mercoledì 8 giugno 2011

Lo Spirito è l'Amore di Cristo.

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Alla fine di questa giornata presento un testo sferzante di Luigi Rosadoni, da "Il mestiere di essere vivi", del 1974.

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Gesù aveva garantito ai discepoli lo Spirito affermando: "Con la venuta dello Spirito riceverete dentro di voi una forza tale da essermi testimoni fino ai confini della Terra", e ancora: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma tra pochi giorni voi sarete battezzati nello Spirito Santo". E san Paolo: "L'amore di Cristo - che è poi lo Spirito - mi circonda da tutte le parti... Paolo si sente spinto dall'amore di Cristo e allora cerca di vedere da dove parte questa pressione di amore, ma non ci riesce; da qualunque parte provenga l'amore di Cristo, egli non riesce a raggiungere il punto di provenienza, per cui è veramente imprigionato; come in un'altra pagina (Rm. 7) Paolo dichiara di essere imprigionato dal peccato, così ora dichiara di essere imprigionato dall'amore di Cristo.
Questa "pressione" dell'amore di Cristo è la caratteristica della Chiesa. Paolo dice:
"Dio ha inviato nei nostri cuori lo Spirito di suo Figlio" (Gal. 4, 6). I cristiani sono coloro che hanno ricevuto nel loro cuore lo Spirito del Cristo che li raggiunge, che li incalza, li perseguita, preme su di essi. Nella seconda lettera ai Corinzi Paolo dice: "Dio ci conferma nel Cristo, ci ha dato l'unzione - l'unzione è un'altra immagine dello Spirito - , ci ha contrassegnati con il suo sigillo, ha messo nei nostri cuori il pegno dello Spirito Santo (2Cor. 1, 21-22). Tutta la vita del cristiano è caratterizzata dallo Spirito. Esso è la memoria efficace del Cristo, l'amore sempre presente e vivo del Cristo e, al tempo stesso, la nuova legge: una legge non estrinseca, che richiede sforzi per essere conservata, di cui dobbiamo rendere conto a Dio come a un giudice, ma una legge che è l'amore stesso di Dio.
Dice Paolo nella lettera ai Galati: "Se voi vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge". Certo la legge eterna ha avuto una sua funzione, ma con al venuta dello Spirito l'amore di Cristo ci  ha a tal punto invasi che siamo divenuti liberi  e maturi.
Quindi non più precetti, non più moralismo gretto e casistico, ma adesione profonda al nuovo patto con Dio in Gesù.
Questa è l'esperienza fondamentale senza la quale non c'è vita cristiana, non c'è Pentecoste. Quando il cristiano ha fatto questa esperienza dell'amore del Cristo, allora veramente capisce il significato del cap. 5 della lettera ai Galati: "Voi che cercate la salvezza nella legge, siete separati da Cristo, siete decaduti dalla grazia" (Gal. 5, 4).