentre incoraggiava a portare avanti questo lavoro sotto la guida del Pontificio

Consiglio per i Laici.

I primi 5 anni di incontri, da parte della nostra commissione, in dialogo

ufficiale con una commissione del Consiglio per i laici, sono stati di una sofferta

preparazione, perché all’epoca non esistevano altre realtà che avevano le

caratteristiche del Cammino. L’allora Segretario del Consiglio si era proposto di

approvare il Cammino Neocatecumenale come una ASSOCIAZIONE LAICALE,

dato che gli Iniziatori, Kiko e Carmen, erano laici e il Diritto Canonico non offriva

molte alternative.

Le Associazioni sono gruppi di fedeli che si “associano” per alcuni scopi

specifici o per una spiritualità particolare che valorizza il contributo attivo del laicato,

come Azione cattolica, Comunione liberazione, movimento dei Focolari, dei

Carismatici, degli Scout ecc. Ma il Cammino non consiste in questo.


Grazie alla Vergine Maria, nel giorno della Madonna di Lourdes, mentre la

nostra commissione degli Statuti, composta da Kiko e Carmen, con l’aiuto di Mons.

Arrieta, era riunita nella sala professori del Redemptoris Mater di Roma, ci ha

ispirato, che trattandosi del Cammino, come Iniziazione cristiana valida per la società

di oggi, di cercare una formula di riconoscimento canonico per quello che è, e per

quello che fa.

Pertanto, il Cammino non è nato per volontà di un gruppo di persone, che si

sono proposte di offrire un cammino di iniziazione cristiana, ma per il mandato della

Vergine Maria a Kiko Argüello, nel giorno dell’Immacolata del 1959:

“Bisogna fare Comunità come la Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà,

semplicità e Lode. L’altro è Cristo”.

Da questo Mandato, poi assieme a Carmen, e dopo le esperienze tra i baraccati

di Madrid, con l’approvazione del Vescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo il

Signore, lo ha trasformato in

“una modalità di iniziazione cristiana, valida per la società di oggi”,

come ha confermato il Papa Giovanni Paolo II nell’anno 1990.

Il Concilio Vaticano II nella Costituzione Sacrosanctum Concilium n. 64“ ha

affermato: “Si ristabilisca il catecumenato degli adulti, diviso in più tappe”, ... da

attuarsi a giudizio dell’ordinario del luogo, in modo che il tempo del catecumenato,

destinato ad una conveniente istruzione, possa essere santificato con riti sacri da

celebrarsi in tempi successivi. Da questo si può concludere che il Cammino si è esteso

per la predicazione degli iniziatori Kiko e Carmen, con la benedizione dell’allora

Arcivescovo di Madrid, e poi del Cardinal dell’Acqua a Roma, e del Cardinal Florit

a Firenze.

Il Cammino è dunque una restaurazione dell’antico cammino catecumenale

per tappe, come il Concilio stesso ha voluto che fosse ripristinato di fronte alla

secolarizzazione del mondo di oggi.

Per questo, i fratelli prendono parte al Cammino neocatecumenale aderendovi

liberamente, dopo avere ascoltato quasi due mesi di catechesi, allo stesso modo di

coloro che ascoltarono l’annuncio di Pietro e sì sentirono il cuore trafitto e alla loro

domanda all’apostolo che cosa dobbiamo fare? Pietro rispose: “fatevi battezzare”.

Per secoli è mancato nella chiesa il Catecumenato per tappe, fiorito nei primi

secoli di persecuzione della Chiesa e che poi, a poco a poco, è decaduto per l’entrata

delle masse. Questo ha costretto la Chiesa ad evangelizzare con un linguaggio

comprensibile per portare a Cristo. Il cuore del catecumenato si è poi mantenuto come

iniziazione progressiva nella vita monastica nelle diverse tappe che precedono, come

un nuovo battesimo, la professione perpetua dei voti di povertà castità e obbedienza.

