giovedì 1 novembre 2012

36 Conferenza Nazionale Animatori RnS: "La porta della fede"

Conferenza Nazionale Animatori 2012 - Clicca per ingrandire...

"La porta della fede” (cf At 14,27). “Spalanchiamo i cuori a Gesù Signore per annunciare il Vangelo!” (cf I Cor 9,16). E’ il tema della 36.ma Conferenza Nazionale Animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) in corso da oggi al 4 novembre prossimi. A ritrovarsi presso il Palacongressi di Rimini sono circa tremilacinquecento animatori e responsabili del movimento ecclesiale. Per l’evento sono giunti i messaggi augurali del cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, di mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei. “L’Anno della fede – scrive il cardinale Rylko - sia per tutti i membri dell’associazione una nuova occasione di slancio evangelizzatore per la diffusione del messaggio di Cristo Gesù che solo può condurre tutti gli uomini alla salvezza. Il mio augurio è di avere sempre, come ebbe a dire Paolo VI, il fuoco nel cuore, la Parola sulle labbra e la profezia nello sguardo!”. Mons. Fisichella ha ricordato l’importante contingenza storica per la Chiesa e per il Rinnovamento esortando: “Sia questo per voi un momento per ringraziare il Signore per la fede ricevuta, per approfondirla e per trasmetterla agli altri sotto la costante azione dello Spirito Santo che accompagna la sua Chiesa”. Mons. Crociata ha sottolineato che “stiamo sempre più prendendo coscienza che ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno è un risveglio della fede, in un contesto che non esitiamo a definire di crisi. (…) Ma non meno chiara è la certezza della forza intrinseca, perché proveniente dall’Alto, di ciò che è messo nelle nostre mani: la Parola di Dio, la grazia trasmessa dai sacramenti, la tradizione di una vita ecclesiale in cui la persona è accolta e accompagnata verso la pienezza di vita e di gioia del Vangelo. Di questa perdurante facoltà educativa, anche voi, cari Animatori, siete un segno di cui essere grati”. “La 36a Conferenza Nazionale Animatori - ha detto Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia - chiude le celebrazioni legate al 40.mo anniversario della nascita del Rinnovamento in Italia. Abbiamo vissuto un anno di eventi davvero straordinario; ogni nostra attesa di partecipazione è stata superata, le grazie registrate sono state abbondantissime. La gratitudine a Dio si fa ora voto di un impegno comunitario ancora più marcato a servizio della nuova evangelizzazione. Non sarà vero Anno della Fede se non riusciremo a manifestare il dinamismo carismatico della nostra fede”. “La fede è un dono, ma è anche l’esperienza di un incontro con una Persona viva, Gesù, che cambia la vita e la riordina radicalmente”. “Vogliamo ribadire che la nuova evangelizzazione – ha concluso Salvatore Martinez - sarà possibile nello Spirito Santo, con la sua fantasia, con le sue soluzioni creative, con la sua potenza. La storia ha bisogno di uomini nuovi, al contempo divinizzati e umanizzati dallo Spirito”. 


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La felicità di essere figli 
Sintesi dell'omelia di mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini
Conferenza Nazionale Animatori 2012 - Mons. Lambiasi - Clicca per ingrandire...È un padre fedele ai suoi figli il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi che, anche quest’anno, accoglie il popolo del Rinnovamento e, nel giorno di Tutti i Santi, presiede la Messa in apertura della 36ª Conferenza nazionale animatori.Dalle Beatitudini (cf Mt 5, 1-12), lo straordinario discorso di Gesù dalla montagna, il Vescovo attinge il senso più alto: «Dio ci vuole felici!». E la parola che in italiano noi traduciamo con “beati”, in altre lingue spesso viene tradotta proprio con il sinonimo “felici”. Gesù vuole la felicità di tutti, ma in modo speciale di coloro che sono provati dalla sofferenza, che vivono nella povertà e nell’apparente convinzione di non poter essere mai più felici. Dio è “titolare” di un infinito capitale di felicità da condividere proprio con i più sfortunati.Molti i passi della Sacra Bibbia dove Gesù ci parla di questo dono immenso e del bisogno di vedere felici i suoi figli: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (cf Mt 11, 28; Gv 15, 11; 17, 13).«Le Beatitudini – continua mons. Lambiasi, ricordando le parole di un grande esegeta del secolo scorso, Jacques Dupont - sono prima di tutto una proclamazione di felicità, e non soltanto una promessa di felicità». Con le Beatitudini – aggiunge il Vescovo -, «Gesù constata un fatto più che dettare un dovere o esigere uno sforzo. I poveri, gli oppressi, gli amanti della giustizia possono già vivere nella gioia».La felicità di ogni uomo è legata al dono ricevuto del battesimo che ha reso tutti figli di Dio. E proprio nella filialità sta il segreto della felicità e della santità; essa «è “la misura più alta” della vita filiale». Dunque, filialità e santità sono le vie che conducono alla felicità.Come cristiani, siamo invitati a percorrere le orme di Dio e a pronunciare, come Maria, il nostro “sì”. Ella, per prima, mettendo la sua vita nelle mani di Dio, ha ricevuto una felicità senza fine. Il suo “sì” incondizionato è “felicità di fede” e “felicità di maternità”.Nella società occidentale - conclude il Vescovo - la fede dei cristiani viene messa ogni giorno a dura prova. Molti filosofi del secolo precedente e dei nostri giorni vorrebbero convincerci dell’infelicità di essere cristiani, ma a questi attacchi infondati possiamo rispondere con una prova inconfutabile: «il “test” di un’umanità felice, nel duplice senso di umanità feconda e di umanità gioiosa. Benedetto XVI ce lo ricorda: «La gioia di credere è la responsabilità del cristiano: in questa ora della nostra storia dovremmo farla nostra con animo nuovo» (La Gioia della Fede). (D. Di Domenico)

