lunedì 4 luglio 2011

Il Kerygma 6: Meeting per l'Amicizia tra i popoli - Rimini 1996



Lo Spirito Santo abbellisce continuamente la Chiesa di Cristo di tanti differenti doni (tecnicamente: "carismi"), ognuno dei quali, incarnandosi storicamente in persone, comunità, movimenti... ripete con accenti diversi sempre e comunque la stessa Parola, la Parola eterna del Padre che è nostro Signore Gesù Cristo. Siamo testimoni in questo nostro tempo di una mirabile fioritura di tali carismi, quella "novella Pentecoste" invocata da papa Giovanni XXIII: penso ai Focolari di Chiara Lubich, a Comunione e Liberazione di don Luigi Giussani, al Rinnovamento nello Spirito Santo, oltre che ovviamente al Cammino Neocatecumenale. Accenti diversi certo perchè la sensibilità di ciascuno è diversa, modi di pregare differenti, accentuazioni pastorali varie. Va tutto bene, perchè la Verità è sinfonica. Però è sempre la stessa, perchè la Verità è Una soltanto, perchè lo Spirito Santo è lo Stesso. Sempre. Dovunque. Perchè la Chiesa è Una, come ricordavo nel post pubblicato qualche ora fa. Una fantasia inesauribile, e il miracolo delle lingue che continua a ripetersi sotto i nostri occhi. Ce ne accorgiamo?
Di seguito l'intervento di Kiko Argüello al "Meeting per l'amicizia fra i popoli"



Rimini 22 agosto 1996

Io per prima cosa ringrazio Comunione e Liberazione che mi ha offerto questa possibilità di tenere questo incontro e di dire una parola. Abbiamo pranzato assieme a don Giussani e mi hanno fatto questo invito. Io non vengo qui soltanto a raccontare la mia esperienza o a fare una conferenza, ma ad annunciare il Vangelo, anche se dirò alcune cose di me, brevemente. Perché penso che la cosa più grande che possa fare e darvi una parola, perché dice San Paolo che "Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione". Che cosa è predicare, la predicazione: salvare il mondo. Spero allora che tutti abbiamo bisogno di essere salvati, di essere aiutati. Se oggi grazie alle mie povere parole qui qualche fratello veramente riceve una grazia dal cielo che gli possa cambiare la vita, che lo possa aiutare sarò veramente pagato per questo incontro.

Sono spagnolo, nato a Leon, da una famiglia cattolica; sono figlio primogenito di 4 fratelli ed ho vissuto tutta la mia vita a Madrid, di professione sono pittore ed ho fatto la scuola di Belle Arti a Madrid. Che posso dire di me. Io vengo a raccontare fatti che Dio sta facendo e del quale io stesso sono sorpreso. Mi accompagnano Carmen Hernàndez e padre Mario Pezzi, che è italiano. Con Carmen e Padre Mario siamo oggi responsabili a livello mondiale del Cammino Neocatecumenale. Io mai avrei pensato quello che Dio avrebbe fatto con la mia vita. Il Cammino è esteso in più di 100 nazioni ed è una cosa sorprendente l'agire di Dio in mezzo a noi. Ed anche di come Dio sta agendo con Comunione e Liberazione e con altre realtà. Io mi ricordo che il Papa mi sembra nell' 85, nel Simposio dei Vescovi Europei, facendo un'analisi molto seria e ben fatta della situazione europea di secolarizzazione, di scristianizzazione, di crisi dei valori cristiani, diceva che già lo Spirito Santo ha suscitato una risposta nella Chiesa e chiedeva ai Vescovi di lasciare degli schemi atrofizzati per aprirsi alle nuove realtà che lo Spirito Santo sta suscitando per aiutare, per salvare la sua Chiesa di fronte alle sfide del terzo millennio. Adesso cominciamo a capire cosa sta facendo Dio con noi. C'è Cristo che è vivo, risorto dalla morte, che sta seduto alla destra del Padre è Lui che salva la sua Chiesa, è Lui che aiuta la sua Chiesa inviando carismi. E siamo contenti di poter oggi collaborare e speriamo che anche in futuro possiamo collaborare con tutti i carismi che Dio sta suscitando per aiutare la sua Chiesa. Perché la situazione che oggi viviamo è molto seria.

Ora dico qualcosa di me e del Cammino per poi passare alla seconda parte dell'incontro. Faccio difficoltà perciò pregate per me perché io vi aiuti. Sono un poveraccio, non so parlare e voi mi aiutate pregando. Dite Signore aiutalo, e Dio mi aiuterà. Io anche ho pregato perché il Signore aiuti anche voi, perché il Signore ha detto andate ed evangelizzate a tutte le nazioni, Io sarò con voi. E dice il Vangelo di S. Marco che dopo di essere salito al cielo il Signore collaborava con loro confermando la sua parola con segni e prodigi. E mi tiene oggi qua realmente questa convinzione, che in primo luogo io intendo fare la volontà di Dio con tutte le mie forze e sono convinto che questo incontro é volontà di Dio e se è volontà di Dio lui viene con me Mario e Carmen e mi aiuterà e dal cielo collaborerà con me inviando lo Spirito Santo e sapremo che collabora con me per i segni e prodigi che farà oggi in voi. Che segni, che prodigi: che si realizzerà la stessa cosa che io vi annunzio. Io vi annunzierò la conversione, per tutti, anche per i vescovi che sono qua davanti a me, non soltanto per un peccatore, per chi è lontano dalla Chiesa. Anche per me stesso. Perché per il cristiano, ogni giorno che si alza, dicono i Padri della Chiesa, dal suo battesimo esce un'acqua mansueta che canta così: oggi convertiti, oggi convertiti. Io non so se molti di voi avete avuto la grazia di ascoltare una parola di qualcuno che vi annunzi veramente il Vangelo. E' una grazia enorme perché Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione. Dice S. Paolo che la fede viene per l'udito. Allora, se la fede viene per l'udire, ascolta oggi, è importantissimo. Io sono uno strumento. E' una grazia enorme oggi che Dio ti ha portato qua. Per tutti: per quelli che sono del Cammino, per quelli che sono di CL e per quelli che non sono di nessuna parte. Per tutti é una grazia grandissima.

Per questo è importantissimo che tu ascolti.

Quando Dio appare sul monte Sinai al popolo di Israele la prima parola che dice è ascolta. Shemà Israel, ascolta Israele, Adonai Eohenu Adonai Ehad. Dio è uno, Lui è l'unico. La fede viene per l'udito. Tutti abbiamo bisogno che la nostra fede si ingrandisca, sia forte. Se avessi fede come un granellino di senape, dice Cristo, che non si vede sulla mano, potresti dire a quel monte muoviti, e il monte ti ubbidirebbe.

La fede è un dono che viene dal cielo, dice il catechismo un dono soprannaturale. Fede, speranza e carità, tre virtù soprannaturali. Non naturali, tu non puoi dare la fede a te stesso. Ecco spero che io possa oggi, attraverso le mie povere parole, fare che la tua fede aumenti. La fede, senza fede non vi è salvezza, senza fede non può venire a noi lo Spirito Santo, la conversione. Spero che oggi il Signore mi aiuti nell'annunzio del Kerigma, della chiamata a conversione. Dio è venuto a salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione. Che predicazione, che predicazione ci chiama alla fede. Io parlo a pennellate e spero che una pennellata dopo l'altra venga apparendo quella figura, nel vostro spirito, del volto di Cristo. Sul volto di Cristo risplende la gloria del Padre, dice l'epistola agli Ebrei. Cristo impronta della sostanza divina. Che cosa è Dio? Chissà! Dio nessuno l' ha visto. Egli però oggi mette davanti a voi questa croce, questa è l'impronta della sostanza divina, perché noi annunciamo Cristo e Cristo crocifisso. Questo è il nostro annunzio, l'annunzio della Chiesa al mondo. Io spero di poter innalzare questa croce davanti a te. Cristo e Cristo crocifisso, impronta della Sua sostanza.