Il Cammino offre un catecumenato così come riproposto dal Concilio Vaticano II ed

elaborato poi dall’OICA (Ordo Initiationis Christianae Adultorum, Rito di

Iniziazione Cristiana per adulti), valido non solo per i pagani che si convertono, ma

anche per i battezzati – il cui seme di vita eterna è rimasto inerte - registrato solo sul

registro della parrocchia.


Ad essi viene offerta un’autentica iniziazione cristiana fondata sulla libera

adesione di ciascuno nel periodo delle catechesi, in cui la predicazione viene sigillata

anche dal sacramento della riconciliazione, dalla celebrazione della parola di Dio e

dalla celebrazione della eucaristia, che costituiscono l’essenza, il tripode da cui

attingere la vita della grazia perché si possa sviluppare, per opera dello Spirito Santo,

nella chiesa e nella comunità attraverso le varie tappe della iniziazione.

Nella Chiesa primitiva – e anche nel neo-catecumenato – i progressi della vita

spirituale, non sono frutto di una costrizione o di una esigenza.

A questa luce si comprende che la missione della equipe, in cui è sempre

presente il Parroco o un Presbitero di sua fiducia, di discernere lo sviluppo dello

Spirito Santo, che si può verificare, per passare da una tappa all’altra, in relazione al

denaro, lavoro e affetti. Come afferma il Rito di Iniziazione Cristiana per adulti,

coloro che formano l'equipe dei catechisti, per passare da una tappa all'altra, hanno in

coscienza il dovere di verificare il cambiamento di vita; perché come dice il Signore:

“Diffidate dei falsi profeti, che appaiono coperti di pelli di pecora, ma dentro

sono lupi affamati. Dai loro frutti li riconoscerete. L'uva viene raccolta dalle spine o

i fichi dai cardi? Così, ogni albero buono produce buoni frutti e ogni albero cattivo

produce frutti cattivi."

Perché come dice Gesù Cristo io sono la vite voi siete i tralci, chi rimane unito

a me (questo vuol dire a tutto il corpo di Cristo, che è la chiesa) porta frutto, chi invece

si stacca da me secca ed è destinato al fuoco eterno. Nella vita dell’uomo nuovo che

appare in noi, che da frutti di vita eterna senza sforzo, cioè, AGERE SEQUITUR

ESSE: il Cristiano fa opere di vita eterna, come frutto della grazia in lui.

Sotto questa luce si comprende che la missione dei catechisti è quella di

accompagnare i fedeli e di discernere il cambiamento di vita sotto l’azione dello

Spirito Santo, in loro, attraverso le varie tappe. Arrivare ad amare nella dimensione

della Croce, il comandamento lasciato agli Apostoli nella Lavanda dei Piedi,

“Amatevi come io vi ho amato” non può essere frutto del nostro sforzo, ma di una

nuova creazione: cioè nella partecipazione alla vita divina, all’Amore di Dio che ci

ha amati per primo, quando eravamo suoi nemici.


− Canto: “Shemà Israel”

venerdì 13 dicembre 2024

LA PAROLA DELL' "AVVENTO"

 