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Accogliere la Parola per la Nuova evangelizzazione  
Relazione introduttiva del Coordinatore nazionale
Conferenza Nazionale Animatori 2012 - Mario Landi - Clicca per ingrandire...Una memoria grata del Quarantennale, una rilettura sapienziale di quanto il Signore ha donato al Rinnovamento nello Spirito Santo in questo Anno giubilare: la relazione introduttiva del coordinatore nazionale Mario Landi ha chiamato tutti gli animatori a una nuova responsabilità, per vivere una svolta in questo Anno della fede.Un grande ralenti su un lungo anno di eventi, ma anche il richiamo al magistero della Chiesa, attraverso i messaggi dei Pontefici che si sono succeduti in questa lunga storia di grazia che da quarant'anni accompagna il Rinnovamento in Italia, segno tangibile di una ecclesialità forte.
"‘La porta della fede' (cf At 14, 27): si apre un anno di grazia del Signore! Proseguiamo il giubileo del Quarantesimo anniversario del Rinnovamento, chiamati a una nuova responsabilità" è il tema dell'intervento del Coordinatore nazionale, affrontato attraverso cinque parole chiave: fede ed evangelizzazione, declinate nelle dimensioni della profezia, del discernimento, della liberazione. «Nella Lettera apostolica di Benedetto XVI in apertura dell'Anno della fede, il Santo Padre pone l'attenzione su due aspetti: annuncio della Parola e cuore libero di accoglierla. "La porta della fede che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l'ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi - dice il Pontefice. È possibile oltrepassare quella soglia quando la parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma". Dovremmo esultare e avvertire un senso di profonda gioia e responsabilità per queste parole: in esse si scorge la natura, l'identità, la missione, la profezia di tutto il Rinnovamento, assieme al grande privilegio che la testimonianza e la profezia che lo Spirito ci ha chiamato a donare alla Chiesa di questo tempo passi, in questo momento storico, attraverso di noi».
L'Assemblea nazionale, la Verifica pastorale da essa scaturita, la 35ª Convocazione nazionale, l'Udienza speciale in Piazza San Pietro con Benedetto XVI, la Giornata mondiale delle famiglie e il Meeting del RnS a Milano, le Scuole estive di formazione, Dieci Piazze per Dieci Comandamenti, il Convegno sullo Spirito Santo sono alcuni dei "luoghi" in cui lo Spirito si è fatto promessa compiuta, incarnata, vissuta. «Durante l'Assemblea il Signore ha sottolineato come il RnS sia opera dello Spirito, un'opera da servire e non da asservire, che precede e supera ogni nostra capacità. Siamo chiamati a operare e agire nell'orizzonte della fede e non della razionalità, della carnalità. Dall'Assemblea siamo passati alla verifica pastorale a tutti i livelli, facendo memoria delle origini e della nostra missione ecclesiale, guardando al futuro senza rimpianti nostalgici». La Convocazione, poi, è stata una straordinaria esperienza di effusione dello Spirito Santo, registrando una partecipazione numerica come non accadeva da un po' di anni. Il centro dell'intero anno è stato indubbiamente l'Udienza in Piazza San Pietro con Benedetto XVI, «giorno più forte del giubilo della comunione ecclesiale, della speranza rinnovata, della carità operosa».
La Giornata mondiale delle famiglie e la presenza del RnS a Milano sono stati segno di quel corpo che, a partire da Pentecoste, sempre si genera: in questa ottica sono da leggere tutte le attività della Casa Famiglia di Nazareth a Loreto e la costruzione del Centro internazionale della famiglia a Nazareth, in Terra Santa, «per servire la famiglia e sostenerla nel suo impegno sociale e nella sua vocazione ecclesiale. Le Scuole estive di formazione sono state il momento in cui abbiamo formato le coscienze alla luce delle ragioni di Dio». La vocazione all'evangelizzazione si è realizzata attraverso il progetto Dieci Piazze per Dieci Comandamenti, che ha fatto da preludio all'apertura dell'Anno della fede e lo accompagnerà attraverso la declinazione dei Comandamenti in altre otto piazze d'Italia. «Abbiamo portato il RnS nelle piazze, dando voce, spazio, alla parola di Dio e a testimoni ed evangelizzatori che hanno onorato la Parola e lo Spirito Santo. La fede o si manifesta, si vede, interroga e cambia il cuore dell'uomo e la convivenza civile, o non è fede. La nuova evangelizzazione ha bisogno anche di nuove modalità espressive della fede». Ultimo in ordine temporale è il Convegno sullo Spirito Santo, tenutosi lo scorso 25 ottobre all'Università gregoriana in occasione del 25° dell'enciclicaDominum et vivificantem, «un evento da rileggere in chiave sapienziale ben oltre l'Anno giubilare, e che colloca l'intera storia del RnS, sin dalle sue origini, nel binomio dell'esperienza e della formazione teologica». In questa profonda esegesi del vissuto del RnS, il Coordinatore nazionale ha posto in evidenza anche i punti critici del Movimento, come emersi dal discernimento comunitario, ricordando però di mantenere alta la misura della vita di fede per la chiamata comune all'evangelizzazione affinché, assieme a san Paolo, tutti possano dire che «annunciare il vangelo per me non è un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il vangelo» (1 Cor 9, 16). (E. De Simone)


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