Dico ora alcune parole di me e del cammino. Dovrebbe dire una parola anche Carmen, perché quella mi abbandona. Ha detto che è già un miracolo che sia venuta. Non mi lasciare da solo nella corrida e nell'arena. Anche i toreri si portano una équipe che li aiuti e questo toro non è facile. Mi diceva uno: ti voglio vedere a Rimini, perché tu normalmente giochi in casa ma questa volta giochi fuori casa. Gli ho detto: ma il Signore mi aiuterà! Sono spagnolo, sono un pittore. Non so perché Dio ha scelto me, come ha scelto voi. Secondo S. Paolo perché siamo il peggio, perché Dio sceglie quello che non è (che è nulla) per confondere quello che è. Chi si crede qualcosa è un cretino, perché siamo nulla. Il vestitino della prima comunione, le catechesi fatte in parrocchia, presto mi è rimasto piccolo. Sono cresciuto ed ho avuto altri problemi esistenziali, psicologici, sessuali. Crescendo quel vestitino della prima comunione non mi è servito ed io me lo sono tolto, ho lasciato di praticare, e Dio ha permesso che io facessi una esperienza di ateismo cioè di separazione dalla Chiesa, con grande sofferenza di mia madre che è molto cattolica e andava a Messa tutti i giorni. Entrato nell’Università – un ambiente completamente di sinistra e ateo – ho conosciuto il teatro di Sartre e ho cominciato a leggere Camus. Dio mi ha portato però a fare una kenosi, una discesa, uno svuotamento. L’esperienza di un vuoto. Nel mio animo c’erano numerose domande: chi sono io? chi mi ha creato? che cosa è la vita? che senso ha l’esistenza? perché vivo? Non potevo alienarmi, divertirmi, non riuscivo a scappare da queste domande. Era come se Dio mi avesse inchiodato di fronte alla mia esistenza, obbligandomi a prendere in mano la mia Esistenza (vita). Anche se mi alienavo andando in una discoteca o con altre cose poi era peggio.

Dio ha realmente combattuto con me, come con Giacobbe, filosoficamente ed esistenzialmente, e mi ha vinto. In che senso mi ha vinto. In quel momento ero quasi sul punto di uccidermi ed ho accettato la filosofia dell'assurdo cioè che un giorno io non esistevo, che oggi esisto e che domani non esisterò e che non devo cercarmi nessun oppio, nessun cielo e nessuna stupidità, che devo prendere di peso la mia esistenza così come era. Ed ho cercato di vivere così, di essere coerente con la mia realtà esistenziale. Che io ho un senso di giustizia e vivo in un mondo senza giustizia, è un assurdo, perché la vita è un assurdo. E la risposta dell’assurdo, in fondo è una risposta. Tutto è assurdo. Ma in questa situazione Dio mi ha aiutato. Sapete che un filosofo che si chiama Berson ha detto che l'intuizione è un mezzo di conoscenza della verità superiore alla ragione. In fondo sono molto razionale, un pittore, e la ragione in fondo aveva soffocato la mia intuizione, perché una parte di me non stava in accordo con l'assurdo nel quale avevo impostato la mia vita. E cercavo di vivere coerentemente con l'assurdo totale di tutto in una specie di rivolta interna, cercando di vivere l'oggi e basta. Come un clochard, avevo uno studio, amici scultori, una vita da bohémien ecc... In quel periodo Dio mi aiutò perché ricevetti un premio straordinario nazionale che mi portò il successo andai alla televisione giornali ecc. mostre, soldi. Ma dal punto interno del mio spirito non mi ha dato nulla, io ero morto. Il cielo era chiuso e prendere questa esistenza così era difficile. Ma per credere che Dio non esiste c'è bisogno di tanta fede come per credere che Dio esiste. C'è sempre quell'interregno, quel dubbio in una parte di te. E io ho scoperto che una parte di me stesso, l'intuizione non era d'accordo che Dio non c'è, guardando la natura gli alberi ecc. Allora Dio c'è o non c'è? Siamo da soli nell'universo o c'è Dio? Questa è una battaglia che abbiamo tutti e che tutti voi giovani dovete avere. E relegarla, allontanarla è stupido, perché più tardi si riproporrà. Quanta gente si trova a 70 anni: credevano nella famiglia, nell'amore dei figli al lavoro ecc. ed oggi si trovano vecchi, abbandonati in un ospizio, i figli non li vanno a vedere mai, e di nuovo si devono riproporre la domanda che cosa è stata la mia vita? chi sono io? che senso ha l'esistenza? che senso ha la morte? In questa situazione Dio mi ha aiutato in questo combattimento, perché ha cominciato ad apparirmi come una possibilità. Ed una cosa che mi ha sorpreso è che Dio mi ha aperto a tutte le esperienze: anche ad un'altra religione ma ad un certo momento, ho voluto credere.