Cosa significa "Avvento"? Questa parola vuol dire "ATTESA". Qui c'è tutto l'essenziale. Perchè..........se si attende Qualcuno, significa in primo luogo che questo Qualcuno NON C'E'! Nella mia vita ma forse anche nella tua.
E' possibile/probabile che tu creda di fare una vita cristiana esemplare, perchè reciti il rosario, vai a Messa ogni giorno e prendi anche la comunione, ma malgrado questo rimane la possibilità che Cristo sia assente dalla tua vita. In questi giorni fermati un attimo e rifletti: c'è o non c'è Cristo nella mia vita? E se scopro che non c'è....
cosa faccio perchè passi, perchè si fermi a casa mia, perchè mi consoli, perchè mi converta, perchè mi regali della Sua natura di Agnello mite e umile di cuore. Cosa veramente faccio? Sono animato dallo zelo dei santi, dalla tensione di poter diventare santo anche io, dalla gioia di incontrarmi con l'Amato del mio cuore?
Prego come il pubblicano al Tempio? Grido come il cieco di Gerico?
Piango come la Maddalena e come Pietro? Implori il Dono dell'Acqua viva come la donna Samaritana al pozzo di Giacobbe? Digiuni dal mondo come la regina Ester? Sei pronto a rinunciare alla metà dei tuoi beni come Zaccheo? Oppure a venderli tutti come Antonio del deserto o come Francesco di Assisi? Accetti tutte le piccole contrarietà della vita come Teresina? E sapendo che comunque anche se facessi tutte queste cose e molte altre ancora, non avresti ancora fatto nulla per meritare qualcosa? Ti svegli di notte come l'Amata del Cantico quando l'Amato bussa alla tua porta? E poi lo cerchi nelle vie della città', ne segui il profumo inebriante?
Immagina di attendere la tua innamorata che ti ha dato un appuntamento ma che è in ritardo. Il tempo passa ma lei non viene ancora. Cosa fai per affrettarne la venuta? Ti senti scoppiare il cuore al pensiero che le sia successo qualcosa? Oppure ti scoraggi già dopo un quarto d'ora di ritardo? Insomma, QUANTO Amore nutri per Lei? Daresti la tua vita se fosse necessario? E poi finalmente..... ecccola! E' lì che si sta avvicinando a te: cosa provi? Cosa fai? Sorgi come Deborah? Canti come Anna? Esulti come la Beata Vergine Maria? Le corri incontro e la stringi forte forte a te? Le giuri amore eterno? Le dici che per Lei saresti anche pronto a scalare una montagna, che non potresti vivere neanche un giorno senza la sua presenza accanto a te, che lei per te è come l'aria che respiri e che sarà per te l'Unica, la Sola per tutta la tua vita? Che non potresti tradirla mai, mai e poi mai perchè tu vivi solo per lei?
Bene, questo non è un film, è solo l'amore umano per cui siamo stati creati. E' la felicità possibile in questo mondo, la più grande, la più desiderabile, quella che meglio colmerebbe le ansie che agitano la notte oscura del tuo cuore in pena.
Fin qui l'amore umano: non può andare oltre, ontologicamente NON PUO'. Immagina ora di poter attribuire una cifra numerica a questo amore, facciamo 10, per esempio. Adesso moltiplica questa cifra per il patrimonio attuale di Elon Musk e sarai ancora lontanissimo dall'Amore quello vero, quello di cui Cristo vuole farti partecipe in questo Avvento. Sì, la grande notizia è questa: l'Avvento è "solo" un Tempo liturgico speciale, ma CHI attende NON sei tu. CHI attende te (e chissà da quanto tempo....) è Lui. Non farLo aspettare troppo e mettiti nelle condizioni ideali per accorgerti della Sua Presenza, dolce e soave, già dentro di te.

mercoledì 4 dicembre 2024

“Una nuova estetica nella Chiesa”, Kiko Argüello - 1 di dicembre, Cappella del Seminario Redemptoris Mater di Roma

 




“Una nuova estetica nella Chiesa”, Kiko Argüello

Molto bene! Grazie! Posso dire una parola?

Ringrazio il Cardinal Rys e Mons. Arrieta per la loro presenza. Ringrazio l’associazione ARTESACRA per questa medaglia “PER ARTEM AD DEUM”, che per me è stata una sorpresa inaspettata.

Quando avevo 20 anni ho ricevuto il premio nazionale straordinario di pittura in Spagna; poco tempo dopo ho abbandonato la mia carriera como pittore per andare a trovare Cristo in mezzo ai poveri; e il Signore mi ha dato il 100 per 1, perché un giorno mi hanno chiamato per dipingere l’abside e le vetrate della cattedrale di Madrid.

Il Signore ha fatto con Carmen e con me qualcosa di impressionante. Perché cosa molto più importante di tutta la mia opera artistica, è stato aprire un Cammino di Iniziazione Cristiana in tutta la Chiesa, che sta aiutando tante famiglie e tanti giovani. Questo sì che è un’opera d’arte.

