Nel giorno di Pentecoste è venuto colui che è esperto della Legge e colui che ha dato la Legge, e nella sua mano vi è una legge di fuoco. E' venuto nel fuoco e attraverso lingue, perchè la legge di fuoco venisse annunciata con lingue di fuoco. Lo Spirito Santo è fuoco, poichè l'amore è fuoco. Come poi il fuoco non può non ardere, così lo Spirito Santo non può non ardere e riscaldare: non c'è chi possa nascondersi al suo calore. Quel grande artista che ha un fuoco in Sion e una fornace in Gerusalemme (Is. 31, 9) prova e rafforza con questo fuoco i suoi vasi, che ha personalmente plasmato per la bellezza della sua casa. Pietro, prima, era un vaso molle e di fango, che non dava un suono pieno. Sì, in Pietro vi era il suono di un vaso non ancora cotto quando alla voce della serva rinnegò Cristo per tre volte. Invece, dopo che fu rivestito di forza dall'alto, egli rendeva un suono integro e perfetto, come un vaso perfettamente cotto. Quando infatti i capi dei sacerdoti e i comandanti romani gli proibirono di annunciare la Parola di Dio, egli, mosso dallo Spirito, disse: Bisogna che noi obbediamo a Dio piuttosto che agli uomini (At. 5, 29). Ecco in quale modo il fuoco dello Spirito Santo corroborò Pietro. Questo fuoco accende, rende saldi e ammaestra. Il fuoco, quando si comunica, non diminuisce: dividendosi come vuole, non diminuisce. Vi sono, infatti, diversità di carismi, diversità di ministeri e diversità di operazioni, ma queste cose le opera un solo e medesimo Spirito (1Cor. 12, 4-6), sempre immutabile e presso il quale non c'è trasformazione nè ombra di cambiamento (Gc. 1, 17). Questo fuoco divora e consuma il legno, il fieno, la paglia, cioè i peccati che sono in noi. L'oro, invece, e le pietre preziose, con il suo ardore li prova, e provandoli li purifica. Questo è il fuoco dell'altare, del quale si legge nell'Apocalisse che quando l'angelo prese un turibolo d'oro, lo riempì del fuoco dell'altare e lo gettò sulla terra e si ebbero tuoni, voci e lampi (Ap. 8, 5). L'angelo del grande consiglio, infatti, ha riempito il turibolo d'oro del suo purissimo corpo con questo fuoco e, assunto in cielo, ha compiuto ciò che aveva predetto: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso! (Lc. 12, 49).
Pietro di Blois, Discorsi, 24