Ho parlato con i preti ma mi sono reso conto che non potevo credere, non sapevo credere, che la fede non me la potevo dare da me stesso. Parlavo con un prete e tutte le cose che mi diceva mi sembravano stupidate. A parte che io non sono mai stato clericale e non ho sopportato mai i preti, mai sono stato in parrocchia e pensavo che la Chiesa fosse troppo oscurantista, chiusa alla cultura ecc. Però cercavo di essere onesto con me stesso, cercavo la verità. In questa situazione il Signore ha avuto pietà di me e mentre lo invocavo ha avuto pietà di me e si è lasciato trovare. Dove? Dove lo puoi trovare tu oggi. Dentro di me, nell’anima, nello spirito. Parole che, come demonio o inferno sono state sconfitte dalla nostra cultura, si cerca di cancellare dal nostro vocabolario, oggi non ci sono più. Non avete più anima, e il demonio non esiste più, non c'è l'inferno. E non è vero! C'è l'anima, c'è l'inferno, c'è il demonio! Seriamente! Guardate il male nel mondo: la droga, la guerra, il traffico dei bambini. Il male nel mondo c'è e ci sono anche le conseguenze del male nel mondo: la sofferenza degli innocenti. Il demonio induce l'uomo alla malvagità e lo aggira attraverso il denaro e il denaro è il principe del mondo. Per questo in un catecumenato serio alla riscoperta del cristianesimo Cristo pone ogni uomo di fronte a questa scelta: scegliete oggi chi volete servire Dio o il denaro. Scegliete! Non può essere cristiano chi non ha fatto seriamente questa scelta. La gente non ha fatto mai veramente una scelta seria, vera, profonda. Nel Cammino noi l'abbiamo, perché andiamo a riscoprire l'iniziazione cristiana. Ed i vangeli sono stati scritti tutti mentre la Chiesa sta in uno stato di evangelizzazione. Gli evangeli sono un poco i pezzi della Chiesa evangelizzante. Non si possono capire i vangeli senza la tradizione senza la praxis dell'agire della Chiesa. Ciascun vangelo si può incastonare in una azione della Chiesa, nella sua liturgia, nel Battesimo, nella sua azione evangelizzatrice per tutto il mondo. Dicevo che il Signore mi ha sentito. Mi ricordo le lacrime che correvano a fiumi, soavi e mansuete. Ho pensato: perché piango? Piangevo perché avevo passato l’ultimo anno in una sofferenza atroce, in un inferno interiore. Perché se Dio non c'è, se siamo assolutamente un caso, se in questo mondo siamo soli, se non c'è risposta a nulla, alla vecchiaia alla sofferenza: allora sono morto! Se Dio non è io non sono! Immaginate che in questo istante io ho sentito dentro di me la garanzia dell’amore divino, la certezza che Dio c’è, c’è come padre e come amore verso di me. Dice S. Paolo che lo Spirito rende testimonianza al nostro spirito che siamo figli di Dio. Questa è la fede. Lo Spirito di Cristo penetrando dentro di te rende testimonianza al tuo spirito che sei figlio di Dio. Questa testimonianza o c'è o non c'è! Allora io piangevo perché sentivo dentro di me la certezza che Dio c'è, c'è come padre, come amore verso di me. Qualcuno me lo stava garantendo! In una zona più profonda della ragione, più profonda dell'intuizione, nel più intimo di me stesso, nello spirito, nell'anima. Lì nell'anima lo Spirito di Cristo rende testimonianza, sigilla. Così se l’istante prima ero condannato a morte perché Dio non esisteva, in un istante, per miracolo, per volere di Dio, sono passato alla certezza che Dio c’è. Come un uomo che è condannato a morte e che aspetta la fucilazione ed è terrorizzato, in un istante, in un battere d'occhio gli dicono "sei libero" hai la vita. L'istante prima io ero nella morte perché Dio non esisteva e l'istante dopo, per un miracolo, per l'azione creatrice di Dio, perché Dio mi aveva preparato facendomi passare attraverso una Kenosi, perché ero un superbo ed avevo bisogno di essere umiliato, di scendere, per scoprire che Dio c'è. E questa testimonianza al mio spirito che Dio c'è non me la può togliere nessuno, poiché è il segno della fede, un sigillo indelebile che successivamente il Battesimo confermerà. Perché il Battesimo non si può dare a nessuno senza la fede. E al bambino si può dare soltanto nella fede della Chiesa, di un adulto di un padrino che garantisce per lui. In questa condizione spirituale, sono andato da un prete in una parrocchia e gli ho detto che volevo farmi cristiano: non che avessi bisogno dei sacramenti, visto che li avevo già ricevuti, ma volevo una formazione cristiana. Quel prete mi ha allora invitato a partecipare a un "cursillo de cristianidad": una specie di convivenza di tre giorni, con dei laici che parlano. Questo incontro mi ha aiutato perché mi ha tolto dei pregiudizi che io avevo contro la Chiesa, ereditati dalla cultura di sinistra. In seguito ho cominciato a fare il catechista (professore di cursillos) e ho portato i cursillos in Africa e da tante parti ed ho incominciato una formazione più seria, anzitutto studiando teologia con un padre Domenicano (Rojo Marin), studiando presso il seminario ecc... Inoltre come artista ho fondato un gruppo di rinnovamento di arte sacra che si chiamava Gremio 62, cercando di eseguire con altri artisti lavori e opere religiose. Questo mi ha portato, come artista religioso, ad ottenere una borsa di studi che mi ha portato a fare un viaggio in tutta Europa cercando punti di contatto fra l'arte protestante e l'arte cattolica, guardando al Concilio. E questo viaggio mi ha permesso di vedere tutto il rinnovamento liturgico che c'era in Europa. Prima di questo viaggio siamo andati dove i piccoli fratelli di Foucauld tenevano il noviziato (a Farlete in Spagna nel deserto de Los Moletros) ed ho incontrato Padre Voiyaunt, il fondatore dei piccoli fratelli, sulle orme di Charles de Foucauld - francese, trappista che è andato in Africa e che voleva vivere il mistero della famiglia di Nazareth, della vita occulta, in silenzio - . Lì ho conosciuto la spiritualità di Foucauld che mi ha aiutato, sebbene non mi sia fatto piccolo fratello. Mi ha aiutato per dopo, perché ritornando da questo viaggio Dio mi stava aspettando. Io mi trovavo che avevo bisogno di una nuova tappa. Perché nella vita spirituale è come nella vita fisica, ci sono delle tappe: c'è l'infanzia, c'è l'adolescenza, il farsi maturo. Così nella vita spirituale. Dio mi stava aspettando perché andando a casa dei miei genitori, era il giorno di Natale e mio padre e mia madre mi avevano invitato a fare il Natale insieme, vidi la donna di servizio in cucina che stava piangendo. Gli chiesi perché piangesse e mi raccontò una storia indicibile. Lei viveva nelle baracche della zona di Madrid, che suo marito era alcolizzato e la picchiava ed aveva fatto cose orribili, che il figlio era in galera, che si voleva uccidere. Io rimasi impressionato e volevo aiutarla, sono andato a parlare con suo marito, l' ho portato al cursillo. Quest'uomo era rozzo e non sapeva quasi ne leggere e ne scrivere. Ha sentito una parola però dopo ha continuato a bere. Ogni volta che succedeva un macello in questa famiglia, perché quell'uomo era un alcolizzato terribile, quella donna mi chiamava perché l'unico dal quale sentiva una parola era da me. Allora ho pensato: forse Dio vuole che io venga a vivere qua (in questa famiglia con nove figli). In quell'ambiente sordido, pieno di gente miserabile, sono rimasto di stucco, perché mi sono trovato con un problema: la sofferenza degli innocenti (come quelle due bambine che sono state uccise in Belgio). Per esempio una donna che aveva il morbo di Parkinson e che chiedeva l'elemosina perché era stata abbandonata dal marito - una donna innocente che è stata tutta la sua vita vittima. Anche questa donna che faceva le pulizie a casa di mio Padre aveva avuto una vita terribile: un marito alcolizzato che la menava con un bastone, che la voleva far prostituire ecc. Io dicevo ma perché, che peccati hanno fatto, sono innocenti. Il peccato che cade su alcuni innocenti e li schiaccia. Diceva Sartre: "guai all'uomo che il dito di Dio schiaccia contro il muro". Bene di fronte al mistero della sofferenza sono rimasto così scioccato e lì ho trovato una presenza di Cristo. Ho trovato Cristo crocifisso, anche se non credevano. Cristo che prendeva il peccato su di sé, le conseguenze del peccato. Dopo sono dovuto andare in Africa per il servizio militare e quando sono ritornato ho detto: "se domani viene il Signore voglio che mi trovi ai piedi di Cristo crocifisso nei più miserabili della terra". Questo io l'ho sentito, io avevo forse un altro progetto. Cioè la figura del Servo di Jhavé, disprezzato, rifiuto degli uomini, uomo dei dolori, conoscitore (dice Isaia) di ogni miseria, Lui non aprì la bocca come pecora muta di fronte ai suoi tosatori. Ma di questo c'è una realtà oggi presente nel mondo. Allora ad un certo punto ho lasciato tutto, pitture, corsi dei cursillos, le mostre che facevo il Gremio 62 e tutti gli atti di apostolato che facevo con le arti, con la cultura ecc. e sono andato a vivere in un posto dove c'erano zingari, barboni clochard che raccoglievano cartonacci ecc... Era un ambiente formato da buchi, grotte, baracche di legno. Conoscevo un'assistente