Conoscete tutti la famosa frase di Dostoevskij nel libro “L’idiota”: “La bellezza salverà il mondo”. Il principe la pronuncia e poi dice che questa bellezza è Cristo. Abbiamo visto l’opera in cui Dio ci ha messo con il Cammino di Iniziazione Cristiana, e siamo totalmente stupiti… Il Signore ci ha portato a trovare un’estetica, delle immagini, un modo di esprimere la fede con un nuovo tipo di realizzazione, anche della Chiesa stessa.

La bellezza salverà il mondo. Quale bellezza? La bellezza oggi è importantissima perché siamo in un mondo dove il culto alla bellezza, al corpo è molto importante. La bellezza è necessaria perché senza la bellezza l’uomo cade nella disperazione. San Giovanni Paolo II aveva già detto che la mancanza di bellezza porta alla mancanza di speranza, alla disperazione e a un gran numero di suicidi tra i giovani.

La bellezza, si studia in filosofia, è il trascendentale dell’essere insieme alla verità e alla bontà. Volevo mettere la bellezza in rapporto al piacere, all’emozione estetica. Vi do una pennellata sulla bellezza.


Se aprite le Scritture, vedrete qualcosa di sorprendente. Nel libro del Siracide, al capitolo 42, si legge: “Dio ha fatto tutte le cose in due, l’una di fronte all’altra, e non ha fatto nulla di sbagliato. Ogni cosa afferma l’eccellenza di quella accanto”. Dice che ogni cosa che Dio ha creato canta l’eccellenza di quella che le sta accanto. Questo è il principio della bellezza. La relazione tra una cosa e il suo vicino. Quindi diciamo che il contenuto più profondo della bellezza è l’amore. Per esempio, un paesaggio: la morbidezza del cielo azzurro canta la bellezza delle nuvole grigie o bianche; la rugosità degli alberi canta la durezza delle rocce; il fiume sottostante canta la bellezza della spiaggia accanto. Ogni cosa canta la bellezza di ciò che le sta accanto.

In che relazione? Questo è il punto. Se la relazione d’amore è giusta, se ciò che è accanto canta bene, allora la bellezza appare immediatamente. Potremmo fare una lunghissima e bellissima conferenza su questo, ma voglio parlare di Gesù Cristo, perché tutto questo è legato a Gesù Cristo. Perché Dostoevskij dice che la bellezza è Cristo, in che senso? La bellezza produce sempre un’emozione estetica, cioè il piacere. Bellezza e piacere, come se Dio volesse dimostrare con la bellezza che ci ama, che ci vuole bene, per questo tutto è bello.

Gli ebrei parlano molto della bellezza. Dio ha creato l’uomo. Ha creato Adamo ed Eva. Sapete che Adamo ha dato i nomi agli animali mostrando la sua scienza e non ha trovato un aiuto simile a lui. Allora Dio ha preso una costola ed ha costruito una donna. Gli ebrei dicono che già la parola “costruire” è una parola artistica, per creare arte. Tutta la tradizione dice che non c’è stata donna più bella della prima Eva. Adamo quando l’ha vista è rimasto sbalordito: ecco questo sì, osso delle mie ossa, carne della mia carne. La chiamerò Iššah perché dall’uomo è stata tratta. Iššah in ebraico, varona in spagnolo, uomo-uoma. Uoma.

Quando Mosè prende il popolo e lo porta al Monte Sinai, Dio appare e dice “Adonai Elohenu, Adonai Ehad, io sono l’unico” e “amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore”. Appare Dio come uno sposo. Dio è amore. Dicono che Mosè presenta a Dio l’assemblea come Dio ha presentato Eva ad Adamo. Perché sarà la sposa di Dio. Il profeta Osea parlerà dello sposo di Israele e fa un parallelismo fra la genesi e questo momento dell’alleanza. Però attenzione, mentre la prima Eva appare tutta bella, Israele viene dall’Egitto, viene dall’idolatria, dove sono stati in schiavitù e sono pieni di discordia, pieni di zoppi, di ciechi. Perché gli idoli ti schiavizzano, era un popolo di schiavi. Dio, dicono i rabbini, trasforma questo popolo, questa assemblea, dice che non ci sono più zoppi, perché tutti camminavano, non ci sono più sordi perché tutti ascoltarono la parola e il popolo d’Israele si accampò, al singolare non al plurale: non si accamparono, ma si accampò. Vuol dire erano diventati uno. Dio non poteva dare la Torah ad un popolo di schIAVI, costruisce un’assemblea profetica che va ad annunziare i nuovi tempi messianici.

