giovedì 9 giugno 2011

Interroga il tuo cuore...

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 In questo giovedi precedente la Pentecoste, lasciamoci trafiggere il cuore da Agostino...


"Quando parla del comandamento, Giovanni aggiunge: Questo è il suo comandamento, che crediamo nel nome del suo Figlio Gesù Cristo e ci amiamo l'un l'altro. Vedete che è questo il comandamento: vedete come chi agisce contro questo comandamento, fa quel peccato dal quale è esente chiunque è nato da Dio. Come ci dice il comandamento: che ci amiamo a vicenda. E colui che osserva il suo comandamento: vedete che null'altro ci domanda se non di amarci a vicenda. E chiunque avrà osservato il suo comandamento resterà in Dio e Dio in lui. Da questo conosciamo che in noi resta per mezzo dello Spirito che ci diede (1 Gv 3, 23-24; Gv 13, 34; 15, 12). Non è cosa manifesta che lo Spirito Santo agisce nell'uomo in modo tale che in lui sia l'amore e la carità? Non è cosa manifesta ciò che dice l'apostolo Paolo: L'amore di Dio è diffuso nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo, che fu dato a noi? Egli parlava della carità e diceva che dobbiamo interrogare il nostro cuore davanti al Signore. Che se il nostro cuore non ci rimprovera; cioè, se ci testimonia che l'amore fraterno è la sorgente di ogni nostra opera buona. Quando parla del comandamento egli aggiunge: Questo è il suo comandamento: che crediamo al nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo a vicenda. E chiunque adempia al suo comandamento rimane in Dio e Dio in lui. Con ciò noi conosciamo che in noi egli dimora, per mezzo dello Spirito che ci ha dato. Se infatti troverai di possedere la carità, tu hai lo Spirito di Dio che ti aiuta a comprendere: ed è questa una cosa assolutamente necessaria.

 Nei primi tempi lo Spirito Santo scendeva sopra i credenti; ed essi parlavano in varie lingue che non avevano appreso, così come lo Spirito dava loro di pronunziare. Quei segni miracolosi erano opportuni a quel tempo. Era infatti necessario che in tutte le lingue si venisse a conoscenza dello Spirito Santo, perché il Vangelo di Dio doveva raggiungere tutte le lingue esistenti nel mondo intero. Quel segno fu dato e passò e non si ripeté. Forse che oggi da coloro cui si impongono le mani perché ricevano lo Spirito Santo, ci si aspetta che parlino diverse lingue? Quando noi imponemmo le mani a questi fanciulli, ciascuno di voi si aspettava forse che parlassero in varie lingue? E quando ci si accorse che non parlavano queste varie lingue, ci fu forse qualcuno di voi tanto perverso da dire: costoro non hanno ricevuto lo Spirito Santo, perché se l'avessero ricevuto parlerebbero diverse lingue, come avvenne a suo tempo? Se dunque adesso la prova della presenza dello Spirito Santo non avviene attraverso questi segni, da che cosa ciascuno arriva a conoscere di aver ricevuto lo Spirito Santo? Interroghi il suo cuore: se egli ama il fratello, lo Spirito di Dio rimane in lui. Esamini e metta alla prova se stesso davanti a Dio; veda se c'è in lui l'amore della pace e dell'unità, l'amore alla Chiesa diffusa in tutto il mondo. Non si limiti ad amare quel fratello che gli si trova vicino; ci sono molti nostri fratelli che non vediamo, eppure siamo a loro uniti nell'unità dello Spirito. Che meraviglia se essi non si trovano accanto a noi? Siamo nello stesso corpo ed abbiamo in cielo un unico capo. Fratelli, i nostri occhi non vedono se stessi e quasi non si conoscono. Ma forse che con la carità che li unisce al corpo non si conoscono? Infatti, perché sappiate che essi si conoscono nell'unione della carità, quando ambedue stanno aperti non può avvenire che l'occhio destro fissi un punto, senza che il sinistro faccia altrettanto. Prova, se puoi, ad indirizzare l'occhio destro ad un punto senza il concorso dell'altro. Ambedue vanno insieme, ed insieme muovono nella stessa direzione; una sola la loro direzione, anche se da luoghi diversi. Se dunque tutti quelli che con te amano Dio hanno con te la stessa aspirazione, non badare se col corpo sei lontano; insieme avete puntato la prora del cuore verso la luce della verità. Se dunque vuoi conoscere se hai ricevuto lo Spirito, interroga il tuo cuore, per non correre il rischio di avere il sacramento ma non l'effetto di esso. Interroga il tuo cuore e se là c'è la carità verso il fratello, sta' tranquillo. Non può esserci l'amore senza lo Spirito di Dio, perché Paolo grida: L'amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che fu dato a noi (Rm 5, 5)".
Agostino di Ippona, Sulla Prima lettera di Giovanni 6, 9-10