sociale che mi ha detto: c'è uno che è andato via adesso. Dai un calcio alla porta della sua baracca e mettiti dentro, non diranno niente. Allora con la chitarra e con la bibbia mi sono messo lì. Dormivo per terra, su un materasso che avevo portato. Quella baracca era un rifugio di cani e faceva un freddo cane ed i cani si mettevano vicino al letto e mi riscaldavano. Dopo ho capito che i cani sono per me un segno perché nella scrittura i cani significavano i pagani (dice la cananea a Gesù: anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono ai figli. Cristo aveva detto che non si doveva dare il pane dei figli - Israele - ai cani - i pagani-. E Gesù le disse "o donna grande è la tua fede). Il Signore mi ha portato là dove ho conosciuto Carmen che Dio aveva preparato attraverso un'altra storia. Lei stava in Israele con il padre Gotié, io ho conosciuto una sua sorella che era stata in un istituto secolare in un'opera religiosa in Spagna che si chiama Villa Teresita nata nata per aiutare le prostitute. Era l'epoca di Franco, delle case chiuse. Andavano a pregare il vangelo alle prostitute e a chi voleva cambiare vita la aiutavano procurandole un lavoro e un inserimento sociale. Con questa sorella partecipavo della stessa idea che occorreva scendere alle catacombe sociali per annunciare il Vangelo ai più poveri, che lì c'era una presenza di Cristo ecc... E questa donna mi disse un giorno: "ho una sorella più pazza di te, la devi conoscere, è come te, si trova adesso in Israele con il Padre Gotié". Era Carmen che si stava preparando per andare in Bolivia come missionaria, per predicare il Vangelo ai minatori di Ururu. Ma prima di andarci da sola voleva formare un gruppo anche misto, perché aveva visto anche da Padre Gotié che lavoravano uomini e donne. E quando é venuta a trovare le sue amiche ed ha conosciuto me ha pensato: ecco un giovanotto per il mio gruppo di evangelizzazione in Bolivia con i minatori. Però lei veniva da una esperienza molto importante perché attraverso padre Farnes, che è uno dei maggiori liturgisti che abbiamo in Spagna abbiamo conosciuto tutta la riforma del Concilio. Io venivo con la linea del Servo di Jhavé, di Cristo presso i poveri e lei portava la riforma del Concilio. Presto, vivendo nelle baracche la gente ha chiesto chi ero e volevano che io predicassi il vangelo. Ma mi sono subito reso conto che dopo quattro parole stratte non ti ascoltavano più. Dio ci ha portato in un ambiente dove ci ha obbligato a trovare una sintesi teologica catechetica e Carmen è stata molto importante perché mi diceva la verità. Mi diceva: "ma tu sei un bigotto, tu sei un....". E io le dicevo "ma chi ti conosce a te...che fai qua, vattene". Presto ho capito una cosa, che è una grande grazia che qualcuno non ti aduli e ti dica la verità e che è Dio stesso che te lo ha mandato. A quel punto è cambiato totalmente il mio atteggiamento con Carmen. Dio ti ha mandato qua, anche se per me è scomodissimo, anche se mi distruggi! Senza Carmen il Cammino Neocatecumenale non esisterebbe. Dice la verità senza guardare in faccia a nessuno, con un senso profetico. Il vero profeta non guarda in faccia a nessuno. Guardate quello che dicono a Cristo quando lo vogliono adulare: "sappiamo che non guarda in faccia a nessuno". Che è la più grande cosa che si può dire di un profeta. Che non lo impressiona ne i soldi, ne il livello sociale ma che dice la verità. Anche se spesso la verità, viviamo sempre sotto maschere ed in un consesso sociale, e non la vogliamo sentire. Però Dio mi ha aiutato e mi ha fatto vivere questo fatto (la verità dettami da Carmen) nella fede, perché Dio interviene nella storia con i fatti. Una sera due ragazzi scappati dalla polizia, sanguinanti, hanno saputo che io ero un cristiano ed hanno voluto nascondersi là. Un altro che chiedeva l'elemosina nella metropolitana, poliomielitico, ha detto se poteva venire a vivere con me, poi un altro che era un pastore, che conosceva Carmen ecc... Ed in poco temo lì mi sono trovato con un gruppo di gente tutta analfabeta, nessuno sapeva ne leggere ne scrivere. Questi poveracci si appiccicavano a me. Ecco come è nato il cammino, lì fra i poveri. Loro stessi hanno creato le prime catechesi. Vi faccio un esempio. Nella parte più bassa c'erano gli zingari nomadi, e tutti erano impressionati della mia presenza. Uno di loro veniva con la chitarra, cantava il flamenco ecc... Parlava con me e mi disse un giorno: io ti porto dagli zingari, tu gli predichi il Vangelo. Ci radunammo davanti alla baracca, tutti in circolo, c'era il campo davanti a noi ed il capo degli zingari mi disse: "parla". Ed ho cominciato a chiedere: "ma voi credete in Dio?, Chi é Dio?, Chi te lo ha detto?, perché credi in Dio?, lo hai visto? è grande e grosso? E lui mi ha raccontato un fatto. Eravamo accampati con la mia famiglia sul carro in Castiglia nel mezzo della pianura. Eravamo scesi dal carro io e mia moglie, stavamo sotto una quercia grande preparando le cose per mangiare ed improvvisamente è scoppiato un temporale ed un fulmine è caduto sul carro dove c'era il mio piccolo. Io mi sono messo in ginocchio ed ho chiesto di salvare mio figlio e subito dopo sono andato verso il carro che era tutto distrutto ed il bambino era vivo. Ecco perché dico che Dio c'è. Lui ha avuto una esperienza di fede vera. Adesso se mi dicono che Dio non c'è non mi importa, perché io ho avuto una esperienza che Lui c'è. Lui ha raccontato un intervento di Dio. E nelle prime catechesi facciamo così. Domandiamo: tu credi in Dio? chi è Dio per te? hai avuto un intervento di Dio che ti permette di dire che esiste? Perché la Bibbia presenta fatti, Dio interviene nella storia. Non dobbiamo inventarci idee, la religione non è un oppio, è Dio che è intervenuto e sta intervenendo nella storia. Oggi stesso interviene per te. Ha preso la mia vita ed ha avuto il potere di sedurmi. Vi racconto un altro aneddoto di come proprio i poveri hanno contribuito a creare le catechesi. Viene il capo degli zingari e mi porta su una grotta e dice vieni che ho radunato tutta la tribù perché gli devi parlare di Cristo. Io non volevo, perché volevo come Charles de Foucauld mettermi silenziosamente ai piedi dei più poveri come si contempla l'Ostia Santa, l'adorazione al Santissimo mettendomi in adorazione ai poveri. Perché io mi sentivo più povero di loro: loro stavano santificati per la presenza di Cristo. Non ero andato lì per insegnare a leggere e per fare opere ma solo per questa presenza. Ed invece questo tizio voleva che io predicassi agli zingari. Mi portò in questa grotta oscura e mi disse: "parla". Cominciai a raccontare di Adamo ed Eva, del peccato originale ecc... D'un tratto si alza la madre di questo capo zingaro, molto fiera, che non mi sopportava perché suo figlio non lo vedeva mai in quanto stava sempre con me e mi disse: "lei ha visto questo? io so una cosa sola, che mio padre è morto e non è ritornato più a casa, la mia casa è vuota; lei ha visto qualcuno che è tornato dalla morte? no vero? allora sono tutte fandonie, una mano nel cielo c'è ma nessuno è mai tornato dalla morte, ed io sto perdendo tempo ad ascoltarla, andiamo donne". Tutte le donne si sono alzate ed è finita la riunione. Ma quella donna ha detto una cosa molto importante che mi ha aiutato moltissimo. Loro mi chiedevano che predicassi, ma mi sono chiesto: come è possibile predicare? come predicavano gli apostoli? non certo facendo conferenze! E proprio quella mattina io avevo letto negli Atti degli Apostoli che il governatore Festo dice al re Agrippa che deteneva in carcere un prigioniero molto interessante che vorrei che tu ascoltassi (Paolo) che parla di un uomo che è morto, ma lui dice che vive. Ecco che un pagano ha ascoltato la predicazione di Paolo un apostolo itinerante e l'unica cosa ha capito è che parla di un uomo che e venuto dal cimitero, esattamente come quella donna mi chiedeva. Ecco come il Signore ci ha aiutato a semplificare, anche attraverso il Concilio, il kerigma, l'annunzio di Cristo risorto dalla morte per noi. Quelle persone erano tutti ladri, prostitute zingari e non si difendevano di fronte alla parola che grazie allo Spirito Santo aveva un’eco nei loro cuori e così si è formata una koinonia, una comunione, e nelle baracche è apparsa la risposta alla parola di Dio. Nelle baracche è apparso un tripode, una parola, Dio che parla, una risposta alla parola di Dio ed appariva una Liturgia che è una presenza divina. E noi (io e Carmen) avevamo vergogna a sentire con quale sincerità e quale potenza questi pregavano Dio. Ed è apparsa una comunione (e guardate che è impossibile per uno zingaro fare comunione con un ladro, non sopportano i ladri che non siano della loro razza), la Chiesa, la comunità cristiana, l'amore tra di noi. Tanto che tutti eravamo convinti che questa comunità era una cosa celeste. Ecco che abbiamo visto apparire il tripode sul quale si basa il Cammino e la Chiesa stessa. Dice il Concilio Vaticano II° che la vita di ogni cristiano si basa su un tripode formato da parola, liturgia e comunità.