Questo tema della bellezza dell’assemblea di Israele sarà sviluppato durante tutto il rabbinismo attraverso molti midrash. Cristo conosceva questi midrash. Quando si presentano i discepoli di Giovanni a nostro Signore Gesù, domandano: “Sei tu il Messia, o dobbiamo aspettare un altro?”. Ascoltate quello che risponde Cristo: “Dite a Giovanni: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i sordi odono”. Perché dice questo? Perché già aspettavano il Messia come colui che avrebbe organizzato non solo il popolo di Israele, ma la nuova umanità. Una nuova umanità.


La stessa cosa che ha fatto Cristo con noi! Ci ha fatto ascoltare la sua parola, ci ha aperto l’orecchio. Ci ha aperto gli occhi, come ha fatto con il cieco. Cristo ha fatto con la sua saliva un po’ di fango e lo ha applicato sugli occhi del cieco. E il cieco ha visto l’amore di Dio che gli ha dato la vista. Lo stesso che ha fatto con noi mediante l’iniziazione cristiana. La parola di Dio, che è come la saliva, illumina profeticamente la nostra povertà, i nostri peccati. Fa del fango e ci lo mette davanti agli occhi. Ci mette davanti i nostri peccati con quel fango. E poi ci dice: “Lavati”. La cosa più difficile è considerarsi peccatori, questo non si fa senza la saliva, la parola di Cristo. E ci sono stati perdonati tutti i peccati. Adesso non siamo più schiavi. Aviamo visto l’amore a voi, peccatori.

Ecco: i ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, camminano aiutando il prossimo, i lebbrosi sono mondati. È arrivato Cristo, è il segno che è arrivato il salvatore del mondo, colui che fa di noi una nuova creazione. C’è una prima creazione e Israele concepisce l’alleanza come una nuova creazione. Viene il Messia che fa con noi una nuova alleanza, una nuova creazione.

Questa nuova creazione viene descritta nell’Apocalisse, quando si parla della nuova Gerusalemme che scende dal cielo. E si parla della bellezza. Tutta splendente come una fidanzata, come una sposa. La bellezza! È importantissimo. Oggi siamo in una epoca in cui si parla di globalizzazione. C’è un’immagine del mondo che è Babilonia che è la grande prostituta dell’Apocalisse.

Ma di fronte a Babilonia c’è un’altra città: la Gerusalemme celeste che viene dal cielo, vestita di bianco come una sposa, vestita delle buone opere, vestita di lino splendente. C’è un’opera di fronte a Babilonia. Dio ci sta chiamando a costruire la bellezza di Cristo. È il corpo di Cristo che salverà il mondo. La bellezza di Cristo. E qual è questa bellezza? La nuova Gerusalemme: sono diventati tutti belli perché Cristo li ha rivestiti della sua santità ed appare la comunità cristiana: la Chiesa, tutta splendente, che è l’Agnello che vince la bestia, questa bellezza salverà il mondo. Il mondo sta aspettando i cristiani. Stanno aspettando di vedere questi uomini che vedono l’amore di Dio, quando la gente non vede l’amore di Dio da nessuna parte. Stanno aspettando questi che camminano ad annunciare il Vangelo come i poveri. Stanno aspettando questi che ascoltano la Parola, che si amano, che hanno un solo cuore: “Amatevi, come io vi ho amato da questo amore conosceranno che siete miei discepoli”. Appare una bellezza che è Cristo.

