sabato 3 dicembre 2016

Come la fiaccola ha bisogno della lucerna...

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  La vigilanza è una quiete del cuore che non viene mai meno, estranea a ogni pensiero, quiete che sempre e ininterrottamente respira e invoca Cristo Gesù, Figlio di Dio e Dio, lui solo. Essa si schiera con lui per combattere valorosamente i nemici; confessa i suoi peccati a lui solo che ha il potere di 
perdonarli. Abbracciando continuamente con la sua invocazione il Cristo, che solo conosce i cuori nel segreto, l'anima cerca di nascondere in ogni maniera agli uomini la dolcezza che essa prova e la lotta interiore per timore che il Maligno non faccia entrare in essa, a sua insaputa, la malizia e non distrugga un'opera così bella.

La vigilanza è il concentrarsi continuo del pensiero e il suo tenersi alla porta del cuore. I pensieri, che giungono come ladri, essa li vede e ascolta che cosa dicono e che cosa fanno questi assassini e quale forma i demoni hanno impresso su di essi e innalzato come una stele; con queste fantasie, infatti, cercano di ingannare il profondo del cuore.
         Queste azioni proprie della vigilanza, condotte con diligenza, ci fanno fare un'autentica esperienza, se lo vogliamo, del combattimento spirituale ...
         Un primo modo della vigilanza sta nel sorvegliare frequentemente la fantasia, cioè l'assalto, perché Satana non può, senza la fantasia, creare pensieri, né presentarli al profondo del cuore servendosi dell'inganno. Un altro modo è di avere il cuore sempre profondamente silenzioso, in stato di quiete, estraneo a ogni pensiero, e di pregare. Altro modo è supplicare nell'umiltà l'aiuto del Signore Gesù Cristo. Altro modo è avere nell'anima l'incessante memoria della morte. Tutte queste azioni, carissimo, impediscono come portinai l'accesso ai cattivi pensieri ... La dimenticanza è in grado di spegnere la custodia del profondo del cuore come l'acqua spegne il fuoco. La preghiera continua di Gesù, unita a una vigilanza costante, finisce per scacciarla totalmente dal cuore. La preghiera ha bisogno infatti della vigilanza come la fiaccola ha bisogno della lucerna per dare luce.
(Esichio Presbitero, A Teodulo 5-6.14-18.102)

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