Dopo qualche tempo il Signore ha permesso un altro fatto. Carmen si trovava a vivere in un'altra zona di baracche, non vivevamo assieme, in quella zona è venuta la polizia (la guardia civile con le mitragliatrici) che voleva abbattere tutte le baracche e fra le altre aveva già buttato giù la baracca di Carmen. Noi abbiamo pensato che era una ingiustizia enorme allora io ho chiamato il Vescovo che avevo conosciuto all’epoca del cursillos, don Casimiro Mortillo, Arcivescovo di Madrid e gli ho detto: "padre vanno a buttare queste famiglie fuori". Lui mi ha detto: "dove è questo? vado lì immediatamente". Sono andato dal capo della polizia e gli ho detto che veniva l’Arcivescovo. A questa notizia hanno smesso di buttar giù le baracche, gli operai sono risaliti sui camion e la polizia sulle jeep ad aspettare sulla collina. Quando hanno visto che arrivava l´Arcivescovo sono andati via tutti! L’Arcivescovo ha così conosciuto la nostra comunità, ha conosciuto gli zingari che hanno pregato lodi con lui e lui ha pianto. Mi ha detto Kiko io non sono cristiano, da oggi il mio palazzo sarà aperto a tutti e da quel giorno è diventato nostro protettore. Ha detto al parroco della parrocchia vicina lascerai questa Chiesa aperta per loro; ci ha permesso di fare l'Eucarestia con pane azzimo e con i canti. Abbiamo visto che da lì il Signore ha preso questo seme con i poveri, che Dio aveva fecondato attraverso Carmen con tutta la grazia del Concilio, e lo ha portato alle parrocchie. Don Casimiro Mortillo è rimasto impressionantissimo e ci ha spinto ad andare alle parrocchie. Noi senza i Vescovi nel Cammino non avremmo fatto niente. Sono stati i Vescovi che hanno confermato, sempre hanno visto con discernimento. E Mortillo che in quel momento era in conflitto con l'Azione Cattolica che stava molto a sinistra, ha puntato verso di noi che non eravamo nessuno, che stavamo cominciando. E' venuto a Roma ai Martiri Canadesi, la prima parrocchia di Roma in cui è nato il Cammino in Italia, a parlare con il Parroco, Padre Sirio, che credeva che fossimo eretici, dicendogli che non avesse paura, che questo era di Dio. Noi siamo venuti in Italia con una lettera al Cardinal Dell'Acqua che era amico del Cardinal Florit e grazie a quella lettera Florit che si scontrava con tutta la lotta dell' Isolotto ha accettato che predicassimo in Firenze. Così grazie alla lettera del Cardinal Mortillo abbiamo annunciato il vangelo a Roma e a Firenze. E dopo siamo andati anche a Ivrea. Questo Cammino Neocatecumenale alle parrocchie è aprire una iniziazione cristiana. Ma andando alle parrocchie cosa è successo risultava che queste catechesi che noi facevamo con i poveri, i poveri erano così poveri che ascoltavano, ma i borghesi in una parrocchia borghese dicevano no: tu ci dai la tua esperienza e noi ti diamo la nostra esperienza ma chiamarci a conversione neanche per sogno. Chi ti credi tu di chiamare a conversione! Cioè non l'accettavano, abbiamo visto che la gente si sentiva a posto, tutti erano cristiani, tutti si sentivano a posto. Allora a questo punto abbiamo visto che bisognava fare un cammino di discesa, di Kenosi, per spogliarsi e scoprire il Battesimo. Ed abbiamo cominciato a percorrere il Battesimo e la storia poco a poco ci ha fatto scoprire cosa sia l'iniziazione cristiana. Dopo abbiamo cominciato in alcune parrocchie. Ci hanno espulso da 12 parrocchie di Madrid, sempre con moltissime sofferenze. Dopo si è sparsa la voce che io ero di sinistra e, mentre predicavamo in una parrocchia di Madrid, sono venuti i Guerriglieri di Cristo Re insieme alla destra, con la pistola, ci insultavano, mi nascosi perché mi volevano far la pelle, venne la polizia, un macello . Mamma mia! In Barcellona, mentre predicavo spensero tutte le luci e con i bastoni facevano rumore: bum, bum, bum. Alla famiglia che mi aveva portato a predicare gli hanno bruciarono la macchina ecc. Cioè abbiamo avuto sempre l'estrema sinistra che ci vede come "angelisti" che preghiamo ma non abbiamo un impegno sociale (teologia della liberazione) e l'estrema destra che non ci capivano, non capivano le nostre liturgie, che pensavano fossimo eretici ecc. Tutto ciò può sembrare un segno negativo ma io ho visto in questo un segno positivo, perché noi apostoli itineranti perseguitati sopportiamo, calunniati..., l'unico nostro vanto è assomigliare a Cristo ed a Cristo Crocifisso. Adesso fratelli mi restano 20 minuti. Voglio fare una cosa: faccio una lettura al caso. Dio sa le persone che sono qua, conosce i vostri problemi. Di informazioni su come è nato il Cammino ne avete avute a sufficienza.