Nella tradizione della Chiesa c’è un giardino nell’Eden, c’è anche un secondo giardino sul monte Sinai, dove la cima appare come un albero che dà frutto, che è la Torah, ma c’è un terzo giardino. C’è il giardino dell’Eden ed il giardino dell’Apocalisse, dove appare la nuova Gerusalemme, dove c’è un albero di vita che dà frutti perenni. Ma c’è un quarto giardino: il Golgota. C’è il giardino dove è stato crocefisso Cristo. In quel giardino c’è un sepolcro, c’è un risorto, c’è un nuovo giardiniere che è Cristo, nuovo Adamo, c’è una donna che viene dalla prostituzione che si chiama Maria Maddalena e quando lo vede, dice: “Rabbunì!”, lo va ad abbracciare, ma Cristo le dice “Noli me tangere” “Non mi toccare perché ancora non sono salito al Padre”. Questo testo: “Non mi toccare” è importantissimo perché è in relazione con la nuova Gerusalemme. “Va’ ed annunzia che salgo al Padre, Padre mio e Padre vostro; mio Dio e vostro Dio”. Le dà un annuncio del Kerygma, va a realizzare una opera immensa. Cristo prende la natura umana e la porta nella Santa Trinità.


Dice S. Paolo che nella creazione c’è uno specchio, una epifania dell’amore di Dio verso di noi, attraverso la bellezza. C’è qualcosa nella natura che ti tocca, c’è la sua bellezza, c’è come una mansuetudine, come un’obbedienza. Che cosa è l’uomo? È un divenire, è un progetto, è un prodigio. L’uomo! L’uomo è un prodigio. Siamo un progetto in costante realizzazione, cioè in costante precarietà. Non abbiamo diritto di togliere all’uomo la possibilità di realizzarsi come Dio lo ha creato, perché è un progetto in costante realizzazione.

San Paolo, nella seconda Lettera ai Corinti, afferma che Cristo è morto per tutti perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Ecco la visione dell’uomo secondo la Rivelazione, ecco l’antropologia cristiana: l’uomo, schiavo del peccato, è obbligato ad offrire tutto a se stesso, proprio perché è schiavo, ka perso la dimensione della bellezza che è l’amore, l’uscire da se stessi per amare l’altro. L’opera di salvezza consiste nello strappare l’uomo da questa maledizione restituendolo alla bellezza dell’amore.

Per questo uomo stiamo cercando di creare un nuovo tipo di parrocchia; facciamo parrocchie con una corona misterica dove il cielo è presente, con i misteri più importanti della nostra fede. La Chiesa di oggi non ha un’estetica definita… Questo ci ha spinto, in un certo senso, a cercare un’estetica. A Madrid abbiamo fatto una parrocchia con un tetto dorato, con pietra bianca e vetro, con un catecumenium: un insieme di sale che si affacciano su una piazza centrale, con una fontana. A piano terra ci sono tutti i servizi sociali e sopra, in un altro piano, ci sono tutte le stanze per ciascuna comunità, ecc.



Stavo parlando di bellezza. Ogni riforma della Chiesa ha portato con sé inevitabilmente anche un rinnovamento estetico: pensiamo al gotico, al barocco… Non poteva essere diversamente con il Concilio Vaticano II.

Ebbene, noi del Cammino vogliamo presentare questa bellezza, che è la bellezza dell’amore in questa dimensione: Cristo (indicando la croce). E vogliamo presentarla in una comunità cristiana, perché pensiamo… Perché Cristo dice: “amatevi, amatevi”, ma per amare chi? I primi cristiani vivevano in una piccola comunità, si conoscevano tutti. La comunità non può essere molto grande perché si tratta di mostrare, di creare un segno pubblico di amore. Il numero di una comunità è 30, 40, perché bisogna dare una testimonianza concreta dell’amore. Deve tornare il grido dei pagani: “Vedete come si amano”, gridavano questo quando vedevano i cristiani. Perché Cristo nel Vangelo dice: “amatevi, amatevi, amatevi”. Questa è la bellezza che salva il mondo: l’amore nella dimensione della croce. Dimostra che se ci amiamo nella dimensione del nemico, abbiamo dentro la vita eterna. Perché altrimenti è impossibile amarsi così, ma perché Dio ci ha dato la fede dentro e la fede ci dà la vita eterna, la vita immortale… Abbiamo qualcosa dentro che ci sostiene, che ci tiene, che è la vita di Dio in noi, la vita di Cristo, la sua vittoria sulla morte in noi, concessa dallo Spirito Santo. Infatti, ciò che dobbiamo proclamare è la risurrezione di Cristo presente in noi.