Adesso voglio dare una parola che possa servire a voi. Adesso apriamo il vangelo al caso e dove metto il dito vuol dire che Dio ha scelto questa parola per noi.

Dal vangelo secondo Marco


17 Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in
prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che
egli aveva sposata. 18 Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito
tenere la moglie di tuo fratello». 19 Per questo Erodìade gli portava
rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, 20 perché
Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di
lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo
ascoltava volentieri.
21 Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno
fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i
notabili della Galilea. 22 Entrata la figlia della stessa Erodìade,
danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla
ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». 23 E le fece
questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse
anche la metà del mio regno». 24 La ragazza uscì e disse alla madre:
«Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il
Battista». 25 Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo:
«Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il
Battista». 26 Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento
e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. 27 Subito il re mandò
una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa. 28 La
guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un
vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre.
29
I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il
cadavere e lo posero in un sepolcro.

Parola del Signore!

La parola che il Signore ci ha dato mi ispira per dirvi una parola. L'anno scorso siamo andati a visitare le comunità e gli itineranti in Asia. Siamo andati in Australia, abbiamo avuto un incontro a Sidney con tutte le comunità, poi a Peert dove abbiamo visitato un seminario Redemptoris Mater aperto dal Cammino, dopo siamo passati a Taiwan dove abbiamo visitato il seminario di Kauchun, dopo siamo andati in Giappone dove c'è un altro seminario a Tokyo, poi siamo andati a Seoul, abbiamo avuto un incontro con tutte le comunità della Corea, poi a Hong Kong un incontro con i preti il cardinale e le comunità, poi a Singapore, in Cina ecc. Quello che mi ha impressionato in questo viaggio è stato vedere che in tutti questi posti in fondo c'è una sola cultura: tutti erano grattacieli e strade uguali come se ci fosse un solo architetto. Ci troviamo in una realtà nuova che ci supera tutti. Ci troviamo oggi di fronte a una grandissima sfida: i sociologi dicono che siamo di fronte al "villaggio globale", al rimpicciolirsi del mondo dovuto alla potenza dei mezzi di comunicazione. Sappiamo tutto di tutti rapidissimamente. Attraverso il potere che hanno i media in Cina le ragazze vestono come da noi, tutti vestiamo nella stessa forma, vediamo gli stessi film, ascoltiamo la stessa musica, mangiamo gli stessi hamburger. Dicono i sociologi che in media ogni giorno vediamo 4 ore di televisione. Internet ecc. Di fronte a questo, come cristiani, possediamo il carisma profetico per il battesimo, dobbiamo riflettere su cosa Dio ci sta dicendo attraverso questi fatti. Che antropologia, c’è sotto i film, le telenovelas del nostro mondo? Antropologia viene da Antropos uomo: a quale concetto di uomo, a che cultura ci vogliono portare, a che civiltà? È un’antropologia che non è cristiana, che anzi è anti-cristiana, perché afferma (usiamo una parola presa dalla bioetica) ""l'autopoiesi",", la pretesa che l’uomo sia creatore di se stesso. Le città si stanno trasformando: mostri giganteschi, multirazziali, multi religiosi, dove c'è una unica religione che si impone dappertutto che è la tolleranza. Non c’è più verità, siamo nella post-modernità, ciascuno ha la sua verità, e quindi c’è il relativismo totale. Tutto intorno a noi ci sta catechizzando a questa autopoiesi, che l'uomo è creatore di se stesso. Si parla già da alcune parti che il ragazzo può scegliere il suo sesso, se essere maschio o femmina, ecc... Questo è gravissimo perché autopoiesi è una parola nuova, moderna, che però in fondo non è altro che il primo inganno che il demonio fece a Eva quando le disse: "Tu sarai come Dio, conoscitrice del bene del male, potrai decidere da te stessa il bene e il male. Sarai Dio". Questo implica, ancora più in profondità, che si sta distruggendo la famiglia. La rivelazione che ci è venuto a portare Gesù Cristo è che Dio è Padre, e che tu sei stato creato per essere figlio di Dio. Dio è Padre, ma se Dio non c’è, non esiste alcun legame, e tutto diventa lecito. È lecito il divorzio, è lecito avere la moglie del fratello... Dico questo perché vedete la parola: Giovanni Battista profetizza "non ti è lecito avere la moglie di tuo fratello". Di fronte a tutto questo la Chiesa deve di nuovo evangelizzare, annunziare il Vangelo. Cosa vuol dire annunziare il Vangelo? Vuol dire annunziare a tutti gli uomini che Dio ci ha creato perché divenissimo figli di Dio e che Cristo ha dato la vita per noi, su una croce. La lettera agli Ebrei, nel 2° capitolo, fa un'analisi di cosa fa soffrire l'uomo e dice: "14 Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli (Cristo) ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 15 e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita". Questo testo dice che gli uomini, per la paura che hanno della morte, sono soggetti a schiavitù, durante tutta la vita, del demonio. La Bibbia di Gerusalemme traduce chiamando il demonio "signore della morte" ; la bibbia della CEI traduce "colui che della morte ha il potere", il diavolo. E con la paura che abbiamo della morte siamo soggetti alla schiavitù del demonio, cioè facciamo la volontà del demonio. Ma dice che Cristo è venuto a partecipare del sangue e della carne per poter ridurre all'impotenza, cioè togliere al demonio questo potere che ha sugli uomini. Come? Mediante la sua morte! Lui è venuto per entrare nella morte e così a distruggere la morte. Come? Attraverso la risurrezione! Ascoltatemi! Io non so se avete fede. Tu hai fede? Che cosa è la fede? Tu sei cristiano? E come fai a dire che sei cristiano? Mostramelo! Che vai a messa? Questo vuol dire essere cristiano? Andare a messa? Cosa è essere cristiani? Dice questo testo che per la paura che abbiamo della morte siamo schiavi del demonio. L'uomo ha terrore della sofferenza, della morte e scappa dalla sofferenza nel peccato, peccando, obbedendo al demonio. Cristo è venuto a togliere questa schiavitù dell'uomo dal peccato. Come? Entrando nella morte, distruggendo la morte! Cristo è risorto canta la chiesa. Se non crediamo questo, vana è la nostra fede. Ma perché il cristiano crede che Cristo è risorto? Non solo perché glie lo hanno detto, ma perché Cristo è realmente resuscitato dalla morte è salito al cielo e dal cielo intercede per noi, Cristo sta davanti al padre presentando le sue piaghe gloriose per te. Perché quello che io annunzio adesso, si realizza in te adesso. Io ti dico che Dio ti ha creato perché tu divenissi suo figlio. Però per questo va a fare in te una nuova creazione. Cristo a dato la vita per te su una croce, si è offerto al Padre per tutti gli uomini. Dice il libro della Sapienza che per paura del demonio entrò la morte nel mondo - salario del peccato è la morte. Ma perché l'uomo ha paura della morte? Perché ha fatto una esperienza ontologica di separazione da Dio. L’uomo che si separa da Dio sperimenta la morte, perché Dio è la vita. Dio ha posto l’uomo in un paradiso meraviglioso, dandogli un solo limite: non mangiare dell’albero della scienza del bene e del male, che Dio si è riservato per sé. Infatti, è Lui, Dio, che decide il bene e il male. Questo è l’unico limite. Ma il demonio, dice S. Paolo, prendendo occasione dal limite, cioè dal comandamento di non mangiare dell'albero, ci ha sedotto e ci ha uccisi. Ha detto: Dio ti limita, dunque non è amore, non ti ama, è geloso di te, è un mostro! Un limite, quale limite, si è riservato una sola cosa per se. Tu non sei Dio, tu sei stato creato dal niente. C'è il demonio che è un angelo e c'è una Donna che si chiama Eva, ma c'è un secondo angelo è c'è una seconda Eva. Io oggi per voi sono il secondo angelo, ma c'è stato nella nostra vita un primo angelo che noi abbiamo ascoltato. E guardate che la rovina del mondo è entrata per l'udito, perché c'è stato un dialogo dell'angelo con la prima Eva, che è immagine tua. Tu sei Eva, tu sei Adamo, io sono Adamo! La parola si fa presente, si fa carne. E dice l'angelo ad Eva come è che non potete mangiare di nessun albero del giardino? Il demonio, gli ha lasciato nel subconscio che ha una proibizione, è limitata. Lei ha risposto: di tutti possiamo mangiare meno che di uno, perché Dio ha detto che se di quello mangerai tu morrai. E disse il demonio la grande menzogna, la menzogna primordiale: non è vero che morirai, Dio sa molto bene che il giorno che tu mangi tu sarai come Dio, perché conoscerai il bene e il male. Ed Eva vide che questo di fare esperienza da se del male (adesso conosce il bene) e conoscere da se il male ed il bene e decidere da se era buono alla vista, attraente e mangiò e diede da mangiare a suo marito. Mangiò con il corpo, tutta la persona intera. Questa Eva sei tu, sono io. Io mi sono trovato di fronte alla proibizione quando una donna sposata voleva che andassi a letto con lei e mi ha detto il demonio chi ti ha detto che è peccato questo! Chi te lo ha detto: i preti! Ti è stato posto un limite, non ti è permesso di realizzarti! E' buono realizzarti da te, tu sei libero, chi ti sta limitando! Li c'è un dialogo e un ascolto. E le conseguenze sono terribili. Chi ti ha dato l'essere. Noi siamo perché Dio ci da l'essere amandoci! Ma se io accetto che Dio è un mostro, che è un invidioso, che non c'è: chi sono io? chi mi ha creato? Non sono! Le radici del mio essere vengono tagliare, ontologicamente conosco la morte. A partire da questo momento la sofferenza umana del lavoro, di avere figli diventa per me una barriera, una morte. E il demonio ha potere su di me per la morte, per la paura della morte. Adesso voglio essere e il mio essere è perso, non sono, non sono per nessuno. Voglio essere per qualcuno che mi ami ed allora ho bisogno di successo, di soldi, di bellezza, di essere il primo, di essere qualcuno. Tanta gente nel Cammino ha detto io prima non ero, per niente, per nessuno, adesso sono! Come possiamo dunque essere guariti da questa morte interna? Come si potrà non dividere un matrimonio se la moglie lo distrugge. Lui ha dentro una morte, vuole essere. Guarda S. Paolo cosa dice: "Caritas Crisi urget nos. L'amore di Cristo ci spinge al pensiero che se uno è morto, per tutti, tutti sono morti. Ed è morto per tutti perché quelli che vivono, non vivono più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro". Vuole dire che l’uomo che sta in questa condizione di morte ontologica sotto il potere del demonio è soggetto alla paura della morte, è condannato a vivere per sé, e il peccato lo obbliga a offrire a se stesso tutto: si offre le donne, la sessualità, il lavoro... E' lui il cosmo, egli diventa così il centro di una nuova cosmogonia, perché è lui il creatore del mondo, della realtà. Ma questa è in realtà una condanna. Perché è una condanna? Perché Dio nessuno l'ha visto è il figlio che ce lo ha mostrato. Lui è Dio, questo amore è Dio (Cristo crocifisso). Dio è colui che ti ama così. Anche se sei suo nemico ha dato la vita per te, si è totalmente donato a te. Questo amore: caritas Cristi. Non l'amore di un amico, di una madre, di una fidanzata. Questo amore è soprannaturale. Deus est caritas, Dio è questo amore. E che cosa è questo amore che ti annuncio questa mattina dicendoti che Dio ti ama così! Guarda questo crocifisso, guardalo! Dio ti ama così e tu sei stato creato a sua immagine, per amare così! Solamente il giorno che tu potrai amare così sarai pienamente libero, libero, libero! Puoi amare così? No! Puoi amare così? No! Per amare così devi aver vinto la morte, amare fino a dare la vita per il nemico, amare il nemico. Ascoltami! Se tu adesso prendi questa chiave che ti sto dando e prendi il vangelo adesso, il sermone della montagna: "amate i vostri nemici in questo sarete miei figli perché Dio fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi". Amare il nemico cosa significa? Amare colui che ti uccide, amare al di la della morte. Perché cosa è il cristianesimo? Il Cristianesimo non è altro che questo: la vittoria sulla morte! Cristo è risorto per vivere in te e ti dona la vittoria sulla morte. Che cosa è la vittoria sulla morte? La vita eterna! Quando i tuoi genitori ti battezzarono il prete domandò: "come si va a chiamare?" - Francesco - e cosa chiedete per Francesco - la fede - e cosa da la fede - ed hanno risposto per te: "la vita eterna". Vita eterna adesso, non per dopo. Hai tu questa vita, vita eterna che comincia adesso e non può morire più? Non muore più perché Cristo non può ritornare a morire. Mostramelo! Questo è il segreto del Cammino Neocatecumenale: non crediamo la fede di nessuno, chi ha fede lo mostri con le opere. Che opere? Non solamente l’impegno sociale, saremmo come i comunisti! Pregare? Gli ebrei, l’Islam pregano meglio di noi! Quali opere allora sono genuine di un cristiano, che un marxista, un ebreo, un maomettano non possono fare? Le opere per le quali occorre avere ricevuto dal cielo la Grazia dello Spirito Santo. Cristo ha donato al Padre la sua vita; nel suo testamento l’ha lasciata per te, per ciascuno di noi. Cristo non ti ha giudicato e non ti giudica, ha dato la vita per te e ti ha lasciato in eredità la sua vita immortale. Però per ricevere la sua vita bisogna che qualcuno te lo annunci. Se un tuo zio del Brasile ti ha lasciato in eredità di 50 miliardi, e tu vivi poveramente, qualcuno te lo deve venire a dire. Ti deve annunciare con la bocca questa buona notizia: "sei ricco, ti hanno lasciato 50 miliardi". Però tu puoi crederlo o no. Cristo ha lasciato per te una eredità ancora più grande. Ha lasciato un testamento gratis per te, perché non ti ha giudicato. Sei stato un adultero? Hai abortito? Quante donne qui hanno abortito. Non ti ha giudicato Cristo, ha dato la vita per te e ti ha lasciato in eredità la sua vita immortale. E quando io ricevo questa vita immortale? Adesso! Adesso! Mi stai ascoltando? No! Ascoltami! Un giorno ti si chiederà conto di questo annunzio! Quando si riceve questa vita: Adesso stesso Cristo stesso sta davanti al Padre presentando con le mani le piaghe gloriose dei suoi chiodi per te. È morto, ha ricevuto il castigo dei tuoi peccati. È morto al tuo posto, perché tu non muoia mai più, perché tu possa ricevere una vita nuova che si chiama vita eterna. Adesso che cosa impedisce che la grazia dello Spirito di Cristo sia uno in te. Tu lo sai che Dio è uno in te vuole essere uno. Dice Cristo nel suo testamento prima di morire: "Padre, che l'amore con cui hai amato me sia in loro, dentro di loro, e io in loro". Sono le ultime sue parole prima della passione. L'amore che ha il Padre per il Figlio, che procede dal Padre e riposa nel Figlio é lo Spirito Santo. Che questo amore sia in loro. Allora vuole dire che Dio è nel Figlio totalmente uno. Questo è il mistero della Trinità: uno, che il Padre è totalmente nel Figlio come il Figlio è totalmente nel Padre, questo amore. E Dio vuole che tu partecipi di questa Trinità di amore. Questo è il cielo, la Koinonia in Dio dell'amore. Cristo è morto perché tu possa ricevere una vita nuova che si chiama vita eterna, che non muore più. E se tu hai dentro questa vita eterna, anche se tua moglie o il tuo matrimonio diventano il tuo nemico, puoi amarlo. La puoi perdonare. Prima, se non hai lo Spirito di Cristo, non la puoi perdonare. Ci vuole la grazia dello Spirito Santo, non basta neppure il Battesimo: il Battesimo non è magico, è come morto, non agisce senza di te e senza questa Grazia. Io mi trovo tante volte davanti ad una coppia che sta sul punto di divorziare, con i figli distrutti. Dico loro: venite ad ascoltare un Kerigma, una parola. Dio salva il mondo per la parola, per la predicazione. Se no io non darei la vita per predicare, starei dipingendo, mi sarei sposato. Se sto dando la vita per portare una parola è perché il mondo si è salvato per la predicazione. C'è bisogno che di nuovo si rialzi S. Francesco! E' qui S. Francesco, seduto, che mi ascolta, è qui S. Domenico di Guzman. Migliaia di itineranti che vanno a predicare il vangelo per salvare questa generazione dalla falsa antropologia, dalle nuove sfide del terzo millennio. La Chiesa si deve rialzare, per questo dobbiamo collaborare gli uni con gli altri. Perché è molto importante quello di cui stiamo parlando. Perché vi faccio questo esempio: una coppia sta per dividersi, la moglie odia il marito, sono già andati dagli avvocati per divorziare. Ha parlato prima con me, il marito è un mostro di egoismo, lei è una strega, si vogliono separare. Per un miracolo mi stanno ascoltando adesso. Se la donna apre un momentino l'orecchio e crede che forse è vero, che Cristo le vuole inviare dal cielo il Suo Spirito, lo riceve, adesso, mentre è seduta, quando esce porta qualcosa che prima, quando è entrata, non aveva. Che cosa? Questo Spirito, questo amore. E che cosa è questo amore? L'amore al nemico, l'amore all'altro nemico, l'amore al marito nemico. Sono usciti a parlare ed ha perdonato. Prima non poteva perdonarlo.