Vogliamo essere un Cammino serio, una via seria, perché stiamo per dare una grande battaglia al mondo, al diavolo, al grande drago, siamo la donna che sta dando alla luce il figlio maschio, minacciato dal grande drago che è il principe di questo mondo. Gli ebrei dicevano che nel mondo vince sempre il diavolo. Interessante, avete visto? Il nazismo prima e il comunismo poi sembravano aver conquistato tutto, tutto, intere nazioni. Capiamo perché tutta l’Europa oggi sta andando in apostasia, capiamo perché c’è una secolarizzazione totale. Qui il diavolo sembra vincere sempre, perché in questo mondo Cristo non ha dove posare il capo e con lui i cristiani. Ma noi, con Cristo, abbiamo vinto la morte e abbiamo una gioia immensa, per questo dobbiamo annunciare e testimoniare l’amore che Dio ha per noi, che ci ha dato la vita eterna dentro di noi.

Cristo dice: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. Cristo ci ha amati, e in questo amore i pagani secolarizzati, che ci circondano, sapranno che siete miei discepoli. Cristo ci ha amati nella dimensione del nemico, cioè non si è opposto al nostro male. Il Discorso della Montagna dice: “Non resistete al male”. “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite quelli che vi perseguitano”. Che cos’è questo? Il cristianesimo.

Perché il punto è questo: cosa significa essere cristiani oggi, cosa dobbiamo testimoniare? San Paolo dice: “Portiamo sempre e ovunque il modo di morire di Gesù”. Il modo di morire, cioè Cristo morto crocifisso – dice – “Portiamo sempre e dovunque, nel nostro corpo, il modo di morire perché si veda che nel nostro corpo Cristo è vivo”. Il Concilio Vaticano II ha parlato della Chiesa, sacramento di salvezza universale… Cristo ci ha mostrato una giustizia che è la giustizia dell’amore nella dimensione della croce.



La bellezza salverà il mondo, che è Cristo che vive nei cristiani nelle comunità cristiane. Abbiamo detto alla Santa Sede che non vogliamo fare una congregazione, vogliamo portare questo messaggio alla Chiesa: è meraviglioso vivere la fede in una comunità cristiana nelle parrocchie.

La cosa più bella delle comunità è che abbiamo visto l’azione di Dio nei fratelli e nelle sorelle, tutti sono arricchiti dal bene di tutti. Tutti in tutti. C’è una ricchezza comune e costante in tutti. È meraviglioso vedere che i ciechi vedono l’amore di Dio nella loro vita. Cristo ha vinto la morte, non guardiamo alla morte con orrore, né alla vecchiaia, né alla malattia. E non è che siamo molto bravi, ma che siamo tutti peccatori, poveri.

Nella risurrezione di Gesù Cristo Dio dimostra una cosa grandiosa, che questo che è risorto dai morti ed è salito al cielo, Dio lo ha costituito Kyrios. La parola kyrios è la parola di Dio sul Monte Sinai. Quindi quest’uomo che è morto in croce per noi è Dio stesso.

Cristo è morto perché l’uomo esca da questo circolo di egoismo, perché non viva più per se stesso, ma per colui che è morto ed è risorto per lui, Cristo, la bellezza divina fattasi uomo, divenuto uno di noi, perché l’uomo potesse ricevere la gloria di Dio