Il cammino sta salvando il matrimonio. Non abbiamo una coppia separata nel cammino, perché ha ricevuto gratis dal cielo lo spirito di Cristo Risorto. Questo Spirito che è capace di amare l'altro anche se l'altro ti uccide. Anzi ti crocifiggi per lui. "Amatevi come io vi ho amato, in questo amore conosceranno tutti che siete miei discepoli" dice Gesù. Dove stanno quei cristiani che si amano gli uni con gli altri così (nella dimensione della croce), che sono un segno, un sacramento. Io dissi al parroco dei Martiri Canadesi, guardi padre dice Cristo "Amatevi come io vi ho amato, in questo amore conosceranno tutti che siete miei discepoli", se noi formassimo nella sua parrocchia una comunità dove non ci sono più classi e divisioni, dove ci amiamo in questa dimensione dell'amore, qui non sapremmo più dove mettere la gente. Per arrivare a questa dimensione della fede bisogna crescere nella fede, andiamo a messa ma non abbiamo questa statura di fede, quella statura nella quale la nostra fede diventa segno visibile, sacramento. Allora cosa possiamo fare: apriamo un cammino di riscoperta del battesimo perché al nostro battesimo, pianticella secca e inaridita, dobbiamo dare acqua per irrigarlo e farlo crescere. Dobbiamo sviluppare la ricchezza del Battesimo: il Battesimo infatti ci rende figli di Dio, ci dà una natura divina. Che cosa è la sostanza divina: "impronta della sua sostanza", ecco la sua sostanza (e mostra Cristo crocifisso). Tu credi che puoi amare così? Questa è la domanda! Tu che mi ascolti lo credi? No!... Perché non hai creduto! Io ti annunzio che Cristo ha dato la vita per te perché tu possa ricevere gratis questo spirito (e mostra Cristo crocifisso), lo Spirito Santo. Se tu lo ricevi già non vivrai più per te! Per esempio chi mi ha fatto andare nelle baracche: io non vivo più per me. Tu ti troverai per esempio in Africa: cioè non vivrai più per te. Ma tutto cambia nella tua vita perché adesso il tuo vivere è Cristo, vivi negli altri. Cristo ha rotto le barriere che ti obbligavano ad offrire tutto a te stesso. La famiglia come tu vuoi, il denaro, il lavoro. Sempre mormorando, sempre inquieto perché il peccato ti obbliga a che tutti ti devono amare perché tu sei Dio. E non ti amano, sei sempre maledetto, sei sempre sofferente. Ma chi poteva rompere le catene facendo sì che tu vivessi negli altri, che tu sei come Cristo, alter Cristus. Una nuova realtà, i cristiani hanno una nuova natura, hanno ricevuto da Dio la natura divina. Allora finisco dicendo c'è un primo angelo e c'è una prima donna, Eva, ma c'è un secondo angelo che è l'arcangelo S. Gabriele e c'è una seconda Eva alla quale l'arcangelo Gabriele dice: rallegrati Maria piena dell'amore di Dio, in te va a nascere il salvatore. La chiesa dice che Maria è l'immagine di ogni cristiano e che la fede viene per l'annunzio della parola. Io sono oggi per te l'arcangelo Gabriele e tu sei Maria. E io ti dico rallegrati perché Dio vuole far nascere in te Cristo. Per questo dice Cristo chi ascolta la mia parola è mia madre (non dice mio padre), è mia madre. Perché attraverso l'annunzio la vergine Maria riceve lo Spirito Santo che accompagna l'annunzio. Su questa sala c'è una nuvola la shekinà della parola divina e sta aspettando che qualcuno di voi mi ascolti e che sia come la vergine Maria che dica si realizzi in me la tua parola. Fiat! Non è un si volontaristico pelagiano! Chi dice di voi oggi: Kiko è provvidenziale che siamo venuti a questo meeting di Rimini, veramente io accetto che si realizzi in me quello che tu stai dicendo. Ascoltami! La sostanza divina è che Dio è uno in te, vuole essere totalmente in te uno. Lo sta desiderando ma non può farlo senza di te. Se ti apri per un istante immediatamente lo Spirito Santo ti copre con la sua ombra come ha fatto con Maria e tu esci da questo incontro incinta. Le ragazze escono tutte incinte. Cioè usciamo di qua con una piccola pancetta e notiamo con sorpresa che effettivamente vado a casa e posso perdonare al marito, alla moglie, gratis. Grazie alla morte di Cristo, non per il mio impegno. La fede è un dono gratuito, la gloria la riceve Cristo. La gloria del Padre è stata manifestata in Cristo risuscitato, vincitore della morte. Che cosa toglie la gloria a Dio: la sofferenza degli innocenti, la morte, le malattie. Come Dio riceve gloria: Cristo ha dato gloria al Padre perché è venuto a distruggere la morte. Credi tu che puoi vivere eternamente? Tu credi che noi non moriamo più? Tu credi con S. Paolo che morire è meglio che vivere perché morire è andare con Cristo. Morire è andare con Cristo! Se muoio sotto una macchina e sono cristiano vado immediatamente con Cristo. Allora tutto ha senso: la vecchiaia, le malattie, la vecchiaia ci aiuta, ci fa umili. Cioè la vita ha un cambio totale. La cosa più grande, fratelli, guardate questa immagine, Cristo e Cristo crocifisso. Io prometto ai giovani che con Cristo voi potete amare così! Chi ti permette di amare così ti farà libero. Cioè che tu possa donare la tua vita come presenta l'Eucarestia del Tabernacolo. Si è totalmente dato per noi Cristo. Un giovane mi ha detto: Kiko come io posso donarmi totalmente se sono un egoista cerco la vita dalle ragazze. Tu dici che davvero potrei dare la vita per tutti così. Guarda, gli ho detto io. Tu credi che il sangue di Cristo abbia un valore? Domani quando vai ad una messa ed il prete alza il calice, pensa quel calice è il sangue di Cristo che ha dato per te perché tu possa ricevere dal cielo una nuova natura. E dice S. Paolo chi sta in Cristo è una nuova creazione, le cose vecchie sono passate, ne sono state create di nuove. Cioè oggi si creano cose nuove. Allora finisco dicendo oggi festa di Maria regina: "sia fatto in me secondo la tua parola". Ripetetelo con me "sia fatto in me secondo la tua parola". Interessante sapere chi non l'ha detto! Chi non l'ha detto. Perché a questo punto già è passato, se non l'avete detto non l'avete detto. Chi non l'ha detto o chi l'ha detto:"sia fatto in me secondo la tua parola". Come la vergine Maria. Bene fratelli coraggio perché il Signore vuole darti veramente se stesso attraverso lo Spirito Santo. E se è entrato dentro di noi lo Spirito di Cristo rende testimonianza al nostro spirito che Dio è amore, che è nostro padre, che siamo suoi figli e che siamo vivi, risorti con Lui, che non moriamo e catapulta la nostra vita a non vivere più per noi stessi ma a vivere per colui che è morto e risorto per noi.

Preghiamo.